È il fondatore della fede bahá'í ed è considerato dai Bahá'í una Manifestazione di Dio e autore di una rivelazione che si pone come l'ultima di una lunga catena di Rivelazioni divine che si sono manifestate nel corso dei secoli attraverso gli insegnamenti di Messaggeri come: Krishna“Laddove ha luogo il declino del giusto, o Principe, e l’affermarsi dell’ingiustizia, allora Io creo Me stesso nella forma dell’incarnazione. Per la protezione dei buoni, per la distruzione dei malvagi, per dare stabile fondamento al regno della giustizia, Io vengo nell’esistenza di età in età” (Bhagavad Gītā – Ubaldini Editore Roma – Traduzione di Icilio Vecchiotti – pp. 188-189), Zoroastro“Quando, o Mazdâ, verranno le albe splendenti dei giorni, quando, affinché il mondo faccia proprio l’ordine, con efficaci sentenze (si faranno valere) i disegni dei Salvatori? Chi sono coloro, ai quali il Buon Pensiero presterà il suo aiuto? A me, poiché da te io sono stato scelto per il compimento …” Gâthâ Ushtavaiti, (Y. 46. I sgg.) – Trad. A. Pagliaro - in: Persia Religiosa p. 55-, BuddhaIl buddha è anche detto il “Beato”, “Colui che ha vinto [le passioni], è adorno [delle qualità illuminate] ed è passato al di là [del samsāra]”, il “Vittorioso” … l’onnisciente … dalla condotta pura e “Colui che conosce il mondo”, la guida spirituale ineguagliata, il maestro che istruisce gli dei e gli uomini … Tutto questo si riferisce non solo al buddha storico Śākyamuni (Siddhārtha Guatama), ma anche a tutti i risvegliati del passato e del futuro che, come Śākyamuni, sono già pienamente illuminati o si illumineranno. (Philippe Cornu - Dizionario del Buddhismo, p. 77 – opera in bibliografia), Gesù Cristo“Vi ho detto queste cose mentre sto ancora con voi: ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre vi manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi farà ricordare tutto quello che io vi ho detto” (Giov. 14, 25-26), Maometto.E non barattate il Patto di Dio a vil prezzo, che presso Dio v'è cosa migliore per voi, se solo lo sapeste! (Sura XVI, 95)Christopher Buck, op. cit. in bibliografia, p. 143-178
Secondo Bahá'u'lláh molti dei princìpi morali delle note religioni nel corso dei millenni sono stati tradotti in strutture e modelli di comportamento"Bahá'u'lláh, parlando della trasformazione che ogni Rivelazione apporta nei modi, nei pensieri e nell'educazione della gente, rivela queste parole:
E non pronunciò Cristo Stesso tali parole ai Suoi discepoli: ... dalle parole di Cristo riportate nel Vangelo, sarà facile per ogni spassionato osservatore riconoscere la grandezza della Fede che Bahá'u'lláh ha rivelato e comprendere l'immensa portata della missione che Egli rivendicò". (Shoghi Effendi - L'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh; p. 29) che sono serviti a nobilitare i rapporti umani e a promuovere la vita collettiva dell'umanità.
Introduzione Nella prospettiva bahá’í ciò si avvierà nuovamente e rapidamente quando l'anarchia inerente alle sovranità nazionali e la disunità religiosa verrà superata e quindi sarà tentata e poi raggiunta l'unificazione dell'intera umanità con un ordine internazionale nuovo basato sulla giustizia.
Baháʼu'lláh descrive gli esseri umani come esseri fondamentalmente spirituali e insegna che lo scopo della religione"Lo Scopo per cui l'unico vero Dio, esaltata sia la Sua gloria, Si è rivelato agli uomini è quello di portare alla luce le gemme nascoste nella miniera del loro vero e intimo essere. Che alle diverse comunità della terra e agli svariati sistemi di credi religiosi non debba essere permesso di alimentare sentimenti di animosità fra gli uomini è, in questo Giorno, l'essenza della Fede e della Religione di Dio. .... La religione è, per certo, lo strumento principe, apportatore di ordine nel mondo e di tranquillità fra le genti. L'indebolimento delle colonne della religione ha rafforzato e incoraggiato gli stolti, che si son fatti più arroganti. In verità vi dico: Maggiore il declino della religione, più puntigliosa la caparbietà degli empi; ciò non potrà che sfociare nel caos e nella confusione. Ascoltatemi, o uomini illuminati, e state accorti, o voi che siete perspicaci!" (Il Desio del Mondo, p. 59) è quello di legare amorevolmente i cuori nell'unità per promuovere il progresso collettivo dell'umanità. Egli invita gli individui a vivere una vita basata su principi spirituali mediante i quali si possono trovare soluzioni per ogni problema sociale.
L'uomo materialmente ha tutto ciò di cui ha bisogno per risolvere le sue sfide, ciò che manca ancora è una chiara visione di ciò che è adeguato all'umanità, e la maturità spirituale utile nel partecipare progettualmenteLa Fede baha’i mira a una intesa e armonia tra le Nazioni e le Religioni ponendo in luce ciò che è implicito e dinamico nell’antico progetto Divino (venga il Tuo Regno), e che s’evidenzia sempre più come necessità per tutti i popoli."Non v'è altro Dio che Lui. A Lui appartengono la creazione e l'ordine. A Lui ritornano le opere dei fedeli" (Spigolature dagli Scritti di Bahá'u'lláh; p. 224) e concretamente a fare ciò che dev'essere fatto per realizzare lunità organica all'essenziale bellezza della sua diversità.Unità nella diversità è uno dei princìpi cardine della Fede baha'í
Bahá'u'lláh affermò che:
e che:
Si rivelò come «Colui che Dio renderà manifesto» cioè il promesso dal Babismo e il Messaggero di Dio per la realizzazione delle promesse escatologiche del Cristianesimo, dell'Islam e delle altre Religioni rivelate, «l'educatore tanto atteso» dall'umanitàJ. E. Esslemont, op. cit. in bibliografia, p. 17. Bahá'u'lláh a causa del suo messaggio e della sua universale dottrina subì l'imprigionamento e l'esilio da parte dell'Impero persiano e poi altro esilio e imprigionamento da parte delle autorità ottomane e il suo quarantennale confino si concluse ad Acri in Palestina, dove trapassò nel 1892 ed il suo corpo è sepolto, meta di pellegrinaggio dei suoi seguaci, noti come bahá'í che ora risiedono in tutto il mondo e sono milioni. Scrisse numerosi libri, i quali sono considerati sacri dai fedeli; i più basilari dei quali sono il Kitáb-i-Aqdas (Il libro più Santo) e il Kitáb-i-Íqán (Il libro della Certezza).
I baháʼí considerano Baháʼu'lláh una Manifestazione di Dio"O Dio, Che sei Autore di tutte le Manifestazioni, Sorgente di tutte le Sorgenti, Fonte di tutte le Rivelazioni e Origine di tutte le Luci! Io attesto che pel Tuo Nome è stato adornato il cielo dell'intelletto, ha spumeggiato l'oceano della Parola e sono state promulgate le dispensazioni della Tua provvidenza fra i seguaci di tutte le religioni" (Baháʼu'lláh - Preghiere e Meditazioni - pp. 51-52), un perfetto intermediario tra le persone e il loro Creatore, simile a Buddha, Gesù e Muhammad. Sin dagli albori dell'umanità, si ritiene che Dio abbia inviato una serie di maestri divini per educare la razza umana in tutti i tempi e in tutte le aree per raggiungere una crescita spirituale, morale, sociale e intellettuale sempre maggiore. L'affermazione di Baháʼu'lláh di essere il più recente in questa serie di profeti inviati da Dio è la base per il diffuso riconoscimento della sua fede come l'unica religione mondiale indipendente emersa nell'era moderna.
I Genitori
Bahá'u'lláh nacque a Teheran da Mírzá Buzurg, nome con cui era noto Mírzá `Abbás-i-Núrí (), noto calligrafo e ministro di corte, membro dell'aristocrazia persiana, e da Khadíjih Khánum. Il padre ricoprì importanti incarichi governativi, ai quali sarebbe stato destinato anche Husain (Bahá'u'lláh) che, tuttavia giunto il suo momento, garbatamente rifiutòJ. E. Esslemont, op. cit., p. 52..
Il nucleo familiare di Bahá'u'lláh Bahá'u'lláh ebbe tre mogli. La prima fu Ásíyih Khánum (آسیه خانم), figlia di un nobile persiano, che sposò a Teheran nel settembre-ottobre 1835. Dalla loro unione nacquero sette figli, tra cui ‘Abbás Effendi (1844–1921), che dopo la morte del padre assunse la guida della comunità bahá'í con il titolo di 'Abdu'l-Bahá, Bahíyyih Khánum (1846–1932) e Mírzá Mihdí (1848–1870).Adib Taherzadeh, op. cit. in bibliografia, p. 13.
Nel 1849 sposò la cugina Fátimih Khánum, nota come Mahd-i-'Ulyá. Fátimih era rimasta vedova in giovane età e, non avendo avuto figli dal precedente matrimonio, non aveva diritto all'eredità del marito ed era stata, di fatto, cacciata dalla famiglia. Secondo le consuetudini dell'epoca, ci si aspettava che un uomo di adeguata posizione sociale ed economica sposasse una giovane vedova in tali circostanze. La madre di Fátimih, zia di Bahá'u'lláh, lo sollecitò ripetutamente a sposarla, e anche suo zio condivideva tale posizione. Bahá'u'lláh accettò il matrimonio anche per tutelare la dignità della cugina e il prestigio della sua famiglia, una famiglia di rilievo della regione di Núr nel Mazandaran. Dalla loro unione nacquero sei figli.
La terza moglie fu Gawhar Khánum, sorella di un bábí di Kashan, che intorno al 1862 si trasferì a Baghdad per prestare servizio nella famiglia di Bahá'u'lláh. Secondo la legge islamica e le consuetudini sociali dell'epoca, ogni donna che entrava a far parte della casa di un uomo doveva essere legata a lui da vincoli di sangue o di matrimonio. Bahá'u'lláh sposò quindi Gawhar Khánum, anche se le fonti non concordano sulla data esatta del matrimonio. Quando Bahá'u'lláh lasciò Baghdad nel 1863 in seguito al suo esilio a Costantinopoli, Gawhar rimase in Iraq presso il fratello. Anni dopo raggiunse Acri e si ricongiunse a Bahá'u'lláh. Dalla loro unione nacque una figlia, Furúghíyyih.
Nella tradizione bahá'í, Ásíyih Khánum e i suoi figli `Abdu'l-Bahá, Bahíyyih Khánum e Mírzá Mihdí sono generalmente indicati come la «Sacra Famiglia».Adib Taherzadeh, op. cit., p. 22.
Báb Nel 1844, Siyyid Mírzá `Alí-Muhammad, che prese il titolo di Báb, affermò di essere l'atteso Mahdi dell'IslamJ. E. Esslemont, op. cit., p. 36-40.. "Il Báb" diede origine a un movimento religioso, il Babismo, che si diffuse velocemente in tutto l'impero persiano, suscitando la viva e feroce opposizione del clero islamicoJ. E. Esslemont, ibidem.. Il Báb fu fucilato nel 1850, all'età di trentun anni in una piazza di Tabriz e la comunità religiosa che da lui prese il nome fu quasi interamente sterminata negli anni 1852-1853. Nella maggior parte dei suoi scritti il Báb accennò a Colui che Dio renderà manifesto come al promesso dalle sacre scritture che avrebbe instaurato sulla Terra il regno di Dio e profetizzò la sua rivelazione come imminenteJ. E. Esslemont, ibidem, p. 43.. Lo storico A.L.M. Nicolas nella sua introduzione al primo volume del ‘Bayan Persan’ (pp. 3–5) scrive: “Tutti concordano che gli era assolutamente impossibile proclamare e divulgare la sua dottrina fra gli uomini. Doveva agire come il pediatra che, per ammansire i suoi piccoli pazienti, nasconde la medicina amara sotto lo zucchero. … dovette nascondere il proprio pensiero sotto numerosi giri di parole e limitarsi a versare goccia a goccia il filtro delle sue divine verità” il Báb si riferiva a Colui che Dio renderà manifesto come al Promesso dalle sacre scritture che avrebbe instaurato sulla Terra il regno di Dio, preannunziando come imminente la sua rivelazione, e nel suo ‘Kitàb-i-Asmà riguardo a Colui che Dio renderà manifesto, egli stesso scrive, essere già presente: “Se non fosse stato a causa della Sua presenza frammezzo a questa gente, non avremmo né prescritto leggi né decretato proibizioni. È solo a glorificazione della Sua Causa che abbiamo enunciato certe leggi …. Sì che nell’ora della Sua manifestazione possiate conseguire per Suo tramite il beneplacito di Dio …”(Il Báb Antologia, p. 130) Vi fu chi disse che l’avvento di tale figura sarebbe stato profetizzato dal Bab fra 1.500-2.000 anni., ma senza alcun supporto testuale.
Accettazione del Bábismo