Bellinzona (italiano: ; , ma anche Brenzóna o Bórgh;Karl Jaberg, Jakob Jud, Sprach- und Sachatlas Italien und der Südschweiz, 1928-1936Pio Raveglia, Vocabolario del dialetto di Roveredo GR, 1982 o Bellentz; ; ) è una città svizzera del Canton Ticino, di cui è il capoluogo, conta abitanti, mentre agglomerato e distretto omonimo contano oltre abitanti.

La città è attraversata da nord e in direzione ovest dal fiume Ticino.

Nel 2017 11 ex-comuni del distretto (Camorino, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant'Antonio, Sementina) e Claro (già distretto di Riviera) sono stati accorpati al comune di Bellinzona. La popolazione del comune nel 2017 è dunque passata da circa 18 000 a oltre abitanti, e la superficie da a quasi .

Etimologia

Il nome Bellinzona deriva forse dal nome latino Bilitiō (accusativo Bilitiōnem). L'etimologia del nome è incerta e l'idea, errata, che il nome derivi dalla locuzione "zona bellica" è un esempio di etimologia popolare. Le ipotesi più accreditate sono due: la prima si richiama alla posizione geografica dell'insediamento bellinzonese originale, collocato sullo sperone di roccia di Castelgrande, e fa derivare il nome dal celtico «briga», col significato di monte o altura; la seconda, invece, collega Bellinzona al nome personale latino Belitius o Bellitio, al quale sarebbe stato aggiunto il suffisso –one, di probabile origine celtica. Il nome della Turrita significherebbe, perciò, «podere o possedimento di Bellitio».

Un'ulteriore ipotesi, meno conosciuta, farebbe derivare il nome Bellinzona dal ginepro, come si potrebbe evincere dalla radice presente nei dialetti nella Val d'Ossola e nel Ticino occidentale (brintsul in Val Maggia, brentsul in Val Vigezzo e brenkul in Val Leventina a Chironico, Janevar e Jinevr invece a Bellinzona e Camorino, dove viene ripresa la radice latina). Bilitio quindi deriverebbe da selva di ginepri o luogo ricoperto di ginepri, si presume pure dalla medesima radice dell'irlandese gallico bil (albero sacro). Quest'ultima ipotesi è ritenuta alquanto azzardata, principalmente per la sua unicità e presunto legame con le radici bri- bre- provenienti dal gallico insulare, discostandosi quindi arbitrariamente dal substrato galloromanzo continentale del Nord Italia. Inoltre, nei dialetti galloromanzi non esiste alcuna ulteriore eccezione conosciuta che potrebbe confermare in qualche misura questa regola.

Il nome della città è attestato nelle seguenti forme: 1218 Bilizone, XIV sec. Birinzone e Berinzone, XV sec. anche Birinzona e Berinzona, XVI sec. Belinzone e Berinzone, fine XVI secolo BelanzanoGalleria delle mappe, Musei Vaticani. e Bellinzone, XVII sec. Belizona e Belinzona.

Geografia fisica Quartieri e popolazione Questi sono i quartieri che compongono il comune di Bellinzona derivati dal processo di aggregazione comunale del 2017 (corrispondenti ai comuni soppressi). Al 31 dicembre 2025, nei 13 Quartieri, la popolazione residente era così suddivisa: StemmaNome del quartiereAbitanti31.12.2025Superficiein km²Abitantiin %Bellinzona 20231 19,1 42,92 Camorino 2944 8,3 6.25 Claro 3323 21,2 7.05 Giubiasco 9684 6,2 20,55 Gnosca 812 7,5 1,72 Gorduno 895 9,2 1,90 Gudo 910 9,9 1,93 Moleno 132 7,5 0,28 Monte Carasso 3088 9,6 6,55 Pianezzo 635 8,0 1,35 Preonzo 692 16,0 1,47 Sant'Antonio 316 33,6 0,67 Sementina 3473 8,2 7,37

Evoluzione demografica

Al 31 dicembre 2025 erano 47'135 le persone residenti nel Comune, +1,3% rispetto a fine 2024. Si conferma quindi l’evoluzione positiva della Città in ambito demografico: la popolazione è infatti aumentata per il settimo anno consecutivo. Dall’aggregazione (2017) l’incremento è stato di 3’707 persone residenti. Intanto il quartiere di Bellinzona ha superato la soglia storica dei 20’000 residenti raggiungendo quota 20'231.

Territorio

Bellinzona si estende nella parte centrale del Canton Ticino. In seguito all'aggregazione del 2017, con una superficie di è diventata la più estesa tra le città svizzere di oltre 30'000 abitanti e il quarto comune più esteso tra i Comuni del canton Ticino, dopo Verzasca, Blenio e Lavizzara.

Fisicamente il centro principale del comune è costituito dal quartiere e città di Bellinzona corrispondente al relativo ex-territorio comunale (di circa 20'000 abitanti).

Il nuovo comune comprende pure ampie aree boschive, agricole e di montagna e alcune frazioni sono delle vere e proprie località staccate dall'ambito cittadino.

A Bellinzona confluiscono e si diramano alcune tra le principali arterie stradali e autostradali, passi alpini e tunnel che collegano il nord al sud della Svizzera e all'Italia. In dettaglio la N2 Chiasso - Basilea, il passo del San Gottardo e il tunnel autostradale di 17 km, il San Bernardino e alcuni passi secondari come il Lucomagno e la Novena. Bellinzona è anche uno snodo ferroviario principale per le merci e i viaggiatori, sia a livello regionale, con i collegamenti in direzione di Locarno o Lugano, sia per il traffico nazionale e internazionale da e verso l'Italia (via Chiasso-Milano come pure via Luino). I collegamenti con la Svizzera tedesca attraverso la nuova trasversale alpina, che collega Bellinzona a Lucerna, ha ridotto i tempi di viaggio per le merci e le persone avvicinando il nord al sud della Svizzera, come pure Milano a Zurigo e Stoccarda. Per il traffico merci ricopre una certa importanza anche la linea che da Bellinzona e attraverso Gambarogno collega Luino al terminal di Busto Arsizio-Gallarate. La vecchia linea ferroviaria di montagna è pure tuttora utilizzata dal traffico regionale, collegando paesi e regioni altrimenti tagliate fuori dal nuovo Tunnel ferroviario, come pure per garantire il collegamento nord-sud in caso di chiusura del tunnel.

La Città comprende a sud-ovest del proprio territorio, nei quartieri di Sementina, Giubiasco, Camorino e Gudo, la parte nord del Piano di Magadino; una pianura a vocazione agricola frutto della bonifica avvenuta tra il 1888 e il 1961. Sino ad allora la pianura era una palude soggetta alle piene del fiume Ticino e alla malaria, oggi è una fertile piana dedita principalmente alla coltivazione di ortaggi in serra e all'aperto, Granturco e allevamenti di bestiame, principalmente bovini e ovini.

Nel centro cittadino si erge la rocca di Castelgrande, uno sperone di roccia granitica lascito dell'ultima glaciazione, che degrada in direzione nord-ovest verso il corso del fiume Ticino e sul quale hanno trovato rifugio i primi abitanti stanziali durante il neolitico. Nel corso dei secoli, in considerazione dell'ottima posizione strategica e di controllo delle principali vie di transito da nord a sud, al riparo dal corso irregolare e dalle piene del fiume Ticino, sulla rocca si stabilirono i primi villaggi, fortezze e armate fino al Basso Medioevo, quando venne data forma all'attuale Castelgrande e al sistema di cinte murarie e castelli, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Il territorio ha assunto la sua conformazione odierna a partire da circa 10'000 anni fa, all'inizio del periodo dell'Olocene, in seguito al rientro dell'ultima glaciazione definita glaciazione Würm. Durante la massima espansione dell'ultimo periodo glaciale, 18.000 anni fa, l'attuale territorio di Bellinzona era sommerso sotto una coltre di ghiaccio di 1500 m. Il cambiamento climatico e l'innalzamento delle temperature ha causato il progressivo ritiro di questa imponente massa ghiacciata, a cui è seguita nei secoli l'opera di bonifica e adattamento da parte dell'uomo, modellando il territorio come lo conosciamo oggi.

Il fiume Ticino attraversa la Città sul fronte nord ovest, discosto rispetto al centro cittadino, passa quindi a lato del nuovo parco urbano per giungere poi, lungo l'estesa area verde delle golene, nei quartieri di Giubiasco e Sementina, prima d'immettersi nel Piano di Magadino verso il quartiere di Gudo, il locarnese, per terminare quindi il suo viaggio nel Lago Maggiore. I principali affluenti nel territorio sono a nord-est, sull'argine sinistro e attraverso il comune di Arbedo-Castione, il fiume Moesa e il Traversagna mentre da est, attraverso l'omonima valle, il Morobbia e da ovest il torrente Sementina. Diversi riali minori che prendono vita sui monti alpini nei dintorni di Bellinzona, confluiscono anch'essi nel fiume Ticino: riale Vallascia, Grande, Moleno, Righetti, Lusanico, Rivalone, Val Purscina, torrente Guasta, torrente Dragonato ecc. per una struttura idrografica piuttosto varia e particolareggiata, con alcuni tratti sotterranei.

Il centro abitato più alto del comune di Bellinzona è Carena, facente parte del quartiere di Sant'Antonio in Valle Morobbia, a 958 m.sl.m. Il territorio confina a nord con i Comuni di Arbedo-Castione, Riviera e il Cantone dei Grigioni; a sud con Cadenazzo, Sant'Antonino, Isone, Ponte Capriasca, a ovest con Cugnasco-Gerra e ad est, attraverso la Valle Morobbia e il passo San Jorio con Cavargna e Gravedona ed Uniti in Italia.

Clima Il clima del Bellinzonese è più mite rispetto ad altre zone della Svizzera. Secondo la classificazione dei climi di Köppen e Geiger la classificazione del clima è Cfb, ovvero clima mite umido con temperatura media del mese più caldo inferiore a 22 °C e almeno 4 mesi sopra 10 °C. La temperatura media annuale di Bellinzona è 11.7 °C. Luglio con una media di 21 °C è il mese più caldo, gennaio con 2,5 °C il mese più freddo. La regione gode di un buon soleggiamento con un numero importante di precipitazioni annue e diversi giorni di vento. Le statistiche pluviometriche a Bellinzona indicano una piovosità media annua di 1291 mm, con un massimo di precipitazioni tra la primavera e l'autunno, nei mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre. Anche ad agosto si riscontrano importanti precipitazioni, ma le stesse sono per lo più a carattere temporalesco intenso. Il mese più secco è gennaio con una media di precipitazioni pari a 65mm.

Storia Età antica

La storia della città inizia con la codifica di alcuni scavi archeologici nella corte di Castelgrande, negli anni '80, che confermano la presenza di un villaggio neolitico tra i più antichi in Svizzera e risalente originariamente alla seconda metà del VI millennio a.C.. Nella seconda metà del V millennio a.C., come provano i resti archeologici, l'abitato neolitico faceva parte della cultura dei vasi a bocca quadrata, presente uniformemente in tutto il Nord Italia. Alcuni recenti ritrovamenti archeologici dell'età del bronzo nel quartiere di Claro, muri e menhir, risalenti al 2300-2500 a.C., appartenenti a un probabile luogo di culto o sepoltura, hanno avvalorato la presenza di popolazioni stanziali nel comprensorio sin dal neolitico.

Essendo la zona posta all'ingresso delle valli che conducevano ai principali valichi alpini transitabili a piedi, con cavalli o muli, ovvero: Lucomagno, San Bernardino, passo San Jorio, Greina e il passo del San Gottardo ha da sempre attirato gli interessi militari e strategici delle diverse popolazioni che si sono succedute, in sequenza, sin dall'antichità: popoli neolitici, cultura di Canegrate, cultura di Golasecca (Leponzi e Insubri) e Romani.

Durante gli scavi condotti da Werner Meyer nel 1967, furono dissepolte le vestigia dell'antica cinta muraria edificata dai Romani, origine di quel Castrum Bilitio risalente alla metà del IV secolo.