Le Alpi sono la catena montuosa più importante d'EuropaL'idea delle Alpi come catena montuosa più importante d'Europa è un'opinione largamente condivisa a livello internazionale, e dunque presente in numerosi testi. Se ne segnalano almeno alcuni, in varie lingue.
Picardi Ilenia, Clima Fukushima, edizioni Il Saggiatore,, 2011. ISBN 9788865761014. AA. VV. Il grande libro delle domande e risposte, Script edizioni, 2012, p. 86. Hrvoje Petrić, Ivana Žebec Šilj (a cura di), Environmentalism in Central and Southeastern Europe: Historical Perspectives, edizioni Rowman & Littlefield, 2017, ISBN 9781498527651. AA. VV. Diccionario enciclopédico Espasa, volume 6, edizioni Espasa-Calpe, 1978, p. 189, ISBN 9788423947867., situata a cavallo dei confini di Italia, Francia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria, Slovenia e, sia pure in modo del tutto marginale, UngheriaAll'interno dei confini ungheresi è compresa una parte dei Monti Kőszeg, un massiccio di rocce cristalline delle Alpi orientali, vedi e Monaco. Separano l'Europa centrale da quella meridionale e racchiudono la regione geografica italiana, comprendendo al loro interno le vette più alte del continente europeo, tra cui il Monte Bianco, che con i suoi d'altezza è la montagna più alta delle Alpi, d'Italia, di Francia, dell'Unione Europea; secondo la diffusa convenzione che pone i confini euroasiatici lungo la Linea di von Strahlenberg, il Monte Bianco è anche la montagna più alta del continente europeoMolti testi anglosassoni (con l'importante eccezione dell'Enciclopedia Britannica) includono il territorio del Caucaso in Europa. Seguendo questo criterio, il monte Bianco viene superato in altezza dal monte Elbrus e da altre montagne della catena del Caucaso. Nella letteratura geografica italiana, russa e di altri paesi, invece, il confine sud-orientale viene posto lungo la depressione del Kuma-Manyč e il Caucaso è considerato parte dell'Asia. Questa seconda soluzione fu indicata nel 1730 dal geografo e cartografo svedese Philip Johan von Strahlenberg e adottata dalla Società geografica russa. Tra i testi che non considerano europea la regione del Caucaso (e che conseguentemente ritengono che il Monte Bianco sia il più alto d'Europa) si citano:
AA. VV., Calendario Atlante De Agostini 2013, edito da De Agostini, 2012, ISBN 9788851117054 (consultabile su Google ricerca libri: vedi). Voce Европа (Europa) della Grande enciclopedia sovietica (Большая советская энциклопедия) voce Europe (Europa) dell'Enciclopedia Britannica (Europe - Enciclopedia Britannica)..
Generalità Nell'ambito europeo questa catena montuosa assume notevole importanza, sotto numerosi aspetti: geografici, storici, culturali e naturalistici; in particolare la natura alpina è contraddistinta da molti ambienti incontaminati, perché protetti da condizioni geografiche particolari e da una precoce attenzione alla loro conservazione; non è un caso che il primo parco nazionale d'Europa sia stato istituito nelle Alpi svizzere nel 1914Il parco in questione è il Parco Nazionale Svizzero. Sito della Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, rapporto annuale 2018 e che l'Italia e la Francia abbiano i loro più antichi parchi nazionali situati proprio nelle AlpiPer l'Italia è il Parco nazionale del Gran Paradiso, per la Francia il Parco nazionale della Vanoise.; significativo inoltre è il fatto che ben diciassette siti alpini appartengono al patrimonio dell'umanità, quattro per criteri naturalistici e tredici per criteri culturali.
L'area alpina ha una popolazione di 14 milioni di persone nell'intera areaFerlaino, Rota La montagna italiana. Confini, identità e politiche, edizioni FrancoAngeli, 2013, p. 38. ISBN 9788820440800 e possiede una forte identità culturale, che spesso supera i confini nazionali; si può infatti parlare di "civiltà alpina"*Alex Cittadella, Breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia, FrancoAngeli, 2019, p. 21 - ISBN 9788891781956; Luigi Zanzi, Civiltà alpina, in: Luigi Luca Cavalli - Sforza, Civiltà alpina ed evoluzione umana, Jaca Book, 2012 - ISBN 9788816411746., di "cultura alpina" e di "folclore alpino"Maria Anna Bertolino, Federica Corrado, Cultura alpina contemporanea e sviluppo del territorio, Franco Angeli 2017 - ISBN 9788891753984.. Anche a livello economico le Alpi presentano molti elementi di omogeneità; infatti nei villaggi alpini di ogni nazione è fiorente la cultura tradizionale dell'agricoltura di montagna, della produzione di latte e formaggio e della lavorazione del legnoEdoardo Martinengo, Le Alpi per l'Europa, Editoriale Jaca Book, 1988 - ISBN 9788816950498., sebbene l'attività turistica, che cominciò a svilupparsi all'inizio del XX secolo, si espanse notevolmente dopo la seconda guerra mondiale, fino a diventare l'attività economica dominante in gran parte del territorio alpino. Le attrattive naturali delle Alpi sono infatti meta di un considerevole flusso turisticoSul turismo come attività economica dominante nelle Alpi:
Francesco Giordana, La comunicazione del turismo tra immagine, immaginario e immaginazione, Franco Angeli, 2004, p. 64 - ISBN 9788846453730. Sul turismo alpino in genere:
Luca Savoja, La costruzione sociale del turismo, G. Giappichelli, 2005 - ISBN 9788834853672.: ogni anno vi si recano 120 milioni di visitatoriF. Bartalletti, Prospettive turistiche nelle Alpi, in Politiche per lo sviluppo sostenibile della montagna (curatore Antonio Massarutto), edizioni FrancoAngeli, 2013, p. 108. ISBN 9788846494405.
Anche per ciò che riguarda gli sport invernali, le Alpi rivestono un'importanza notevole; a riprova di ciò, dieci edizioni dei giochi olimpici invernali, sulle ventitré in tutto disputate, sono state ospitate nelle Alpi svizzere, francesi, italiane, austriache e tedescheLetteratura e sport: per una storia delle Olimpiadi..., edizioni Interlinea, 2006, p. 52. ISBN 9788882125608..
Storia
La storia della colonizzazione delle Alpi ebbe inizio con la fine dell'ultima glaciazione (circa anni fa), quando la fusione dei ghiacci incominciò a rendere abitabili vaste zone vergini. Nella tarda preistoria i laghi prealpini ospitavano villaggi palafitticoli. Il testimone più famoso di quest'epoca è l'uomo di Similaun (detto anche "Ötzi").
Nell'età del ferro (circa 1200 a.C. a 1000 d.C.), dai Reti e Camuni (Alpi Retiche), dai Veneti e Illiri (le Alpi Orientali), dai Celti delle culture di Hallstatt e di La Tène (il versante settentrionale). Intorno alla metà del primo millennio i Celti irruppero a sud delle Alpi e invasero buona parte del versante meridionale e occidentale, prima abitati da Liguri.
A tali quattro gruppi etnici appartenevano i popoli, politicamente organizzati in piccoli Stati o confederazioni tribali, esistenti all'arrivo dei Cartaginesi e dei Romani. Durante la seconda guerra punica avvenne il passaggio delle Alpi forse attraverso il colle del Moncenisio in val di Susa da parte dell'esercito di Annibale con gli elefanti. Alla fine della seconda guerra punica l'Italia settentrionale divenne la provincia romana della Gallia Cisalpina. Tuttavia, le Alpi rimanevano in buona parte autonome.
Una quarantina di popoli delle Alpi Occidentali furono combattuti e vinti dai Romani nel 15 a.C. A commemorare la vittoria fu costruito il Trofeo di Augusto, che si può vedere a La Turbie: rappresenta, per i francesi, la porta d'ingresso alla catena alpina. Alcuni popoli mantennero una certa autonomia sotto l'Impero romano e non furono inglobati in alcuna delle province, bensì mantennero un'amministrazione particolare: si tratta dei regni di Marco Giulio Cozio e dei Graii. A ricordo di tale trattamento privilegiato rimangono gli archi di Augusto eretti nelle rispettive capitali, Susa e Aosta.
Da quanto descritto, si capisce che nell'antichità le Alpi Occidentali erano le Alpi per antonomasia, attraversate da Annibale e da Giulio Cesare. Anche il nome "Alpes", che è utilizzato nel senso moderno per la prima volta in latino, è preso in prestito da una lingua parlata nelle Alpi Occidentali, probabilmente ligure, in cui significava semplicemente "montagne".
Medioevo
Durante il Medioevo, le Alpi furono una delle aree dell'Europa occidentale meno toccate dal feudalesimo, in quanto il territorio non produceva abbastanza, oltre a quanto necessario alla famiglia del contadino o del pastore, per permettere di dare una parte del raccolto al feudatario. In effetti, i territori alpini non erano di alcun interesse economico per gli Stati della pianura, ma erano strategici su un piano militare.
Cosicché, ci furono due tendenze, spesso riscontrabili nello stesso territorio: da un lato, parecchi territori alpini godevano di una sostanziale autonomia interna, pur appartenendo a uno Stato confinante, che aveva diritto di tenervi guarnigione. Dall'altro lato, molti di essi erano organizzati come comuni rustici, piccole repubbliche di montanari o di piccoli nobili locali.
Il caso estremo di queste due tendenze è la Confederazione, pienamente indipendente, dei cantoni svizzeri. Tuttavia, godevano di autonomia all'interno dei rispettivi Stati anche gli Escartons delle Alpi francesi e dell'alta Val di Susa, le comunità delle valli valdostane e i tre "terzi" della Valtellina, nonché le contee di Bormio e Chiavenna, le Magnifiche Comunità di Fiemme e di Fassa e la Magnifica Comunità di Cadore, che si autogovernava attraverso i propri statuti.
Tutte queste autonomie locali cessarono con l'occupazione napoleonica dei vari Stati e l'Ottocento vide l'affermarsi delle amministrazioni centralizzate in tutti gli Stati alpini, forse esclusa la Svizzera. A partire dalla seconda guerra mondiale questa tendenza si è invertita e, sia pure per motivi questa volta linguistici, territori come la Valle d'Aosta e le province di Bolzano e Trento hanno riottenuto un'autonomia che ricorda per certi versi quella di cui avevano goduto i territori alpini prima di Napoleone.
Toponimo
Il toponimo deriva dal latino Alpes, che può significare "pietra", "collina", "montagna", "bianco". Si chiamano in francese Alpes, in occitano Aups/Alps, in tedesco Alpen, in romancio Alps, in sloveno Alpe, in friulano Alps. Sesto Pompeo Festo nel suo Primo Libro attesta che il nome deriva da albus (bianco), che i Sabini pronunciavano alpus, e indicava il colore sempre bianco della catena innevata anche durante la stagione estivaFest. de verb. sign. I, s.v. album: Sabini tamen alpum dixerunt: unde credi potest nomen Alpium a candore nivium vocitatum..
Altri autori, ritengono il nome derivato da alp alpeggio, dalla pratica millenaria tradizionale di allevamento.
Geografia Limiti ed estensione
Secondo tutte le più diffuse convenzioni, il limite occidentale delle Alpi è la Bocchetta di Altare o colle di Cadibona; il confine geologico è situato più a est, nei pressi del passo dei Giovi, lungo una discontinuità tettonica denominata linea Sestri-Voltaggio.La zona è interessata dal Gruppo di Voltri, situato nel comune di Genova e che prende nome dal quartiere occidentale genovese.
Il limite orientale, invece, è identificato diversamente, a seconda delle varie convenzioni. Secondo la Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino, il limite orientale si distende tra Vienna, Graz, Maribor, Lubiana e la Sella di Godovici. Secondo la Partizione delle Alpi, invece, il limite orientale delle Alpi è il Passo di Vrata, dove iniziano le Alpi DinaricheSergio Marazzi, Atlante orografico delle Alpi, edizioni Priuli & Verlucca, 2005, p.20, vedi. La suddivisione didattica tradizionale italiana segue, come limiti della catena alpina, il criterio della "Partizione delle Alpi"Essendo numerosissimi i testi che usano questa suddivisione, se ne riportano solo alcuni, a mero titolo di esempio, tra quelli più diffusi delle principali case editrici.
Carlo Griguolo, Chiara Forgieri, Daniela Romagnoli, Il nuovo giramondo, edizioni Paravia, 2014, p. 16 ISBN 9788839507532;