Durante la sua carriera in Formula 1, che si è sviluppata principalmente nel corso degli anni ottanta, si è confrontato con diverse generazioni di piloti: agli inizi ha avuto come compagno di team il già pluricampione Niki Lauda, da cui, per sua stessa ammissione, ha potuto apprendere molto sulla messa a punto della vettura; successivamente, è riuscito a emergere nel confronto con piloti che avevano animato il decennio precedente, come Carlos Reutemann. Nella parte centrale della sua carriera ha rivaleggiato con Alain Prost, Ayrton Senna e Nigel Mansell, mentre a fine carriera si è trovato ad avere come compagno di squadra l'esordiente Michael Schumacher.

Considerato uno dei migliori piloti della sua generazione, aveva uno stile di guida equilibrato: non freddamente calcolatore come Lauda o Prost, ma nemmeno eccessivo e irruente come Mansell. Pilota versatile, ha vinto con vetture e motorizzazioni molto differenti, dalle wing-car a motore aspirato fino alle vetture turbo con le quali è stato il primo a diventare campione del mondo; ha dimostrato grande capacità di adattamento su circuiti nuovi, vincendo le prime edizioni dei Gran Premi svolti sui circuiti di Imola e dell'Hungaroring, ma ha avuto un rapporto negativo con il Circuito di Monte Carlo dove avrebbe desiderato vincere ma ha ottenuto solo tre piazzamenti. Riteneva che "Correre a Monaco è come andare in bici dentro una cucina".

Il ricordo lasciato da Piquet non può essere circoscritto alle sole capacità velocistiche: la goliardia e la fama di tombeur de femme gli hanno dato una grande popolarità, ma anche le polemiche facevano parte del suo repertorio; ha infatti saputo attrarre l'attenzione dei mezzi di comunicazione con uscite sensazionalistiche.

Nelson Piquet ha disputato 204 Gran Premi di Formula 1, con 23 vittorie, 24 pole position, 23 giri più veloci in corsa e 485,5 punti, di cui 481,5 validi a fini della classifica; si è classificato 100 volte nei primi sei (60 sul podio), ed è partito 43 volte in prima fila. È inoltre il padre dei piloti Nelson Piquet Jr e Pedro Piquet.

Carriera Gli inizi Nelson Piquet è l'ultimo figlio di Estácio Gonçalves Souto Maior (medico e politico brasiliano) e Clotilde Piquet (discendente d'immigrati francesi); nato a Rio de Janeiro, trascorse la sua infanzia nella nuova capitale Brasilia per via dell'attività politica del padre, medico, che divenne ministro della sanità nel governo di João Goulart. Il padre era stato campione regionale di tennis e vedendo che anche il figlio aveva buone doti lo incoraggiò su questa strada: a 12 anni Nelson era uno dei tennisti brasiliani junior più promettenti. Ma presto il tennis passò in secondo piano e a 14 anni cominciò ad appassionarsi ai motori, incominciando a gareggiare con un go-kart acquistato in società con tre amici, tuttavia a causa della disapprovazione del padre corse di nascosto con lo pseudonimo Piket derivato dal cognome della madre. Le vittorie nei kart (campione brasiliano nel 1971 e 1972) gli impedirono di continuare a nascondere la sua passione e il padre per evitare che continuasse a correre lo mandò a studiare in California, ma Nelson dopo un anno tornò a casa.

Nel 1974 il padre morì e Piquet partecipò alle gare di Formula Super Vee; nello stesso anno, al Gran Premio del Brasile, ebbe il primo contatto con la Formula 1; non essendoci le attuali rigide limitazioni all'ingresso, riuscì a entrare ai box e avvicinò il tecnico della Brabham Gordon Murray chiedendogli di poter fare qualcosa: Murray gli permise di sbrigare alcune faccende all'interno dei box e quando si mise a pulire il casco di Carlos Reutemann questi lo allontanò sbrigativamente. L'episodio fu poi ricordato da entrambi quando si trovarono in lotta per il titolo mondiale nel 1981.

Vinse il campionato brasiliano di Formula Super Vee nel 1976 e, per proseguire la carriera, chiese consiglio alla celebrità nazionale Emerson Fittipaldi, primo brasiliano campione del mondo di Formula 1 e, su indicazione di questi, nel 1977, decise di andare a correre in Europa. Quindi si trasferì in Italia, a Novara, e partecipò al campionato europeo di Formula 3, vincendo due gare e arrivando terzo nella classifica finale. Nel 1978 passò alla F3 inglese, che era suddivisa in due campionati la cui titolazione era data dalle differenti sponsorizzazioni; Piquet si aggiudicò il campionato British Petroleum e arrivò secondo nel Vandervell. Complessivamente partecipò a 26 gare nei 2 campionati vincendone 13 (7 nel BP e 6 nel Vandervell), preparandosi per il passo in Formula 1.

Formula 1 I primi anni Campionato 1978 Piquet esordì in Formula 1 nel Gran Premio di Germania del 1978, alla guida di una Ensign-Ford N177 MN. Qualificatosi 21º, il brasiliano dovette ritirarsi al 31º giro per la rottura del propulsore mentre occupava la dodicesima posizione. Fu la sua unica gara con l'Ensign, in quella stessa stagione partecipò alle 3 gare successive con una vecchia McLaren M23 del team privato Ligget Group B&S Fabrication.

Ma fu durante il week-end del Gran Premio d'Italia che Piquet riuscì a dare una svolta decisiva alla sua carriera: superando la concorrenza di Elio De Angelis si accordò con Bernie Ecclestone per partecipare all'ultima gara stagionale con una terza vettura ufficiale della Brabham, schierata per l'occasione, e soprattutto ottenne l'ingaggio come seconda guida per la stagione entrante. A suo favore giocò, oltre ai buoni risultati nelle formule minori e l'appoggio finanziario di uno sponsor (la birra brasiliana Brahma), cose che anche De Angelis poteva offrire, l'interesse della Parmalat, sponsor della Brabham, per il mercato brasiliano e il fatto di aver accettato un contratto triennale percependo un modestissimo compenso, pari allo stipendio di un impiegato.

Campionato 1979 Al volante della Brabham-Alfa Romeo nel 1979, Piquet si rivelò come pilota di grandi doti e in breve tempo fu in grado di competere con il titolato compagno di squadra Niki Lauda, ma essendo l'ultimo anno della collaborazione tra il costruttore inglese e la casa italiana, ormai scesa in pista con una propria monoposto, a risentirne fu l'affidabilità della vettura e ciò non gli permise di andare oltre un quarto posto al Gran Premio d'Olanda. Nel corso delle prove del Gran Premio del Canada Lauda decise di ritirarsi dalle corse, anche se poi tornò alla guida della McLaren nel e Piquet ebbe l'occasione di diventare il pilota di punta della squadra. Nelle ultime due gare della stagione la Brabham si schierò con la nuova vettura a motore Cosworth e nella gara conclusiva, il Gran Premio degli Stati Uniti-Est, Piquet partì in prima fila e conquistò il giro più veloce in gara.

Campionato 1980

Il 1980 fu l'anno della consacrazione. Nel Gran Premio di apertura in Argentina salì per la prima volta sul podio, arrivando secondo dietro ad Alan Jones, sulla cui vettura ci furono però dubbi di irregolarità per sottopeso. Infatti, a gara finita, Jones non portò subito la vettura al parco chiuso per i controlli, dando adito al sospetto che nel frattempo fosse stata aggiunta zavorra per far rientrare la vettura nel peso minimo regolamentare, ma al controllo la macchina risulterà regolare.. Piquet vinse la sua prima gara, il Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest sul circuito cittadino di Long Beach e al Gran Premio di Monaco conquistò il terzo posto che gli permise di andare, per la prima volta, in testa alla classifica del campionato.

Nella parte centrale della stagione subì la maggior forza della Williams di Jones, ma fu favorito dai dissidi tra l'associazione dei costruttori (FOCA) e la federazione internazionale (FISA), la cosiddetta guerra FISA-FOCA, che portarono alla diserzione del Gran Premio di Spagna da parte dei team non aderenti alla FOCA: Renault, Ferrari e Alfa Romeo, con il successivo annullamento dello stesso Gran Premio, che era stato vinto da Jones. Recuperò successivamente nel finale di stagione vincendo i Gran Premi d'Olanda e d'Italia, e grazie a questi successi tornò in testa al mondiale.

Tutto si giocò nel successivo Gran Premio del Canada, penultimo della stagione: Piquet partì dalla pole position e andò subito in testa ma, pochi metri dopo il via, Jones lo coinvolse in un incidente, che giustificò dicendo di essere stato toccato a sua volta.. La gara fu sospesa e si ripartì da zero, ma la vettura di Piquet era stata danneggiata ed egli dovette ripartire con l'auto di riserva che non era stata messa a punto. Alla seconda partenza Piquet battagliò con Jones e Pironi, prendendo il comando e rimanendoci per 23 giri fin quando gli si ruppe il motore e fu costretto al ritiro; a questo punto Jones vinse senza problemi venendo preceduto sul traguardo da Pironi.

Piquet arrivò quindi all'ultima gara in ritardo di otto punti, ma, a causa della regola allora in vigore secondo cui si contavano solo i 5 migliori risultati di ciascuna delle due metà della stagione, anche vincendo e prendendo 9 punti avrebbe dovuto scartare i 2 del quinto posto in Austria e dunque non poteva più raggiungere la testa della classifica. A ogni modo, Jones legittimò il titolo, vincendo la successiva gara di Watkins Glen.

Nel 1980 Piquet vinse inoltre, succedendo all'ex compagno di squadra Lauda, la seconda e ultima edizione del Campionato ProCar, un monomarca riservato alle BMW M1, che si svolgeva nei fine settimana di alcuni Gran Premi come gara di contorno e alla quale partecipavano diversi piloti di Formula 1, che correvano anche il Gran Premio a poche ore di distanza.

I due titoli mondiali e gli ultimi anni in Brabham Campionato 1981 La stagione cominciò con l'annullamento del Gran Premio del Sudafrica, vinto da Carlos Reutemann con Piquet secondo, per il proseguire della polemica tra FISA (sostenuta dalle squadre italiane e dalla Renault che disertarono la gara) e FOCA.. Si cominciò il campionato dopo essere giunti a un accordo che bandì le minigonne e richiese un'altezza minima da terra, della vettura, di 6 cm escluse le gomme. Dopo un terzo posto nel Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest, Piquet partì in pole position nella gara di casa, il Gran Premio del Brasile, ma, con la pista bagnata, puntò su un rapido miglioramento della situazione atmosferica e montò gomme slick, compromettendo la sua gara.

Al successivo Gran Premio d'Argentina la Brabham aggirò la regola dell'altezza minima adottando un correttore d'assetto che, pur facendo risultare la vettura regolare alle verifiche, la faceva abbassare durante la corsa trasformandola in una Wing-car. La superiorità della monoposto fu tale che Piquet stravinse e persino il suo compagno di squadra Héctor Rebaque, che normalmente navigava nelle retrovie, riuscì a mantenere il secondo posto fino all'uscita di pista che ne provocò il ritiro. Si passò a Imola dove si corse con la nuova titolazione di Gran Premio di San Marino e quasi tutte le squadre adottarono la novità portata in Argentina dalla Brabham. Piquet partì male, ma dopo una rimonta sotto la pioggia si aggiudicò il Gran Premio.