Ufficiale estremamente determinato e fanaticamente devoto alla Germania nazista, si distinse alla testa di unità meccanizzate delle Waffen-SS sia sul fronte orientale che sul fronte occidentale, conseguendo alcuni successi tattici sul campo di battaglia.
Peiper si rese responsabile di numerosi crimini di guerra, tra cui la strage di Boves in Italia, il massacro di Malmédy durante la battaglia delle Ardenne e numerosi episodi di brutalità e devastazione in terra sovietica con i metodi di distruzione e sterminio applicati regolamente dalle unità delle Waffen-SS e anche della Wehrmacht sul fronte orientale.
Peiper era membro della 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler", in particolare era al comando del battaglione meccanizzato della divisione equipaggiato con semicingolati; durante la battaglia delle Ardenne invece ebbe il comando di un'unità combinata di carri armati e panzergranatieri, denominata "Kampfgruppe Peiper" che guidò con brutale energia nell'avanzata in profondità oltre le linee alleate nei primi giorni della battaglia.
Dopo la guerra venne condannato a morte per i suoi crimini ma la pena venne commutata in detenzione; Peiper venne rilasciato dopo dieci anni e si trasferì in Francia dove nel 1976 rimase ucciso in circostanze non chiare nell'incendio della sua casa.
Biografia
Nei primi anni della seconda guerra mondiale
Nato a Berlino nel 1915, a 18 anni si arruolò come caporale nelle SS-Verfügungstruppe che più tardi diventeranno le Waffen-SS, e il 24 aprile 1935 entrò a frequentare la scuola per ufficiali delle SS di Braunschweig da cui uscì con il grado di Untersturmführer (sottotenente) assegnato come capo sezione alla SS "Leibstandarte Adolf Hitler"; Peiper nell'aprile 1938 divenne, con il grado di Obersturmführer (tenente), ufficiale di collegamento per le SS-Verfügungstruppe con il Reichsführer-SS Heinrich Himmler, mantenendo questo incarico fino all'inizio del mese di maggio 1940; in questo periodo si sposò con una delle segretarie di HimmlerG. Bernage, Le panzers dans la bataille de Normandie, p. 124..
Durante la campagna di Francia ritornò in servizio attivo nella SS "Leibstandarte" come comandante di compagnia ed ebbe il suo battesimo del fuoco nei combattimenti sul Monte Watten, durante la battaglia di Dunkerque. Al termine della guerra sul Fronte occidentale nel giugno 1940, venne promosso Hauptsturmführer (capitano) e ricevette le decorazioni della Croce di Ferro di I e II classe. Il 1 novembre 1940 Peiper assunse di nuovo un incarico a disposizione di Heinrich Himmler come primo ufficiale di collegamento fino al mese di agosto 1941; durante questo periodo accompagnò il Reichsführer-SS nei suoi viaggi di ispezione e controllo nell'Europa nazista, compresa una visita nel maggio 1941 al campo di concentramento di Mauthausen.
Peiper tornò a servire al fronte nell'agosto 1941 riprendendo il comando di una compagnia della SS "Leibstandarte" impegnata in quel momento nell'operazione Barbarossa sul Fronte orientale. Nei mesi seguenti, il reparto di Peiper fu in azione nel settore meridionale del fronte e prese parte alle aspre battaglie di Mariupol e Rostov sul Don; il giovane ufficiale diede prova di aggressività ma la divisione SS subì fortissime perdite e dovette passare sulla difensiva per tutta la durissima campagna invernale 1941-1942 all'est. Fin dall'inizio la guerra sul fronte orientale fu caratterizzata dalle spietate e sanguinarie azione di repressione, rappresaglia e sterminio delle truppe speciali tedesche, delle Waffen-SS e anche della Wehrmacht.
Nella primavera 1942 la SS "Leibstandarte Adolf Hitler", come altre unità Waffen-SS, fu ritirata dal fronte e trasferita all'ovest per essere ricostituita e rafforzata per trasformarla in divisione pesante meccanizzata.
Sul Fronte orientale nel 1943
La SS "Leibstandarte Adolf Hitler" ritornò sul Fronte orientale nel gennaio 1943 mentre erano in corso le fasi finali della battaglia di Stalingrado e la divisione, che in origine avrebbe dovuto partecipare ad un disperato tentativo di salvare le truppe tedesche accerchiate, venne invece impiegata in azione, insieme alle altre due divisioni del II SS-Panzerkorps per cercare di difendere Char'kov che stava per essere attaccata dai sovietici che erano quasi ovunque all'offensiva. Peiper, promosso sturmbannführer (maggiore), prese parte ai drammatici e durissimi combattimenti invernali in una situazione climatica proibitiva, alla guida di un battaglione di panzergranatieri, il III/Panzergrenadierregiment 2, equipaggiato con semicingolati; si trattava del reparto più mobile e meglio armato dell'intera divisione "Leibstandarte", l'unico in grado di manovrare insieme ai carri armati. Dopo una iniziale ritirata, Peiper guidò i suoi uomini con tenacia e abilità e si distinse nei combattimenti per respingere l'offensiva sovietica verso il Dnepr e poi nel corso della terza battaglia di Char'kov del marzo 1943K. Macksey, Carri armati. Gli scontri decisivi, pp. 113-117.. Per il suo comportamento e i risultati raggiunti dalla sua unità in questa serie di battaglie, il 9 marzo 1943 Peiper ottenne la prestigiosa decorazione al valore della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro.
Dopo la pausa di primavera, Peiper tornò in combattimento insieme alla SS "Leibstandarte Adolf Hitler" nella accanita battaglia di Kursk dal 5 al 17 luglio 1943. Sempre al comando dei III battaglione del Panzergrenadierregiment 2, equipaggiato con semicingolati, l'ufficiale guidò i suoi soldati nei duri e prolungati combattimenti per superare le successive linee difensive sovietiche. Il 12 luglio 1943, alla vigilia della decisiva battaglia di Prochorovka, Peiper si trovava con i suoi uomini sulla quota 252, nel punto più avanzato e piu esposto delle linee tedesche; il suo battaglione era rinforzato da una compagnia corazzata di sette Panzer IV guidata dal tenente Rudolf von RibbentropR. Forczyk, Kursk 1943, p. 294.. I carri armati sovietici attaccarono di sorpresa a grande velocità la quota 252 al mattino del 12 luglio; i mezzi corazzati furono individuati in ritardo a causa della nebbia e del fumo delle esplosioni e Peiper dovette improvvisare la difesa all'ultimo minuto. Mentre i Panzer IV del tenente von Ribbentrop aprivano il fuoco a 200 metri e poi venivano coinvolti in una mischia generale a brevissima distanza, Peiper riuscì a difendere per tutto il giorno la sua posizione su quota 252. Il battaglione subì dure perdite e molti semicingolati furono distrutti, ma, mentre il tenente von Ribbentrop si ritirava con i tre carri armati superstiti, Peiper rimase sulla quota 252 fino alla notte quando si ritirò ordinatamente a sua voltaR. Forczyk, Kursk 1943, pp. 295-297.. La battaglia di Prochorovka terminò con un pareggio e pesanti perdite di mezzi corazzati sovietici.
La battaglia di Kursk era ormai finita con la sconfitta strategica tedesca e ben presto le divisioni Waffen-SS, compresa la "Leibstandarte Adolf Hitler" di Peiper, vennero ritirate dalla prima linea in vista di un possibile trasferimento sul teatro del Mediterraneo.
Peiper in Italia (1943)
Nell'estate 1943 dopo la caduta di Benito Mussolini, Hitler decise il trasferimento dell'intera 1. SS "Leibstandarte Adolf Hitler", compreso il reparto guidato da Peiper, in Italia per supportare il regime fascista ed eventualmente partecipare all'operazione Achse per occupare la penisola in caso di defezione dell'alleato. Dopo l'8 settembre 1943 e l'uscita dell'Italia dalla guerra, i soldati della "Leibstandarte Adolf Hitler" ricevettero quindi l'ordine di procedere immediatamente all'occupazione del Nord Italia e Peiper con il suo battaglione meccanizzato raggiunse e occupò l'11 settembre la città di Cuneo senza trovare resistenzaG, Bocca, Storia dell'Italia partigiana, p. 54.. Nei giorni seguenti Peiper ricevette informazioni sulla presenza di un contingente di soldati italiani sbandati concentrato nel villaggio di Boves e il 18 settembre inviò nel villaggio un primo reparto di avanguardia in missione di intimidazione e repressione; in realtà i soldati italiani si erano già in gran parte dispersi e nelle colline intorno al villaggio rimanevano solo un centinaio di sbandati debolmente armati e i soldati tedeschi, dopo aver comunicato un ultimatum che richiedeva la resa dei ribelli, lasciarono BovesG. Bocca, Storia dell'Italia partigiana, p. 55..
Il giorno seguente 19 settembre al mattino due soldati SS isolati furono invece catturati dai ribelli e Peiper decise immediatamente di passare alla repressione violenta. Alle ore 12,30 Peiper entrò a Boves con il suo reparto meccanizzato e, dopo essersi fatto riconsegnare con l'inganno i due soldati prigionieri, diede ordine di bruciare il villaggio. I soldati tedeschi applicarono spietatamente la tecnica del terrore: le case vennero incendiate, i raccolti distrutti, il bestiame eliminato; ventitre civili furono uccisi sommariamente, tra cui il parroco don Giuseppe Berardi e l'industriale Antonio Vassallo Contemporaneamente i reparti pesanti del battaglione di Peiper davano l'assalto ai ribelli raccolti su una collina che opposero una valida resistenza prima di disperdersi nelle valli. Peiper e i suoi soldati abbandonarono la zona di Boves lasciando dietro di loro una scia di morte e distruzioneG. Bocca, Storia dell'Italia partigiana, pp. 55-58..
Ritorno sul fronte dell'est
Dopo la breve ma sanguinosa missione in Italia, la SS "Leibstandarte Adolf Hitler" nell'autunno 1943 venne richiamata sul Fronte orientale dove era in corso da mesi l'offensiva generale sovietica sulla linea del Dniepr che aveva portato alla liberazione di Kiev il 6 novembre 1943; Peiper inizialmente mantenne il comando del III battaglione del Panzergrenadierregiment 2 e prese parte alla breve controffensiva di Žitomir durante la quale venne ucciso in combattimento il tenente colonnello Georg Schönberger, il comandante del Panzerregiment 1, il reggimento corazzato della divisione. Il 20 novembre 1943 Peiper prese il suo posto e passò al comando del Panzerregiment 1 che raggruppava tutti i carri armati disponibiliAA.VV., Leibstandarte SS, p. 344..
Nelle settimane seguenti, fino alla primavera 1944, Peiper guidò i panzer della "Leibstandarte Adolf Hitler" durante le durissime battaglie della terza offensiva d'inverno sovietica che mise in gravi difficoltà le forze della Wehrmacht. La "Leibstandarte" subì perdite fortissime e rischiò di essere accerchiata e distrutta nella battaglia di Kamenec-Podol'skij. Il reggimento corazzato di Peiper, sempre impegnato in azione, rimase al termine dei combattimenti con pochissimi carri armati e dovette essere ritirato per ricostituzione e riequipaggiamentoAA.VV., Leibstandarte SS, pp. 345-350.. Per il coraggio dimostrato nei sanguinosi scontri della campagna d'inverno 1943-44 sul Fronte orientale, Peiper ricevette il 20 gennaio 1944 la decorazione al valore delle Fronde di Quercia per la Croce di Cavaliere; inoltre il 20 aprile 1944 venne promosso obersturmbannführer, tenente colonnello.
Peiper e i soldati del suo reparto mantennero durante tutta la campagna dell'est, sia nel 1943 che nel 1944, un comportamento spietato e brutale nei confronti del nemico e della popolazione civile, adottando sistematicamente, come altri reparti delle Waffen-SS e della Wehrmacht, la politica della terra bruciata, della rappresaglia e della violenza repressiva. Il reparto guidato da Peiper in numerose occasioni procedette alla distruzione e all'incendio dei villaggi e al massacro degli abitanti di intere comunità dei territori occupati sovietici attraversati dai suoi uominiJ.D. Eisenhower, Boschi amari, p. 268..
Peiper in Normandia e nelle Ardenne