La battaglia di Varsavia fu lo scontro, avvenuto tra l'8 ed il 28 settembre 1939, tra le forze tedesche e l'esercito polacco per il controllo della capitale Varsavia durante la seconda guerra mondiale. La città, già precedentemente soggetta a bombardamenti da parte della Luftwaffe iniziati il 1º settembre, venne raggiunta il giorno 8 quando i primi carri armati tedeschi raggiunsero il quartiere di Wola e la parte sud occidentale della città.
La propaganda tedesca diffuse immediatamente, attraverso la radio, la notizia della sua conquista ma le difese inizialmente riuscirono a reggere ed i combattimenti proseguirono fino al 28 settembre, quando le guarnigioni polacche, comandate dal generale Walerian Czuma, capitolarono, ed, il giorno seguente, circa soldati polacchi furono fatti prigionieri dai tedeschi. Il 1º ottobre la Wehrmacht entrò a Varsavia, iniziando un'occupazione che ebbe termine solo il 17 gennaio 1945.
L'inizio della guerra L'intento di Hitler
L'attacco tedesco alla Polonia, il cosiddetto Caso Bianco, fu la continuazione, dopo l'annessione della Cecoslovacchia, della dinamica espansionistica del nazismo verso est, allo scopo di realizzare il cosiddetto lebensraum, lo spazio vitale che Hitler aveva teorizzato nel Mein Kampf e che avrebbe previsto in seguito, nel quadro più generale del Generalplan Ost, anche l'invasione dell'Unione SovieticaAdolf Hitler sosteneva che "se qualcuno in Europa ha bisogno di terre e di spazio se lo può procurare solo a spese dell'Unione Sovietica". La richiesta del Führer al governo polacco della città di Danzica e la relativa extraterritorialità del corridoio di passaggio costituivano in realtà solo dei pretesti poiché, già dal 3 aprile 1939, immediatamente dopo il rifiuto polacco, comunicato il 26 marzo, egli aveva preso la decisione di invadere il paese e non lo preoccupava tanto l'irrigidimento dell'atteggiamento del Regno Unito che, attraverso il primo ministro Neville Chamberlain, aveva garantito il suo sostegno in caso di ostilità aperte dalla Germania, considerandolo un espediente propagandistico, quanto la possibile reazione dell'Unione Sovietica.
Allo scopo Hitler avviò trattative tra i due paesi, sfruttando l'avversione di Stalin per loccidente capitalistaUno dei timori di Stalin era quello del desiderio delle potenze occidentali di "abbattere la rivoluzione"; timore giustificato dall'invio, tra il 1918 ed il 1922, di forze di spedizione, inviate dall'occidente europeo e dagli Stati Uniti, allo scopo di distruggere il neonato Stato Bolscevico. V. James Lucas, La seconda guerra mondiale vista dai tedeschi, La Spezia, 1992, pag. 151, che si conclusero positivamente il 23 agosto 1939, con il patto Molotov-Ribbentrop, un patto di non aggressione che consentì alla Germania non solo di non temere un'offensiva da est ma di continuare ad usufruire delle forniture di petrolio, grano ed acciaio provenienti dall'Unione Sovietica; la conseguenza di tale patto fu l'accordo, stipulato tra la Francia ed il Regno Unito il 25 agosto, con il quale i due paesi si impegnarono reciprocamente a sostenersi in qualunque evento bellico che avesse coinvolto uno dei dueAA.VV., La Storia, La Biblioteca di Repubblica, vol. 13, L'età dei totalitarismi e la seconda guerra mondiale, 2004, De Agostini, pag. 637..
L'attacco alla Polonia
Alle ore 04.45 del 1º settembre la Wehrmacht varcò il confine con la Polonia: i tedeschi, forti di 53 divisioni, di cui 6 corazzate, 4 motorizzate e 4 leggere, divise in due gruppi di armate, lHeeresgruppe Nord, comandato dal generale Fedor von Bock, e lHeeresgruppe Süd, comandato dal generale Gerd von Rundstedt, avanzarono velocemente, con alla testa le unità corazzate comandate dal generale Heinz Guderian, dal generale Paul Ludwig Ewald von Kleist e dal generale Erich Hoepner, travolgendo, con la nuova tattica della guerra lampo, le forze polacche ammassate lungo la frontiera, mentre a Danzica la vecchia corazzata Schleswig-Holstein aprì il fuoco contro la fortezza polacca di Westerplatte, dove si trovava l'arsenale della marina polacca ed, in poche ore, reparti del genio si impadronirono della cittàDanzica venne occupata ed annessa al Reich il 1º settembre ma l'atto ufficiale di integrazione nello Stato tedesco avvenne il 1º novembre. V. Salmaggi e Pallavisini, La seconda guerra mondiale, Mondadori, 1989, pag. 15..
L'esercito polacco attese invano l'aiuto da parte degli Alleati ma, fatta esclusione per la dichiarazione di guerra, depositata dall'Inghilterra e dalla Francia il 3 settembre, non furono compiute significative azioni terrestri contro la Germania. La Luftwaffe acquisì rapidamente il controllo dell'aria e le armate polacche furono costrette a ripiegare, con l'eccezione delle truppe nel settore di Łódź che vennero circondate in sole 36 ore dalla punta avanzata della 10ª armata, comandata dal generale Walter von Reichenau, la 4ª divisione corazzata, comandata dal generale Georg-Hans Reinhardt, la quale, dopo avere sfondato la linea del fronte, si unì alla 1ª divisione corazzata, comandata dal generale Rudolf Schmidt proseguendo verso la Vistola. Il comandante in capo dell'esercito polacco, il maresciallo di Polonia Edward Rydz-Śmigły, vista la rapidità dell'avanzata tedesca, ordinò la creazione di un "Comando della Difesa di Varsavia", Dowództwo Obrony Warszawy, affidandone il comando al generale Walerian Czuma, fino a quel momento comandante delle forze a presidio della frontiera, ed il colonnello Tadeusz Tomaszewski ne divenne il capo di stato maggiore.
Il 4 settembre la 3ª armata, comandata dal generale Georg von Küchler, e la 4ª armata, comandata dal generale Günther von Kluge, precedute dai panzer dell'XIX corpo corazzato di GuderianIl 5 settembre Hitler si recò in visita presso il comando del generale Guderian e fu da questi accompagnato in una visita nei pressi del fronte ed il Führer, vedendo le postazioni di artiglieria polacca distrutte chiese al generale: "lo hanno fatto i nostri Stuka"? E la risposta fu: "no, i nostri panzer". V. Heinz Guderian, Panzer General - Memorie di un soldato, Milano, 2008, pag. 80., si incontrarono sulla Vistola, mentre a sud la manovra a tenaglia compiuta dall'8ª armata, comandata dal generale Johannes Blaskowitz, e dalla 14ª armata, comandata dal generale Wilhelm List, la quale, il 6 settembre, aveva occupato Cracovia, circondarono le forze polacche prima che queste potessero attraversare il fiume, ed i pochi reparti che riuscirono a sfuggire all'accerchiamento si diressero verso Varsavia. Lo stesso giorno, il governo polacco abbandonò la capitale per trasferirsi provvisoriamente a Luck-Krzemieniec, mentre il comando dell'esercito venne spostato a Brzesko.
L'avanzata verso la capitale La difesa aerea di Varsavia
Contemporaneamente all'attacco di terra tutti gli obiettivi militari e strategici della Polonia furono colpiti dalla Luftwaffe: il primo giorno di guerra nel sud del paese i bombardieri in picchiata Junkers Ju 87 Stuka ed i Zerstörer Messerschmitt Bf 110 inflissero danni gravissimi alla rete ferroviaria, rendendo impossibile lo spostamento di quasi un milione di soldati che stavano raggiungendo i punti di raccolta a seguito dell'ordine di mobilitazione, mentre al nord una fitta nebbia limitò le operazioni aeree a bassa quota, vanificando il primo tentativo di massiccio bombardamento su VarsaviaI tedeschi, sfruttando la sorpresa, speravano di neutralizzare a terra l'aviazione polacca ma i caccia erano stati preventivamente spostati su piste ausiliarie disperse nel territorio. V. AA.VV., Il terzo Reich, vol. Sognando l'Impero, H&W, 1993, pag. 149., che venne comunque ripetutamente colpita nei giorni successivi.
La difesa antiaerea della città fu divisa in parti attive e passive: le prime erano composte principalmente da unità della Brygada Pościgowa, comandate dal colonnello Stefan Pawlikowski, mentre l'artiglieria antiaerea ed i fucili erano sotto il controllo del colonnello Kazimierz Baran; la Brygada Pościgowa era composta da 54 caccia di tipo PZL P.7 e PZL P.11, mentre la contraerea disponeva di 86 pezzi e di un numero imprecisato di fucili e di mitragliatrici. Le seconde erano composte da gruppi di pompieri e da volontari, al comando dei colonnelli Tadeusz Bogdanowicz e Julian Kulski, sindaco di Varsavia.
La difesa antiaerea iniziò concretamente il 5 settembre su ordine delle autorità militari ma, a causa del progredire dell'avanzata tedesca, 11 batterie furono ritirate da Varsavia per essere trasferite a Lublino, Brześć e Leopoli, nonostante venissero inviati sempre più bombardieri per attaccare la città, ed il 10 settembre, quando l'attacco a Varsavia era già iniziato, vi furono 17 raid aerei consecutivi, nel giorno che venne ricordato come "domenica di sangue". Inizialmente la difesa aerea ebbe successo: dal 6 settembre 1939 la Brygada Pościgowa riuscì ad abbattere 43 aerei nemici, cifra analoga a quella ottenuta dall'artiglieria, ed inoltre vi furono anche 9 vittorie non confermate e 20 aerei danneggiati da parte della caccia; essa sopportò comunque pesanti perdite e, dal 7 settembre, perse 38 batterie ed il 70% della sua forza iniziale.
L'accerchiamento delle armate polacche
L'8 settembre le avanguardie della 4ª divisione corazzata raggiunsero i sobborghi di Varsavia ma il primo attacco, diretto verso i quartieri di Grójec, Radziejowice, Nadarzyn, Raszyn e Piaseczno, fu respinto dall'artiglieria pesante polacca e da un contrattacco sferrato con l'appoggio di carri armati leggeri di tipo 7TP, mentre, a sud est della città, l'8ª armata stava inseguendo l'armata polacca di stanza a Poznań, ma questa riuscì a sganciarsi ed a riunirsi con l'armata della Pomerania, riuscendo a formare un fronte compatto che i tedeschi riuscirono a sfondare con l'intervento dell'XI corpo corazzato, comandato dal generale Wilhelm Ritter von Leeb, che si mosse verso Kutno e, superata la città, permise l'avanzata della 3ª e della 4ª armata provenienti da nord, formando una sacca dove furono catturati prigionieri.
Le due armate successivamente si congiunsero di fronte a Varsavia con l'8ª e la 10ª armata provenienti da sud, mentre a nord il XIX corpo corazzato, unito alla 10ª divisione corazzata, comandata dal generale Ferdinand Schaal, si diresse velocemente in direzione di Brest-Litovsk, che sarebbe stata occupata il 20 settembre, per bloccare qualsiasi possibilità di ritirata dalla capitale, completandone definitivamente l'accerchiamento; il 10 settembre il maresciallo Rydz-Śmigły ordinò che tutte le forze disponibili si dirigessero verso la Polonia sud orientale e di porsi al comando del generale Kazimierz Sosnkowski per organizzare un'ulteriore difesa in un fronte più ristretto ma l'avanzata della 14ª armata rese vano anche quest'ultimo tentativoNel settore sud della Polonia la 14ª armata, dopo avere occupato Cracovia, deviò verso nord, tagliando fuori le ultime truppe che erano sfuggite alla manovra a tenaglia su Varsavia. V. Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale, vol. I, Fabbri Editori, 1995, pag. 55..
La battaglia nella città La prima fase (8 - 16 settembre)