Rinomato comandante militare nel periodo compreso tra la Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, fu uno dei principali generali austriaci che si opposero ai francesi di Napoleone nel corso di quattro guerre. Divenne particolarmente noto anche per aver condotto una capillare opera di riforma dell'esercito austriaco dopo il crollo del Sacro Romano Impero.

Fine e competente stratega, alcuni storici l'hanno definito "il duca di Wellington austriaco" per il suo conservatorismo, per le precauzioni sul campo di battaglia e per la sua competenza militare. Carlo fu però in questo una continua contraddizione: a livello pratico fu in netto contrasto coi propri scritti, dirigendo spesso manovre rischiose ed ottenendo la vittoria di fronte a una sconfitta data ormai quasi per certa. Da teorico, la sua devozione al campo della cautela gli procurò delle critiche anche dal contemporaneo Carl von Clausewitz che ne contestò la rigidità dei movimenti e l'estrema aderenza a una strategia meramente geografica.

Biografia I primi anni

Nato a Firenze il 5 settembre 1771. Il padre era il granduca Pietro Leopoldo di Toscana della dinastia degli Asburgo-Lorena, mentre sua madre era l'Infanta di Spagna Maria Ludovica di Borbone-Spagna, figlia del re Carlo III di Spagna. Suo zio paterno era l'imperatore Giuseppe II, mentre sua nonna paterna era la celebre imperatrice Maria Teresa d'Austria. Aveva due fratelli maggiori: il primogenito divenne il futuro imperatore Francesco II del Sacro Romano Impero, il secondogenito il granduca di Toscana Ferdinando III..

Trascorse la giovinezza in Italia, crescendo nella corte di Firenze. Nonostante i vari problemi di salute, tra cui l'epilessia, il giovane rampollo dimostrò una precoce predilezione per il mondo militare. Fu solo nel 1790, quando il padre dovette abbandonare la Toscana per insediarsi sul trono imperiale, che Carlo lasciò il capoluogo toscano: prima, in maggio, si stabilì a Vienna e solo in un secondo momento venne adottato da sua zia, l'arciduchessa Maria Cristina, e dal suo marito, Alberto di Sassonia-Teschen, governatore dei Paesi Bassi austriaci, trasferendosi a Bruxelles... La coppia, priva di figli, era infatti alla ricerca di un erede: Carlo ottenne quindi il cognome di Asburgo-Teschen e negli anni a venire ereditò i possedimenti della famiglia adottiva.

La prima coalizione Allo scoppio della guerra della Prima coalizione, Carlo era già divenuto un generale dell'esercito imperiale. Il suo esordio nell'esercito si ebbe nel corso della battaglia di Jemappes, dove condusse una brigata. Poco tempo dopo ottenne la promozione a maggior generale e prestò servizio nell'armata del principe di Sassonia-Coburgo. Nel 1793 partecipò quindi agli scontri di Aldenhoven e di Neerwinden contro l'esercito francese di Dumouriez: parte del merito della riconquista austriaca del Belgio si deve quindi al giovane arciduca.. Le sue ottime prestazioni, unite al suo nobilissimo retaggio, gli valsero la decorazione a Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine militare di Maria Teresa, ricevuto il 1° aprile dello stesso anno. Dopo questa decorazione, Carlo ottenne anche la nomina a governatore dei Paesi Bassi austriaci, accompagnata da una cerimonia tenutasi a Bruxelles il 28 aprile, e nel corso dello stesso anno ottenne una promozione a tenente maresciallo.. Proseguì la lotta sul fronte delle Fiandre prendendo parte agli assedi di Valenciennes e di Le Quesnoy, oltre che a partecipare alle battaglie di Famars, di Raismes e di Wattignies..

Alla ripresa delle ostilità dopo l'inverno del 1794, tornato da Vienna assieme al fratello Francesco, Carlo prese parte a numerose battaglie, tra cui quelle di Courtrai, Tournai e all'assedio di Landrecies,. operando sempre sotto il comando del principe di Coburgo.. In particolare, dopo l'assedio di Landrecies, ottenne il grado di Feldzeugmeister. Prese parte alla battaglia di Tourcoing il 18 maggio: messo al comando di numerosi battaglioni e squadroni di cavalleria, attese a lungo un ordine del comandante dell'esercito austriaco, senza però riceverlo per tempo. Nel frattempo, le truppe francesi di Souham e di Moreau riuscirono ad ottenere un vantaggio e a convertirlo in una vittoria. Carlo poté solo coprire la ritirata dell'esercito.. Una situazione altrettanto sfortunata si verificò circa un mese dopo nel corso della battaglia di Fleurus: il suo corpo aveva già messo alle strette i francesi di Lefebvre e stava per mandarli in rotta quando l'improvviso e tardivo arrivo della cavalleria di Marceau spostò l'equilibrio dello scontro in favore dei repubblicani. I francesi, sollevati dall'arrivo dei rinforzi, ripresero coraggio e riuscirono a respingere le forze imperiali. Dopo ore di combattimenti inconclusivi, i francesi parvero avere la meglio e gli austriaci si ritirarono,. cosa per cui Carlo protestò, volendo proseguire gli scontri e tentare di riprendere la vittoria. Nonostante le ottime prestazioni di Carlo, i francesi riuscirono a proseguire nella loro avanzata e nel giro di pochi mesi l'armata di Pichegru giunse in Olanda, cuore della Repubblica delle Sette Province Unite. Con il Belgio sotto occupazione francese, Carlo fu ricollocato nell'esercito del basso Reno.

Dopo l'abbandono dei Paesi Bassi austriaci da parte dell'esercito imperiale, Carlo, probabilmente costretto della sua salute cagionevole, si ritirò dal fronte verso la fine del 1794 e fece ritorno a Vienna, dove si dedicò con entusiasmo agli studi militari per tutto l'anno successivo... Dopo che il maresciallo Clerfayt ebbe stretto un armistizio con Jourdan ed abbandonato il comando dell'esercito austriaco sul Reno, Carlo fu inviato a sostituirlo, prendendo le redini dell'esercito, impegnandosi nella difesa del fronte tedesco. Inizialmente, il 10 febbraio, ottenne il comando dell'esercito del Basso Reno ma dopo pochi giorni, il 21 febbraio, venne appuntato anche come comandante dell'esercito dell'Alto Reno. I suoi avversari, quindi, sarebbero stati i due generali francesi Moreau e Jourdan. Nei primi giorni di giugno, ancor prima di iniziare la propria campagna, le notizie in arrivo dall'Italia, dove Napoleone aveva messo in estrema difficoltà l'esercito di Beaulieu, costrinsero il Consiglio Aulico a richiamare il generale Wurmser e uomini per inviarli sul fronte meridionale..

Inizialmente, Carlo e Moreau si scontrarono a Ettlingen e a Rastatt: l'austriaco cercò di impedire al francese di rimanere sulla sponda orientale del Reno, ma venne sconfitto dal generale repubblicano ed iniziò a cedere terreno. Un ulteriore scontro avvenne a Neresheim qualche settimana dopo: Moreau emerse nuovamente vincitore e Carlo, comprendendo la necessità di riorganizzarsi, si allontanò dall'esercito nemico. Dopo un mese di relativa calma, anche l'armata di Jourdan aveva passato il fiume e si era posizionato alla sinistra dell'esercito di Moreau. Carlo, con una manovra molto audace, si disinteressò dell'Armata del Reno, nel frattempo penetrata in Baviera, ed attaccò ferocemente le forze di Jourdan: il vincitore di Fleurus non riuscì a respingere l'offensiva di Carlo e fu sconfitto. Dopo un nuovo scontro a Würzburg, che confermò il momento positivo degli austriaci, Jourdan fu inesorabilmente spinto verso il Reno, perdendo battaglia dopo battaglia, fino ad essere costretto ad attraversarlo e a tornare sulla sponda francese del fiume. Moreau, privato del suo principale supporto, fu costretto a ripiegare: nelle fasi finali della ritirata, Carlo ed Moreau si scontrarono in altre due occasioni, a Emmendingen e a Schliengen, stavolta con esito favorevole alle forze imperiali... Carlo era propenso ad accettare un armistizio che avrebbe permesso all'esercito imperiale di inviare delle truppe in Italia ma il Consiglio aulico stroncò l'idea e ordinò di prendere le fortezze di Huningue e di Kehl.. L'arciduca assegnò al generale Fürstenberg l'assedio della prima e al generale Latour la seconda, intervenendo personalmente in alcune occasioni..

Nel 1797 venne inviato ad arrestare la vittoriosa marcia del generale Bonaparte in Italia ma venne costretto a limitarsi ad organizzare la ritirata degli austriaci, operazione che ad ogni modo condusse con estrema professionalità grazie alle proprie doti.. Tentò di fermare il passaggio dei francesi sul Tagliamento a Valvasone ma non trovò fortuna. Mentre le sue truppe si ritiravano verso la Carniola e verso la Carinzia, parte dei suoi soldati venne catturata a Gradisca, provando a difendere la fortezza, mentre altri furono sconfitti da Massena a Tarvisio. Impossibilitato ad arrestare l'avanzata dell'Armata d'Italia, giunta alle porte di Villaco e Klagenfurt, Carlo decise di accettare la proposta francese di un armistizio, portando rapidamente alla conclusione del conflitto... Carlo venne poi rapidamente spostato sul Reno, dove il conflitto era ancora in corso e le forze di Moreau e Hoche erano passate all'offensiva...

La seconda coalizione

Dopo aver trascorso la fine del 1797 e la prima parte del 1798 come governatore generale della Boemia, Carlo fu inviato a prendere il comando dell'armata imperiale raccoltasi in Svevia e Baviera. Il quartier generale fu posto dallo stesso arciduca a Friedberg, sul fiume Lech. Com'era prevedibile, l'Austria aveva trascorso l'annata a riarmarsi per scendere nuovamente in guerra con l'Austria e a Carlo sarebbe stata affidata la gestione del fronte tedesco. Jourdan aveva passato il Reno il 1º marzo; l'arciduca attraversò il Lech solo tra il 4 ed il 5, intenzionato a spostare il suo esercito ad Ulma e Memmingen. A sud della sua posizione, il generale Massena stava facendo quanto possibile per occupare Feldkirch.. Carlo si convinse che la propria posizione fosse la migliore possibile per prevenire l'incontro tra le forze di Jourdan e quelle di Massena: si posizionò con la sinistra sul lago di Costanza, il centro a Stockach e la destra sul Danubio. Non appena venne formalmente dichiarata guerra tra le due parti, il 20 marzo, i francesi assaltarono le linee austriache, ottenendo un primo piccolo successo. Il giorno seguente, tuttavia, le forze di Carlo risposero egregiamente, infliggendo una sonora sconfitta agli uomini di Jourdan ad Ostrach. Dopo aver ripreso le posizioni iniziali, Carlo si preparò nuovamente ad ingaggiare battaglia: il 25 marzo, francesi ed austriaci si scontrarono a Liptingen e a Stockach. Il piano d'attacco dei francesi era audace ma Carlo, prudente e astuto, aveva già preparato delle contromisure più che adeguate, neutralizzando del tutto l'offensiva nemica e permettendo alle sue truppe di avere un vantaggio. I francesi vennero quindi respinti e contrattaccati, con lo stesso Carlo ad esporsi in prima linea per incoraggiare i propri uomini: la battaglia, iniziata favorevolmente per i repubblicani, si concluse con una loro sconfitta. Jourdan dovette fare rapidamente ritorno sul Reno: l'umiliazione subita fu tale che il generale diede le proprie dimissioni..