Biografia Appartenente a una famiglia parigina della classe agiata, Furet entra nel 1949 nel Partito Comunista Francese come molti altri intellettuali a quell'epoca. Tuttavia abbandona il partito nell'autunno 1956 dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria, pur mantenendosi sempre vicino alle posizioni politiche socialiste.
Dopo aver abbandonato gli studi universitari per alcuni anni a causa della tubercolosi, si laurea in Storia a Parigi nel 1954. Inizia l'attività giornalistica presso il France-Observateur, divenuto poi nel 1964, soprattutto grazie al suo contributo, il Nouvel Observateur. Nel 1955 era entrato nel Centre national de la recherche scientifique (CNRS), dove inizia gli studi sui temi della Rivoluzione francese.
Nel 1960 entra quindi nella prestigiosa École des hautes études en sciences sociales (allora VI sezione dell'École Pratique des Hautes Études), di cui diventa anche direttore tra il 1977 e il 1984. Nel 1984 è chiamato a dirigere l'Istituto Raymond Aron e poi la Fondazione Saint-Simon. Nel 1997 diviene membro dell'Académie Française. Alla sua attività di insegnamento liceale segue quella universitaria. Fu docente presso l'Università di Chicago, mentre l'Università di Harvard gli conferì una laurea ad honorem.
Furet muore nel 1997 all'età di settant'anni per un infarto durante una partita di tennis con alcuni amici nella sua casa di campagna. Gli è stata dedicata una scuola alla periferia di Parigi e un premio annuale in storia.
Pensiero La sua notorietà è legata soprattutto alle tesi critiche che maturò riguardo alla corrente storiografica marxista sulla Rivoluzione francese dominante in quegli anni, soprattutto criticando il dogmatismo della storiografia di Albert Soboul. Egli rigettò l'interpretazione di moda della Rivoluzione come frutto di lotte di classe, di scontro aristocrazia-borghesia (vincente) e poi borghesia-proletariato (perdente).
Nella Rivoluzione vide invece una lotta unitaria per l'affermazione degli ideali liberali e democratici, che non furono soffocati sotto la dominazione di Napoleone Bonaparte, ma tornarono a spingere la Francia nelle successive rivoluzioni del 1830, del 1848 e del 1871.
La Rivoluzione portò soprattutto alla riscoperta della politica come ha affermato anche Michel Vovelle e per la sua carica profetica sintetizzò tutti gli avvenimenti dei due secoli successivi, ovvero la lotta per la democrazia, i problemi del liberalismo e l'avvento delle dittature demagogiche. L'interesse di Furet ebbe a oggetto anche il marxismo, il comunismo e la loro influenza sulla storia del XX secolo.
Furet è stato insignito del premio Tocqueville e del premio Hannah Arendt per il suo contributo allo studio della politica e delle scienze sociali.
Opere Saggi
Lire et écrire, con Jacques Ozouf, 2 voll., Paris, Minuit, 1977. - nuova ed. riveduta e corretta (1983), Collana Biblioteca Universale, Laterza, 1987-2004, ISBN 978-88-420-2843-7.
La Gauche et la Révolution au milieu du xixe siècle. Edgar Quinet et la question du jacobinisme, Paris, Hachette, 1986. - Nuova ed., 2 voll., Bompiani, 1994; ed. rinnovata, Flammarion, 2007 (non tradotta in italiano). La République du centre, con Jacques Julliard e Pierre Rosanvallon, Paris, Calmann-Lévy, 1988.
- Milano, Club degli Editori, 1995; Collana Oscar Saggi, Mondadori, 1998, ISBN 978-88-044-2366-9; Collana Biblioteca, Milano, Silvio Berlusconi Editore, 2024, ISBN 979-12-566-8006-1.
F. Furet-Ran Halévi, La Monarchie républicaine. La constitution de 1791, coll. « Les Constitutions françaises », Paris, Librairie Arthème Fayard, 1996, ISBN 2-213-02790-0, pp. 605. [Fascisme et communisme, Paris, Plon, 1998, ISBN 2-259-18956-3; Hachette Littératures, coll. « Pluriel », Paris, Hachette, 2000, ISBN 2-01-278971-4]
Curatele
Miscellanee
Altri progetti
Collegamenti esterni
Pensare la Rivoluzione, estratti dal discorso di Furet all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, 1997.
Categoria:Membri dell'Académie française Categoria:Politici del Partito Comunista Francese