Ha disputato 176 gran premi validi quali prova del Campionato mondiale di Formula 1, ottenendo 6 vittorie, 7 pole position, 7 giri veloci e 32 podi, competendo tra il 1974 e il 1986, anno in cui si è dovuto ritirare a causa di un grave incidente. Per tre stagioni consecutive (1979, 1980 e 1981) è stato il miglior pilota europeo nella competizione.
Nel 1975 si aggiudicò il Campionato europeo di Formula 2.
Archiviata l'esperienza nella massima serie si è dedicato al rally, e ha svolto il ruolo di commentatore della Formula 1, per la rete televisiva francese TF1.
Biografia Jacques-Henri Laffite è nato a Parigi, il 21 novembre 1943. Ha svolto gli studi al Cours Hattemer, una scuola privata. Ha due figlie: Camille (sposatasi con Karim Laghouag, cavaliere francese, oro olimpico ai Giochi di Rio) e Margot, giornalista sportiva per Canal+, sposata e poi divorziata con l'attore francese Arnaud Tsamere. Jacques Laffite era cognato di un altro pilota francese celebre, Jean-Pierre Jabouille.
Carriera Gli inizi Nel 1958 Laffite incontrò Jean-Pierre Jabouille, che gli propose, nel 1966, di diventare suo meccanico, in occasione della Coupe Renault 8 Gordini.
Nel 1970 Laffite esordì in Formula France, passando l'anno successivo in Formula Renault. Già nel 1972 partecipò, per la prima volta, alla 24 Ore di Le Mans, con una Ligier, al fianco di Pierre Maublanc. Nell'anno vinse il titolo nella Formula Renault.
Formula 3 Nel 1973 iniziò a disputare gare valide per la Formula 3. Vinse subito il Campionato francese, e fu quarto nel B.R.S.C.C. MCD John Player British F3 Championship, mentre disputò anche due gare del campionato italiano.
Formula 2 L'anno successivo, sempre sostenuto dalla BP Racing, che gli mise a disposizione una March-BMW, passò alla Formula 2, in cui fu subito competitivo, conquistando il GP del Festival di Salisburgo, ottenendo altri tre secondi posti e un terzo, chiudendo al quarto posto in classifica.
Nel 1975 passò all'Écurie Elf Ambrozium, dove guidò una Martini-BMW. La stagione fu trionfale per il francese, che colse cinque vittorie nelle prime sei gare (Gran Premio dell'Estoril, BARC 200, ADAC-Eiffelrennen, Gran Premio di Pau e Rhein-Pokalrennen), poi si limitò ad altri due arrivi a punti, che coincisero ancora con successi: Gran Premio del Mediterraneo e Gran Premio di Roma (in questa gara primo giunse Vittorio Brambilla, che però non marcava punti per il campionato). Sempre nel 1975 prese parte anche a una gara del Campionato giapponese di Formula 2000.
Col passaggio in pianta stabile in Formula 1 l'impegno di Laffite in Formula 2 fu poco frequente, nelle stagioni successive. Nel 1976 con la Fred Opert Racing, su Chevron-BMW ottenne due secondi posti (a Pau e a Nogaro), ma non poté marcare punti validi per il campionato. Nello stesso anno partecipò al Gran Premio Nihon, ultima gara del Campionato giapponese, previsto due settimane dopo il Gran Premio di Formula 1 del Giappone. Laffite vinse e colse anche il giro più veloce.
Nel 1977, sempre con la Fred Opert Racing corse tre gare, ma senza risultati rilevanti. L'anno successivo, con la Maublanc Racing Services, su March-BMW, disputò ancora due gare.
Formula 1 Iso-Marlboro/Williams (1974-1975) 1974 Laffite venne iscritto, per la prima volta, a una gara di Formula 1, dalla scuderia britannica Token, al Gran Premio di Francia 1974. L'iscrizione non venne però seguita dalla partecipazione all'evento. L'esordio avvenne, in effetti, solo due gare dopo, nel Gran Premio di Germania, quando trovò un ingaggio alla scuderia di Frank Williams, la Iso-Marlboro, al posto di Tom Belsø. Qualificato al ventunesimo posto, si ritirò, al secondo giro, per un problema alle sospensioni. Dalla prova seguente, il Gran Premio d'Austria, il team gli affiancò Arturo Merzario. La stagione si concluse senza risultati di rilievo. Il francese si qualificò a ogni gara, senza mai raggiungere la zona dei punti.
1975 Nel 1975 rimase fedele a Frank Williams, che decise di dare, per la prima volta, il suo nome alla scuderia.
Dopo le prime tre gare extraeuropee, con Laffite ancora lontano dalla zona dei punti, il francese saltò il Gran Premio di Spagna, in quanto impegnato in una prova del Campionato di Formula 2. Venne sostituito dal britannico Tony Brise. Nella gara successiva, il Gran Premio di Monaco, arrivò la prima mancata qualificazione in una gara valida per il campionato mondiale, battuto per 16 centesimi da Alan Jones.
Il francese saltò, nuovamente per concomitanti impegni in Formula 2, anche il Gran Premio di Svezia; nella gara la Williams si trovò anche senza l'altro pilota titolare, Arturo Merzario, per contrasti col patron del team. Al loro posto vennero ingaggiati Damien Magee e Ian Scheckter. Nelle tre gare successive (Olanda, Francia e Gran Bretagna) chiuse con due arrivi fuori dai punti e un ritiro. Nelle tre gare si trovò tre partner diversi: prima Ian Scheckter, poi François Migault, infine Ian Ashley.
L'exploit stagionale fu nel Gran Premio di Germania. Il francese, partito quindicesimo, colse un inaspettato secondo posto, primo podio in una gara del mondiale (oltre che primi punti), per lui e per la scuderia di Williams. Laffite fu autore di una gara regolare, venne agevolato dai diversi incidenti e forature, che penalizzarono i piloti partiti davanti a lui in griglia, sul difficile tracciato del Nürburgring.
L'epilogo della stagione fu negativo. Laffite si ritirò sia in Austria, che a Monza. Nell'ultima gara di stagione, il Gran Premio degli USA, fu prima protagonista di un incidente nelle prove, poi confuse un collirio con del liquido per la pulizia della visiera del casco. Ciò gli provocò un'irritazione oculare, che non gli permise di partecipare alla gara. La Williams decise di affidare la sua vettura a Lella Lombardi, sua compagna di scuderia per la gara nordamericana, rimasta senza la sua vettura, ferma per problemi elettrici. All'italiana, però, non poté essere adattata la vettura, e fu così anche lei costretta al forfait.
Ligier (1976-1982) 1976
Nel Laffite cambiò scuderia, passando alla Ligier, scuderia francese all'esordio nel Campionato mondiale di Formula 1. Laffite aveva già disputato tre edizioni della 24 Ore di Le Mans, con la scuderia transalpina.
La vettura, a differenza delle monoposto utilizzate negli anni precedenti, non era dotata del tradizionale Ford Cosworth DFV, ma del Matra ad architettura V12. La scuderia allineava una sola monoposto, e Laffite aveva dovuto battere la concorrenza dell'esperto Jean-Pierre Beltoise, per il ruolo di pilota titolare.
Dopo i primi gran premi, senza punti, (in Brasile Laffite fu anche vittima di un incidente in prova, mentre in Sudafrica conquistò la quarta fila in prova, ma fu penalizzato da un incidente in partenza) nel Gran Premio di Long Beach colse il quarto posto, ottenendo i primi punti iridati per la Ligier. Partito dodicesimo, Laffite fu autore di una bella rimonta, dopo un incidente alla partenza. In Spagna il francese si trovò a lungo nella zona dei punti, prima che un problema al cambio lo fermasse ai box per un paio di giri. Nel gran premio seguente, in Belgio, dominato dalla Scuderia Ferrari, Laffite conquistò il terzo posto, primo podio per la Ligier, e primo podio per la Matra dal Gran Premio di Francia 1972.
Dopo un errore di guida che lo privò dei punti a Monaco, il transalpino tornò a chiudere nei primi sei nel Gran Premio di Svezia, ove fu quarto. Seguirono poi tre gran premi senza punti. Nel caotico Gran Premio di Gran Bretagna fu squalificato, in quanto, nella seconda partenza, aveva ripreso la gara col muletto.
In Austria Laffite ottenne il secondo podio della stagione, giungendo secondo, alle spalle di John Watson. Il pilota della Ligier fu anche penalizzato, nella prima parte della gara, da un'escursione di pista. Un altro importante risultato venne raggiunto nel Gran Premio d'Italia, ove Laffite ottenne la sua prima pole position della carriera. Fu anche la prima partenza al palo per la Ligier, mentre, per il motorista, la Matra, si trattò della terza pole, la prima dal Gran Premio di Francia 1972, con Chris Amon. Il francese precedette di soli tre centesimi Jody Scheckter su Tyrrell, e di 18 Carlos Pace su Brabham. Laffite fece segnare 1'41"35, un tempo di quasi nove secondi più alto di quello fatto segnare dal poleman del 1975, Niki Lauda. Passato al via da Jody Scheckter, cedette diverse posizioni nella parte iniziale del gran premio, recuperando fino al terzo posto, al termine della gara, in cui anche attaccò Regazzoni e Peterson, giunti, rispettivamente, secondo e primo.
La stagione si chiuse con un ritiro in Canada, un altro nel Gran Premio degli USA-Est (per lo scoppio di uno pneumatico mentre era in lotta per il terzo posto), mentre nel Gran Premio del Giappone giunse settimo, cogliendo il suo primo giro veloce. Il giro più veloce venne inizialmente attribuito a Masahiro Hasemi sulla vettura giapponese Kojima. La cosa fu controversa in quanto, nel giro nel quale, il nipponico avrebbe fatto il giro più rapido, era stato superato da tre vetture. Nei giorni successivi al gran premio gli organizzatori diffusero un comunicato che assegnava il giro più veloce a Laffite, con un tempo di 1'19"97 al 70º giro. Questo comunicato fu ripreso dalla Japan Automobile Federation (JAF). La correzione non fu però resa nota all'estero, per molti anni. Laffite concluse la stagione con 20 punti, e l'ottavo posto nella classifica dei piloti.
1977 La stagione vide il francese non conquistare punti, per le prime sette gare. Nel Gran Premio del Sudafrica, terza gara della stagione, Laffite fu protagonista, involontario, di un tragico episodio. Nel ventunesimo giro Renzo Zorzi fu costretto a parcheggiare la sua Shadow sulla linea del traguardo, davanti ai box, per problemi al serbatoio della benzina, che causarono un principio d'incendio. Il pilota italiano uscì dall'abitacolo attivando il sistema di estinzione della monoposto: in suo aiuto accorsero due commissari che, estintori alla mano attraversarono imprudentemente la pista, mentre la corsa continuava normalmente (non era stata esposta la bandiera gialla). Essendo il rettilineo del traguardo conformato a dosso, con conseguente limitata visibilità frontale per i piloti, gli accorrenti Hans-Joachim Stuck, Tom Pryce e Laffite si accorsero all'ultimo momento della presenza in pista dei due inservienti: Stuck mancò di pochissimo l'impatto con il primo, mentre Pryce non poté evitare il secondo, uno studente sudafricano di appena 19 anni, Frederik Jansen van Vuuren, che venne sbalzato violentemente per aria e ricadde dilaniato, e morto, sul colpo, nella via di fuga.
Nell'impatto Pryce fu colpito in testa dall'estintore del commissario, morendo sul colpo. La Shadow, danneggiata al musetto e al roll-bar, col pilota ormai solo passeggero, proseguì, incontrollabilmente, la sua corsa: diminuendo leggermente la velocità, sbandò sulla destra, uscì di pista e strisciò contro il guard-rail, mentre arrivava la Ligier di Laffite, che non aveva ancora capito la dinamica dell'incidente. In prossimità della curva "Crowthorne", infine, la Shadow rientrò in pista, dopo aver urtato contro l'uscita per veicoli d'emergenza, centrando in pieno la vettura di Laffite che stava curvando, trascinandola con sé contro le reti di protezione, dove terminò la sua corsa. Laffite non riportò conseguenze fisiche.
Nel gran premio successivo, disputato a Long Beach, Laffite conquistò la terza fila, e fu a lungo, in gara, nella zona dei punti, prima che un problema elettrico lo costrigesse a chiudere la sua gara senza vedere la bandiera a scacchi. In Spagna Laffite fece anche meglio in prova, cogliendo la prima fila, alle spalle di Mario Andretti. In gara, dopo aver fatto segnare quello che sarà il miglior giro del gran premio, al quinto giro, Laffite fu costretto ai box per un problema al fissaggio di una ruota. Ciò lo allontanò definitivamente dai punti.