Dopo vari titoli ottenuti nelle categorie minori, debuttò nella massima serie nel 1991 al volante di una Lotus, squadra con cui corse per i primi anni. Il suo nome è legato soprattutto alla McLaren, per cui gareggiò dal 1993 al 2001, vincendo venti Gran Premi. È uno dei tre piloti di Formula 1, assieme a Damon Hill e Andrea Kimi Antonelli, ad aver ottenuto le proprie prime tre vittorie in carriera in tre Gran Premi consecutivi.
Pilota veloce e costante, tanto da aver concluso nei punti oltre la metà delle gare a cui ha partecipato, alla fine degli anni novanta divenne noto per la sua rivalità sportiva con il tedesco della Ferrari Michael Schumacher nella conquista dell'iride. Lo stesso ex ferrarista ha più volte dichiarato che Häkkinen è stato il rivale che più ha rispettato durante la sua carriera in Formula 1.
Dopo essersi ritirato dalle corse nel 2001, il finlandese partecipò occasionalmente ad alcune gare di rally a partire dal 2003, per poi gareggiare nel DTM con la Mercedes dal 2005 al 2007, conquistando tre vittorie. La sua ultima partecipazione in una gara professionistica risale alla 10 Ore di Suzuka del 2019.
Carriera Kart Mika Häkkinen si avvicinò al mondo dei motori già da piccolissimo, anni in cui conobbe e fece amicizia con un altro futuro pilota di Formula 1, il connazionale Mika Salo; a cinque anni gli fu regalato il primo kart dal futuro pilota di rally Henri Toivonen, suo connazionale. A 10 anni vinse il primo titolo regionale, il Keimola Regional Karting Championship; si ripeté l'anno successivo. Nel 1981 Häkkinen conquistò il Finnish Karting Championship, nella categoria F-mini series, titolo conquistato anche nei 5 anni successivi, passando di categoria, prima nella FN series e poi nella FA series. Nonostante la giovanissima età, Mika ha vinto di tutto nei Kart, grazie anche al fatto di imparare a guidare una macchina all'età di 8 anni sul ghiaccio. Mika risulta ancora una leggenda per molti finlandesi in quanto mago dello scandi flick.
Formule minori
Il 1987 fu l'anno del debutto in monoposto, in Formula Ford 1600, serie in cui il finlandese vinse il titolo al primo tentativo, risultando campione per somma dei punti fra piloti finnici, svedesi e nordici (Finnish, Swedish and Nordic Champion Summary Results).
Nel 1988 vinse 2 titoli col team Dragon: la GM Opel Lotus Series e il British GM-Vauxhall Series.
I risultati ottenuti in Formula Ford e in Formula Opel Lotus fecero approdare Häkkinen l'anno successivo in F3 ancora col team Dragon-Toyota. Al termine del campionato, vinto da Allan McNish con 72 punti, fu 7º, con 18 punti. I migliori risultati della stagione furono una pole position e un secondo posto a Brands Hatch.
Dopo un anno di apprendistato, nel 1990 Häkkinen approdò nel West Surrey Racing-Mugen Honda (Formula 3 britannica) e vinse 11 gare su 21 con 19 podi.
Vittoria del Campionato con 126 punti davanti al connazionale Mika Salo con 99 punti. Si aggiudicò (senza prendere punti per il campionato) anche una gara di Formula 3 del campionato italiano, disputata ad Imola.
A fine anno a Macao ci fu il primo duello con Michael Schumacher. I due vinsero una manche a testa, con una polemica finale nella seconda, vinta dal tedesco, per un contatto avvenuto durante un tentativo di sorpasso.
Grazie all'abilità del manager del finlandese, l'ex pilota di F1 Keke Rosberg, unita ai risultati ottenuti da Mika, Häkkinen firmò col team di Formula 1 Lotus a ventun anni, caso non comune per l'epoca, come successo anche a Michael Schumacher, anch'egli giovane promessa della Formula 3, il cui debutto avvenne alcuni mesi dopo.
La carriera in Formula 1 Gli anni in Lotus 1991
La Lotus portò quindi Häkkinen al debutto in Formula 1 nel Gran Premio degli Stati Uniti 1991: il finlandese, pertanto "saltò" la F3000 (la "categoria cadetta" prima della F1), emulando quanto fatto anni prima da Ayrton Senna.
Il team inglese era però ormai nella propria fase discendente: la monoposto, motorizzata Judd, era assai poco performante. All'esordio, Häkkinen si qualificò 13º e in gara si ritirò al 59º giro per noie meccaniche. Nel resto della stagione 1991 Mika, pur mettendo in mostra le proprie doti di guida, riuscì a conquistare soli due punti, frutto del 5º posto nel Gran Premio di San Marino.
1992 La Lotus iniziò la stagione 1992 mettendo a disposizione dei propri piloti una versione aggiornata della monoposto dell'anno precedente, la 102D. Häkkinen andò a punti in Messico, cogliendo il sesto posto. A partire dal Gran Premio di Monaco, ebbe a disposizione la nuova 107. La nuova monoposto, che per i problemi finanziari del team venne provata pochissimo nei test, diede prova di buona competitività in alcune occasioni. Häkkinen si piazzò altre cinque volte in posizioni utili di classifica e raccolse in totale undici punti iridati (con due quarti posti a Budapest e Magny Cours come miglior risultato), che gli valsero l'ottavo posto nella classifica del mondiale.
Il passaggio in McLaren 1993 Convinta dalle sue prestazioni in Lotus, la McLaren si fece avanti e propose a Häkkinen un ingaggio per il 1993. La sua effettiva partecipazione in gara era però subordinata alla decisione di Ayrton Senna: se questi avesse deciso di continuare a correre con la McLaren, Häkkinen avrebbe dovuto accontentarsi di fare il collaudatore, essendo l'altra vettura già assegnata a Michael Andretti. Il finlandese accettò, nonostante altre scuderie di minor spessore gli proponessero contratti da prima guida.
Häkkinen rimase con la McLaren fino alla fine della carriera. Iniziò il 1993 come tester, ma nelle ultime 3 gare la scuderia lo promosse a pilota titolare in sostituzione di Andretti, che aveva fatto rientro negli Stati Uniti. La MP4/8 era una monoposto prestazionalmente limitata dal propulsore Ford (non al livello del Renault montato dalla Williams), ma tecnicamente valida: Häkkinen, all'esordio con la scuderia inglese, durante le qualifiche del Gran Premio del Portogallo ad Estoril, riuscì a piazzarsi in griglia in terza posizione, davanti al compagno di team Ayrton Senna. In gara il finlandese fu costretto al ritiro per incidente.
Nelle qualifiche del successivo Gran Premio del Giappone, Häkkinen non riuscì per pochi centesimi a beffare nuovamente il brasiliano; in gara poi giunse terzo conquistando il primo podio della carriera, dietro proprio al compagno Senna e Prost. Nell'ultima gara stagionale fu invece costretto al ritiro per un problema a una ruota. Proprio in Australia nacque il soprannome di "finlandese volante": il fotografo Mark Sutton scattò un'immagine in cui la McLaren di Mika prendeva il volo sul cordolo; fu egli stesso, autografando l'immagine, a definirsi con il soprannome che poi l'accompagnò per tutta la carriera.
1994
Nella stagione 1994 venne confermato come prima guida in McLaren e conquistò 26 punti con 6 arrivi a podio (il primo a Imola nel giorno della morte di Senna) e il 4º posto finale nel campionato, nonostante un motore Peugeot spesso inaffidabile e poco potente. La migliore prestazione della stagione fu ottenuta sul circuito di Spa-Francorchamps dove il finlandese, grazie alle sue doti di guida, riuscì a sopperire alla mancanza di potenza del propulsore francese, giungendo inizialmente al 3°, ma salendo poi al secondo posto in seguito alla squalifica del vincitore Schumacher. Nel corso dell'ultima prova stagionale, nel Gran Premio d'Australia ad Adelaide, durante la gara perse il controllo della sua vettura che, dopo una serie di testacoda, urtò con il retrotreno contro le barriere di protezione senza però riportare danni.
1995 Nel 1995 avvenne nel team un cambio di motorizzazione, con il passaggio dalla Peugeot alla Mercedes, che ha fornito i motori alla scuderia inglese fino alla stagione 2014. La monoposto non gli permise però di ottenere risultati regolari, e infatti dopo un quarto posto in Brasile e un quinto posto a Imola, il finlandese visse un prosieguo di stagione molto difficile salvo poi risollevarsi nel finale grazie ai secondi posti conquistati a Monza e a Suzuka, chiudendo così 7º in classifica con 17 punti. Durante le prove del venerdì dell'ultimo appuntamento mondiale, in Australia, Häkkinen ebbe un gravissimo incidente: andò a sbattere contro le barriere dopo aver perso il controllo della vettura a causa di un'improvvisa foratura dello pneumatico posteriore sinistro (probabilmente a causa di un cordolo). Il pilota entrò in coma, rimanendovi per due giorni. Il collega austriaco Gerhard Berger, dopo esserlo andato a trovare al Royal Adelaide Hospital, riportò che Häkkinen era ferito alla lingua, aveva perso molti denti e presentava una frattura dello zigomo. I medici riportarono per la stampa che il finlandese presentava una frattura alla base del cranio. Häkkinen, risvegliatosi il 12 novembre, venne tenuto per alcuni giorni in terapia intensiva, sotto sedativi, ma si riprese in fretta e a dicembre annunciò il ritorno in Formula 1. In seguito a questo incidente riportò un problema di udito all'orecchio destro.
1996 Ripresosi perfettamente e relativamente in breve tempo, nel 1996 riuscì a migliorare il suo punteggio grazie anche ad una McLaren leggermente più competitiva rispetto all'anno precedente. Si mise in luce soprattutto a Monza con un bel sorpasso su Villeneuve nel primo giro e con la successiva rimonta dall'undicesimo al terzo posto dopo un problema all'alettone che lo costrinse a rientrare ai box già alla terza tornata. Conquistò 31 punti finali e la 5ª posizione nel mondiale, dietro al Campione del Mondo Damon Hill, il debuttante Jacques Villeneuve, Michael Schumacher e Jean Alesi. Questo fu, inoltre il primo dei sei anni della convivenza in McLaren tra lo stesso Mika e David Coulthard.
1997
Nel 1997 il finlandese riuscì ad aggiudicarsi la prima pole position della carriera al Nurburgring e la prima vittoria nell'ultima gara della stagione (a Jerez, in Spagna). Inoltre Mika, prima del trionfo nell'ultima gara, sfiorò la vittoria in più occasioni in cui fu tradito dal motore, tanto che la prima vittoria in Formula 1 sembrò quasi una maledizione. La prima sventura fu nel GP di Inghilterra a Silverstone, dove Häkkinen si trovò al comando approfittando di un problema al box Williams durante il pit stop di Villeneuve, ma il Mercedes cedette a soli 6 giri dalla fine; poi in Austria, sempre per lo stesso motivo, rimase a piedi dopo neanche 6 km dopo essere passato al comando al via con una buona partenza dal 2º posto. L'episodio più significativo fu però la successiva gara al Nurburgring, in cui il finlandese in ottenne la sua prima pole nel weekend del suo 29º compleanno ed in gara distanziò gli avversari giro dopo giro; il suo compagno Coulthard, in seconda posizione, vide il proprio motore andare in fumo nel corso del 42º giro, lo scozzese fece giusto in tempo a scendere dalla sua monoposto che nello stesso punto sopraggiunse davanti a lui a passo d'uomo Häkkinen con lo stesso problema; il finlandese aveva appena completato il giro successivo e parcheggiò quindi la monoposto pochi metri davanti a quella del suo compagno. Alla fine della stagione i ritiri per Häkkinen furono sette, ben cinque causati dal motore.