La Legione autonoma mobile Ettore Muti fu un corpo militare della Repubblica Sociale Italiana con compiti di polizia politica e militare, composto principalmente da elementi del fascismo milanese, integrati da volontari della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, attiva principalmente nella provincia di Milano e nel cuneese fra il 18 marzo 1944 ed il 27 aprile 1945. Si rese responsabile di numerosi rastrellamenti, di torture e violenze, specialmente nella sede milanese di via Rovello e dell'eccidio di Piazzale Loreto, che saranno oggetto di un processo e conseguenti condanne nel 1947.
Il reparto fu intitolato a Ettore Muti, morto nel 1943.
La Squadra d'azione "Ettore Muti" L'11 settembre 1943, con la consegna da parte del generale Vittorio Ruggero, Milano venne occupata dalla Prima Divisione Corazzata Leibstandarte "Adolf Hitler" della Waffen SS. Pochi giorni dopo, il 18 settembre 1943, fu costituita ufficialmente la "Squadra d'Azione Ettore Muti" inglobando altre quattro squadre formatesi precedentemente sotto il comando dell'ex squadrista Francesco Colombo. Le prime reclute furono arruolate tra fascisti di provata fede, a cui si aggiunse anche un variegato gruppo di detenuti per reati comuni provenienti dal riformatorio di Vittuone e dal Carcere di San Vittore.
Quando Aldo Resega lo incontrò per la prima volta dopo la costituzione della RSI gli contestò la presenza all'interno della propria squadra di alcuni elementi di dubbia moralità e gli chiese di operare una selezione, Colombo si rifiutò.
Questa presa di posizione determinò la nascita di due distinte correnti fasciste nella città di Milano: quella che faceva capo allo stesso federale Aldo Resega e poi a Vincenzo Costa, e quella ancora più estremista, capeggiata dal comandante della "Muti" Francesco Colombo.
Le squadre si dispiegarono inizialmente in difesa delle sedi di partito che poco alla volta venivano riaperte. La prima azione compiuta dagli uomini di Colombo fu l'arresto di alcune persone che avevano favorito l'evasione di un imprecisato numero di prigionieri di guerra inglesi, e alcuni giorni dopo l'arresto di un borsanerista. Le uccisioni di fascisti isolati, effettuati dai GAP, come l'industriale Gerolamo Crivelli il 25 novembre e dello squadrista Primiero Lamperti il 9 dicembre, acuirono i contrasti, sfociati nei 7 giorni di sciopero nelle fabbriche metallurgiche di Milano e Sesto San Giovanni, ferocemente represse dai mezzi corazzati tedeschi comandati dal generale Zimmermann e dai militi della Muti comandati dal tenente colonnello Cesare Cesarini, che era stato capo ufficio del personale della fabbrica Caproni di Taliedo, e che grazie a questa conoscenza della forza lavoro, provvide alla denuncia e successiva deportazione in Germania di diverse centinaia di operai, di cui almeno 63 provenienti dalla Caproni, molti dei quali trasferiti ad Auschwitz.L. Ganapini, Una città, la guerra (Milano 1939-1951), 1988, pp. 75-78.G. Bocca, Storia dell’Italia partigiana, 1966, pag. 141 La deportazione, rimasta nella memoria, porterà in seguito alla uccisione di Cesarini il 15 marzo 1945 da parte del comandante dei GAP e veterano delle Brigate Internazionali in Spagna Giovanni Pesce poi decorato di medaglia d'oro al valor militare in vita.
I contrasti col federale di Milano Aldo Resega
L'11 dicembre 1943, il direttorio del Partito Fascista Repubblicano, presieduto dal federale di Milano Aldo Resega, decise di epurare gli elementi più riottosi (di cui si decise di stendere un elenco) e di inquadrare poi gli altri elementi nelle file della GNR.
Il 16 dicembre, come testimoniato dal vice federale Vincenzo Costa, si approvò nel corso di una riunione del PFR lo scioglimento della Squadra d'Azione:
Le azioni dei GAP, che portarono all'uccisione del pilota Piero de Angeli la sera stessa e la mattina dopo dello stesso federale Aldo Resega, fecero tuttavia prevalere momentaneamente la fazione estremista di Colombo e della sua Squadra che portò a capo della federazione milanese Dante Boattini. Il questore Domenico Coglitore, che si era dimesso in seguito all'omicidio di Aldo Resega, fu sostituito con il colonnello Camillo Santamaria Nicolini. Il nuovo federale Boattini decise di non procedere più allo scioglimento della "Muti".
Il 18 gennaio 1944, su ordine di Mussolini,Vincenzo Costa, L'ultimo federale, memorie della guerra civile 1943-1945, Il Mulino, 1997, pag. 69: "Mi assicurò che il duce avrebbe proceduto a epurazioni nello squadrismo milanese con provvedimenti che egli esigeva fossero attuati rapidamente... Quello stesso giorno, mentre la squadra Muti stava facendo colazione alla mensa allestita nei locali della casa di via San Maurizio, giunsero tre automobili della "polizia presidenziale" per arrestare l'avvocato Mistretta e lo squadrista Alemagna, che furono immediatamente trasferitia Lumezzane e confinati in un albergo." furono arrestati il vicecomandante della "Muti" Arrigo Alemagna e l'avvocato Mistretta, accusati della appropriazione indebita di alcuni beni sequestrati.Marco Nava, Legione Autonoma Mobile Ettore Muti una documentazione. Ad Alemagna subentrò Ampelio Spadoni.
Battaglione Ausiliario della GNR
Nel periodo seguente la Squadra Muti assunse la denominazione di "Battaglione Ausiliario della GNR" anche se in realtà continuò a rimanere autonoma rispetto alla Guardia Nazionale Repubblicana.
La Muti fu impiegata nel corso degli scioperi iniziati il 1º marzo 1944, sia cercando con poco successo di condurre i tram cittadini al posto dei tranvieri, provocando in realtà numerosi danni ai mezzi,. sia cercando di contrastare lo scioperoSecchia, Moscatelli, Il Monterosa è sceso a Milano, Einaudi Editore, Torino, 1958, pp. 179-183., a cui seguì una dura repressione che diresse le spedizioni punitive della Muti verso le case dei tranvieri, ubicate nei pressi dei depositi. Molti tranvieri vennero deportati nei lager tedeschi dai quali non fecero ritorno. Quarantaquattro sono i tranvieri milanesi che persero la vita nei lager nazisti, o negli scontri.Roberto Cenati - Presidente Anpi Provinciale di Milano.
Ai tranvieri milanesi è stata conferita la Medaglia d'oro al valor militare.
La Legione Autonoma Mobile Ettore Muti Nasce la Legione La Legione Autonoma Mobile Ettore Muti nacque ufficialmente il 18 marzo 1944. La retorica di regime e il controllo sulla stampa fece scrivere:
Fu posta alla dipendenza del Ministero degli Interni e, essendo un reparto paramilitare, ebbe la qualifica di "Forza armata di Polizia". Francesco Colombo ne divenne comandante; il Ministro dell'Interno lo nominò questore, grado corrispondente nell'esercito al grado di colonnello.Pierangelo Pavesi, Erano fatti così, Ma. Ro. Editrice, 2005, pag. 76: "Francesco Colombo fu nominato questore dal Ministero degli Interni, grado equivalente a quello militare di colonnello; il suo vice, Ampelio Spadoni, vice questore, quindi tenente-colonnello"., mentre nell'esercito, fino ad allora, aveva raggiunto solo il grado di caporale.. Al momento della costituzione ufficiale della Legione circa quindici squadristi furono espulsi per indegnità o allontanati.
La RSI riservava ai militi della Muti un trattamento di favore pagandoli quasi sei volte un soldato dell'esercito regolare. Anche il comandante della Legione percepiva un soldo di 13.125 lire mentre un colonnello dell'esercito solo 7.650 lire.. Il trattamento economico non era l'unica ragione del successo nell'arruolamento della Legione, ma anche la totale autonomia ed indipendenza della Legione che godeva in pratica di una sorta di impunità.M. Soresina, Gli arditi della Legione autonoma mobile Ettore Muti, in G. Marcialis e G. Vignati (a cura di), Studi e strumenti di storia metropolitana milanese, "Annali 2", Istituto milanese per la storia della Resistenza e del movimento operaio, Angeli, Milano 1993.
La Legione era autonoma dalla Questura di Milano e dalla Polizia della RSI, ma la sua autonomia cessava al momento in cui riceveva una richiesta di truppe dallo stato maggiore del generale Wilhelm Tensfeld (SS-Brigadeführer und Generalmajor der Polizei), responsabile della lotta antipartigiana nel settore nord-ovest.. A seguito di una circolare del comando generale della Guardia Nazionale Repubblicana, i comandi locali erano a disposizione dei tedeschi per le operazioni di polizia militare, come appare dalle parole del questore Secondo Larice:
Un esempio fu la partecipazione di militi della legione al plotone di esecuzione della Strage di Piazzale Loreto. In tale occasione mostrarono anche particolare crudeltà. I corpi, sorvegliati dai militi della Muti che impedirono anche ai parenti di rendere omaggio ai defunti, furono pubblicamente vilipesi e oltraggiati in tutti i modi dai fascisti e dalle ausiliarie della RSI; inoltre, per intimidire la popolazione e togliere ogni appoggio alla Resistenza, i militi fascisti obbligarono, armi alla mano, i cittadini in transito, a piedi, in bicicletta o sui tram, ad assistere allo «spettacolo».
Il comando della legione Costituzione ed inquadramento della Legione Autonoma "Ettore Muti"
1) In considerazione delle necessità di carattere politico e sociale, per lo stato di emergenza derivante dalla situazione generale politica del momento, è costituita una legione su 3 Btg. (2 interni 1 esterno) autonoma di squadristi che prenderà il nome: "E. Muti", alle dirette ed esclusive dipendenze del Capo della provincia. 2) Possono far parte della Legione tutti gli squadristi di provata fede politica, di specchiata condotta morale, nonché di riconosciuta idoneità fisica. 3) Le domande di iscrizione per far parte della Legione saranno sottoposte al vaglio insindacabile del Comando della Stessa. 4) I componenti della Legione saranno soggetti ad una rigorosa disciplina, (norme, regolamenti, e codice vigenti della G.N.R.) 5) Dei tre Btg. di cui al comma primo, uno sarà mantenuto permanentemente mobilitato ed i suoi componenti avranno quindi l'obbligo della permanenza in caserma, onde permettere al Capo della provincia di disporne l'impiego in ogni momento. 6) I legionari saranno sottoposti ad uno speciale corso di istruzione, teorico-pratico, e di natura giuridica. Tutti i legionari poi, avranno una istruzione tecnica sul funzionamento e l'impiego delle armi speciali in dotazione alla Legione. 7) L'impiego della Legione, su ordine del capo della provincia sarà fatto sulle seguenti necessità: A) Contro le eventuali azioni di elementi partigiani. B) Contro tutti gli scioperi a carattere politico. C) Contro ogni tentativo di sommossa in conseguenza di incursioni aeree nemiche. D) Di scorta armata in particolari contingenze, e per determinate necessità. E) In qualunque altra contingenza che fosse ritenuta necessaria dal Capo della provincia.
I comandanti più importanti furono: Francesco Colombo, detto Franco: Comandante. Ex squadrista, fondatore nel 1943 della squadra d'azione Ettore Muti da cui, fusa con altre squadre d'azione, si sviluppò l'intera Legione "Muti". Ampelio Spadoni: vicecomandante. Nato nel 1906, volontario in Etiopia nel 1936 con una Divisione di Camicie Nere, imprenditore ad Asmara e di nuovo combattente nella guerra di Grecia tra il 1941 ed il 1942. Fu promosso tenente colonnello da Colombo in quanto considerato la "vera anima militare del gruppo". Si occupò in particolare di coordinare tutti i reparti dislocati in Piemonte. Luciano Folli: vicecomandante. Gastone Gorrieri: responsabile ufficio stampa. Giornalista, nato in provincia di Grosseto nel 1894, curò la pubblicazione "Siam fatti così!".
Legione Autonoma Mobile Ettore Muti fu suddivisa in due battaglioni permanenti intitolati al pilota Piero de Angeli e all'ex federale Aldo Resega. I volontari della Muti assunsero l'appellativo di "Arditi della Muti":
il 1º Battaglione “Aldo Resega” di città, di stanza in Milano e operante in tutta la provincia, composto da 1.500 arditi.