Biografia Nacque a Póvoa de Varzim nella centrale Praça do Almada, figlio di una ragazza d'umili origini e di un magistrato, che lo riconobbe soltanto quando lo scrittore ebbe compiuto i vent'anni. Nella sua infanzia (1845-1851), Queiroz visse in famiglia della sua balia, a Vila do Conde.. Questa lontananza dai suoi genitori, molto contribuì alla formazione del suo carattere, dandy e talvolta snob ma anche tenero con i bambini.. Frequentò le scuole a Porto, sino alle medie, per poi trasferirsi a Coimbra, ove si sarebbe laureato in legge; e l'ambiente culturale di Coimbra, allora illuminato dalla presenza, nella locale università, di circoli progressisti già post-romantici guidati dai due maggiori giovani poeti portoghesi di quel tempo, João de Deus Ramos e Antero de Quental, darà un impulso decisivo alla formazione intellettuale di questo Autore. Laureatosi, si trasferì a Lisbona per seguire il padre; ivi nel 1866 avviando la sua prima collaborazione letteraria, per la Gazeta de Portugal.; l'anno dopo dirigerà il quotidiano locale di Evora, promuovendovi già lo svecchiamento della cultura nazionale in funzione d'ideali sociali anticlericali e ispirati a un cosmopolitismo culturale che non ha eguali nella civiltà lusitana dell'intero secolo XIX. I migliori articoli pubblicati in codesti due fogli periodici verranno riuniti, nel 1903, con introduzione di Jaime Batalha Reis, nel libro Prosas Barbaras, "esibizione di stile moderrnista" (Le Gentil). E In quello stesso tempo, aderì al Cenacolo fondato da Antero de Quental e collaborò -emanazione del Cenacolo stesso- alle Conferências Democráticas do Casino Lisbonense del 1871, promuovendovi, in funzione radicalmente antiromantica, una visione estetico-letteraria d'ispirazione zoliana con sfumature derivate dal socialismo di Proudhon -movimento epocale di rinnovamento -senza dubbio il più importante nella storia del Portogallo moderno-, condotto da Antero con Queiros e con Teófilo Braga e Oliveira Martins, in primis; e poi passato alla storia come Generazione del 70., che già nel decennio anteriore - di preparazione- aveva sfidato e annientato il magistero del vecchio poeta romantico António Feliciano de Castilho (cfr. 'Questione di Coimbra'): in realtà un attardato arcade salito a notorietà meno per il suo reale talento che non per la sua facilità di tradizionale versificazione intrisa di reagenti sentimentali (suo libro più valido: 'Amor e Melancolia', 1828) ma della cui ottocentesca fama la storiografia novecentesca, come dimostra anche la recente storia della letteratura portoghese di Valeria Tocco, ha fatto necessaria piazza pulita.

L'anno stesso delle 'conferenze del casino', dà vita, con Ramalho Ortigão, suo antico insegnate ginnasiale e assieme a Queiros già coautore, nel '70, del primo importante racconto poliziesco portoghese -O misterio da estrada de Sintra (1870)-, alla rivista As Farpas; collaborazione binomiale che dal 1872 si ridurrà, con la partenza di Queiros per L'Avana, al solo apporto di Ramalho Ortigão; opera ispirata, nel suo caustico tono dissacratorio di dubbie fame letterarie e obsoleti stili di vita nazionali, alle Guepes di Alphonse Karr.

Eça si unì al movimento iniziato da Quental, nella volontà di realizzare plurime esperienze di vita: le quali lo condussero a cimento in diversi mestieri e svariate attività, quasi tutte per breve tempo e lestamente rimpiazzate da altre.. Dal suo desiderio d'essere giornalista nacque un'altra esperienza: e fu cofondatore di un settimanale a Évora. La testata venne chiamata O distrito de Évora e venne compilata, dal gennaio all'ottobre del 1867, quasi interamente dallo stesso Eça, che si stancò presto dell'atmosfera della provincia e fece ritorno a Lisbona, ove intraprese l'avvocatura in uno studio proprio. Ancora una volta, Eça sentì il bisogno di cambiare attività, e dopo pochi anni di professione forense si dedicò ad altri incarichi, d'àmbito amministrativo, a Leiria. Nel 1872 divenne console e visse a L'Avana, Newcastle e Bristol, per poi giungere a Parigi , nel 1889 allorché fondava, sempre dirigendola dall'estero, la breve -sino al 1892- Revista de Portugal, decisiva per l'impulso dato all'ampliamento nella élite culturale lusitana della conoscenza diretta del grande romanzo russo ottocentesco. E a Parigi morrà, malato di tubercolosi, nel 1900. Benché quando lo scrittore era in vita il suo cognome fosse scritto Queiroz, e come tale era riportato sulle copertine dei suoi libri, in seguito alle riforme ortografiche applicate alla lingua portoghese la grafia è cambiata: da Queiroz a Queirós.

Massone, fu iniziato in seno al Grande Oriente Lusitano; l'autore Afonso Reis Cabral è suo trisnipote.

Contesto storico-sociale. Temi e stile narrativi Usciva il Portogallo in cui Queiros nacque, da un medioevo istituzionale: protrattosi, integralmente nei suoi riflessi sociali, sino ai primi anni successivi al termine della Guerra Peninsulare: col delinearsi, allora -in procinto Lisbona di perdere per sempre il proprio dominio sul Brasile-, di una Costituzione, ottenuta con la rivoluzione del 1820 e approvata due anni dopo, foriera nondimeno d'ulteriori interventi insurrezionali dinanzi il tentativo di restaurazione ultramonarchica di re Dom Miguel tra il '28 e il '34, prima, eppoi quello dello spregiudicato ministro Costa Cabral (1803-1889), le cui ambizioni autoritarie sollecitate a Corte, e da una parte del clero, il vigile liberalismo nazionale disintegrava aprendo, da metà Secolo, l'alta coltura a scelte formative nuove leggi di Stato prossime ai principi del Krausismo: ispiratori il moderno Codice Civile Seabra -stabilito nel 1867- e nei quali venne educato il genio del grande amico e mentore, Antero, nel Cenacolo, dei primi passi all'arte di Queiros. E O Crime do Padre Amaro -'Revista Ociental, 1875 -molto ampliato nelle versioni del 1876 e, definitiva, quasi un nuovo romanzo, del 1880- venne pubblicato l'anno stesso in cui fu edito, di Zola, La Faute de l'abbé Mouret; nel respiro d'affini intenzioni colturali, novatrici: quella, implicita, di motivazione a una metamorfosi ecclesiale in vista, in primis, della fine del celibato dei preti; e quella di esplicita denunzia della condizione d'ipocrisia educativa propria agli ambienti seminariali (anche il vecchio Padre Ferrão, che nel romanzo induce Amélia finalmente all'odio nei confronti del suo amante Amaro Vieira, è in sostanza personaggio dal carattere spregevole). Meno lirico di Zola, più crudo, veridico nella descrizione dei rapporti sentimentali tra il protagonista eponimo di codesta storia, canonico della cattedrale di Leiria, e l'ingenua figlia di 'Joaneira', a sua volta amante del presbitero della cattedrale docente di teologia morale del seminario della medesima città, Queiros per questa opera prima narrativa del tutto sua riceverà da Antero de Quental una memorabile lettera di gratitudine, nella quale il massimo poeta della Generazione del 70 saluta nell'opera del giovane suo amico l'audacia di una consapevolezza creativa anche stilisticamente rivoluzionaria -cui prontamente se ne daranno conferme nel coevo Os Maias: terminato quasi del tutto nel 1880 ma edito tardivamente nel 1888.Il romanzo successivo, in ordine di elaborazione, La reliquia (1887), episodio ultimo, di fatto, di una nuova, progettata e incompita, Comédie Humaine, giocato nel registro di sferzante ironia, verrà da taluni ritenuto un plagio delle Memorie di Giuda di Ferdinando Petruccelli della Gattina -ma su questo punto ha fatto chiarezza Guia Boni, nel suo eccellente intervento al Convegno napoletano su Eca de Queiros nel dicembre del 2000.Guia Boni, 2000.

Con O Mandarim, del 1880, Queiros tornerà a cimentarsi nella forma della narrativa breve. La trama di O Mandarim inclina a un decorso avventuroso partendo da un avvio giuocato in chiave sollecitamente occultistica; ove l'esemplare delinearsi del tragico fato del protagonista, è ironica veglia in fabula sui destini di una febbrile humanitas individuale vocatasi a un destino di redenzione -ivi, il viaggio dell'impiegato, pieno di rimorsi, sino in Cina- ma priva tuttavia di forze cognitive ulteriori capacitanti, positivamente solutorie, rispetto alla caotica brama di possesso che intanto, d'acchito, l'aveva illusa. Si tratta di ricorrente leitmotiv esistenziale di fondo pur dei romanzi, nel primo tempo narrativo dell'Autore; leitmotiv qual riaffiora come disfatta esistenziale della principale protagonista femminile, di volta in volta vediamo, sia in O Crime do Padre Amaro che in O Primo Basilio; nondimeno anche nel delinearsi della vicenda della raminga e incestuosa Maria Eduarda di Os Maias.

Impegno precipuo e più rilevante di Queiros in campo narrativo, fu il progetto di scrivere -illustre ascendente il Balzac della Comédie Humaine- una serie di romanzi e racconti sociali definiti "Scene della vita portoghese": da Lisbona a Porto, dalla gente povera di provincia ai professionisti e ai commercianti e uomini politici della grande capitale, con i suoi innumerevoli avventurieri sfruttatori di prostitute, con i suoi banchieri nondimeno anch'essi e per primi senza scrupoli; quindi una completa galleria di tipi sociali avrebbe dovuto apparire in questi episodi, per fornire al lettore un quadro completo della vita contemporanea portoghese. Eça preparò i titoli delle dodici opere: il primo sarebbe risultato O Crime do Padre Amaro e l'ultimo Os Maias: e dopo anni di gestazione, questo che avrebbe dovuto dal principio diventare un breve episodio narrativo, divenne invece un volume di seicento pagine. Nella stesura di Os Maias, il suo capolavoro, Eça tracciò un quadro della coeva società portoghese un po' meno crudo rispetto a quello enucleato nelle altre sue maggiori opere precedenti: oltre al già menzionato Crime do Padre Amaro, nei suoi sviluppi nettamente antiborghesi O Primo Basilio del 1878; ponendo invece l'accento sulla brama di piaceri carnali tra i due maggiori protagonisti, fratello e sorella (d'alta borghesia lisbonese), coinvolti in reciproco amour fou anche dopo il disvélo della parentela; della coppia ponendo in rilievo la sostanziale indifferenza caratteriale di fondo.

Attaccato, al tempo della pubblicazione di Os Maias, da Fialho de Almeida, denigratore stilistico di Queiros, questi gli rispose con garbo e con lucida ironia, in pubblico e in privato (da Bristol): lettera che possiamo rileggere tra i saggi poi riuniti in Notas Contemporaneas.

Grazie al suo estro ricco di fantasia, impregnata di un gusto eclettico, l'Autore mise alla berlina, nell'insieme della sua opera, ogni ambiente della società a lui contemporanea. Seguendo nelle sue opere la linea allora novatrice del romanzo realista Ottocentesco francese e britannico, basata intanto su varietà d'intreccio e su dialoghi dallo sviluppo psicologicamente efficace, la sua opera presenta una galleria di tipi e di caratteri descritti con acume e largo approfondimento analitico-introspettivo qual non ha eguali nel divenire stesso della narrativa portoghese sino ad oggi.

Opere

O mistério da estrada de Sintra (1870; in collaborazione con Ramalho Ortigão -prima traduzione italiana: Il mistero della strada di Sintra , a cura di Amina di Munno; Palermo, Sellerio, 1990). La colpa di don Amaro (O Crime do Padre Amaro, 1875; 2ed. ampliata in volume, 1876; 3ed. riveduta e ampliata: 1880 ; trad. La colpa del prete Amaro, Milano, Mondadori, 1971). A Tragédia da Rua das Flores (1877-78) O Primo Basílio (1878, it.: Il cugino Basilio, Milano, Mondadori, 1952). O Mandarim (1880, it.: Il Mandarino, Firenze, Passigli, 2004) As Minas de Salomão: traduzione dall'inglese dell'omonimo romanzo di Rider-Haggard (1885) A Relíquia (1887, it.: La reliquia, Roma, Lucarini, 1988). I Maia (Os Maias, 1888 ma già pronto nel 1880 ; ultima traduzione italiano: Milano, Mondadori, 2025 -con introduzione di HELDER MACEDO). Uma Campanha Alegre (1890-91) O Tesouro (1893) A Aia (1894) Adão e Eva no paraíso (1897)