Dal 1899 conte, dal 1905 principe. Fu Segretario di Stato e ministro degli Esteri della Germania dal 1897 al 1900 e Cancelliere dal 17 ottobre 1900 al 14 luglio 1909.
Fu sostenitore dello Status quo e della pace. Tuttavia il riarmo navale che sostenne nonché la sua politica antifrancese (Crisi di Tangeri) e filoaustriaca (Crisi bosniaca), portarono a un peggioramento dei rapporti della Germania con la Russia, con la Francia e con la Gran Bretagna.
Fu protagonista della fallita missione di pace tedesca che avrebbe dovuto evitare l'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale a fianco della Triplice intesa.
Le origini e la gioventù Bernhard H. K. von Bülow era figlio di Bernhard Ernst von Bülow, ministro degli Esteri prussiano, e di Louise-Victorine Rücker (1821-1894). Allo scoppio della guerra franco-prussiana, nel 1870, Bülow si offrì volontario e divenne caporale nel reggimento degli Ussari del Re di Prussia. Nel mese di dicembre dello stesso anno il suo squadrone agì nei pressi di Amiens. Descrisse in seguito l'azione nella quale affrontò i fucilieri francesi con la sciabola. Fu promosso tenente e fu invitato a rimanere nell'esercito dopo la guerra, ma rifiutò.Massie, Dreadnought, Londra, 1991, p. 140.
Dopo aver studiato nelle università di Losanna, Lipsia e Berlino, Bülow completò i suoi studi di legge all'Università di Greifswald nel 1872.Bülow, Memorie, Milano 1931, Vol IV, p. 276. Nel 1873 suo padre divenne Segretario di Stato per gli Affari Esteri del governo tedesco con il cancelliere Otto von Bismarck e lui entrò nel corpo diplomatico. I suoi primi incarichi furono a Roma, San Pietroburgo, Vienna e Atene.Massie, Dreadnought, Londra, 1991, p. 140-141. Nel 1876 fu nominato addetto presso l'ambasciata tedesca a Parigi e diventò secondo segretario all'ambasciata nel 1880, dopo aver partecipato nel 1878 al Congresso di Berlino come segretario.
L'ascesa (1884-1897) Nel 1884 Bülow sperava di essere inviato a Londra, ma fu invece nominato primo segretario presso l'ambasciata di San Pietroburgo. Bismarck gli spiegò che considerava i rapporti con la Russia molto più importanti di quelli con la Gran Bretagna, e che era per questo motivo che lo aveva spostato lì; egli stesso riferì di essere rimasto colpito dalla calma di Bülow e dal suo comportamento durante questa intervista.Massie, Dreadnought, Londra, 1991, p. 141.
In Russia ricoprì la carica di incaricato d'affari, periodo nel quale scrisse regolarmente al Ministero degli Esteri per lamentarsi dell'ambasciatore Hans Lothar von Schweinitz (1822-1901) che, tuttavia, rimase ben voluto. Nelle sue memorie Bülow lo ricorda come «un ruvido conservatore all'antica, e Bismarck era per lui troppo a sinistra».Bülow, Memorie, Milano 1931, Vol IV, p. 619. Nel 1885 il consigliere di corte Friedrich August von Holstein notò con cinica ammirazione che Bülow stava cercando di far rimuovere Chlodwig Hohenlohe dalla carica di ambasciatore in Francia in modo che egli potesse sostituirlo, proprio mentre scambiava con quest'ultimo lettere amichevoli.Massie, Dreadnought, Londra, 1991, p. 142.
Il 9 gennaio 1886, mentre era ancora a San Pietroburgo, sposò Maria Anna Zoë Rosalie Beccadelli di Bologna, principessa di Camporeale e marchesa di Altavilla, il cui matrimonio con il conte Karl von Dönhoff era stato sciolto e dichiarato nullo dalla Sacra Rota nel 1884.Petra Wilhelmy, Der Berliner Salon im 19. Jahrhundert: (1780-1914), Berlin; New York: de Gruyter, 1989, p. 325 (Google libri) La principessa, pianista, allieva di Franz Liszt, era figlia di Laura Minghetti (nata Acton), vedova di Domenico Beccadelli di Bologna e risposatasi con lo statista italiano Marco Minghetti.S. Indrio, «CAMPOREALE, Pietro Paolo Beccadelli e Acton principe di». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XVII, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1974 Maria era stata sposata per sedici anni e aveva già tre figli, mentre Bülow aveva già avuto numerose storie d'amore, ma il matrimonio era destinato a far proseguire la sua carriera.
Nel 1888 gli fu offerta una scelta di incarichi tra Washington e Bucarest; egli scelse quest'ultima, visto che a Maria non piacque la prospettiva di trasferirsi negli Stati Uniti e di allontanarsi troppo dalla sua famiglia. Bülow trascorse i cinque anni successivi sperando di essere nominato ambasciatore a Roma, dove sua moglie aveva buone conoscenze. E in effetti re Umberto I fu convinto a scrivere al kaiser Guglielmo II che gli avrebbe fatto piacere che Bülow fosse stato nominato ambasciatore in Italia, cosa che avvenne nel 1894.Massie, Dreadnought, Londra, 1991, p. 142-143.
Bülow restò ambasciatore a Roma per tre anni, dal 1894 al 1897, anno in cui fu nominato ministro degli Esteri, dopo le dimissioni del barone Adolf Marschall von Bieberstein.
Ministro degli Esteri (1897-1900)
Durante il suo Ministero Bülow cercò di mantenere la politica della Germania equidistante fra Gran Bretagna e Russia. Nonostante questo, egli viene accusato da alcuni storici come Fritz Fischer e Michael Stürmer (1938-2026) di aver sopravvalutato le proprie possibilità e quelle della Germania. La Weltpolitik (Politica mondiale), che Bülow inaugurò, portò ad attriti con la Gran Bretagna, la Russia, il Giappone e gli Stati Uniti.
Nel novembre del 1897 la base cinese di Kiao-Ciao venne incorporata nei possedimenti tedeschi. Due anni dopo, a seguito di lunghe controversie e incidenti diplomatici, un accordo internazionale assegnava alla Germania le isole Samoa, nel cuore della Polinesia britannica. Così come vari acquisti furono fatti a scapito delle ultime colonie della Spagna: i negoziati portarono le Isole Palau (a sud-est delle Filippine), le Isole Marianne e le Isole Caroline a unirsi con gli altri possedimenti tedeschi nel Pacifico. Per questi successi diplomatici Guglielmo II conferì a Bülow il titolo di conte.
Negli stessi anni altre potenze acquisirono, anche con la guerra, diverse colonie ma la Germania era in una posizione più delicata, più isolata. Secondo Michael Stürmer «Bülow fece un errore d'impostazione che fu condizionato dalla situazione interna. Egli gestì infatti la politica estera come se il Reich avesse raggiunto l'egemonia».Stürmer, L'Impero inquieto, Bologna, 1993, p. 427.
Il 15 ottobre 1900 l'allora cancelliere Chlodwig Hohenlohe, a causa dell'età e per problemi con il parlamento, la Gran Bretagna e la stampa, si ritirò dalla carica. L'Imperatore Guglielmo II convocò il giorno dopo Bernhard von Bülow.
Cancelliere (1900-1909) Bernhard von Bülow fu cancelliere dell'Impero tedesco dal 17 ottobre 1900 al 14 luglio 1909. La sua politica fu improntata alla salvaguardia della prosperità economica della Germania anteponendo a tutto la Ragion di Stato, il prestigio della nazione e la pace. Ebbe di fronte la determinazione della Gran Bretagna a contrastare la nuova potenza industriale e navale, e la Francia animata da sentimenti di riscossa dopo la sconfitta della guerra franco-prussiana del 1871. L'alleanza della Germania con l'Austria-Ungheria, inoltre, poneva seri problemi con la Russia, antagonista dell'Austria nei Balcani e alleata della Francia.
In questa situazione il nuovo Cancelliere non si rese conto del pericolo che il militarismo nel suo Paese andava costituendo. Egli non riuscì a servirsi della sua ampia cultura che gli consentiva di essere un grande oratore: ammirava il potere militare e finì per consegnare al suo successore una nazione in cui le forze armate erano ormai in procinto di sostituire il potere politico.
Anche dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, Bülow attribuì all'Austria-Ungheria tutta la colpa della conflagrazione. Durante la sua missione di pace a Roma, nel febbraio 1915, scriveva all'amico Felix von Eckhardt: «Bisogna influire a Vienna. Sarebbe inaudito che l'Austria, dopo averci tirati in questa guerra per la sua inabilità allo scoppio di essa e negli ultimi due o tre anni, ci privi della collaborazione dell'Italia e della Rumenia e ci butti addosso altri due milioni di nemici [...]».La lettera fu pubblicata dopo la morte di Bülow sulla Neue Freie Presse-Morgenblatt del 7 novembre 1929 ed è parzialmente riportata in Salandra, L'Intervento, Milano 1930, pp. 96-97. Bülow non si accorse che la sua politica estera aveva formato l'ambiente ideale per la preparazione di quella guerra preventiva che lo Stato maggiore tedesco scatenò cogliendo l'occasione dell'attacco austriaco alla Serbia del luglio 1914.
Lo status quo in Europa
Lanciata la Weltpolitik, la Germania ora si sentiva minacciata dall'imponente marina britannica che avrebbe potuto mettere sotto scacco il commercio delle colonie tedesche in qualsiasi momento. Il Cancelliere Bülow appoggiò, per questo, l'opera di riarmo navale iniziata da Guglielmo II e dall'ammiraglio Alfred von Tirpitz. Inevitabilmente tale politica portò la Gran Bretagna ad un avvicinamento col nemico storico della Germania, la Francia. Londra e Parigi, l'8 aprile 1904, conclusero infatti l''Entente Cordiale che però non impensierì Bülow, al quale interessava mantenere il favorevole status quo e con esso la pace.
Nel 1908, in una lettera all'erede al trono Federico Guglielmo che accusava Bülow di aver instillato nel popolo l'idea che la quiete e la pace fossero più da stimare che l'onore e la guerra, il cancelliere scrisse: «[...] Ma di fronte al problema della guerra rimane necessaria la prudenza. [...] ai giorni nostri, si possono fare le guerre solo se il popolo è persuaso che la guerra è necessaria e che è giusta. Una guerra suscitata in modo frivolo e leggero, anche se avesse esito felice non avrebbe effetto favorevole all'interno. Una guerra che, in tale ipotesi, finisse male, significherebbe [...] una catastrofe per la Dinastia. [...] Nel 1875 molti militari erano del parere che dovessimo abbattere la Francia [...] Da allora siamo in pace con la Francia da 33 anni e il nostro benessere e la nostra popolazione sono straordinariamente aumentati».Bülow, Memorie, Milano 1931, Vol II, p. 411.
La Crisi di Tangeri
Conciliare prestigio della Germania e pace non fu sempre semplice. Nella primavera del 1905, constatata la graduale ingerenza francese negli affari interni del Marocco, Bülow spronò Guglielmo II, in crociera nell'Atlantico, a fare tappa a Tangeri in modo da dare un chiaro segnale a favore dell'indipendenza marocchina. La visita avvenne il 31 marzo 1905 e Bülow poté rivendicare il ruolo della Germania nella questione. Il ministro degli esteri francese Théophile Delcassé si trovò in una situazione molto difficile ma non mollò e rifiutò la proposta di Bülow di una conferenza internazionale.
Per evitare una grave crisi internazionale che avrebbe potuto sfociare in un conflitto, Il 6 giugno 1905, il Consiglio dei ministri, in disaccordo con Delcasssé aderì alla proposta tedesca di una Conferenza sul Marocco che si tenne ad Algeciras nel 1906. Delcassé fu costretto a dimettersi, ma durante e dopo la crisi fu registrato un notevole, ulteriore avvicinamento fra Gran Bretagna e Francia. Lo stesso giorno delle dimissioni di Delcassé, Guglielmo II conferì a Bülow il titolo di Principe.
La politica interna
Per finanziare il costoso riarmo navale, nel 1902, Bülow fece approvare le tariffe doganali che diminuirono il potere d'acquisto della classe operaia. D'altro canto non esitò a proporre e a far accettare, nel 1905, una legge «sulle miniere che rendeva possibile al governo di ridurre eccessivi orari di lavoro, che riformava il sistema delle punizioni, istituiva una serie di prescrizioni sanitarie, e soprattutto istituiva commissioni operaie che esponessero ai padroni i desideri dei lavoratori [...]».Bülow, Memorie, Milano 1931, Vol II, p. 94. Ciò dopo uno sciopero di 200.000 minatori di più settimane, durante il quale non ci fu un solo tumulto né fu sparato un solo colpo di fucile.
In una visione antisocialista favorì l'agricoltura, le cui masse proletarie egli riteneva meno pericolose di quelle operaie.