I simboli patri italiani sono i simboli che identificano univocamente l'Italia riflettendone la storia e la cultura. Sono usati per rappresentare la Nazione attraverso emblemi, metafore, personificazioni, allegorie, che sono condivisi dall'intero popolo italiano.

Alcuni di essi sono ufficiali, cioè sono riconosciuti dalle autorità statali italiane, mentre altri fanno parte dell'identità del paese senza essere definiti normativamente. Altri ancora non sono più utilizzati poiché sostituiti.

Descrizione

I tre simboli ufficiali principali, del tipo presente nella simbologia di tutte le nazioni, sono: la bandiera d'Italia, ossia il vessillo nazionale tricolore verde, bianco e rosso, così come disposto dall'articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana;[...] La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. [...]Articolo nº 12 della Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 298, Edizione Straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948. l'emblema della Repubblica Italiana, ovvero il simbolo iconico identificativo dello Stato italiano; Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro, ossia l'inno nazionale italiano, che è eseguito in tutte le manifestazioni pubbliche.

Di questi solamente la bandiera è menzionata esplicitamente nella Costituzione italiana; questo inserimento normativo pone la bandiera sotto la protezione della legge, rendendo possibili sanzioni penali per vilipendio ad essa..

Altri simboli ufficiali, come riportato dalla Presidenza della Repubblica Italiana, sono: lo stendardo presidenziale, ossia il vessillo distintivo che rappresenta la Presidenza della Repubblica; il Vittoriano o Altare della Patria: il monumento nazionale dedicato a re Vittorio Emanuele II di Savoia, primo sovrano dell'Italia unita e fondatore della Patria, che ospita il sacello del Milite Ignoto. la Festa della Repubblica Italiana, la giornata celebrativa nazionale istituita per ricordare la nascita della Repubblica, che si festeggia ogni anno il 2 giugno, data del referendum istituzionale del 1946 con cui venne abolita la monarchia;

L'insegnamento nelle scuole dell'inno di Mameli, la riflessione sugli eventi risorgimentali e sull'adozione della bandiera tricolore sono prescritti dalla legge n. 222 del 23 novembre 2012.

Vi sono poi altri simboli o emblemi dell'Italia che, pur non essendo definiti normativamente, fanno parte dell'identità italiana: I colori nazionali dell'Italia, ossia il verde, il bianco e il rosso, collettivamente chiamati "il Tricolore"; l'Italia turrita: la personificazione nazionale dell'Italia nell'aspetto di una giovane donna con il capo cinto da una corona muraria completata da torri (da cui il termine "turrita"); la coccarda italiana tricolore, ovvero l'ornamento nazionale dell'Italia, ottenuta ripiegando a plissé un nastro verde, bianco e rosso mediante la tecnica della pieghettatura; l'azzurro Savoia, il colore nazionale usato in vari ambiti ufficiali, tra cui sulla cravatta della bandiera italiana, sulla sciarpa azzurra, che contraddistingue la divisa degli ufficiali delle forze armate italiane, sulla maglia azzurra, cioè l'uniforme adottata da quasi tutte le compagini sportive che rappresentano l'Italia in ambito internazionale, e sulla coccarda italiana azzurra; il corbezzolo, piccolo albero diventato simbolo dell'unità nazionale per via delle foglie verdi, dei fiori bianchi e delle bacche rosse, che richiamano i colori della bandiera italiana; la Stella d'Italia, il simbolo identitario più antico della terra italiana, visto che risale all'antica Grecia;. le Frecce Tricolori, ovvero la pattuglia acrobatica nazionale dell'Aeronautica Militare Italiana.

Altri simboli, non più utilizzati poiché sostituiti, sono: la lira italiana, moneta nazionale che ebbe corso legale in Italia sino al 28 febbraio 2002, quando fu sostituita dall'euro; lo stemma del Regno d'Italia, che fu lo stemma ufficiale del Regno dal 1861 al 1946, quando venne sostituito dall'emblema della Repubblica Italiana.

Simboli ufficiali Bandiera d'Italia

La bandiera d'Italia, detta in italiano anche il Tricolore, è composta da tre bande verticali di eguali dimensioni, verde, bianca e rossa partendo dall'asta, così definita dall'articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana,La terminologia utilizzata nel testo costituzionale è araldicamente impropria: la "banda", per definizione, è quel tipo di partizione che divide la bandiera diagonalmente. La definizione corretta avrebbe dovuto essere "interzata in palo". Cfr. manuale ragionato di araldica su "manuali.lamoneta.it". pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947. La legge ne regolamenta l'utilizzo e l'esposizione, ne tutela la difesa prevedendo il reato di vilipendio della stessa e ne prescrive l'insegnamento nelle scuole insieme agli altri simboli patri italiani..

Alla bandiera è dedicata la Festa del Tricolore, istituita dalla legge n. 671 del 31 dicembre 1996, che si tiene ogni anno il 7 gennaio. Questa celebrazione ricorda la prima adozione ufficiale del tricolore come bandiera nazionale da uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana, che avvenne il 7 gennaio 1797 in un salone del palazzo comunale di Reggio nell'Emilia, poi chiamato Sala del Tricolore, sulla scorta degli eventi susseguenti alla rivoluzione francese (1789-1799) che propugnò tra i suoi ideali l'autodeterminazione dei popoli.

A proporre una bandiera nazionale verde, bianca e rossa fu Giuseppe Compagnoni – ricordato per questo come il "padre del tricolore" – nella XIV sessione del congresso cispadano, assemblea formata da 100 deputati provenienti da Bologna, Ferrara, Modena e Reggio nell'Emilia che in precedenza aveva proclamato la nascita della Repubblica Cispadana..

Dopo il 7 gennaio 1797 la considerazione popolare per la bandiera italiana crebbe costantemente, sino a farla diventare uno dei simboli più importanti del Risorgimento, che culminò il 17 marzo 1861 con la proclamazione del Regno d'Italia, di cui il tricolore divenne vessillo nazionale..

Il Canto degli Italiani

Il Canto degli Italiani, conosciuto anche come Fratelli d'Italia, Inno di Mameli, Canto nazionale o Inno d'Italia, un canto risorgimentale scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847, è l'inno nazionale della Repubblica Italiana. Il brano, un 4/4 in si bemolle maggiore,. è costituito da sei strofe e da un ritornello cantato alla fine di ogni strofa. Il sesto gruppo di versi, che non viene quasi mai eseguito, richiama il testo della prima strofa.

Il canto fu molto popolare durante il Risorgimento e nei decenni seguenti, sebbene dopo l'unità d'Italia (1861) come inno del Regno d'Italia fosse stata scelta la Marcia reale, che era il brano ufficiale di Casa Savoia. Il Canto degli Italiani era infatti considerato troppo poco conservatore rispetto alla situazione politica dell'epoca: Fratelli d'Italia, di chiara connotazione repubblicana e giacobina,.. mal si conciliava con l'esito del Risorgimento, che fu di stampo monarchico..

Dopo la seconda guerra mondiale l'Italia diventò una repubblica, e il 12 ottobre 1946 il Canto degli Italiani fu scelto come inno nazionale provvisorio, ruolo che ha conservato anche in seguito rimanendo inno de facto della Repubblica. Dopo decenni di iniziative parlamentari volte a renderlo ufficiale, si giunse alla legge n. 181 del 4 dicembre 2017, che ha dato al Canto degli Italiani lo status di inno nazionale de iure.

Il testo fu scritto nell'autunno del 1847 dal patriota Goffredo Mameli, che lo inviò a Torino per farlo musicare dal maestro Michele Novaro.. L'inno esordì il 10 dicembre 1847 a Genova sul piazzale del santuario della Nostra Signora di Loreto del quartiere di Oregina, in occasione della commemorazione del centenario della rivolta del quartiere genovese di Portoria contro gli occupanti asburgici all'epoca della guerra di successione austriaca.

Emblema della Repubblica Italiana

L'emblema della Repubblica Italiana è l'emblema nazionale identificativo dello Stato italiano. Approvato dall'Assemblea Costituente il 31 gennaio 1948, il disegno finale venne ratificato il 5 maggio successivo dal presidente della Repubblica Enrico De Nicola con decreto legislativo n. 535 per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 1948. Il bozzetto iniziale fu realizzato dall'artista Paolo Paschetto, vincitore dei due concorsi pubblici: nel 1946 e nel 1947.

È formato dalla Stella d'Italia sovrapposta a una ruota dentata d'acciaio, simbolo del lavoro, che è alla base della Repubblica, come da articolo 1 della Costituzione. Il riferimento al lavoro non va inteso come una norma giuridica, che obbligherebbe lo Stato a tutelarlo nel dettaglio, bensì come un richiamo al principio a esso collegato, che è fondativo della società italiana,. mentre il secondo comma, assegnando la sovranità al popolo, stabilisce il carattere democratico della repubblica..

L'insieme formato dalla ruota dentata e la Stella d'Italia è racchiuso a destra da un ramo di quercia, situato sulla destra, che simboleggia la forza e la dignità del popolo italiano (in latino robur significa infatti sia quercia sia forza morale e fisica.), e da uno di olivo, sulla sinistra, che rappresenta la volontà di pace, sia interna sia nei confronti delle altre nazioni.

L'emblema della Repubblica Italiana non si può definire stemma in quanto è privo dello scudo; quest'ultimo costituisce infatti, secondo la definizione araldica, una parte essenziale degli stemmi (al contrario di altre decorazioni come, ad esempio, corone, elmi o fronde, che sono parti accessorie). Per tale motivo risulta più corretto riferirvisi con il termine di "emblema nazionale".

Stendardo presidenziale italiano

Lo stendardo presidenziale è il vessillo distintivo della presenza del Presidente della Repubblica. Esso segue, pertanto, il Capo dello Stato ogni qual volta si allontani dal Palazzo del Quirinale, presso il quale è esposto durante la sua presenza. Lo stendardo viene esposto sui mezzi di trasporto a bordo dei quali sale il presidente, all'esterno delle prefetture quando il presidente è in visita a una città e all'interno delle sale dove interviene in veste ufficiale.

Lo stendardo richiama i colori della bandiera nazionale italiana, con particolare riferimento al vessillo della storica Repubblica Italiana del 1802-1805; la forma quadrata e la bordatura azzurra simboleggiano le forze armate italiane, di cui il Presidente è comandante in capo. Nel 1986 fu istituito uno stendardo per il presidente supplente della Repubblica. Tale stendardo, che è simile al primo vessillo del presidente, anziché blu, è bianco con cornice blu; inoltre, l'emblema della Repubblica, anziché essere color oro, è color argento. Nel 2001 fu creata l'insegna distintiva per i presidenti emeriti della Repubblica.

Vittoriano

Il Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II o (Mole del) Vittoriano,. anche detto Altare della Patria,Guida rossa del TCI, volume Roma, edizione del 2004, p. 200) è un complesso monumentale nazionale situato a Roma in piazza Venezia sul versante settentrionale del colle del Campidoglio, opera dell'architetto Giuseppe Sacconi, costruito a partire dal 1885 con la conclusione dei lavori nel 1935, quando è stato completato in tutte le sue parti. L'inaugurazione ufficiale e la contemporanea apertura al pubblico avvennero in precedenza, nel 1911, in occasione del 50º anniversario dell'Unità d'Italia.