Lophophora williamsii (Lem.) J.M.Coult., 1894 è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Cactacee, comunemente nota come peyote, o peiote.
Il suo principale principio attivo è la mescalina, molecola psichedelica, che ne determina l'uso tradizionale come enteogeno e come componente essenziale di alcuni riti religiosi o altre pratiche, tra le quali meditazione, psiconautica, onironautica, terapia psichedelica. I nativi americani lo adoperavano anche come farmaco; è sovente utilizzato in Occidente come psichedelico ricreativo.
Etimologia Il nome scientifico del genere deriva dal greco lophos, ossia cresta, e phoro, ossia portatore, per via dei peli presenti in ogni areola; la pianta è anche conosciuta con il nome di peyote (dal nahuatl: peyotl ovvero pane degli dei) o mescal.
Caratteristiche Ha numerose infiorescenze globose di colore verde scuro tendente al grigio e 7-13 costolature, su cui crescono minute areole senza spine o con deboli spine quando la pianta è più giovane.Piante grasse, De Agostini. Fra marzo e settembre avviene la fioritura caratterizzata da petali di colore bianco o rosa. Segue lo sviluppo del frutto claviforme contenente semi neri, ovoidi, del diametro di circa 1,5 millimetri, ricchi di mescalina, un tempo usati dai nativi americani come allucinogeno nei riti sciamanici. È dotato di una grossa radice a fittone fortemente ramificata.
Distribuzione e habitat Originaria del Messico, cresce spontaneamente nelle zone desertiche di Chihuahua, Durango e QuerétaroAnderson, E. F. (1969). "The Biogeography, Ecology, and Taxonomy of Lophophora (Cactaceae)." Brittonia 21(4): 299-310., nonché in alcuni territori nel Sud del Texas. Si trova principalmente ad altitudini comprese fra i 100 e i 1 500 metri, ma nel deserto di Chihuahua si incontra fino a 1900 Cresce riparato fra le rocce o a ridosso di grandi piante.
Conservazione La IUCN Red List classifica Lophophora williamsii come specie vulnerabile.
Coltivazione Si coltiva in un luogo luminoso e arieggiato, con temperature invernali anche molto basse (in inverno è consigliato porre la pianta in una serra temperata a 6-10 °C). In primavera ed estate va annaffiata con moderazione attendendo che la terra sia asciutta prima di annaffiare nuovamente; a partire da ottobre il terreno è da lasciare completamente a secco.
Usi
Il peyote è noto per gli effetti psicotropi dovuti alla forte presenza di alcaloidi, in particolare della mescalina. Gli effetti allucinogeni possono essere accompagnati da cambiamenti fisici come tachicardia, bradipnea e nausea, causati dagli alcaloidi derivati dalla fenetilamina: dopamina, noradrenalina, adrenalina e serotonina, che interagiscono con il sistema nervoso. Nel 1982 uno studio sugli alcaloidi presenti in questa specie ha portato a distinguerne ben 52.
Oltre a sfruttare le sue proprietà psicoattive, i nativi americani la usavano per comunicare col soprannaturale, nonché per scopi terapeutici: nel trattamento del mal di denti, dolore da parto, febbre, dolori al petto, problemi dermatologici, reumatismi, diabete, raffreddore, cecità. In America alcuni farmaci contenenti sostanze estratte dal peyote vengono chiamati Anhalonium e si prescrivono per il trattamento di asma, nevrosi, nevrastenia. Dalla pianta viene estratta anche una molecola con proprietà antibiotiche, chiamata peyocactina.
Il rituale Il peyote si usa in un complesso di rituali, chiamato dagli occidentali peyotismo, che i nativi americani ritengono possa permettere di comunicare con gli dei e con gli antenati, dare forza, fornire guida e guarire. La guarigione può essere sia psichica sia fisica. Il rituale in genere inizia la sera e comprende la preghiera, l'ingestione del peyote, i "canti del peyote", i rituali dell'acqua e la contemplazione; termina la mattina successiva con la colazione.
Scavi archeologici sul fiume Rio Grande in Texas indicano la probabilità che i nativi americani facessero uso del peyote già 5 500 anni fa.
Note
Bibliografia Mike Jay, Mescaline: a global history of the first psychedelic, Yale University Press 2019, ISBN 9780300231076 Aldous Huxley, Le porte della percezione, Mondadori 1954, ISBN 9788804672449 Labate, Beatriz; Cavnar, Clancy, Peyote: History, Tradition, Politics, and Conservation, Praeger 2016 Henri Michaux, Brecce, Adelphi 1984, ISBN 9788845905902 Michael Pollan, Piante che cambiano la mente, Adelphi 2022, ISBN 9788845937194 Antonin Artaud, Al paese dei Tarahumara, Adelphi 1966, ISBN 9788845924088 Fernando Benítez, Peyoteros. Viaggio nella terra magica della droga, Il Saggiatore 1972
Voci correlate Peyotismo Enteogeno Mescalina Psichedelico Piante succulente
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Categoria:Cactaceae Categoria:Piante succulente Categoria:Flora endemica del Messico Categoria:Enteogeni Categoria:Taxa descritti nel 1894