I tubi lungimiranti sono un gruppo musicale nato a Fano nel 1964 ed appartenente al movimento musicale del beat italiano degli anni '60. La band divenne in seguito un gruppo di culto per le sonorità sporche ed orientate al garage beat.
Storia 1964-1965: Origini Fondato nel 1964 a Fano da Umberto Bultrighini (la cui sorella scelse il nome del gruppo, che avrebbe dovuto chiamarsi gli Ossi Buchi) e stabilizzatosi l'anno successivo come quartetto, con l'apporto dei due fratelli Paolo e Francesco Del Bianco e del batterista Gualfardo Aiudi, il gruppo inizia a suonare nei locali delle Marche.
1967-1968: La CDI ed Abbiamo paura dei topi Nel 1967 ottiene un contratto con la CDI (Company Discografica Italiana) di Pier Quinto Cariaggi (marito di Lara Saint Paul), che nel gennaio 1968 fa incidere loro tre brani pubblicati su singolo 7" con il titolo di Abbiamo paura dei topi (CDI, 1968). La storia di questo disco fu singolare: la casa discografica infatti, per errore, manda in stampa non le versioni definitive delle canzoni, ma dei provini, e ciò fa sì che il suono sia molto meno pulito degli standard dell'epoca, avvicinandolo alla psichedelia d'oltreoceano, e soprattutto il brano trainante, Abbiamo paura dei topi diventa un riferimento culturale importante per le garage beat band underground e neopsichedeliche.
Nel 1967 partecipano al 2º Torneo Italia-Beat Gran Premio Davoli; in seguito fa il suo ingresso nella band l'organista Pierluigi Mattiello.
1969-1970: A poche ore e lo scioglimento Dopo la sostituzione del batterista Aiudi con Giuliano Antognoni, registrano a Milano nel settembre 1969 il secondo 45 giri, che viene pubblicato a gennaio del 1970 e che contiene sul lato A Spegni questa luce, cover dei Rokes, e sul lato B A poche ore, cover di 24 hours from Tulsa di Gene Pitney: dalla foto di copertina si può verificare che il gruppo prestava anche attenzione al look con cui si presentava (ognuno dei componenti è caratterizzato in maniera particolare, chi con gli occhiali e l'aspetto da intellettuale, chi invece con un cappello freak, e così via).
In questo periodo, la band registrò altri 12 brani musicali, che non vennero pubblicati. La musica beat era infatti già uscita di scena. Le case discografiche avevano perso interesse verso le nuove band e si rivolgevano ad artisti ormai già consolidati, oppure a nuove forme di rock più complesse. Dopo l'uscita del disco anche Antonioni abbandonò la band: il sostituto, Adriano Pedini, suonò solo per qualche mese nei concerti, dopodiché I tubi lungimiranti decidono di sciogliersi. I due dischi sono ricercatissimi tra i collezionisti di vinili d'epoca.
1994: I nuovi "vecchi" dischi e la reunion Nel 1993 il loro brano Abbiamo paura dei topi fu inserito da Red Ronnie nel CD Quei Favolosi Anni '60 ● 1968 - 12 (Fabbri Editori). Nello stesso anno la Destination X pubblicò la raccolta Spegni questa luce, che comprendeva, oltre ai brani dei 7", anche i 12 brani inediti pg. 185. Nel 1994 il gruppo si riunì con formazione leggermente diversa, e tenne un concerto a Il Covo di Bologna. Per l'occasione la Destination X stampò Live 1967-1970, un album che conteneva vecchie e inedite registrazioni tratte da un concerto tenuto nel 1969 alla RAI. Sempre la Destination X li inserì poi nella raccolta 60's Italian Beat Resurrection! Volume 5 (1994) e nel 1995 la Reverendo Moon Records li inserì in Per chi non conosce la libertà (Raro Beat Italiano Vol. 1) una raccolta curata dalla Reverendo Moon.
Umberto Bultrighini si è dedicato alla sua professione principale di professore ordinario di storia greca, mantenendo però sempre l'interesse per la musica, che l'ha portato a pubblicare nel 2003 il volume Dopo i Beatles: musica e società negli anni Settanta, scritto insieme a Gianni Oliva e pubblicato dalla Editrice Carabba di Lanciano. Nel 2010 Bultrighini con Gene Guglielmi e Claudio Scarpa portano in giro per l'Italia il dibattito musicale Al di qua, al di là del beat per illustrare radici e contenuti del beat italiano. Questa esperienza ha condotto alla pubblicazione, nel luglio 2011, del saggio Al di qua, al di là del beat, con prefazione di Dario Salvatori (Edizioni Carabba), adottato in corsi universitari di Storia della musica popolare italiana e apprezzato anche all'estero (Cambridge University). Il libro ha allegato un CD con brani di Gene Guglielmi e Tubi Lungimiranti.
Nel 2012 i Tubi Lungimiranti pubblicano per la Halidon di Milano l'album Qui e adesso, contenente nuovi brani di Bultrighini (Carolina mangia i ceci, Dusty Soul, Marea, Hic et nunc), insieme a brani frutto della collaborazione con Ulrico Agnati (Circe, Tregua) e con Gene Guglielmi (Neobule). L'album contiene inoltre rivisitazioni di brani della prima formazione (Abbiamo paura dei topi, Malanimanò), e cover (Via con me, Luna sei tu). Special guest, Gene Guglielmi e la girl-band Le Rimmel.
Il batterista Adriano Pedini diventò session man, suonando in molti dischi pubblicati dalla Cramps; nel 1976 suonò nel celebre album Ho visto anche degli zingari felici di Claudio Lolli; si accostò poi al jazz e diventò, nel 1995, direttore artistico e coordinatore del Festival Fano Jazz by the Sea. Paolo Del Bianco si è dedicato alla fotografia e continuò l'attività musicale suonando nella Micio Sband.
Formazione originaria Umberto Bultrighini: voce e chitarra (dal 1964 ad oggi) Paolo Del Bianco: voce e chitarra Francesco Del Bianco: basso Gualfardo Aiudi: batteria (1965 - 1969) Giuliano Antognoni: batteria (1969 - 1970) Pierluigi Mattiello: organo (1968 - 1970) Adriano Pedini: batteria (1969)
Formazione attuale (2026) Nicola Aguzzi: basso, chitarra, voce (dal 2014) Umberto Bultrighini: chitarra, bouzouki, armonica, voce (dall'inizio) Francesca Castellini: voce (dal 2019) Giovanni Patregnani: tastiere, chitarra, voce (dal 2017) Gigi Tomassoni: batteria (dal 2019)
Discografia Singoli 1968 - Abbiamo paura dei topi/Hai distrutto una famiglia/L'anima (CDI, 2028) 1970 - Spegni questa luce/A poche ore (CDI, 2038)
Album in studio 1994 - Live 1967-1970 (Destination X) 2012 - Qui e adesso (Halidon)
Raccolte 1993 - Quei favolosi anni '60 ● 1968 - 12 - con il brano Abbiamo paura dei topi (CD, Fabbri Editori, curata da Red Ronnie) 1994 - Various - 60's Italian Beat Resurrection! Volume 5 - con il brano Il vento dell'est (LP, Destination X Records) 1995 - Per chi non conosce la libertà - con il brano Abbiamo paura dei topi (Raro beat italiano vol. 1) (LP, Reverendo Moon Records)
Note
Bibliografia Ursus, Manifesto beat, Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990, p. 139. Raro! numero 152, febbraio 2004. Claudio Pescetelli, Una generazione piena di complessi, Editrice Zona, Arezzo, 2006, pp. 156-157. Tiziano Tarli, Beat Italiano. Dai capelloni a Bandiera Gialla, Edizioni Castelvecchi, 2005 Alessio Marino, BEATi voi! n.2 - Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60 e 70, edizioni I Libri della Beat Boutique 67, (vol.2) 2008 (foto e informazioni sui Tubi Lungimiranti e altri gruppi beat della provincia di Pesaro). Alessio Marino, BEATi voi! n.6 - Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60 e 70, edizioni I Libri della Beat Boutique 67, (vol.9) 2011 (foto e informazioni sui Tubi Lungimiranti contenuto in un articolo sui complessi psichedelici e acid-beat).
Collegamenti esterni
Tubi Lungimiranti, I Tubi Lungimiranti, I