Il termine Samoiedi è utilizzato, in etnologia e in linguistica, per indicare l'insieme di popolazioni che utilizzano le lingue samoiede.

Etimologia La parola "Samoiedi", secondo l'interpretazione più accreditata, è entrata nella lingua russa come corruzione del termine indigeno autoreferenziale Saamod, Saamid (il suffisso -d denota nel linguaggio finnico il plurale: ). Un'altra interpretazione fa derivare il nome dall'espressione "same edne", ovvero "la terra dei sami". Nella letteratura etnografica russa del XIX secolo sono anche chiamati "Самоядь", "Самодь", (samojad’, samod’) e "Самодийци", "Самодийский народы" (samodijtsi, samodijskij narody), termini spesso tradotti in italiano come Samodi.

La forma letterale composta da samo e jed in russo assume il significato di "mangiatori di sé stessi", che appare denigratorio. Per tale motivo nel corso del XX secolo il termine "Samoieda" cadde in disuso e fu presto sostituito dall'indicazione delle singole etnie.

Quando si leggono documenti russi datati, infatti, è necessario tenere a mente che la parola "samoiedi" fu indiscriminatamente utilizzata per indicare popoli siberiani che parlavano differenti lingue uraliche (oggi definite lingue samoiede) quali: Nenci, Nganaseni, Enzi e Selcupi.

Suddivisioni Si dividono in: Samoiedi settentrionali: Nenci Enzi Nganaseni Samoiedi meridionali: Selcupi Kama o Kamasini (oggi estinti come gruppo etnico autonomo) Mator (oggi estinti come gruppo etnico autonomo) Koibal (oggi estinti come gruppo etnico autonomo)

L'etnia più popolosa sono i Nenci, che oggi contano 34.000 unità. Vivono in grande maggioranza in tre distretti autonomi della Russia: Nenecija, Jamalia (anche conosciuta come Jamalia-Nenecia) e Tajmiria (un tempo nota con il nome di Dolgano-Nenecia). Sarebbero proprio i Nenci ad aver dato il nome al cane Samoiedo, fedele compagno di queste popolazioni.

Note

Bibliografia Mile Nedeljković, Leksikon naroda sveta, Beograd, 2001.

Voci correlate Lingue samoiede Cane samoiedo

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