I Denver Nuggets sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la NBA.
Nati come Denver Larks nel 1967 nell'ABA hanno subito cambiato nome in Denver Rockets, nome che hanno mantenuto fino al 1974 quando venne cambiato in Denver Nuggets, che restò invariato anche quando la franchigia venne ammessa nel 1976 insieme ai New York Nets, agli Indiana Pacers e ai San Antonio Spurs, a seguito della fusione parziale tra le due leghe, in NBA.
Storia della franchigia Creazione Nel 1967 la licenza per una franchigia American Basketball Association (ABA) viene assegnata a una cordata di Kansas City, guidati dall'imprenditore del sud California James Trindle. Trindle non riuscì tuttavia a trovare un'arena adatta nella zona di Kansas City. Il commissario della lega George Mikan ha suggerito allora di spostare la squadra a Denver. Dopo aver nominato direttore generale l'ex giocatore NBA e nativo di Denver Vince Boryla, Trindle sposta la squadra a Denver come Denver Larks, dal nome dell'uccello del Colorado ("lark" infatti significa allodola). La cordata di Trindle era in grave carenza di fondi, spingendo Mikan a ordinare ai Larks di pagare una cauzione di 100.000 $ o perdere la licenza. Poche ore prima della scadenza Trindle ha quindi ceduto per 350.000 dollari i 2/3 della partecipazione al magnate degli autotrasporti di Denver Bill Ringsby, che ha in seguito rinominato la squadra Denver Rockets, in onore della sua compagnia di camion.
Anni in ABA I Rockets, in seguito Nuggets, pur essendosi qualificati ai playoff ABA in sette delle nove stagioni in ABA, hanno inizialmente faticato nella postseason e non sono riusciti a vincere una serie di playoff nelle prime due stagioni, venendo eliminati al primo turno, prima dai New Orleans Buccaneers e poi nella stagione successiva dai futuri campioni degli Oakland Oaks in 7 gare .
Nei primi anni avevano un solido gruppo di stelle guidate da Byron Beck, e Larry Jones a cui si aggiunsero in seguito Ralph Simpson e Dave Robisch.
Durante la stagione 1969-70 la squadra ha inoltre draftato Spencer Haywood, uno dei primi giocatori a giocare nel massimo campionato senza aver fatto i 4 anni di università, motivo per il quale l'NBA gli impediva di giocare nella loro lega; Haywood scelse di giocare in ABA dopo che la federazione modificò le sue regole, che erano molto simili a quelle NBA, per permettergli di poter giocare nella lega uscendo anzitempo dall'università per motivi di difficoltà economica; nella prima e unica stagione in ABA Haywood, dopo aver segnato in media quasi 30 punti e 20 rimbalzi e aver conquistato il titolo di MVP della regular season ABA, guidò Denver per la prima volta a vincere una serie di playoff, sconfiggendo i Washington Capitols (ex Oakland), campioni in carica, in 7 gare. In gara 7 Haywood mise a referto 42 punti, vanificando i 52 punti di Rick Barry (record di sempre di punti in una gara 7 in ABA e NBA) e permettendo alla sua squadra di battere Washington, per poi essere sconfitti al turno successivo dai Los Angeles Stars. L'anno seguente Haywood passerà in NBA con i Seattle SuperSonics.
Nelle successive stagioni allenati dal coach Hall of Famer Alex Hannum i Denver Rockets verranno eliminati per 2 volte ai playoff dagli Indiana Pacers e nel 1974 verranno sconfitti al tiebreak per poter accedere ai playoff dai San Diego Conquistadors allenati da Wilt Chamberlain nella sua unica stagione in carriera da allenatore.
Nel 1972 Ringsby vende la squadra agli imprenditori di San Diego Frank Goldberg e Bud Fischer. Nel 1974 cambiano il vecchio nome, Denver Rockets, in Nuggets ("Pepite"), un soprannome prima usato da una franchigia del 1950, e cambiato in vista di una possibile prossima fusione tra ABA e NBA dove la squadra di Houston aveva lo stesso nome. Il loro nuovo logo è un minatore che scopre una palla ABA. Nel 1976 Goldberg e Fisher vendono a loro volta la squadra a una cordata locale.
I Nuggets nel 1974 scelsero come allenatore il loro ex giocatore Larry Brown acquistando nel 1974 Bobby Jones e Mack Calvin e nel 1975 draftando David Thompson e Marvin Webster oltre a Dan Issel stella dei Kentucky Colonels fresco vincitore del titolo ABA 1975 oltre a Chuck Williams.
Queste furono le due migliori stagioni della franchigia, facendo registrare il miglior record di regular season in ABA due volte di fila: 65-19 nel 1974-1975 e 60-24 nella stagione 1975-1976. In post-season nella prima stagione dopo aver sconfitto gli Utah Stars del rookie Moses Malone e Ron Boone per 4 a 1 verranno eliminati in 7 gare ancora dagli Indiana Pacers di Billy Knight e George McGinnis.
Nella stagione 1975-1976, l'ultima per l'ABA,i Nuggets ulteriormente rafforzati erano i grandi favoriti alla vittoria finale: guidati dalle ottime prestazioni di David Thompson e Dan Issel dopo aver sconfitto i campioni in carica dei Kentucky Colonels allenati da Hubie Brown con Artis Gilmore e Maurice Lucas in 7 partite, raggiungeranno le finali per la prima volta nella loro storia, ma senza riuscire a vincere il titolo perdendo le ABA Finals 1976 in 6 gare contro i New York Nets di un grande Julius Erving.
Primi anni in NBA È una delle quattro squadre che dopo aver militato nella ABA, si è trasferita nel 1976 nella NBA, insieme ai New York Nets, San Antonio Spurs e Indiana Pacers. I Nuggets e i Nets avevano già chiesto di entrare in NBA nel 1975, ma erano stati costretti da un ordine del tribunale a rimanere in ABA. Nei primi anni di vita della franchigia sono caratterizzati dai ricorrenti crolli, nonostante l'ottima squadra costruita negli ultimi anni di ABA, nei momenti decisivi della postseason non riuscendo a vincere il campionato.
Entrati nella nuova lega a seguito della fusione fra le due federazioni, nonostante le dure condizioni economiche imposte per poter entrare in NBA, nel primo anno durante la stagione regolare i Nuggets conquistano la prima posizione della division e il secondo miglior record in NBA dietro solo ai Lakers di Kareem Abdul-Jabbar, cosa che successe anche la stagione successiva, e quasi anche per la terza stagione, perdendo il titolo di division solo per una partita di differenza con i San Antonio Spurs, mentre nei playoffs: il primo anno la corsa si fermò in 6 gare contro i Portland Trail Blazers di Bill Walton futuri campioni NBA, nella seconda stagione superarono i Milwaukee Bucks in 7 partite al primo turno per poi perdere in 6 contro i Seattle SuperSonics, e nella terza perdendo per 2 gare a 1 contro i Los Angeles Lakers.
Nel 1978 la squadra venne comprata da Red McCombs. Nel 1979 Larry Brown ha lasciò la squadra, dando vita a un breve periodo di declino della squadra. Nel 1981 il nuovo allenatore Doug Moe impose un cambio di filosofia nel gioco della squadra, rinominato Run and Gun philosophy: l'obiettivo era segnare il maggior numero di canestri e questo aiutò la squadra a diventare molto competitiva; durante la stagione i Nuggets segnarobo più di 115 punti di media per partita restando sotto i 100 solo una volta e stabilendo un record di 136 partite consecutive con più di 100 punti; con 126,5 punti di media a partita diventando inoltre la squadra con il punteggio medio più alto della lega.
Era Alex English
Guidati da Alex English e Kiki Vandeweghe, i Nuggets guidarono la lega per punti realizzati, con English e Vandeweghe che segnarono entrambi più di 25 punti di media a partita. Durante questo periodo i Nuggets finirono una volta con il miglior record della Midwest Division e si qualificarono per nove volte di fila per i play-off. Il 13 dicembre 1983 i Nuggets e i Detroit Pistons hanno stabilito un record di 370 punti in una partita vinta dai Pistons al terzo tempo supplementare per 186-184. A fine stagione English è stato nominato miglior marcatore, diventando l'unico giocatore dei Nuggets a vincere il titolo sfruttando il gioco altamente offensivo di Moe.
Nella stagione 1984-85 i Nuggets, dopo anni di precoci eliminazioni, arrivano finalmente alle finali di Western Conference, venendo però eliminati per 4-1 dai Los Angeles Lakers. Prima della stagione 1985-86 Vandeweghe venne ceduto ai Portland Trail Blazers in cambio della guardia Fat Lever, dell'ala grande Calvin Natt e del centro Wayne Cooper. Guidati da English e rafforzati dalle nuove acquisizioni e dagli specialisti difensivi Bill Hanzlik e T.R. Dunn i Nuggets replicarono i successi delle stagioni precedenti nonostante la perdita di Vandeweghe, chiudendo la stagione 1987-88 con un record per la franchigia di 54 vittorie, terminando però nuovamente la stagione nei play-off 1988 sconfitti dai Dallas Mavericks al secondo turno. Nel 1985 McCombs ha venduto la squadra a Sidney Shlenker, che nel 1989 vende a sua volta.
Tracollo
Nel 1990 Moe lascia la squadra, venendo rimpiazzato da Paul Westhead. Westhead decide di adottare anch'egli lo stile di gioco corri e tira, basando la squadra su giocatori come Michael Adams e Chris Jackson per segnare in pochi secondi di possesso. Westhead curava tuttavia la fase difensiva ancora meno di Moe e come risultato i Nuggets prendevano punti ancora più velocemente di quanti ne segnassero. La partenza dell'allenatore nel 1990 fece precipitare i Nuggets in cattive acque, chiudendo la stagione 1990-91 con il peggior record della lega, seppur realizzando record di punti. I giornalisti sportivi affibbiarono così alla squadra i nomignolo di "Enver Nuggets" (senza "D" di difesa). I Nuggets fecero un passo avanti nella ricostruzione scegliendo il centro di 2,18 m Dikembe Mutombo dall'Università di Georgetown nel Draft del 1991. Mutombo disputò un'ottima stagione da matricola, mancando per poco il premio Rookie of the Year a favore di Larry Johnson. I Nuggets chiusero la stagione con un record di 24-58. I Nuggets licenziarono Westhead prima della stagione 1992-93 e assunsero al suo posto l'ex cestista All-Star Dan Issel. I Nuggets avevano due prime scelte al draft 1992, con le quali selezionarono l'ala LaPhonso Ellis dall'Università di Notre Dame e la guardia Bryant Stith dall'Università della Virginia. I Nuggets chiusero con un bilancio di 36-46, mancando i play-off.
A partire dalla stagione 1993-94 i Nuggets hanno cambiato i loro colori dell'arcobaleno in azzurro marino, oro metallico e color vino. Guidati da Mutombo, Mahmoud Abdul-Rauf (che aveva cambiato il suo nome da Chris Jackson prima della stagione) ed Ellis, i Nuggets chiudono la loro prima stagione con un bilancio vincente (42-40) dall'addio di Doug Moe. I Nuggets si qualificano in 8ª posizione ai play-off, fronteggiando i Seattle SuperSonics, primi classificati. I Nuggets erano altamente sfavoriti, avendo solo un paio di giocatori con una reale esperienza ai play-off. Dopo aver disputato le prime due partite a Seattle, la serie si sposta a Denver. I Nuggets vinsero entrambe le partite portandosi in vantaggio di 2 partite ed entrando poi nella storia quando sconfissero per 98-94 i Sonics ai tempi supplementari in gara-5, diventando la prima 8ª classificata a sconfiggere una 1ª classificata. I Nuggets arrivano vicini a ripetersi al secondo turno, venendo eliminati per 4-3 dagli Utah Jazz.
Durante l'off-season i Nuggets acquisirono dai Seattle SuperSonics la guardia tiratrice Dale Ellis e scelsero al draft il fenomeno Jalen Rose dall'Università del Michigan. I Nuggets non riuscirono a riconfermarsi, causando le dimissioni di Issel a metà stagione.