Convinto difensore della tradizione liturgica e dottrinale della Chiesa. e avversario delle ideologie totalitarie del XX secolo, che riteneva incompatibili con la fede cattolica, Giuseppe Siri salì rapidamente i gradi della gerarchia ecclesiastica fino a diventare vescovo ausiliare a 37 anni, arcivescovo di Genova a 40 e cardinale a 47..

Governò l'arcidiocesi ligure dal 1946 al 1987 e, con i suoi 41 anni di durata, il suo episcopato fu probabilmenteLa cronotassi degli ordinari di Genova elenca un certo vescovo Viatore che, nell'Alto Medioevo, avrebbe retto la Chiesa genovese per ben 55 anni, dal 732 al 787. La scarsità dei documenti del periodo, tuttavia, non permette di stabilire con certezza se il suo episcopato sia stato realmente così lungo. il più lungo della Chiesa genovese. Partecipò a quattro conclavi, durante i quali venne sempre indicato fra i papabili.. Siri fu anche, fra le varie cariche ricoperte, presidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 1959 al 1965..

Il suo carattere deciso, poco incline ai compromessi,. e la tenace difesa delle proprie convinzioni divisero spesso l'opinione pubblica, suscitando grandi consensi e forti opposizioni.. A Genova, città cui fu profondamente legato, fondò e sostenne numerose organizzazioni assistenziali, pastorali e culturali.. Scrittore molto prolifico, la sua vasta produzione si articola in centinaia di titoli, suddivisi fra lettere pastorali, libri, discorsi, omelie, articoli e relazioni..

La sua città natale gli ha dedicato la Galleria Cardinale Giuseppe Siri, ingresso principale del Teatro Carlo Felice.

Biografia I primi anni

Giuseppe Siri nacque a Genova il 20 maggio 1906 al numero 4 di Distacco Piazza Marsala, vicino a via Assarotti.. La madre, Giulia Bellavista (1874-1948), era originaria di Gatteo, in provincia di Forlì, e svolgeva le mansioni di portinaia presso quello stabile. Il padre, Nicolò Siri (1874-1966), era nato a Vara Superiore di Martina Olba, sulle alture fra Genova e Savona, ed era una sorta di tuttofare nella manutenzione degli appartamenti signorili. Giuseppe ricevette il battesimo il successivo 26 maggio nella basilica di Santa Maria Immacolata in via Assarotti, cui restò affettivamente legato per tutta la vita..

Di intelligenza precoce, venne iscritto alla prima elementare presso la scuola Descalzi di via Ricci all'età di quattro anni.. A otto ricevette la prima comunione e la cresima dalle mani di Tommaso Pio Boggiani, amministratore apostolico dell'arcidiocesi di Genova. Gli ottimi risultati scolastici del bambino destarono l'interesse di un agente di borsa, amico di suo padre Nicolò. L'uomo, senza figli, aveva lasciato intendere a Nicolò di voler costruire un futuro per il bambino, insegnandogli a gestire l'attività borsistica per affidargli il proprio studio quando si fosse ritirato dall'attività..

Giuseppe iniziò allora a fare la spola fra il suo ufficio e il Palazzo della Borsa, sito in piazza De Ferrari. Dopo tre giorni, tuttavia, il bambino manifestò il proprio disinteresse per quel tipo di attività, rivelando a sua madre di non voler continuare. Frequentò regolarmente la basilica di Santa Maria Immacolata come chierichetto e, a nove anni, manifestò la volontà di farsi prete.. Entrò nel seminario minore di Genova, all'epoca in località Chiappeto, all'età di dieci anni, il 16 ottobre 1916..

Il suo temperamento molto vivace, però, durante il primo anno quasi gli costò l'espulsione.. Un forte rimprovero del rettore lo calmò completamente e, di fronte al rischio di non poter soddisfare il suo desiderio di diventare sacerdote, Giuseppe cambiò del tutto e risultò sempre fra i migliori della sua classe. Nel 1917 passò al seminario maggiore in via di Porta degli Archi, nel centro della città.. Le sue pagelle, nel corso degli anni, parlano di Siri come «attivo, disciplinato, studioso, volenteroso, ma superbietto».

L'impostazione del seminario di Genova, durante la sua permanenza, era ancora saldamente legata agli schemi educativi tradizionali: già da parecchi anni non esisteva più il cosiddetto "chiericato esterno"Il codice di diritto canonico del 1917 estese a tutta la Chiesa alcune disposizioni locali esistenti già da alcuni decenni: in particolare, circa la formazione dei seminaristi, abolì il chiericato esterno, ossia la possibilità, per il giovane, di vivere presso la propria famiglia anziché in seminario. Ai vescovi, però, veniva riservata la facoltà di fare delle eccezioni in caso di particolari motivi di salute. Gli arcivescovi di Genova, tuttavia, non permettevano più il chiericato esterno già dalla fine del XIX secolo. e i ragazzi dovevano obbligatoriamente risiedere in seminario.. La severità quasi militaresca dell'ambiente, i cui orari alternavano studio e preghiera, era mitigata solo dalla passeggiata del giovedì pomeriggio, l'unica attività ricreativa concessa ai seminaristi, durante la quale i ragazzi, rigorosamente in talare e in fila per due, arrivavano a piedi fino ad Albaro, per poi tornare indietro..

Visti gli ottimi profitti, il 10 luglio 1926 il cardinale Carlo Dalmazio Minoretti, all'epoca arcivescovo di Genova, dopo l'ultimo esame in seminario gli comunicò la volontà di mandarlo a studiare a Roma, dove, ospite del Pontificio seminario lombardo, venne iscritto alla Pontificia Università Gregoriana..

Il presbiterato Il 22 settembre 1928, nella cattedrale di San Lorenzo a Genova, Giuseppe Siri ricevette l'ordinazione sacerdotale dalle mani del cardinale Minoretti.. Il giorno seguente celebrò la sua prima messa nella basilica di Santa Maria Immacolata e poi tornò subito a Roma per completare gli studi. Il 22 giugno 1929, presso la Pontificia Università Gregoriana, si laureò summa cum laude in teologia.. Durante gli ultimi mesi prima della laurea Siri fu anche cappellano a Castel Giubileo, alle porte di Roma. Il successivo 28 giugno, quando comunicò la notizia della laurea a pieni voti al cardinale Minoretti, quest'ultimo gli preannunciò la nomina a professore di teologia dogmatica nel seminario di Genova..

Il 30 giugno, mentre si recava alla basilica di San Paolo fuori le mura per assistere alla beatificazione di Francesco Maria da Camporosso, il cavallo che trainava il suo calesse si imbizzarrì al passaggio di alcune motociclette. L'urto del calesse contro un albero sbalzò Siri di alcuni metri, facendolo precipitare a terra. Venne raccolto e trasportato presso il Pontificio seminario lombardo, dove risiedeva, in stato di coma per commozione cerebrale. Restò privo di sensi per trenta ore, per poi risvegliarsi senza aver riportato alcuna conseguenza permanente.. Il cardinale Minoretti restò molto scosso dall'incidente e lo raccontò a papa Pio XI, il quale per settimane continuò a chiedere dello stato di salute di Siri.

Rimessosi, don Giuseppe Siri tornò a Genova e iniziò a insegnare teologia dogmatica nell'ottobre 1929, incarico che mantenne fino al 1946.. Sempre nel 1929 fondò la cosiddetta Opera delle minestre, successivamente ribattezzata Auxilium, per assistere i senzatetto e distribuire pasti caldi.. Per un anno, nel 1930, Siri fu anche docente di teologia fondamentale. Nel 1931, dietro segnalazione del cardinale Minoretti, la fondatrice dell'Opera Villa Maria, un'associazione che teneva corsi per universitari e per professionisti, lo cercò per partecipare come conferenziere a dei seminari di cultura religiosa in varie città italiane.. In quel periodo Siri diede alle stampe due fra le sue prime opere, La ricostruzione della vita sociale e Corso di teologia per laici..

In occasione di una sua conferenza a Roma, papa Pio XI lo fece convocare in Vaticano per conoscerlo di persona. Nonostante i già numerosi impegni, nel 1936 il cardinale Minoretti lo nominò esaminatore prosinodale presso la curia arcivescovile, rettore del Collegio Teologico San Tommaso d'Aquino e cappellano presso il santuario di Nostra Signora delle Grazie al Molo, la chiesa di Nostra Signora Assunta e Santa Zita e l'Opera Giosuè Signori. Nello stesso periodo collaborò come conferenziere per l'Opera San Giovanni Battista, fu vice assistente della FUCI genovese, docente per l'Azione Cattolica e relatore ai seminari di studio delle Settimane di Camaldoli.

Nel 1937 venne anche nominato insegnante di religione presso i licei D'Oria e Mazzini. Il 13 marzo 1938 morì il cardinale Minoretti e, il successivo 17 marzo, Pio XI nominò Pietro Boetto nuovo arcivescovo di Genova, il quale fece il suo ingresso in diocesi il 9 maggio 1938. In quel periodo Siri diede inizio al Focolare, un progetto per seguire i ragazzi anche al di fuori della scuola.. Come i cardinali Minoretti e Boetto, anche Siri espresse posizioni molto critiche nei confronti del fascismo e, durante le sue lezioni in seminario, rigettava apertamente le filosofie totalitarie e razziste proprie del regime.

L'episcopato A Roma, nell'aprile 1941, Siri tenne una conferenza a Palazzo Colonna, cui parteciparono, fra il pubblico, anche i nipoti di papa Pio XII. Pochi giorni dopo Siri ricevette una telefonata da monsignor Giovanni Battista Montini, all'epoca sostituto della Segreteria di Stato della Santa Sede, nella quale lo informava che il pontefice voleva conoscerlo.. Dopo l'incontro papa Pacelli restò in costante contatto con Siri.. Nel 1943, a Genova, fondò l'Opera dei Cappellani del Lavoro, per portare assistenza pastorale all'interno delle fabbriche. A differenza dei preti operai francesi, però, Siri volle che i suoi sacerdoti facessero solo i sacerdoti, pur condividendo con i lavoratori i momenti difficili aziendali.

Durante la seconda guerra mondiale il clero genovese intraprese, attraverso la Delegazione per l'Assistenza degli Emigranti Ebrei, un'intensa attività di soccorso in favore dei perseguitati. L'organizzazione, nata per soccorrere gli ebrei tedeschi rifugiati in Italia, si occupava ora di proteggere gli ebrei italiani ricercati dai fascisti e dai nazisti. Boetto e Siri, insieme con altri collaboratori, fra le varie cose provvidero personalmente a fornire ai ricercati falsi documenti d'identità. L'11 marzo 1944, dietro segnalazione del cardinale Boetto, Pio XII lo elesse vescovo titolare di Liviade, nominandolo al contempo vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Genova. Come stemma episcopale Siri mantenne quello della propria famiglia, mentre come motto scelse le parole Non nobis Domine, incipit del salmo Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam ("Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome da' gloria").. L'annuncio della sua promozione fu accolto con generale gradimento; le uniche riserve vennero espresse dai rappresentanti del governo fascista di Salò, secondo i quali «Siri non poteva essere gradito per le sue idee»..

Ricevette l'ordinazione nella cattedrale di San Lorenzo, il successivo 7 maggio, dalle mani del cardinale Boetto.. Tempo dopo istituì la Delegazione Arcivescovile Universitaria, che diventò il motore per numerose iniziative culturali. Durante la seconda guerra mondiale Siri si prodigò per aiutare gli sfollati, rischiando spesso la vita,. e riattivò l'opera Auxilium con don Giovanni Cicali e il supporto di Giacomino Costa. Il 7 giugno 1944 il cardinale Boetto, informato che i tedeschi lo stavano cercando per arrestarlo, gli ordinò di lasciare la città. Siri riparò allora a Carsi, una frazione di Valbrevenna.. Avuta notizia che i tedeschi lo avevano localizzato, si trasferì al santuario di Nostra Signora della Guardia a Ceranesi.. Nel gennaio 1945 si recò in Lombardia, presso l'allora ministro dell'agricoltura Edoardo Moroni, allo scopo di chiedere cibo per i poveri e buoni per ottenere derrate alimentari, tornando a Genova con l'automobile colma di beni e la promessa, da parte di Gullo, di far arrivare regolarmente provviste ai genovesi..