Biografia Era figlio di Guido I Guidi di Romena e fratello di Guido, Ildebrandino, Alessandro, e altre due sorelle.

La sua nobiltà (da un decreto del 1247) venne riconfermata con un Diploma Imperiale del 7 giugno 1312. Il suo titolo completo era Conte di Romena, Regginopoli, Montegranelli e terre annesse. Nel 1306 perse il castello di Loro e nel 1316 cedette Rocca Guicciarda, Poggio San Clemente, Gropina e Montelungo.

Fu podestà di Siena nel 1281.

Egli è citato nella Divina Commedia (Inferno XXX, v. 77) come responsabile con i fratelli della morte di Mastro Adamo, che venne spinto da loro a falsificare il peso aureo del fiorino, prima di essere arrestato e arso vivo nel 1281.

Discendenza Si sposò una prima volta nel 1244 con una figlia di Tedisio Fieschi, Conte di Lavagna originario di Genova; una seconda con Idana, forse appartenente al ramo dei Guidi di Bagnacavallo. Ebbe 11 figli: Alessandro (?-1342), vescovo di Urbino Uberto (?-dopo 1294), politico Francesco (?-1348), monaco figlia N.N., sposò Ricciardo Alidosi di Imola Albiera, sposò Galeotto Guidi Guido (?-prima 1337) Idana, sposò Guido Guidi conte di Belforte Maria, sposò Azzolino Motecarelli Bandino (?-1348), religioso Sofia, sposò Guido Ubertini e Neri della Faggiola Ruggero (?-dopo 1343), condottiero

Note

Bibliografia Vittorio Sermonti, Inferno, Rizzoli 2001. Umberto Bosco e Giovanni Reggio, La Divina Commedia - Inferno, Le Monnier 1988.

Collegamenti esterni

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