Biografia Nato a Rende (Cosenza), figlio di Francesco Principe, politico del Partito Socialista Italiano (PSI), di cui è considerato una figura storica in Calabria, sindaco di Rende dal 1952 al 1980, deputato dal 1958 al 1983, diverse volte sottosegretario di Stato tra anni '60 e '70 e presidente della Regione Calabria dal 1985 al 1987, Sandro diventa un avvocato, esperto di diritto amministrativo, e anch'egli impegnato in politica nel PSI come il padre Francesco, sin dagli anni '80 come sindaco di Rende .

Alle elezioni politiche del 1987 viene candidato alla Camera dei deputati, tra le liste del Partito Socialista Italiano nella circoscrizione Catanzaro-Cosenza-Reggio Calabria, risultando eletto deputato come il secondo degli eletti con 69.659 preferenze. Nel corso della X legislatura ha fatto parte della 2ª Commissione Giustizia, anche in sostituzione del sottosegretario Francesco Curci, e della 8ª Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, anche in sostituzione del ministro Carlo Tognoli

Alle politiche del 1992 viene ricandidato alla Camera, tra le liste del PSI nella medesima circoscrizione, venendo confermato a Montecitorio come il più votato con 34.002 preferenze. Successivamente viene nominato sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e della previdenza sociale nel governo Amato I, venendo confermato in tale incarico nel successivo governo Ciampi.

In vista delle elezioni politiche del 1994 segue il gruppo guidato da Amato nella coalizione di centro Patto per l'Italia, con cui viene ricandidato alla Camera nel collegio elettorale di Rende, ottenendo il 19,33% dei voti ma venendo sconfitto dal candidato dei Progressisti Sergio De Julio (40,22%) e superato da quello del Polo del Buon Governo Oscar Lucente (32,97%), risultando non eletto.

Alle elezioni comunali in Calabria del 1999 si candida a sindaco di Rende, sostenuto dalla coalizione di centro-sinistra L'Ulivo formata da Socialisti Democratici Italiani, Partito Socialista, Democratici di Sinistra, Partito Popolare Italiano, Federazione dei Verdi, Rinnovamento Italiano e le liste civiche di centro-sinistra, ottenendo il 49,16% dei voti al primo turno (il più votato) e accedendo al ballottaggio con il sindaco uscente di centro-destra Francesco Casciaro (28,29%), dove viene eletto col 51,06% e sconfiggendo Casciaro fermo al 48,94%. Il 29 maggio 2004, allo scadere del suo mandato, è stato ferito in maniera gravissima da un colpo di pistola al volto, mentre partecipava alla cerimonia per l'inaugurazione della Chiesa di San Carlo Borromeo di RendeCarlo Macrì, Spara al sindaco all'inaugurazione della chiesa, Corriere della Sera, 30 maggio 2004.. Costretto in ospedale con lo stato di salute fortemente compromesso, non partecipa alla campagna elettorale ma viene rieletto sindaco con il 78% dei consensi.

Alle elezioni regionali in Calabria del 2005 si candida, nel collegio regionale a sostegno del candidato presidente de L'Unione Agazio Loiero, risultando eletto consigliere regionale della Calabria. Alle stesse elezioni si era fatto promotore della costituzione di una lista di "Unità Socialista" con il suo movimento denominato Socialisti per l'Ulivo, guidando un'anima socialista che è rivolta verso il futuro Partito Democratico. Successivamente viene nominato assessore con deleghe a istruzione, cultura, alta formazione, università e innovazione tecnologica nella giunta regionale della Calabria, riconfermato nelle successive formazioni dell'esecutivo fino a novembre 2007.

Alle regionali calabresi del 2010 viene rieletto consigliere regionale della Calabria nelle liste del Partito Democratico, nella circoscrizione di Cosenza; successivamente viene eletto capogruppo PD al Consiglio regionale.

Dopo che la sua coalizione riformista è uscita sconfitta nelle elezioni comunali del 2014 contro il Laboratorio Civico guidato dall'Avvocato Marcello Manna, Principe scende in campo come candidato Sindaco in prima persona nelle elezioni del 2019 ma questo non basta per evitare una sconfitta politica con oltre 2.000 voti di scarto rispetto alla coalizione dello stesso Manna.

Vicende giudiziarie Alla vigilia delle elezioni politiche del 1992 scatta il blitz delle preferenze ordinato dall'allora procuratore capo di Palmi (Reggio Calabria) Agostino Cordova e dal Pubblico Ministero di Locri (Reggio Calabria) Nicola Gratteri, durante l'operazione di polizia i fac-simili elettorali di Sandro Principe vengono trovati in diverse abitazioni di 'ndranghetisti della Piana di Gioia Tauro e della Locride. Il Procuratore Cordova chiese alla Camera dei deputati per due volte l'autorizzazione a procedere contro Principe, autorizzazione sempre negata, nella richiesta del magistrato c'era tra le altre cose: campagna elettorale fatta per Sandro Principe da mafiosi e pregiudicati della Piana di Gioia Tauro (dai boss Versace di Polistena agli Avignone di Taurianova, ai Pesce a molti altri), sino agli incontri di Sandro Principe (fotografati dai carabinieri di Rosarno) col boss mafioso Marcello Pesce nella saletta riservata del bar Crystall di Rosarno. Agli atti anche le lettere di raccomandazione inviate da Sandro Principe all'allora sottosegretario alla Difesa socialista al fine di far ottenere l'esonero dal servizio militare al pregiudicato di Rosarno Galatà (fratellastro del boss Marcello Pesce). Secondo i magistrati Agostino Cordova e Francesco Neri, tale ultimo favore fu chiesto a Sandro Principe dall'allora consigliere comunale socialista di Rosarno La Ruffa, pregiudicato e cognato degli stessi PesceLibro oltre la cupola di Francesco Forgione e Paolo Mondani, Rizzoli editore. Tale vicenda giudiziaria si è conclusa nel 1995 con una richiesta da parte della procura di Palmi (accolta dal GIP) di Archiviazione per le accuse contestate al politico. Il 23 marzo 2016 viene posto agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione elettorale aggravata e concorso esterno in associazione per delinquere di stampo 'ndranghetista. La misura cautelare nasce a seguito delle indagini condotte dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che delinearono un "intreccio" politico/mafioso che gli consentì il rinnovo delle cariche istituzionali coperte nel consiglio comunale di Rende dal 1999 al 2011, nel consiglio provinciale di Cosenza del 2009 e nel consiglio regionale della Calabria del 2010. Tali cariche, secondo gli inquirenti, sono state favorite dal voto di scambio concesso dalle cosche locali "Lanzino-Ruà" di Cosenza. Il 26 maggio 2022 è stato assolto dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio e corruzione perché "il fatto non sussiste". Il 14 marzo 2025 la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le assoluzioni pronunciate nei confronti di Sandro Principe, ex sindaco di Rende, e di altri tre politici locali – Umberto Bernaudo, Pietro Ruffolo e Giuseppe Gagliardi – nell'ambito dell'inchiesta antimafia denominata "Sistema Rende". I quattro erano stati assolti nei due precedenti gradi di giudizio dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio; a Gagliardi era contestato anche il reato di corruzione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura generale di Catanzaro, ritenendo carenti le motivazioni delle assoluzioni, disponendo così un nuovo processo presso la Corte d'Appello. L'inchiesta, condotta dalla DDA di Catanzaro, ipotizza un patto politico-mafioso in vigore dal 1999 al 2011, con scambi di voti in cambio di favori, tra cui assunzioni in cooperative legate al Comune di Rende.

Note

Voci correlate

Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 1987 Deputati della X legislatura della Repubblica Italiana Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 1992 Deputati dell'XI legislatura della Repubblica Italiana

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