Biografia La famiglia Carlo Semenza nacque a Milano, in via Moscova 42, il 9 luglio 1893. Era l'ultimo dei cinque figli di Arturo Semenza, commerciante in tessuti e titolare di una filanda a Verolanuova, in provincia di Brescia, e di sua moglie Sofia Alfieri.Comune di Milano, Stato civile, nascite, 1893, serie C, n. 1724. L'anno seguente, la famiglia si trasferì in via Solferino 12. Apparteneva a una famiglia lombarda di ingegneri distintisi nel mondo dell'elettricità, quali Guido Semenza, cugino del padre e fondatore dell'Associazione elettrotecnica italiana, e i suoi fratelli Marco e Camillo.Bollettino di sericoltura: rassegna ufficiale settimanale, 1932, p. 392.

La guerra Nella prima guerra mondiale si presentò come volontario del genio militare, ma venne riformato due volte. Si offrì allora per la Croce Rossa in soccorso dei militari feriti e, il 17 giugno 1916, venne ammesso senza visita medica all'accademia militare di Torino. Il 21 ottobre fu destinato sottotenente del 4º Reggimento Genio Pontieri. Passando al reparto fotoelettrico, fu soldato nelle valli del Natisone, sull'Altipiano di Asiago, sul Montello e sullo Stelvio.

La carriera

Lasciate le armi, l'11 agosto 1919 conseguì all'università di Padova la laurea a pieni voti in ingegneria idraulica. Una mattina dello stesso mese, si presentò all'ufficio di Vittorio Veneto per la progettazione e la costruzione degli impianti idroelettrici Piave-Santa Croce della SADE con una lettera di presentazione del docente di costruzioni idrauliche, Luciano Conti, che lo definiva di pronta intelligenza, desideroso di studio e di lavoro.

Fu quindi assunto dalla SADE come assistente ingegnere e, dal 1928, subentrò a Vincenzo Ferniani, trasferitosi alla Montecatini, come direttore dell'ufficio tecnico costruzioni idrauliche. Al termine della costruzione dei suddetti impianti, la SADE gli affidò la piena responsabilità della progettazione e della costruzione dei nuovi impianti che la società stava realizzando nel Triveneto.

Fu socio delle associazioni americana e britannica degli ingegneri civili. Vicepresidente del comitato italiano della commissione internazionale per le grandi dighe, contribuì allo sviluppo della realizzazione nel 1951 dell'ISMES (Istituto Sperimentale Modelli e Strutture) di Bergamo, diretto da Arturo Danusso e del quale fu vicepresidente. Fu anche presidente della commissione tecnica e membro del comitato tecnico centrale della sezione tecnologica dell'Associazione italiana delle industrie elettriche, nonché membro del comitato tecnico centrale della sezione tecnologica dell'ANIDEL (Associazione Nazionale Imprese Produttrici Di Energia Elettrica).

Le collaborazioni Nel 1955 fu membro del comitato di consulenza specialistica della società milanese ELC Electroconsult, consociata alla SADE. Nel 1957-58, tramite questa società, collaborò per la progettazione e costruzione della diga di Kurobe, la più alta del Giappone. Fu anche responsabile per la diga del Dez in Iran, gli impianti di Jacui in Brasile, la diga di Kariba in Africa, le dighe di La Soledad, Santa Rosa ed El Novillo in Messico, e vari impianti in Spagna, Germania, Grecia, Nicaragua, Perù, Venezuela, Iraq, Cina e Pakistan.Carlo Semenza, in «L'Energia Elettrica», 1961, XI, pp. 1038-1040.Comunità, edizioni 150-155, 1968, p. 302.L'Energia elettrica, volume 39, edizioni 7-12, 1962, p. 167.Water Power, volume 14, 1962, p. 3.

Nell'autunno del 1957, durante un viaggio in Giappone, conobbe il geotecnico austriaco Leopold Müller, che divenne suo amico e collaboratore.A grandi tappe attorno al mondo, note di viaggio di Carlo Semenza nel "Notiziario SADE" di aprile 1958. Partecipò a congressi nazionali e internazionali e a conferenze di natura non tecnica. Al momento della morte era assistente tecnico esperto delle Nazioni Unite per problemi idroelettrici in Jugoslavia.

L'alpinismo La sua passione per l'alpinismo lo portò a fondare a Milano, qualche anno prima della grande guerra, una società "Cicloalpina".Edoardo Semenza, p. 266. Trasferitosi a Vittorio Veneto nel 1919, promosse attività alpinistiche e, nel 1925, fu socio fondatore e primo presidente della sezione Club Alpino Italiano di Vittorio Veneto, poi retta dal figlio Massimo. Consigliere centrale del club, venne eletto presidente onorario nel 1954. Nel 1950 un suo saggio venne inserito nella terza edizione del primo volume di Antonio Berti, Le Dolomiti Orientali, nella collana del CAI-TCI Guida dei Monti d'Italia.

La morte Il 17 ottobre 1961, il giorno dopo il ritorno da un viaggio in Perù con escursioni in alta quota durato dieci giorni, fu presente all'inaugurazione della diga del Vajont, che doveva essere la sua ultima opera prima della pensione.Edoardo Semenza, pp. 260-261. La mattina di domenica 29 ottobre, il giorno dopo la visita alla mostra del Mantegna, presso il Palazzo Ducale a Mantova, ebbe una emorragia cerebrale in casa sua, poco dopo il ritorno dalla messa a Lido di Venezia. Rimase in coma meno di ventiquattro ore e morì verso le otto di mattina di lunedì 30 ottobre.L'Elettrotecnica, volume 48, edizioni 7-12, 1961, p. 965.Gianni Cameri, I dimenticati del Vajont. I figli della SADE, Biblioteca dell'Immagine, pp. 140-141. Fu sepolto nella tomba di famiglia a Verolanuova e, in seguito, il tribunale dell'Aquila sentenziò la sua estraneità giudiziaria dal disastro del Vajont.Pierluigi Barrotta, Scientists, Democracy and Society: A Community of Inquirers, 2018, p. 77.

Vita privata Il 25 settembre 1920 sposò Emilia Barioli ed ebbe cinque figli: Massimo, Alessandro, Laura, Edoardo e Mariella.Dante Isella, Nella biblioteca di Carlo Emilio Gadda: con un testo inedito di Gadda, Libri Scheiwiller, 2000, p. 73.Who's who in Italy, volume 1, 1958, p. 882.

Opere principali Di seguito sono riportate in ordine cronologico le sue opere:

Grandi dighe Diga in terra per l'ampliamento lago di Santa Croce (1938); Diga di Sottosella, sull'Isonzo, ex Jugoslavia (1940); Diga del Ghirlo, sul Cordevole (1940); Diga di Sauris, sul Lumiei (1947); Diga di Bau Mandara, sul Flumendosa (1949); Diga di Pieve di Cadore, sul Piave (1949); Diga di Val Gallina, sul torrente omonimo (1951); Diga di Valle di Cadore, sul Boite (1952); Diga di Barcis, sul Cellina (1954); Diga de La Stua, sul torrente Caorame (1954); Diga di Pian di Fedaia, sull'Avisio (1956); Diga di Pontesei, sul Maè (1956); Diga dell'Ambiesta, sul torrente omonimo (1960); Diga del Vajont, sul torrente omonimo (1960); Diga di Vodo di Cadore, sul Boite (1960); Diga del Mis, sul torrente omonimo (1960).

Centrali idroelettriche Doblari Agordo Plava La Stanga Ampezzo Carnico (centrale Giuseppe Volpi) Soverzene (centrale Achille Gaggia) Barcis Malga Ciapela Somplago Gardona Colomber

Opere di presa e canali Presa sul Piave a Soverzene Canale "Cellina" d'immissione Piave, lago di Santa Croce Canale Negrisiola-Carron Sifone del Friga Derivazione del Novarza

Onorificenze Il 21 aprile 1941, con decreto del re Vittorio Emanuele III a Roma, fu nominato Commendatore della Corona d'Italia. Nel 1953 ricevette la medaglia d'oro Telford, e nel 1957 la medaglia Rickey dell'ASCE. Il 2 giugno 1957, su proposta della presidenza del Consiglio dei ministri, fu nominato grande ufficiale ordine al merito della Repubblica italiana. Nel 1954 gli fu conferita la laurea honoris causa in ingegneria dall'Università tecnica di Monaco, e il 28 febbraio 1959 dal Politecnico di Milano. Il 13 novembre 1961, due settimane dopo la sua morte, il consiglio del Club Alpino Italiano deliberò in una seduta straordinaria la costruzione di un rifugio o di un bivacco in sua memoria. Il 22 settembre 1963, sulle Prealpi Venete, nei pressi di Forcella Lastè, gruppo del Col Nudo-Cavallo, nel comune di Tambre, a Belluno, venne inaugurato il Rifugio Carlo e Massimo Semenza. Il 5 luglio 1962, la SADE pubblicò un volume commemorativo dal titolo Scritti di Carlo Semenza, con presentazione di Ferniani, e il 3 novembre dedicò all'ingegnere la diga del Vajont.La grande diga del Vaiont intitolata al nome dell'ing. Carlo Semenza, in «L'Energia Elettrica», 1962, XII, pp. 1061-1062.Edoardo Semenza, p. 261. L'università di Padova gli intitolò una medaglia d'oro, raffigurante la diga del Vajont, per i migliori laureati in idraulica della sessione. Il comune di Tambre, nella frazione di All'Ò, gli ha intitolato una via.

Nei media Cinema H max 261,6 m, regia di Luciano Ricci, cortometraggio del 1960. Nel film Vajont del 2001, diretto dal regista Renzo Martinelli, è stato impersonato da Michel Serrault.

Televisione La tragedia del Vajont, documentario di AZ, un fatto come e perché del 1971, intervistato. Vajont: una tragedia immensa, documentario di Quei secondi fatali del 2012.

Fumetti

Note

Bibliografia Edoardo Semenza, La storia del Vaiont raccontata dal geologo che ha scoperto la frana, Ferrara, TecomProject Editore, 2001 (II edizione: Ferrara, K-Flash, 2005). Vincenzo Ferniani (a cura di), Scritti di Carlo Semenza, Venezia, Ufficio studi della Società Adriatica di Elettricità (SADE), luglio 1962. Antonio Berti, Le Dolomiti Orientali, in «Guida dei Monti d'Italia», volume 1, 3ª edizione, Milano, Club Alpino Italiano, Touring Club Italiano, 1950, p. 15.

Voci correlate Rifugio Carlo e Massimo Semenza

Altri progetti

Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Padova