The Blues Brothers - I fratelli Blues (The Blues Brothers) è un film del 1980 diretto da John Landis.
La pellicola occupa un posto di rilievo nella storia del cinema, in virtù della sua trama originale, della natura intrinseca di spettacolo musicale, dell'interpretazione dei protagonisti ma soprattutto del cast stellare formato da celebri musicisti e cantanti quali Aretha Franklin, James Brown e Ray Charles. Protagonisti sono i fratelli Jake "Joliet" Blues (John Belushi) ed Elwood Blues (Dan Aykroyd), due personaggi inventati dai due attori ai tempi delle loro prime collaborazioni al programma televisivo Saturday Night Live e poi diventati in breve tempo famosi in tutto il mondo, inconfondibili nei loro onnipresenti smoking neri e occhiali da sole Ray-Ban Wayfarer. Nel film, i due fratelli si prodigano per salvare dalla chiusura l'orfanotrofio dove entrambi erano cresciuti, decidendo di organizzare una riunione del loro gruppo blues e di fare concerti in giro per i locali allo scopo di raccogliere i soldi necessari.
The Blues Brothers, che conquistò il Guinness dei primati per la scena con il maggior numero di incidenti d'auto, costò circa 30 milioni di dollari, stentando inizialmente al botteghino. In poco tempo, tuttavia, si formò un culto intorno alla pellicola. Il 20 e 21 giugno 2012, in occasione del centenario della major produttrice e del trentennale della morte di Belushi, il film è stato riproposto in versione restaurata in tutto il mondo. Il film ha ispirato anche un videogioco e un sequel uscito nel 1998, Blues Brothers - Il mito continua, diretto anch'esso da Landis e interpretato da Aykroyd, John Goodman, Joe Morton e l'allora giovanissimo Evan Bonifant.
Nel 2020 il film è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti dalla Biblioteca del Congresso come "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo".
Trama Appena scarcerato dalla Joliet Prison in regime di semilibertà dopo avere scontato tre anni di reclusione per una rapina, Jake "Joliet" Blues, ex leader di un gruppo musicale rhythm and blues, la Blues Brothers Band, con il fratello Elwood, viene da esso prelevato a bordo di una Dodge Monaco del 1974, acquistata a un'asta di auto usate della polizia di Mount Prospect, che diventa la nuova Bluesmobile, l'auto della band, al posto della vecchia "Caddy", una Cadillac, scambiata da Elwood con un microfono.
I due fratelli si recano presso l'orfanotrofio cattolico dove sono cresciuti, nel centro di Chicago: qui la suora Mary Stigmata, da loro chiamata "la Pinguina", chiede loro di aiutarla a trovare 5.000 dollari, somma necessaria a pagare le tasse arretrate dovute al fisco ed evitare la chiusura della struttura. Inizialmente i due contano di trovare la somma con facilità, ma le cose si complicano quando la Pinguina dice loro chiaramente che non accetterà denaro rubato, ma solo acquisito onestamente. Curtis, un dipendente dell'orfanotrofio, consiglia ai due di recarsi nella chiesa battista di Triple Rock per trovare un'ispirazione sul modo di guadagnarsi la somma. Giunti nella chiesa durante una funzione, dopo una travolgente esibizione del reverendo Cleophus James, Jake riceve la "rivelazione divina": per recuperare i soldi per l'orfanotrofio devono rimettere assieme la Blues Brothers Band, riunendosi ai loro vecchi compagni, ora tutti onesti lavoratori con una buona situazione sociale e suonare di nuovo insieme, destinando i proventi delle esibizioni a saldare il debito fiscale dell'orfanotrofio. Per questo motivo Jake ed Elwood, da questo momento, dichiareranno di essere "in missione per conto di Dio".
Dopo essere sfuggiti all'inseguimento di due poliziotti distruggendo un centro commerciale, arrivano davanti alla porta del motel dove vive Elwood e una donna misteriosa li prende a colpi di lanciarazzi, mancandoli. Poco dopo raggiungono la loro camera che ha la finestra all'altezza di una linea della sopraelevata lungo la quale passa un treno ogni pochi secondi (il loop, l'anello interno della soprelevata di Chicago).
Il giorno successivo, dopo essere sopravvissuti ad un altro attacco da parte della "donna misteriosa", che distrugge il loro appartamento prima che la polizia vi faccia irruzione per arrestarli, iniziano la loro missione. La sezione ritmica della band (Murph, Donald "Duck" Dunn, Steve "The Colonel" Cropper, Willie "Too Big" Hall e Tom "Bones" Malone) viene ritrovata a suonare all'Holiday Inn con il nome di "Murph and Magic Tones", mentre sta eseguendo nell'indifferenza generale una cover di Quando quando quando. Il trombettista Alan Rubin, "Mr. Fabulous", che ha trovato lavoro al raffinato ristorante francese Chez Paul come maître, accetta di ritornare a suonare con la band solo dopo che Jake ed Elwood, dopo essersi recati al locale e aver infastidito rumorosamente gli altri clienti, minacciano di tornare a mangiare «a pranzo, cena e colazione tutti i giorni della settimana».
Sulla strada per raggiungere il chitarrista Matt "Guitar" Murphy e il sassofonista Lou "Blue" Marini, che lavorano in una tavola calda di proprietà di Matt e di sua moglie, la Bluesmobile s'imbatte in una manifestazione del "Partito Socialista Americano dei Bianchi", definiti da Elwood "i nazisti dell'Illinois" (e come tali si presentano). I Blues Brothers, spazientiti, fanno irruzione tra i militanti del partito, che stanno occupando un ponte, costringendoli a gettarsi in acqua per non essere investiti.
Finalmente riunita, la band compra gli strumenti e gli amplificatori al Ray's Music Exchange, pagando tramite cambiali e si reca al Bob's Country Bunker, un locale riservato alla musica country, spacciandosi per i Good Ole Boys, la band country che dovrebbe esibirsi nel locale quella sera. Dopo aver tentato di eseguire un pezzo blues, venendo per questo pesantemente fischiati e bersagliati con oggetti di vario genere, il gruppo ottiene comunque un buon successo improvvisando brani country orecchiabili, che fanno sciogliere in lacrime gli avventori del locale, ma non viene pagata perché, a detta del proprietario del locale, ha consumato più birra di quello che ha guadagnato, per cui ora gli devono 100 dollari.
Ricercati dalla polizia, dalla "donna misteriosa", dai "nazisti dell'Illinois" e dai veri Good Ole Boys (sopraggiunti nel frattempo, in ritardo), i Blues Brothers decidono di rivolgersi al loro vecchio amico e agente di spettacolo Maury Sline, che, anche se di malavoglia, decide di far tenere loro un concerto nella Sala Grande del Palace Hotel, in grado di ospitare 5000 spettatori.
Dopo aver girato tutta la contea per promuovere il concerto che si sarebbe svolto la sera stessa, aiutati anche dai bambini dell'orfanotrofio, la Bluesmobile finisce la benzina e così i due sono costretti a spingerla per ore, rischiando di non arrivare in tempo per il concerto. Grazie allo sforzo pubblicitario, il Palace Hotel è gremito di pubblico, ma tra gli spettatori sono appostati anche i Good Ole Boys e la polizia, cosicché Jake ed Elwood sono costretti a entrare passando dal bagno delle donne (nel frattempo Curtis ha intrattenuto il pubblico con la canzone Minnie the Moocher). Una volta in scena, eseguono Everybody Needs Somebody to Love di Solomon Burke nella versione di Wilson Pickett (citato anche a fine canzone) e Sweet Home Chicago di Robert Johnson nella versione di Magic Sam, riscuotendo un travolgente successo.
Si accorgono, però, che la polizia ha circondato la sala, quindi cercano di trovare un sistema per uscire senza farsi vedere, venendo brevemente fermati dal presidente di una società discografica, che gli allunga un anticipo di per un contratto con la sua compagnia. I due accettano, prendono la somma necessaria per estinguere le cambiali nonché stipendiare la band e scappano da una botola nel palco. Mentre attraversano le fogne per fuggire si imbattono nella "donna misteriosa", che si rivela essere l'ex fidanzata di Jake, da lui abbandonata sull'altare. La donna sta per ucciderli, ma Jake la inganna con il famoso "monologo delle cavallette", nel quale le spiega perché non si era presentato al matrimonio:
Al termine del monologo, per l'unica volta in tutto il film, Jake si toglie gli occhiali da sole e fissa con uno sguardo la ragazza, che per un attimo abbassa l'arma che stava impugnando, per poi baciarla ed abbandonarla nuovamente. I Blues Brothers iniziano quindi una rocambolesca fuga, inseguiti dall'ex fidanzata di Jake, da «tutte le forze dell'ordine dell'Illinois», dal camper dei Good Ole Boys e dalla Ford Pinto dei "nazisti dell'Illinois", in un infernale caos che coinvolge decine di automobili. I Blues Brothers arrivano infine al Richard J. Daley Center di Chicago, dove salgono al 102º piano per pagare le tasse dovute dall'orfanotrofio.
Nel frattempo un'armata giunta da cielo, da terra e dal lago Michigan, composta da centinaia di poliziotti armati fino ai denti, esercito, marina, aviazione, pompieri, corpi speciali e incursori della SWAT si è gettata al loro inseguimento e, proprio nel momento in cui viene timbrata e consegnata la ricevuta delle tasse pagate, i due fratelli vengono raggiunti dalle forze dell'ordine che, spianando loro addosso ogni genere di armi, li arrestano.
Alla fine la Blues Brothers Band al completo è in prigione e suona per i compagni detenuti il brano Jailhouse Rock di Elvis Presley, scatenando un'ennesima baraonda.
Produzione Sviluppo
I personaggi, Jake e Elwood Blues, vennero creati da Belushi e Aykroyd negli spettacoli dello show televisivo Saturday Night Live. Il nome "The Blues Brothers" fu un'idea di Howard Shore. I retroscena e i profili dei due fratelli furono sviluppati da Aykroyd in collaborazione con Ron Gwynne, che in seguito venne accreditato come consulente della storia. Come riportato nelle note di copertina del primo album della band, Briefcase Full of Blues, i fratelli crebbero nell'orfanotrofio del comune di Rock Island in Illinois, dove impararono il blues da un inserviente di nome Curtis e dove suggellarono il legame di sangue con il taglio del dito medio eseguito con la corda della chitarra che Jake diceva essere di Elmore James.
Belushi nel 1978 divenne una stella di prima grandezza grazie al successo musicale dei Blues Brothers e del suo ruolo nel film Animal House. Nell'arco di un anno riuscì nella triplice impresa di diventare la star del film campione di incassi della settimana, dello show televisivo più votato e di cantare nell'album numero uno nella classifica delle vendite. Quando Aykroyd e Belushi decisero che potevano fare un film sui Blues Brothers si scatenarono le offerte degli studios; alla fine la spuntò la Universal che prevalse sulla Paramount. John Landis, che aveva già diretto Belushi in Animal House, fu ingaggiato come regista.
Il progetto non aveva ancora né un bilancio né un copione. Lew Wasserman, proprietario della Universal, stimava che il film potesse essere realizzato con 12 milioni di dollari mentre la cifra stimata dai filmaker era di 20 milioni. Al fine di stabilire il budget del film Aykroyd iniziò da solo la scrittura della sceneggiatura dopo che Mitch Glazer, un giornalista musicale che scrisse le note di copertina dell'album Briefcase Full of Blues, si rifiutò di aiutarlo.
Aykroyd, che non aveva mai scritto una sceneggiatura, compose un volume in cui inserì così tanti passaggi descrittivi (venivano raccontate le origini dei personaggi e del reclutamento di tutti i membri della band), paragrafi e paragrafi di riprese, concetti e idee, che col tempo il copione lievitò arrivando ad occupare 324 pagine, tre volte la lunghezza di un copione cinematografico medio. Per ironizzare sul suo stesso lavoro Aykroyd fece recapitare il copione al produttore Robert K. Weiss nella copertina di un elenco del telefono. Il titolo era Il Ritorno dei Blues Brothers e l'autore si firmava "Scriptatron GL-9000", uno scrittore automatizzato come Aykroyd amava definirsi.