LUnione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (; ), acronimo URSS e in forma abbreviata Unione Sovietica (, ), fu uno Stato federale che si estendeva tra Europa orientale e Asia settentrionale, sorto il 30 dicembre 1922 sulle ceneri dell'Impero russo. Era composta da 15 repubbliche socialiste, la più grande delle quali era la Russia, a sua volta suddivisa in repubbliche autonome federate.
Era il Paese più esteso del mondo con km² di superficie, pari a un sesto delle terre emerse, nonché il Paese più esteso d'Asia e d'Europa, per ciascuna delle parti di competenza continentale.Tutti e tre i primati sono detenuti, dopo il 1991, dalla Russia che è subentrata all'Unione Sovietica in tutti i rapporti pubblici, diplomatici, internazionali e sportivi. La distanza tra i suoi due punti estremi orientale e occidentale era superiore ai chilometri (più di 90 gradi di longitudine); il suo punto più occidentale era l'oblast' di Kaliningrad, al confine con la Polonia, e quello più orientale il capo Dežnëv sullo stretto di Bering, che lo divide dal continente nordamericano distante circa 80 chilometri. In particolare, una sua isola nello stretto, la Grande Diomede, dista solo dalla Piccola Diomede, appartenente agli Stati Uniti: si tratta della distanza minore tra le due superpotenze militari dell'epoca.
Ebbe un primo importante sviluppo economico e civile collettivo tra la seconda metà degli anni '20 e l'inizio degli anni '30 con il primo Piano quinquennale, sebbene nella seconda metà degli anni '30 Stalin accentrasse il potere nelle sue mani. Dopo la vittoria conseguita contro le potenze dell'Asse nella seconda guerra mondiale divenne una superpotenza economica e militare, riuscendo a imporre il proprio sistema politico e sociale anche fuori dei confini nazionali, soprattutto in Europa orientale (con organizzazioni quali il Patto di Varsavia e il Comecon). Per oltre quarant'anni si confrontò nella guerra fredda con il blocco occidentale guidato dagli Stati Uniti, l'altra superpotenza emersa all'epoca.
La lista delle repubbliche costituenti l'URSS subì nel corso del tempo numerose variazioni. Negli anni precedenti il suo scioglimento ne facevano parte quindici repubbliche. La più grande per superficie, economia e popolazione e la più importante sul piano politico era la Russia. Anche il territorio dell'Unione Sovietica subì vari mutamenti e nel periodo più recente corrispondeva approssimativamente a quello del tardo Impero russo, senza tuttavia Alaska, Finlandia e Polonia.
L'organizzazione politica del Paese prevedeva un regime monopartitico, retto dal Partito Comunista dell'Unione Sovietica, che dirigeva gli apparati dei Soviet, assemblee di livello sia regionale che nazionale che rappresentavano la classe operaia nei corridoi del potere statale. Il partito era a sua volta guidato da un segretario generale, che corrispondeva nel principale dirigente in termini di politica estera e interna. Vi era anche un blocco di indipendenti che si vedeva garantiti circa un quarto dei seggi del Soviet Supremo ad ogni elezione federale.
La fine della guerra fredda coincise con la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991. Negli anni successivi, la Federazione Russa, di gran lunga il più esteso e influente tra gli Stati postsovietici, è subentrata all'URSS nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha fatto parte del G8 fino al 2014 e ha raccolto gran parte dell'eredità militare e geopolitica sovietica.
Storia La Russia fu uno dei pochi Paesi europei a non aver vissuto, nel corso del XIX secolo, una trasformazione in senso democratico e liberale delle proprie strutture economiche, sociali e politiche, tranne sporadiche riforme come l'abolizione della servitù del 1861. Le tensioni tra le esigenze di cambiamento espresse da una parte della popolazione e un modello politico statico, basato su una monarchia autocratica, furono all'origine di tre rivoluzioni.
La prima ebbe luogo nel 1905, dopo la sconfitta nella guerra contro il Giappone e portò all'istituzione del primo vero parlamento russo, la Duma di Stato (1906 - 1917), la cui terza legislatura (1907-1912) portò ai primi significativi cambiamenti e a delle riforme profonde nella struttura statale ed economica.
La seconda e la terza avvennero invece nel 1917, rispettivamente a marzo (febbraio secondo il calendario giuliano, seguito dalla Chiesa ortodossa russa e a quei tempi in vigore in Russia) e novembre (ottobre), innescate da gravi problemi politico-sociali, da un diffuso malcontento nei confronti della monarchia e dalla tremenda crisi sofferta dall'Impero russo durante la prima guerra mondiale.
La rivoluzione di febbraio
Il 23 febbraio (8 marzo del calendario gregoriano) 1917 un'insurrezione, in gran parte spontanea, degli operai e della guarnigione di Pietrogrado portò all'occupazione della città e al rovesciamento della dinastia Romanov, ratificata con l'abdicazione dello zar Nicola II a favore del fratello Michele e la rinuncia al trono, il 3 marzo, da parte di quest'ultimo. Il 27 febbraio era stato intanto formato il Soviet di Pietrogrado, primo di un gran numero di assemblee che sarebbero di lì a poco sorte in tutta la Russia. Nell'organismo ottennero una posizione dominante i menscevichi e i socialrivoluzionari, che consegnarono il potere nelle mani della borghesia e del Governo provvisorio, costituitosi a marzo con la presidenza del principe L'vov..
Con il ritorno di Lenin dall'esilio in Svizzera e la pubblicazione delle sue Tesi di aprile, approvate dalla VII Conferenza del Partito bolscevico, acquisì sempre più consenso presso le masse l'obiettivo della trasformazione della rivoluzione borghese in una rivoluzione socialista... Intanto si creò forte tensione fra il Governo e il Soviet a proposito della prosecuzione della partecipazione alla guerra, e si arrivò alla formazione di un gabinetto di coalizione con la partecipazione di menscevichi e socialrivoluzionari insieme ai ministri borghesi..
La rivoluzione d'ottobre
A luglio una manifestazione di operai e soldati di cui presero la testa i bolscevichi dopo un inizio spontaneo fu respinta dalle forze governative,. ma anche il secondo gabinetto cadde e fu sostituito da un nuovo governo di coalizione guidato dal socialrivoluzionario Aleksandr Kerenskij. Le forze conservatrici ritennero giunto il momento di sopprimere i soviet e ad agosto organizzarono un colpo di Stato guidato dal generale Lavr Kornilov, fermato da un sollevamento di massa degli operai e dei soldati su iniziativa dei bolscevichi. Questi ultimi acquisirono sempre maggiore popolarità e la maggioranza in numerosi soviet (di quello di Pietroburgo divenne presidente Trockij), mentre anche le posizioni dei soldati e dei contadini si radicalizzavano..
Il 7 novembre (25 ottobre del calendario giuliano) fu concretizzata l'insurrezione precedentemente deliberata dal Comitato centrale del Partito bolscevico: soldati, operai (le "Guardie Rosse"), marinai della Flotta del Baltico occuparono in breve i punti chiave della città e l'indomani venne preso il Palazzo d'Inverno, sede del governo.. La sera stessa il potere venne consegnato al Congresso panrusso dei Soviet, che formò un nuovo governo, il Consiglio dei commissari del popolo, guidato da Lenin.. La Rivoluzione si estese subito dopo a gran parte dei territori dell'ex Impero russo, di cui i bolscevichi presero il controllo in alcuni casi in modo pacifico, in altri dopo accesi scontri con gli oppositori...
Sempre nel 1918 nacque l'Armata Rossa, che sostituì il vecchio e disgregato esercito. La reazione delle forze escluse dal potere e delle potenze straniere non si fece attendere. Nella primavera del 1918 gli inglesi occuparono i porti di Murmansk e Arcangelo, mentre i giapponesi si impadronirono del porto di Vladivostok. In seguito intervennero anche i francesi e gli statunitensi. In Ucraina, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania si instaurarono regimi nazionalistici con l'aiuto tedesco, mentre in Russia nacquero diciotto governi opposti a quello sovietico. Nell'estate del 1918 vennero arrestati anarchici e scioperanti, e vennero fucilate alcune migliaia di oppositori politici. La guerra civile vide l'Armata Rossa, guidata da Trockij, combattere in particolare contro gli eserciti dell'Armata Bianca, guidati dall'ammiraglio Kolčak in Siberia e del generale Denikin nella Russia meridionale. Al conflitto parteciparono anche gli eserciti dell'Armata Verde, che durante il conflitto si alleò sia con l'Armata Rossa sia con l'Armata Bianca e a volte le combatté entrambe; e quelli dell'Armata Nera.
Sin dal 1919 l'Armata Rossa ottenne diverse vittorie conquistando alla fine del 1920 la Crimea e, nel 1921, l'area del Caucaso. La guerra civile durò comunque fino al 1923, quando si concluse con la sconfitta degli ultimi eserciti contadini. L'Armata Rossa dovette però desistere in Estonia, Lettonia e Lituania, dove si formarono i tre Stati indipendenti, che sarebbero poi stati annessi all'Unione Sovietica in occasione della seconda guerra mondiale.
Dalla fondazione alla morte di Stalin
La guerra finì con la vittoria dell'Armata Rossa e la fondazione dell'Unione Sovietica, il primo Stato socialista del mondo, il 30 dicembre 1922, sotto la guida di Lenin. L'Unione Sovietica succedette all'Impero russo, ma la sua estensione fu inferiore a causa dell'indipendenza ottenuta dalla Polonia, Finlandia e dei Paesi baltici e sancita dal trattato di Versailles. Nel 1924 il Regno d'Italia riconobbe ufficialmente l'Unione Sovietica.
Dopo la morte di Lenin (avvenuta il 21 gennaio 1924), ci fu una lotta per la conquista del potere all'interno della leadership del partito tra chi sosteneva che per sopravvivere la rivoluzione avrebbe dovuto estendersi ai Paesi a capitalismo avanzato (soprattutto l'allora Repubblica di Weimar), consentendo così l'intervento armato della classe operaia di quei Paesi al fianco di quella russa per schiacciare i contadini, concepiti come intrinsecamente controrivoluzionari – così la pensava per esempio TrockijN. Bucharin, Sulla teoria della rivoluzione permanente, in AA.VV. La "rivoluzione permanente" e il socialismo in un paese solo Editori Riuniti, Roma, 1970. – e chi teorizzava la necessità, scaturita dal fallimento dei moti del 1919 in Germania e Ungheria (ma dai primi ritenuta incoerente con il principio marxista dell'internazionalismo), del "socialismo in un solo Paese". Il segretario del partito Iosif Vissarionovič Džugašvili, meglio noto come Iosif Stalin, fautore del "socialismo in un solo Paese", emerse come nuovo capo contrapponendosi a Lev Trockij. Al fianco di Stalin e contro Trockij si schierò tutta la vecchia guardia bolscevica, con in testa Nikolaj Ivanovič Bucharin e, in un primo momento, Grigorij Evseevič Zinov'ev, in seguito entrambi processati e fucilati come elementi controrivoluzionari. La compattezza del partito nel respingere le tesi di Trockij portò a una sua rapida emarginazione e al suo allontanamento dal partito, culminato nell'esilio iniziato nel 1929.