Eusebia ebbe una notevole influenza sul marito, incidendo sulla politica della corte di Costanzo: fu la principale sostenitrice di Giuliano, cugino di Costanzo e in seguito imperatore, che riuscì a far nominare cesare dell'Impero.
Le fonti principali sulla sua vita sono il panegirico scritto da Giuliano per ringraziarla e diversi commenti dello storico Ammiano Marcellino. Trattandosi però di topoi, luoghi comuni sia positivi che negativi, gli storici moderni ne hanno scarsa considerazione.
Biografia Eusebia era originaria di Tessalonica, dove venne cresciuta assieme ai fratelli Eusebio e Ipazio e dove ricevette una buona educazione, in particolare in letteratura. Suo padre era Eusebio, magister militum ("comandante in capo dell'esercito") di Costanzo II, che l'imperatore stimava tanto da concedergli di condividere il consolato del 347.
Nel 353 Eusebia sposò Costanzo, poco prima della vittoria decisiva di costui sull'usurpatore Magnenzio. In occasione del matrimonio, Eusebia, descritta dalle fonti come molto bella,Ammiano, xviii.3.2; Giuliano, iii; Zosimo, iii.1.2. si mosse da Tessalonica assieme alla madre, in una sontuosa processione equestre; all'epoca il padre doveva essere già morto. Costanzo onorò la propria sposa creando una nuova diocesi, costituita dalla Bitinia e da parti della Pontica, cui diede il nome di Pietas ("pietà", "senso del dovere", "rispetto"), traduzione in latino della parola greca eusebia.Ammiano, xvii.7.6. Si veda Juneau, "Pietas and Politics: Eusebia and Constantius at Court", e Wieber-Scariot, "Zwischen Polemik und Panegyrik", pp. 256–261.
Eusebia usò la propria influenza sul marito per aiutare le persone a lei vicine; ad esempio, i due fratelli divennero consoli insieme nel 359. Dal punto di vista religioso, Eusebia fu una sostenitrice dell'Arianesimo, in questa influenzata dall'eunuco Eusebio, il potente praepositus sacri cubiculi ("addetto agli appartamenti imperiali") di Costanzo. Per tale motivo entrò in contrasto con Leonzio, vescovo trinitario di Antiochia di Siria; non di meno, inviò del denaro a papa Liberio, bandito nel 355 in Tracia da Costanzo per volere dei consiglieri ariani dell'imperatore.Sulle credenze religione di Eusebia e la sua influenza sulla politica religiosa di Costanzo si veda Atanasio, ad. mon. 6; Socrate Scolastico, ii.2.4; ii.2.6; Sozomeno, iii.1.4.
Eusebia e Costanzo non ebbero figli: sebbene sia stata forse lei stessa a convincere il marito a elevare il cugino Giuliano al rango di cesare, si tramanda anche che abbia causato i ripetuti aborti della moglie del futuro imperatore, allo scopo di non avere pretendenti al trono di sangue imperiale. Ottenne la nomina dei fratelli al consolato e l'esenzione dalle tasse per i possedimenti di famiglia (18 gennaio 360).Codex Theodosianus, xi.1.1.
All'inizio del 361 Costanzo sposò Faustina,Ammiano Marcellino, Res Gestae 21,6,4. quindi Eusebia doveva essere già morta nel 360, forse per una malattia all'utero o a causa di una medicina datale per curarne l'infertilità.Giovanni Zonara 13,11,29–30; Giorgio Cedreno 297c. Giovanni Crisostomo, ad epistulam in Philippis 15.5, dove è riportata la versione della medicina.
Note
Bibliografia Jones, Arnold Hugh Martin, John Robert Martindale e John Morris, The Prosopography of the Later Roman Empire (PLRE). Volume 1, Cambridge 1971, p. 300ss. (Online)
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