Assieme a Georges Seurat, Paul Signac e altri ancora, contribuì all'affermazione della tecnica divisionista. I suoi primi quadri sono databili al 1876. In essi Luce impiegò la tecnica del puntinismo elaborata da Seurat e basata sulla scomposizione della luce in colori primari: in questo modo l'occhio si sostituisce alla tavolozza ricostruendo le varie sfumature e le tinte composte. Fu anche un abile ritrattista.
Biografia Le prime esperienze artistiche di Luce coincisero con il suo apprendistato nel laboratorio d'incisione su legno di Henry Théophile Hildibrand, sebbene egli già dipingesse autonomamente seguendo il puntinismo di Seurat. Nel 1876 passò nell'atelier di Eugène Froment, altro incisore su legno, che realizzava tavole per la rivista L'Illustration. Al tempo stesso Luce seguì i corsi di disegno di Diogène Maillot. Dopo una pausa, dal 1879 al 1881, dovuta al servizio di leva, Luce, tornato a Parigi, entrò nello studio di Carolus-Duran per dedicarsi unicamente alla pittura. Del resto, l'invenzione della zincografia, avvenuta nel 1882, non lasciava più molto futuro all'incisione su legno.
Frequentando il Salon des Indépendants ebbe l'occasione di conoscere di persona Seurat, Pissarro e Signac. Quest'ultimo gli comprò addirittura una tela: La toilette. Iniziò così un contatto diretto con i pittori che ammirava e di cui seguiva le orme. Ciò stimolò le sue capacità e la sua produzione, al punto che, nel 1889, fu invitato ad esporre a Bruxelles, dove tornò anche nel 1892. In questo stesso anno fece un viaggio a Londra con Pissarro, per poi recarsi a Saint-Tropez presso l'abitazione di Paul Signac. Il suo inserimento nell'ambiente dei neo-impressionisti fu così completo.
Appena un anno dopo, 1893, Luce, che aveva ormai 35 anni, sposò Ambrosine Bouin. Fu un matrimonio felice che durò tutta la vita, anche se il suo inizio fu funestato dalla morte del primo figlio nel 1895. Ma già nel 1896 nacque il secondo figlio, Federico.
Luce era nato e cresciuto nel mondo operaio di Montparnasse ed aveva vissuto, seppur da ragazzo, il clima della dura repressione della Comune di Parigi. L'atmosfera di tensione e gli avvenimenti cruenti a cui aveva assistito avevano influenzato fortemente il suo orientamento ed il suo impegno politico. La polizia, pertanto, lo aveva classificato come individuo pericoloso, soprattutto da quando iniziò una collaborazione con il giornale Le Père Peinat, in seguito all'assassinio del Presidente Sadi Carnot nel 1894. Fu arrestato e rinchiuso per un mese nella prigione di Mazas. Liberato, Luce profittò di questa esperienza per realizzare diverse illustrazioni della vita carceraria, che riunì in seguito in un album dal titolo "Mazas". Le acque si calmarono e Luce continuò la sua vita di pittore, finché, nel 1917, scoprì l'esistenza del villaggio di Rolleboise, nei pressi di Parigi e decise di stabilirvisi.
Nel 1934 fu chiamato alla presidenza della Società degli artisti indipendenti, coronando così una carriera lunga e movimentata, durante la quale egli aveva attraversato da comprimario uno dei più fecondi periodi dell'arte figurativa, avendo esperito tutte le sue tecniche e realizzato le sue opere. Fu membro del "Gruppo di Lagny", assieme a Émile-Gustave Cavallo-Péduzzi e Lucien Pissarro.
Sua moglie morì nel 1940 ed egli la seguì un anno dopo. Ambedue sono sepolti nel piccolo cimitero di Rolleboise.
L'opera
Diverse influenze hanno segnato l'opera di Maximilien Luce. Nato, come s'è detto, nel mondo operaio, divenne un paesaggista ritraendo scene di città industriali e di uomini al lavoro, dei quali esaltò le fatiche.
Il suo amico Félix Fénéon lo presentò nel 1887 come « un uomo risoluto e onesto dal talento rozzo e muscoloso ». Nel 1888 Fénéon descrisse il suo lavoro di pittore come quello di un neo-impressionista che « si rifà al metodo di Seurat, impiegando colori schietti posti gli uni accanto agli altri, legittimati dai loro complementari e che producono vibrazioni luminose. (...) L'arte di Luce è impegnata a rappresentare il proletariato nelle sue attività lavorative con una grande serenità di esecuzione e con tratti assai semplici » L'anno seguente Fénéon rilevò un cambiamento nella gamma cromatica usata da Luce: « Le terre, le vecchie terre, si ritrovano ora sulla tavolozza di Maximilien Luce, sicché gli si potrà imputare l'aspetto rugginoso e pesante dei suoi quadri, nonostante la presenza di tinte violette ». E aggiungeva: « Luce è, come era anche Vallès, un artista strettamente classico: tutto lo dimostra, tanto nei suoi paesaggi che nell'album di litografie che egli ha recentemente pubblicato »Tutte le citazioni contenute in questo paragrafo sono tratte dal testo: Félix Fénéon, Œuvres plus que complètes; ediz. Librairie Droz, 1970
Dal 1890 Luce collaborò con disegni e illustrazioni a pubblicazioni di ispirazione anarchica, come Les Temps nouveaux, Le père Peinard e La Sociale. Disse, a proposito delle sue idee politiche:
« ... che venga dunque una rivoluzione. Spero, se non sono un vigliacco, di esserci dentro e, in fede mia, credo proprio che avrò la gioia di farmi rompere il muso per queste idee nelle quali credo »
Come Pissarro, Luce fu un anarchico attivo e dipinse numerose scene di ambienti operai, fra cui "La bataille syndicale" del 1910. Durante la prima guerra mondiale, realizzò delle scene di combattimenti, dimostrandosi un artista militante, ostile agli orrori della guerra, come si nota nell'opera "La gare de l'Est" dipinta nel 1917.
Negli ultimi anni Luce ritrovò una tecnica più classica e un'ispirazione meno politicamente impegnata. Ne è testimonianza, assieme ad altri, il quadro "Rolleboise, la baignade dans le petit bras" del 1920.
Opere Disegni e acquarelli N. - D. - Champ de Bataille . Disegno a inchiostro e carboncino. Dipinti a olio su tela
Elenco parziale 1882 - Vue de l'observatoire 1887 - La toilette 1889 - Quai de l'école 1890 - La Seine à Herblay, Musée d'Orsay, Parigi. 1890 - Le Louvre et le pont du Carrousel 1892 - Le café 1892 - Côte de la citadelle de Saint Tropez 1893 - Le port de Saint Tropez 1893 - Paris la nuit 1893 - Vue de Londres 1893 - Bord de mer 1894 - Quai à Camaret 1895 - La Tamise et le parlement de Londres 1895 - L'aciérie Stellworks 1896 - Fonderie à Charleroi 1896 - Percement de la rue Réaumur 1897 - Paris vu de Montmartre 1897 - Usine près de Charleroi 1897 - Les terrils de sacré Madame 1898 - Portrait d'Henri Edmond Cross 1898 - La cathédrale de Gisors 1899 - Notre-Dame 1901 - Madame Bouin à sa toilette 1901 - Quai de Montebello 1903 - La neige au quai de Boulogne, Musée d'Orsay 1907 - Construction des quais de Pacy 1908 - Rotterdam 1911 - Le chantier 1912 - Chantier de construction 1912 - La Seine a Rolleboise 1917 - La gare de l'Est 1920 - Ferme à l'Isle-Adam 1920 - Rolleboise, l'arbre en fleurs, Mantes-la-Jolie, museo dell'Hôtel-Dieu 1920 - Rolleboise, la baignade dans le petit bras, Mantes-la-Jolie, museo dell'Hôtel-Dieu 1936 - Travaux sur la Seine, pont des Saints-Pères, Museo Carnavalet, Parigi
Musei
Art Institute of Chicago Cleveland Museum of Art Davis Museum and Cultural Center, (Wellesley College) Fine Arts Museums di San Francisco Harvard University Art Museums Honolulu Museum of Art Indiana University Art Museum (Bloomington) Indianapolis Museum of Art Los Angeles County Museum of Art Metropolitan Museum of Art Minneapolis Institute of Arts Musée d'art moderne (Troyes) Musée de l'Annonciade (Saint-Tropez) Musée des Beaux-Arts de Rouen Musée des Impressionnismes (Giverny) Musée d'Orsay, Parigi Museo Lambinet (Versailles) The Museum of Fine Arts, Houston Museo di Grenoble New Art Gallery (Walsall, England) Palazzo Ruspoli (Roma) Portland Museum of Art (Maine) Princeton University Art Museum Saint Louis Art Museum (Missouri) San Diego Museum of Art (California) Thyssen-Bornemisza Museum (Madrid) Wallraf-Richartz Museum (Colonia)
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia
Philippe Cazeau, Maximilien Luce, La Bibliothèque des Arts, Losanna 1982. Maximilien Luce, néo-impressionniste, catalogo dell'esposizione del Musée des impressionnistes Giverny, Edizioni Silvana Editoriale. Russell T. Clement, Annick Houze, Neo-Impressionist Painters: A Sourcebook on Georges Seurat, Camille Pissarro, Paul Signac, Theo Van Rysselberghe, Henri Edmond Cross, Charles Angrand, Maximilien Luce and Albert Dubois-Pillet. Edizioni Greenwood Press, 1999. Bouin-Luce, Jean e Denise Bazetoux, Maximilien Luce, catalogue raisonné de l'œuvre peint. Ediz. JBL, Parigi, 1986-2005. Fénéon, Fanny, Correspondance de Fanny & Félix Fénéon avec Maximilien Luce, illustrée par Luce de portraits originaux, Tusson, Charetente, Du Lérot, 2001. Luce, Maximilien, Maximilien Luce, peindre la condition humaine. Edizioni d'arte Somogy, Parigi, 2000. Luce, Maximilien, Maximilien Luce, Palais des beaux-arts, Charleroi, 29 ottobre-4 dicembre 1966, Palais des beaux-arts, Charleroi, 1966. Mantes-la-Jolie, Inspirations de bords de Seine, Maximilien Luce et les peintres de son époque. Ediz. Somogy, Parigi, 2004.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Maximilien Luce Page dalla "Daily Bleed's Anarchist Encyclopedia".
Categoria:Pittori postimpressionisti