Allievo e collaboratore del famoso feldmaresciallo Aleksandr Vasil'evič Suvorov, fedele al vecchio regime per tutta la vita, fu abile uomo di corte e prese parte alle campagne combattute dall'Impero russo contro l'Impero ottomano e contro la Francia rivoluzionaria alla fine del XVIII secolo. Durante le guerre napoleoniche guidò gli eserciti russi durante la terza coalizione e, pur dimostrandosi abile stratega, non poté impedire la sconfitta di Austerlitz. Caduto in disgrazia dopo questi eventi, ritornò al comando supremo prima sconfiggendo i turchi nel 1811 e poi soprattutto assumendo la guida suprema della guerra contro Napoleone durante la campagna di Russia.
Convinto della necessità di evitare battaglie decisive e di fare affidamento soprattutto su una strategia di logoramento per indebolire progressivamente la Grande Armata napoleonica grazie alla vastità del territorio, al rigido clima russo e alla resistenza popolare, in un primo tempo ripiegò davanti all'esercito francese abbandonando Mosca, ma riuscì poi a trasformare la ritirata francese in un disastro che condusse alla distruzione della Grande Armata, alla sconfitta di Napoleone e alla liberazione del territorio nazionale.
Dopo essere stato criticato per le sue tattiche temporeggiatrici, il feldmaresciallo Kutuzov (che, esausto e malato, morì pochi mesi dopo la fine della campagna di Russia) ricevette postumi e ampi riconoscimenti per l'abilità e la lungimiranza dimostrate nelle difficili circostanze dell'invasione francese.
Insignito, nel corso della sua carriera, di vari riconoscimenti militari, è ancora oggi ricordato come uno dei più grandi militari della storia russa, prudente e protettivo verso i suoi soldati. Nadežda Illarionovna Tolstoj, la madre di Anna Vyrubova, era una sua discendente.
Biografia Primi anni e carriera nell'esercito Goleniščev-Kutùzov (conosciuto semplicemente come Kutùzov) nacque a San Pietroburgo il 16 settembre 1745. Figlio di un ingegnere e generale militare, Illarion Matveevič Goleniščev-Kutuzov (1717-1784), cominciò molto giovane un'imponente serie di studi, costituiti essenzialmente dall'apprendimento di aritmetica, geografia e di cinque lingue, tra cui litaliano ed il latino. Dopo un'infanzia caratterizzata da una rigida disciplina, nel 1759 entrò, consigliato e spinto dal padre, nell'esercito russo; ottenuto nel 1762 il grado di capitano, cominciò a partecipare attivamente alla guerra solo due anni dopo, quando guidò alcuni corpi di artiglieria nella conquista di vari territori della Polonia, allora spartita con la Prussia e con l'Austria.
Nel 1770 fu spedito in Moldavia, dove l'esercito russo combatteva contro l'Impero ottomano per il possesso di un'area molto importante dal punto di vista strategico, che comprendeva anche la Valacchia. Sotto la guida del generale Rumjancev, Kutuzov riuscì a contribuire alla buona riuscita della guerra, partecipando anche all'assedio della fortezza di Bender, finché nacque un'inaspettata rivalità tra i due militari. Infatti l'anziano generale fu repentinamente informato di un presunto tentativo del giovane capitano di sottrargli la guida morale delle truppe: Kutuzov, che non aveva invece tali intenzioni, evitò una severa sanzione soltanto grazie ai suoi meriti militari, per i quali fu trasferito in Crimea.
Questo evento lo colpì moltissimo: infatti, da spavaldo e coraggioso qual era, il capitano diventò riservato e timoroso. Nel luglio 1774, poco dopo essere stato nominato tenente colonnello, nella battaglia di Alušta fu colpito alla testa da un proiettile nemico che, fortunatamente per lui, non andò a lesionare il cervello; poiché però la ferita era comunque piuttosto grave, Kutuzov ricevette dall'imperatrice Caterina II un lungo permesso, tale da permettergli un completo recupero dal punto di vista fisico e mentale, eccezion fatta per la quasi cecità riscontrata all'occhio destro. Nei successivi due anni viaggiò moltissimo e visitò in particolare l'Europa Occidentale, rimanendo a lungo nella città olandese di Leida, un importantissimo centro culturale nel quale frequentò numerosi sovrani e scienziati, tra cui Federico II di Prussia e l'austriaco Von Laudon. In questo periodo, inoltre, si sposò con Ekaterina Il'inična Bibikova, figlia di un comandante dell'esercito, dalla quale ebbe in tutto sei figli, di cui solo uno maschio e per altro morto in giovanissima età di vaiolo.
La nomina a generale e la prima guerra contro i turchi
Tornato in Russia nel 1776, Kutuzov riprese così la carriera nell'esercito del suo Paese; spedito ad Azov a guidare un reggimento di cavalieri, nel 1784 divenne maggior generale ; tre anni dopo, nel 1787, fu nominato governatore della Crimea, ma fu costretto ad abbandonare improvvisamente tale carica per lo scoppio dell'ennesimo conflitto contro i turchi, destinato a durare oltre quattro anni (fino al gennaio 1792). Tale esperienza si rivelò importantissima, poiché la vittoria finale gli permise di acquisire grande fama e di percorrere ulteriormente il cursus honorum nell'esercito, ma dovette spartire il merito della vittoria con il maestro Aleksandr Suvorov, che gli trasmise gran parte delle sue conoscenze in ambito militare. Infatti fu soltanto in questa occasione che imparò le tecniche fondamentali di guerra: la divisione delle truppe, l'organizzazione delle marce, l'allestimento degli accampamenti e la preparazione delle battaglie furono così apprese in maniera approfondita da Kutuzov, pronto finalmente ad assumere incarichi di maggior prestigio.
Inaspettatamente, in una delle tante battaglie combattute sulle coste del Mar Caspio, il generale fu gravemente ferito alla testa, in un punto del capo molto vicino a quello già colpito nel 1771: riuscì nuovamente a sopravvivere, sebbene il parere espresso dai medici che lo visitarono fosse totalmente negativo, ma da quel momento perse completamente l'uso dell'occhio destro. Dopo alcuni mesi di degenza Kutuzov riprese a guidare l'esercito e, volendo vendicarsi dell'affronto subito, riprese il suo posto e riuscì presto a vedere il suo desiderio esaudito. Infatti, nella decisiva battaglia di Izmail, guidò l'esercito russo ad una netta vittoria, che decise l'esito del conflitto: all'inizio del 1792, i turchi si dichiararono sconfitti. L'importanza del ruolo di Kutuzov all'interno del decisivo combattimento è dimostrata dalle parole del generale Suvorov, che in una delle sue memorie scrisse:
A seguito dei negoziati di pace, la Russia ottenne alcuni territori che comprendevano centri di grande valore strategico, tra cui le città di Odessa e la stessa Izmail, situate entrambe nell'odierna Ucraina. Durante la guerra Kutuzov era stato nominato tenente generale, mentre dopo il trionfo di Izmail fu premiato con il Nastro di San Giorgio; poi, negli anni successivi intraprese la carriera diplomatica, finché la regina Caterina II lo nominò rispettivamente ambasciatore a Costantinopoli, dove gestì i rapporti particolarmente delicati tra il Sultano e la regina Caterina II, governatore generale del Granducato di Finlandia, ambasciatore a Berlino e governatore generale di San Pietroburgo.
Nel 1779 fu iniziato nella loggia massonica di Ratisbona La Croissante aux Trois Clefs. Fu in seguito pure membro di logge massoniche di Francoforte, Berlino, Mosca e San-Pietroburgo.
Le guerre napoleoniche e il disastro di Austerlitz
Nel 1802, appena un anno dopo avere ricevuto questa delicata mansione, il nuovo zar Alessandro I lo privò, per ragioni ancora oggi sconosciute, del suo incarico. Kutuzov, non potendosi opporre alla sua decisione, decise di ritirarsi nella sua casa in Volinia, nell'odierna Polonia. Tuttavia questo "esilio forzato" terminò nel 1805, quando lo zar Alessandro formò una coalizione con Austria ed Inghilterra per respingere le mire espansionistiche di Napoleone Bonaparte: Kutuzov ottenne il delicatissimo incarico di guidare, insieme al generale asburgico Franz von Weyrother, le truppe austro-russe nell'Europa centrale. Fu quindi nominato dallo zar comandante in capo dell'armata russa, anche se il ruolo di vera guida spettava ad Alessandro, con il quale, prima di ogni decisione e di qualunque attacco, si riunivano tutti i vertici dell'apparato militare russo.
Radunato all'inizio di novembre un esercito di quasi 500.000 unità, Alessandro, a causa della penuria nel vettovagliamento nell'accampamento russo,Il problema del vettovagliamento delle truppe russe impegnate in campagne militari era cronico, a causa della pessima organizzazione logistica dei rifornimenti (e non solo di quelli alimentari), dovuta a mentalità burocratica ed alla rilassatezza negli alti comandi. decise di radunare i vertici militari per decidere il da farsi. Kutuzov, andando contro l'opinione del sovrano, ritenne che la sconfitta di Dürrenstein, subita da Gioacchino Murat poche settimane prima, non avesse assolutamente incrinato la grande forza dell'armata napoleonica; sconsigliò quindi di attaccare, propendendo per un'immediata ritirata presso i monti Rudny e per attendere l'arrivo di rinforzi da parte dell'alleato prussiano, ma le opinioni del generale non furono appoggiate da nessuno degli ufficiali presenti, tra cui l'austriaco Weyrother, che condivisero il pensiero dello zar di attaccare subito.Si dice che al momento della lettura della decisione definitiva Kutuzov stesse sonnecchiando, a testimonianza di come fosse assolutamente conscio della scarsa considerazione nei suoi confronti e del prevedibile verdetto. Naturalmente, tale atteggiamento non fu apprezzato da Alessandro, che lo riprese duramente e gli impartì l'ordine di obbedire subito a quanto deciso.
Il generale russo partecipò quindi, seppur con molti dubbi, alla gravissima sconfitta subita ad Austerlitz, dove, il 2 dicembre 1805, si posero le basi dell'ulteriore allargamento dei confini francesi nell'ambito europeo. Lo scontro, considerato da molti il capolavoro di Napoleone, terminò per la Russia con la perdita di moltissimi uomini, all'incirca 25.000 tra morti, feriti e prigionieri, mentre la Francia, a fronte di 9.000 soldati uccisi o gravemente feriti, conquistò Venezia ed estese la sua influenza sugli Stati tedeschi.
La pace di Tilsit e il nuovo conflitto contro i turchi La sconfitta di Brailov, il congedo e il subitaneo ritorno Dopo la bruciante sconfitta di Austerlitz, la Russia non prese più parte attiva nella guerra contro la Francia, che invece la Prussia riprese nel corso del 1806 e che ebbe termine con la pesante sconfitta prussiana subita nella Battaglia di Jena. Nel 1807, si stipulò la Pace di Tilsit, dove si stabilirono decisioni sfavorevoli alla Russia e anche molto di più negative e pesanti per l'alleato prussiano; questo trattato pose fine ad un lungo periodo di battaglie cruente e sanguinose. Nel frattempo russi e francesi siglarono un patto segreto di reciproca assistenza in chiave antibritannica, accompagnato dall'adesione, da parte dello zar Alessandro I, al Blocco continentale napoleonico.
Kutuzov, che nel 1806 era stato eletto governatore di Kiev, per un certo periodo non ebbe relazioni con il re, preferendo concentrarsi sul suo lavoro; tuttavia i contatti tra i due ripresero due anni dopo, quando l'Impero Ottomano diede inizio ad una violenta repressione in Serbia, la cui popolazione voleva maggiore indipendenza. Per questo motivo chiese aiuto alla Russia, la quale, con la speranza di conquistare la Bessarabia ed i territori oltre il Caucaso, decise di intraprendere una nuova azione offensiva. Kutuzov fu chiamato a guidare una piccola parte delle truppe, dislocata in Moldavia, mentre la guida generale dell'esercito andò all'anziano Aleksandr Prozorovskij, nominato comandante in capo delle forze russe. I primi mesi di guerra non furono positivi; infatti, dopo la sconfitta di Brailov, Prozorovskij rimosse Kutuzov dal suo incarico, imputandogli la principale responsabilità del mancato successo.