Lo sbarramento della Val di Landro (in tedesco Sperre Höhlensteintal) è uno degli sbarramenti del XV settore di copertura Pusteria del Vallo alpino in Alto Adige, che si erge lungo la Val di Landro, una valle minore, perpendicolare alla Val Pusteria, in Alto Adige.
Storia
Storicamente la val di Landro è sempre stata una valle strategica; già durante la prima guerra mondiale furono costruiti diversi sistemi difensivi. Anche nella corsa a fortificare il confine italiano, nel 1939, questa valle risultava uno snodo strategico: permetteva ad eventuali truppe nemiche che stessero entrando in Italia un facile accesso all'Ampezzano, e quindi all'Italia settentrionale. Questo sbarramento era appoggiato da altre postazioni appartenenti al II sistema difensivo.
In questa prima ondata di fortificazioni, nel complesso era prevista la costruzione di tre opere difensive che rispettassero i dettami della circolare 7000, ovvero dovevano essere in grado di resistere calibri medi; era previsto per tali opere un armamento di 6 mitragliatrici e 2 cannoni anticarro. Di queste solo due opere furono costruite, nei pressi del chilometro 128 della Strada statale 51 di Alemagna, andando a costituire lo sbarramento di "Landro Sorgenti".
Soltanto successivamente, e precisamente nel dicembre del 1939, venne costruito un altro sbarramento, nei pressi del lago di Dobbiaco, quindi più a nord rispetto allo sbarramento "Landro Sorgenti". Questo nuovo sbarramento era posto sul collegamento tra il I e il II sistema difensivo proveniente dal lago di Braies (ted. Pragser Wildsee). Questo II sistema difensivo partiva dal Monte Serla (ted. Sarlkofel), seguendo in direzione sud-ovest, il Picco di Vallandro (ted. Dürrenstein), il Monte Specie (ted. Strudelkopf) ed infine arrivava presso il fondo valle, dove si trova il forte di Landro; qui era invece prevista la costruzione di una terza linea difensiva, denominata "Landro sud".
Quando i lavori ripresero nel 1940, questi dovevano seguire i dettami della nuova circolare 15000; ciò comportò: 5 opere presso la linea difensiva di "Landro Nord": furono completate nella parte muraria ma mai allestite negli interni e neanche armate. Era anche previsto un fossato anticarro che partisse dall'opera 1, verso il lago, ma i lavori di costruzione vennero sospesi; sei opere presso la linea difensiva di "Landro Sud": su 9 opere previste, solamente in tre furono completati le colate di calcestruzzo, mentre le altre opere rimasero solamente scavate nella roccia. Era previsto anche in questa linea difensiva un fosso anticarro, che doveva prevedere funi metalliche e putrelle quando questo attraversava la strada o la ferrovia delle Dolomiti o la Rienza; il fossato era battuto dalle opere 1, 2 e 3. Particolare interesse si è avuto per l'opera 5, realizzata immediatamente a nord della parte centrale del forte di Landro, la quale venne circondata da un muro che riproduceva il perimetro del vecchio forte, a scopo di migliorarne il mimetismo.
Dopo la riattivazione in ambito NATO, allo sbarramento composto di tre opere è stato dato il nome in codice Mercurio. Lo sbarramento aveva assegnati: 7 ufficiali, 13 sottufficiali e 130 soldati di truppa, per un totale di 150 uomini. Questi alloggiavano presso la casermetta posta tra lo sbarramento nord e quello centrale, a est della strada statale. Furono quindi riutilizzate le opere 1, 2 e 4 di "Landro Nord", mentre gli sbarramenti di "Landro Sud" e "Landro Sorgenti" non vennero mai riattivati nel seguito. Venne costruita una casermetta per gli Alpini d'Arresto poco più a sud del lago di Dobbiaco, che ospitava un reparto del battaglione Val Cismon.
Descrizione dello sbarramento Lo sbarramento difensivo è articolato lungo tutta la valle di Landro, suddiviso principalmente in tre blocchi. Il primo, è posizionato all'ingresso della valle di Landro, presso il lago di Dobbiaco. È denominato sbarramento "Landro Nord"; Il secondo blocco è posto più a sud, circa alla metà dell'intera lunghezza della valle, posto nelle vicinanze del cimitero austro-ungarico di Dobbiaco - monte Piana. Lo sbarramento è chiamato "Landro Sorgenti"; Il terzo ed ultimo blocco, il più meridionale, è posto a qualche chilometro più a nord del lago di Landro, nei pressi del vecchio forte di Landro. Il nome dello sbarramento è "Landro Sud".
Il fossato anticarro In questo sbarramento erano previste le realizzazioni di ben 2 fossati anticarro: Il primo era previsto presso la linea difensiva di "Landro nord", e partiva dall'opera 1, e proseguiva in direzione del lago di Dobbiaco. Fu progettato, ma la sua realizzazione fu sospesa. Il secondo era previsto per la linea difensiva di "Landro sud", dove le opere 1, 2 e 3 pensavano a difenderlo.
Tabella delle opere dello sbarramento Tabella delle opere dello sbarramento Landro Nord Tipo Fuc. MTR MTR Cann A.C. Cannoni 75/27 Osserv. Opera 1 Grande RCC/CLS - 3 1 - - Opera 1bis Media CAV - 3 - - - Opera 2 Grande CLS - 5 2 - - Opera 3 Piccola CAV - 2 - - - Opera 4 Media CLS - 4Successivamente venne sostituita una mitragliatrice per ospitare un 90/32L - - -Totale 5 - 17 3 - -
Tabella delle opere dello sbarramento Landro Sorgenti Tipo Fuc. MTR MTR Cann A.C. Cannoni 75/27 Osserv. Opera 1 Piccola CLS - 3 - - - Opera 2 Piccola CLS - 2 1 - -Totale 2 - 5 1 - -
Tabella delle opere dello sbarramento Landro Sud Tipo Fuc. MTR MTR Cann A.C. Cannoni 75/27 Osserv. Opera 1 Media CAV - 3 1 - - Opera 2 Grande CLS - 4 1 - - Opera 3 Grande CLS - 4 1 - - Opera 4 Media CAV - 3 - - - Opera 5 Media CLS - 3 - - - Opera 6 Media CAV - 3 - - - Opera 6bis Ricovero CAV - - - - -Totale 7 - 20 3 - -
Landro Nord Opera 1
Come raggiungere l'opera Dal lago di Dobbiaco, partendo dal ristorante “la Palafitta” si intraprende la passeggiata attorno al lago e dopo 500 metri circa, subito dopo aver oltrepassato lo steccato in legno, si segue un sentierino sulla destra che supera in quota la strada che gira attorno al lago di 5 metri ca. Dopo neanche 20 metri si riesce a distinguere la sagoma e le feritoie dell'opera. Caratteristiche Opera di grandi dimensioni in calcestruzzo misto caverna, disposta su due livelli, presenta 4 feritoie. Ha uno scarico che dà sul sentiero. In origine l'opera doveva ospitare un pezzo da 75/27 su affusto campale, poi nel reimpiego gli venne adattato lo scudo per il 105/25 (riconoscibile dalle dimensioni della postazione, oltre che per la presenza di una rotaia in alto e ad un gancio per il rinculo del pezzo) ed una postazione M venne modificata per il 90/32 L. Recentemente atti di vandalismo hanno asportato i resti dei sistemi di puntamento del 105/25, oltre che a manomettere l'infrastruttura. Al suo interno l'opera ha due locali adibiti a deposito acqua, dove si trovano rispettivamente due vasche da 500 litri. Al piano inferiore l'opera presenta una camerata da 36 brande. È ancora presente il supporto per l'antenna e il centralino che metteva in comunicazione l'opera con le opere 2 e 4 oltre che con il comando. Al suo interno invece erano presenti 9 postazioni per il telefono campale. I due ingressi sono divisi da una caponiera per la difesa dell'accesso. Armamento previsto 3 mitragliatrici, 1 cannone anticarro Ingressi L'opera ha 2 ingressi L'opera è di proprietà privata Dati relativi a agosto 2011 Coordinate geografiche:
Opera 1 bis
Come raggiungere l'opera Quest'opera è decisamente difficile da trovare, dato che si è privi di punti di riferimento per salirci. Si trova in quota (1350 m circa), e precisamente sopra l'opera 1. Caratteristiche L'opera di medie dimensioni, scavata nella roccia, presenta le mura interne ben imbiancate; queste potrebbero indicare un segnale di riattivazione per tale opera, come per la speculare opera3. Degna di nota è la trincea di accesso, il cui muretto è stato mascherato con un muretto simile a quello utilizzato nelle costruzioni della prima guerra mondiale, con tanto di feritoie, analogamente a quello del passo di Monte Croce Carnico (oggi è crollato a terra). Percorrendo la trincea si arriva all'unico accesso dell'opera. Dopo il portone in ferro, una scalinata in discesa porta al livello dell'opera. I portelli, ancora oggi visibili, paiono quelli originali, ovvero in legno e rete metallica su cui il cemento tinteggiato a mo' di roccia mimetizzava la postazione d'arma. Armamento previsto 3 mitragliatrici Ingressi L'opera ha 1 ingresso Dati relativi a agosto 2011 Coordinate geografiche:
Opera 2
Come raggiungere l'opera L'opera si trova a cavallo della statale Alemagna, da Dobbiaco in direzione Cortina, 500 metri dopo la svincolo per il lago di Dobbiaco, si osserva sulla sinistra della strada un terrapieno. Proprio li è la parte alta dell'opera 2. Caratteristiche La struttura è realizzata interamente in calcestruzzo è ricoperta in terra per mascheramento e si trova in parte sotto il sedime della strada statale Alemagna, che collega Dobbiaco con Cortina. L'opera, infatti, è stata concepita come presidio di sbarramento della strada stessa (ma anche della ferrovia delle Dolomiti che gli passava accanto). Ai due lati della strada si trovano i malloppi contenenti le camere di combattimento. L'opera, che si articola in due parti, si sviluppa a monte su due piani, mentre a valle su un unico piano. Le due parti sono collegate tra loro mediante un cunicolo sotterraneo sotto la strada statale Alemagna. È completamente ultimata in ogni sua parte ed era equipaggiata con due cannoni 90/32 L e cinque affustini per mitragliatrice. Venne definitivamente chiusa il 22 aprile 1993. L'opera è in buono stato di conservazione, sono ancora presenti gli impianti di illuminazione e telecomunicazione (posto radio e centralino). Le 2 porte blindate di accesso sono totalmente arrugginite, spesse circa 15 cm e in ferro pieno. All'interno dell'opera si trovano 4 vasche da 500 litri in eternit per l'acqua non potabile, un centralino. Armamento previsto 5 mitragliatrici, 2 cannoni anticarro Ingressi L'opera ha 2 ingressi Dati relativi a agosto 2014 Coordinate geografiche:
Opera 3
Come raggiungere l'opera Una volta raggiunta la parte più elevata dell'opera 2 si sale perpendicolarmente alla strada, nel bosco senza seguire alcuna traccia di sentiero. Salendo di 100 m si incontra un sentierino minuscolo, e lo si percorre svoltando a sinistra per una 20 di metri. Ad un certo punto conviene nuovamente salire in quota, per una cinquantina di metri, finché non ci si scontra con l'imponente opera 3. Data la mancanza di una strada o sentiero per raggiungere l'opera, conviene fare comunque maggior affidamento al proprio orientamento. Caratteristiche Opera in caverna di piccole dimensioni, si sviluppa principalmente su un livello, dove si trova la camerata ed una delle due feritoie. Oltre a ciò l'opera presenta dopo una prima rampa di scale la seconda feritoia, quindi leggermente più alta. Salendo altre due rampe di scale, ed un'ultima scala verticale di circa 10 metri, si arriva all'osservatorio blindato, che oltre a godere di un'ottima visuale sulla zona sottostante aveva due feritoie. Al livello principale dell'opera, esiste anche una caratteristica via di fuga, che dopo aver risalito due scale verticali di circa 8 metri ognuna, conduce tramite un basso corridoio ad uno sportellino minuto, protetto anch'esso da una feritoia laterale. Particolarità dell'opera che le scalette verticali terminano in maniera curvata. L'opera probabilmente era stata pensata anche per essere riattivata nel dopo guerra; ciò si evince dalla pittura bianca e dalla mancanza delle nicchie per l'alimentazione d'emergenza. Anche i portelli di copertura delle feritoie hanno l'intelaiatura in di metallo come quelli delle opere riattivate; anche la loro copertura è stata realizzata su una sottospecie di rete metallica su cui era stato iniziato a stendere uno strato di vernice. Armamento previsto 2 mitragliatrici ed una torretta Ingressi L'opera ha 1 ingresso e una via di fuga. Dati relativi a agosto 2011 Coordinate geografiche:
Opera 4
Come raggiungere l'opera