A lui sono attribuite numerose suppellettili realizzate in occasione dei restauri seicenteschi della basilica di San Martino e Santa Maria Assunta, a Treviglio; si tratta, in particolare, di un archivio ligneo tuttora esposto nella stanza degli amministratori della Fabbriceria, di un confessionale e di tre banconi da sagrestia. Gli arredi furono pagati, come riportano i documenti dell'archivio parrocchiale, nel 1648-49.
Rimane dubbia l'attribuzione di un confessionale ligneo attualmente situato nel deambulatorio prospiciente al presbiterio della chiesa; oltre a Basilio, l'opera è assegnabile ai fratelli Terni e a Paolo Massarola, altri intagliatori caravaggini che lavorarono alla stessa chiesa nella prima metà del XVII secolo.
Bibliografia D. Galante, Le vicende architettoniche del XVII secolo, in AA.VV., La Basilica di S. Martino e S. Maria Assunta in Treviglio, Treviglio 1987, pag. 116.