è un videogioco sparatutto a scorrimento del 2008 sviluppato da Taito, che lo pubblicò inizialmente per telefoni cellulari. Parte della serie Space Invaders, il gioco fonde i personaggi e le meccaniche classiche della serie con il concetto di evoluzione. Man mano che si avanza, il giocatore sblocca nuove meccaniche, simulando l'evoluzione progressiva della serie e del genere stesso. Oltre alla normale sequenza di livelli, il gioco offre modalità sfida e bonus.

Il titolo è stato diretto da Reisuke Ishida, il quale intendeva mostrare l'evoluzione della serie e stimolare l'interesse verso il genere degli sparatutto. Diversi elementi traggono ispirazione dai precedenti sparatutto arcade di Taito, rendendo omaggio al genere. Il regista ha adottato uno stile audiovisivo «retrò-futuristico», fortemente influenzato dalla musica elettronica. La colonna sonora di Infinity Gene è stata realizzata dagli Zuntata, il gruppo musicale di Taito; Hirokazu Koshio è accreditato per le musiche e si è occupato del sound design.

Dopo il lancio iniziale per i telefoni cellulari in Giappone, l'azienda ha pubblicato le versioni per iPhone e iPod Touch nel 2009; in seguito un aggiornamento ha esteso la compatibilità all'iPad. Le applicazioni per iOS includono controlli touch e una modalità musicale capace di generare livelli a partire dai brani presenti nella libreria musicale del dispositivo. Square Enix ha pubblicato il gioco per le console PlayStation 3 e Xbox 360 nel settembre 2010. Le versioni per console presentano inoltre una grafica aggiornata in alta definizione e in 3D. Una versione per Android è stata pubblicata nel settembre 2011. Il gioco è stato rimosso dall'App Store nel 2017 e Taito ha pubblicato un seguito, intitolato Space Invaders Infinity Gene Evolve, in esclusiva per Apple Arcade nel 2025.

La versione per iPhone ha ottenuto diversi riconoscimenti e un'accoglienza molto positiva da parte della critica. Tra gli aspetti più apprezzati figurano i controlli touch, l'estetica minimalista, la colonna sonora e l'integrazione con la libreria musicale. Le critiche si sono concentrate sulla scarsa visibilità dei nemici, talvolta oscurati dalla grafica monocromatica. Le versioni per console hanno ricevuto valutazioni inferiori rispetto a quelle per iOS, pur ottenendo un riscontro positivo, in particolare per quanto riguarda gli adattamenti apportati per il passaggio alle console domestiche. Il successo di Infinity Gene ha influenzato l'approccio di Taito allo sviluppo di giochi per dispositivi mobili. La musica del gioco è stata inclusa nei progetti successivi della compagnia.

Modalità di gioco

In Space Invaders Infinity Gene, il giocatore controlla un'astronave impegnata a combattere contro vari alieni invasori e grandi navi spaziali. Il primo livello si ispira all'originale arcade del 1978, in cui file di alieni invasori scendono verso un cannone laser capace di muoversi solo orizzontalmente. Al termine del livello, prima di passare a quello successivo, viene mostrata una citazione di Charles Darwin sull'evoluzione. Man mano che il giocatore avanza, diventano disponibili nuove meccaniche di gioco. Eliminando nemici consecutivamente e ottenendo punteggi elevati, il giocatore riempie una barra; quando questa è completa, al termine del livello si attiva un'«evoluzione» che sblocca nuovi elementi di gioco. Tra gli elementi sbloccabili figurano il movimento verticale, opzioni per il potenziamento delle armi, musica di sottofondo e altri aspetti che espandono l'esperienza di gioco.

I potenziamenti delle armi includono il «Lock-On», che consente di colpire i nemici davanti e dietro l'astronave, e la «Gravity», che genera un campo capace di assorbire i proiettili circostanti. Ulteriori abilità sbloccabili comprendono la possibilità di concatenare le eliminazioni dei nemici per aumentare il punteggio e la tecnica «Nagoya shooting», che permette di avvicinarsi ai nemici per attaccarli a distanza ravvicinata. Durante la partita, il giocatore può colpire le classiche navicelle misteriose per far apparire dei power-up che, una volta raccolti, aumentano l'efficacia dell'arma selezionata. Se l'astronave del giocatore viene colpita, quei power-up si disperdono. Proseguendo nel titolo, i nemici diventano più grandi e alla fine dei livelli compaiono dei boss. I nemici presentano dimensioni, movimenti e modalità di attacco differenti.

Oltre alla modalità di gioco standard, sono presenti tre modalità aggiuntive: la «Challenge Mode», che offre 99 livelli di sfida; la «Bonus Mode», con livelli sbloccabili tramite l'evoluzione; e la «Music Mode», in cui i livelli vengono generati a partire dai brani musicali presenti sul dispositivo del giocatore. Le versioni per iOS utilizzano comandi touch: il giocatore sposta il dito sullo schermo per cambiare la posizione dell'astronave, che fa fuoco automaticamente e in modo continuo. Le versioni per console utilizzano un gamepad per controllare l'astronave. I punteggi vengono registrati tramite classifiche online.

Space Invaders Infinity Gene Evolve è un seguito di Space Invaders Infinity Gene sviluppato da Taito e pubblicato il 3 aprile 2025 in esclusiva su Apple Arcade. Introduce una nuova modalità «Bullet Hell» e nuovi potenziamenti per le armi. Il giocatore può alternare lo stile di gioco originale a quello della modalità citata, più impegnativa ma capace di offrire occasioni per ottenere punteggi più alti. Tra maggio e settembre 2025, Taito pubblicò cinque aggiornamenti che ampliarono i contenuti del gioco.

Colonna sonora La colonna sonora di Space Invaders Infinity Gene è stata composta da Hirokazu Koshio, membro degli Zuntata, il gruppo musicale interno a Taito. Nella versione originale per cellulari, il comparto sonoro adotta un'impronta techno e utilizza musiche originali degli Zuntata in tutti i livelli. Taito pubblicò la colonna sonora tramite iTunes nell'agosto 2009; i brani erano disponibili sia come album completo sia come singoli.

Nel febbraio 2011, Taito annunciò un secondo album, intitolato Space Invaders Infinity Gene –Evolutional Theory–, pubblicato il 13 aprile dello stesso anno. L'album raccoglie 25 tracce tratte dalle versioni per iOS, PlayStation 3 e Xbox 360 ed è stato distribuito anche tramite iTunes. Fu inoltre pubblicato su CD, con un foglio di adesivi raffigurante i personaggi del gioco, e in formato digitale tramite Amazon MP3 e Mora. Prima dell'uscita dell'album, Zuntata rese disponibili in anteprima alcuni brani sul proprio sito ufficiale.

Sviluppo

Space Invaders Infinity Gene è stato sviluppato da Taito sotto la direzione di Reisuke Ishida. In precedenza, Ishida aveva lavorato principalmente a titoli Taito per telefoni cellulari, come Trance Pinball, un gioco di flipper con elementi musicali. Essendo un appassionato della serie Space Invaders e dei videogiochi sparatutto, aveva già incluso personaggi di Space Invaders in diversi suoi precedenti titoli per mobile. Infinity Gene è stato sviluppato in occasione del trentesimo anniversario del gioco originale. Il suo superiore gli propose di presentare un progetto. Ishida fu affiancato dai programmatori di Taito, che realizzarono i convertitori di script e gli strumenti di compressione dati utilizzati durante lo sviluppo, e dal sound designer Hirokazu Koshio.

Dato che all'epoca Taito stava sviluppando anche Space Invaders Extreme, Ishida voleva che Infinity Gene fosse il più diverso possibile, optando quindi per un approccio non convenzionale e sperimentale. Inoltre, la compagnia scelse di pubblicare un titolo per cellulari proprio perché Extreme era destinato alle console portatili. Invece di incentrare il gioco sulla difesa della Terra dagli invasori, Ishida spiegò che in Infinity Gene era il gioco stesso a costituire la storia. Col senno di poi, ha descritto il gioco come la «cristallizzazione dei [suoi] pensieri e sentimenti su Space Invaders e sul suo ruolo monumentale nella storia dei videogiochi».

Per raggiungere un vasto pubblico, durante la fase di progettazione Ishida ha preso in considerazione diversi punti di vista dei giocatori. Pur ritenendo che i personaggi degli invasori fossero ormai diventati iconici, si interrogava su quante persone della generazione dell'epoca avessero effettivamente giocato all'originale e quali fossero le impressioni dei giocatori basate sulle loro prime esperienze. Consapevole del fatto che le generazioni più giovani potessero conoscere i personaggi ma non le meccaniche di gioco, Ishida voleva trasmettere l'evoluzione di Space Invaders, rendendola il tema centrale del titolo. Il regista riteneva inoltre che questo approccio avrebbe rappresentato un ottimo modo per far conoscere il gioco originale ai giocatori più giovani. Ha quindi approfondito il concetto di evoluzione in generale e ne ha integrato gli elementi nel gioco; ad esempio, i nomi dei livelli e la terminologia richiamano l'evoluzione. Il team di sviluppo ha scelto il nome «Infinity Gene» per evocare l'idea di un'evoluzione continua e rispecchiare così il tema generale. Ishida sperava che mostrare l'evoluzione della serie, dalla sua forma originale a quella moderna, avrebbe accresciuto l'interesse per il genere degli shoot 'em up.

Design del gameplay Ishida considerava l'aspetto dell'evoluzione nel gameplay la parte più complessa e cruciale dello sviluppo. Il piano iniziale prevedeva percorsi evolutivi ramificati. Il regista valutò due soluzioni: un sistema automatico, in cui il percorso evolutivo dipendeva dal verificarsi di determinate condizioni, e uno che permetteva al giocatore di scegliere il ramo da seguire. Il primo avrebbe richiesto di conoscere le condizioni necessarie per ottenere le capacità desiderate; il secondo avrebbe imposto decisioni ripetute, rischiando di interrompere il ritmo di gioco. Ishida ritenne che entrambe le soluzioni avrebbero causato stress al giocatore. Poiché riteneva che i giocatori avrebbero voluto provare tutte le opzioni evolute anziché soltanto una parte di esse, Ishida abbandonò i sistemi ramificati e sviluppò il sistema presente nel gioco finale, che giudicava adatto a un pubblico ampio. Le nuove funzionalità vengono rese accessibili gradualmente durante il gioco per offrire motivazione ed evitare di sopraffare i giocatori occasionali.

Il regista trasse ispirazione da numerosi titoli del genere shoot 'em up. Incorporò inoltre elementi tratti dagli sparatutto arcade di Taito: Darius (1987), Metal Black (1991), che, come notò lo stesso Ishida, presentava anch'esso un elemento di «evoluzione», e RayForce (1994) insieme ai suoi seguiti. Riteneva che la serie Ray bilanciasse efficacemente gameplay e grafica accattivante e ne trasse ispirazione per l'estetica, gli algoritmi relativi all'ingresso dei nemici sullo schermo e lo scorrimento degli sfondi; inoltre, l'arma Lock-On di Infinity Gene fu adattata direttamente da RayForce.

Ishida scelse di evitare lo stile di gioco «bullet hell», ritenendo che avrebbe limitato il pubblico di riferimento. Voleva che Infinity Gene fungesse da introduzione al genere sparatutto e da ponte verso i bullet hell, osservando che il loro aspetto poteva scoraggiare alcuni giocatori prima ancora che iniziassero a giocare. Puntò invece a catturare la spettacolarità visiva tipica del genere. Riteneva infatti che un titolo fortemente incentrato sull'aspetto visivo avrebbe potuto attrarre sia i videogiocatori abituali che i non giocatori. Per accrescere il senso di «divertimento ed euforia», voleva che il gioco trasmettesse la sensazione di battaglie estremamente intense senza esserlo necessariamente nella pratica.

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