Biografia Figlio di Vilelmo Boari e Luigia Bellonzi. e fratello, tra gli altri numerosi figli, del più noto Adamo anch'esso ingegnere col quale collaborò in svariate opere ma dal quale si differenziava non avendo «la stessa caratura internazionale» rimanendo comunque «una presenza significativa in ambito cittadino».. Come Adamo (1886) si laureò alla Reale Scuola per ingegneri a Bologna nel 1893, sposando Margherita Leati il 7 novembre di dieci anni dopo. e venendo ritratto a disegno dalla nipote Elita Boari..

Lo stesso Adamo affermò che in principio sovvenzionò Sesto ma sottolineò che «nei suoi lavori architettonici non c'entro affatto» a fronte delle accuse riportate sulla Gazzetta FerrareseCitata senza data, in riferimento a progetti del 1920: . di essere presente "alle spalle" del fratello in diversi progetti (il Cinematografo, la residenza dello zuccherificio, la salita del Castello)..

Alla famiglia Boari appartennero svariate opere d'arte applicata e proprietà tra Ferrara e provincia, tra le quali la villa a Marrara già del padre Vilelmo, un palazzo in via Carlo Mayr n. 120, palazzo Fioravanti in corso Vittorio Emanuele, case in piazza Trento e Trieste n. 50, via Ghiara n. 33 e via Ripagrande n. 120 (residenza effettiva della famiglia di Adamo), il settecentesco Oratorio della Beata Vergine della Concezione in via Bellaria, proprietà agrarie a Gaibana e alcuni terreni..

Attività Da fine Ottocento agli Anni Dieci

Con Pier Alfonso Barbé, uomo di fiducia dei Gulinelli, progettò la Fabbrica Ferrarese di Zucchero C.te Luigi Gulinelli in via Nuova a PontelagoscuroI lavori durarono dal settembre 1898 all'agosto dell'anno successivo. affiancando, sempre assieme a Barbé, Robert Kobbert nella direzione degli impianti.. Nel 1900 si spostò per un breve periodo per dirigere i lavori dello zuccherificio di Cecina. mentre nel 1903 fu impegnato a Ferrara sia per il Teatro comunale che per la Certosa: per il primo, come presidente della Commissione per la trasformazione dell'edificio, per la seconda, come direttore dei lavori per il forno crematorio da lui progettato l'anno precedente, «uno dei primi crematori, installato con funzione dichiaratamente anticlericale» opera che risultò così danneggiata a causa di svariati fattori, da far decidere al Comune la demolizione nel 1926 e facendo trasferire il forno crematorio in uno stabile già adibito a magazzino e parzialmente inutilizzato, nel lato est dellArea Giordani..

Dopo un breve trasferimento a Firenze nel 1905 e probabilmente altri viaggi in più riprese tra il capoluogo e la regione (1903-1913), tra il 1911 e il 1912 raggiunse il fratello in Messico, compiendo viaggi studio in Centro America e in Europa, senza smettere di proporre iniziative volte a riqualificare zone ferraresi lasciate sgombre dalle recenti demolizioni,. come il progetto per l'erigendo Palazzo delle Poste (1913) previsto tra Corso Giovecca, la Chiesa dei Teatini e via Bersaglieri del Po, respinto e reputato «inadeguato e per i bisogni presenti e per i futuri»..

Dal 1913 al 1915 Sesto diresse l'ampliamento della Palazzina degli Angeli tramite i disegni inviati da Adamo, ancora in Messico, il quale l'aveva appena acquistata come rustica casa di ortolani sull'area dell'ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli, ritrovandovi durante i lavori alcune sepolture degli Este poste precedentemente in tale chiesa: di gusto collegabile all'eclettismo latino-americano e con decorazioni ispirate al ritrovamento di suddette sepolture,. la casa fu poi abbandonata dalla famiglia di Adamo perché la moglie la reputava «troppo periferica, quasi di campagna»..

Sesto costruì al contempo svariati villini: per Alida Menegatti-Ferraguti e Teodolinda Vignocchi vedova Ferraguti (1913), per Ettore Menegatti e Pasquino Vignocchi (1914-1915) in viale Cesare Battisti dinnanzi alla stazione ferroviaria, per la propria famiglia e per quella di Leandro Azzolini su due lotti nella zona dell'ex Piazza d'ArmiAttuale corso Isonzo: (1916) e infine quello per Renato Droghetti (1924)..

Nel 1916 progettò e diresse la trasformazione in cinematografo - in base alle idee innovative avute dal concittadino Ermanno Carletti affittuario nel 1915 - dello spazio di proprietà comunale dell'ex Chiesa Nuova, la cui porta fu ricavata nel 1671 da materiali di varia origine (l'altare della chiesa di San Benedetto e un camino del Castello) che Boari «non volle toccare».. Tale spazio prese il nome di Sala Estense per ospitare tutti i tipi di manifestazione che non avevano sede adeguata nella Ferrara dell'epoca. Fu istituita la Ditta ing. Sesto Boari & C. assieme ai soci Gaetano Lattuga, Emilio Arlotti, Gaetano Carletti, affittandone i locali dal 1916 per nove anni per attuarne la trasformazione, affidando i calcoli a ditte esterne, progettando gli accorgimenti acustici e la cassa armonica sottoposta al piancito (tuttora esistente) al quale si aggiunse il progetto, mai realizzato, inoltrato da Carlo Carini per la trasformazione del prospetto..

Anni Venti

Successivamente al progetto della Farmacia Fides dei fratelli Barbé (1920-1921) tra il '20 e il '26 Boari diresse svariati progetti: oltre al villino Droghetti, la casa del custode al cimitero israelitico (1925, non attuato). e il moderno secondo teatro cittadino, il Nuovo, da lui realizzato su incarico di Buzzoni e Piacentini con forme palladiane e grazie anche alla consulenza del fratello da poco rientrato a Ferrara dopo l'esperienza del Teatro Nazionale di Città del Messico.. Istituita appositamente la società S.A.F.I.S. (Società Anonima Ferrarese Industria Spettacolo) con nuovamente Boari, Arlotti e Lattuga e in aggiunta Ferruccio Luppis (al quale l'impegno finanziario recò un reale dissesto economico), l'edificio fu inaugurato il 3 gennaio 1926 mentre la facciata verrà conclusa solo cinque anni dopo (1931), con forme più compresse, senza corrispondere a quanto progettato inizialmente e dovendo sostituire l'originario cotto con pietra o marmo artificiale.Sesto viene indicato come Arch. Ing. esecutore della sola facciata in .. Boari fu nuovamente e con ben altra esperienza, nominato in quegl'anni membro della Commissione per la ristrutturazione del Teatro Comunale (1928-1930)..

Basandosi sul disegno originario in stile neo-cinquecentista della Banca Commerciale (1913), riprogettandolo in marmo su esplicita richiesta del “potere centrale“ di Roma,. anziché in laterizio - il quale avrebbe rimandato al vicino Teatro Comunale - tra il '26 e il '29 si occupò della costruzione della nuova sede del Consiglio Provinciale dell'Economia Corporativa, edificio «di linee grandiose […] uno dei migliori e più ammirati edifici sorti di recente» poi divenuto Camera di Commercio di Ferrara,. sull'area precedentemente occupata dallEdison, il primo cinema della città, progetto rientrante nella riqualificazione della zona detta “Salita del Castello”. Definitivamente realizzato dopo taluni progetti non approvati e diverse ipotesi sull'utilizzo, su un terreno divenuto di proprietà dello stesso Boari, lo stabile fu fatto decorare all'esterno con due statuarie allegorie del Po e del Reno e lo stemma della Provincia di Ferrara (1927) realizzate dal giovane scultore Enzo Nenci, nonostante il progetto originario ne prevedesse un numero maggiore, per poi vedere ulteriori rinnovi (gli interni e la sostituzione del portale) tra il '59 e il '64... Dopo tale cospicuo risultato, Boari dal '28 al '32 riprese il programma della Banca Commerciale. sempre nell'area della “Salita del Castello” e ampliando un edificio di proprietà del fratello. realizzando un edificio porticato, divenuto poi sede di un ente assicurativo..

Anni Trenta e sepoltura Successivamente a tali lavori, vi fu la partecipazione di Sesto (1935-1938) alla richiesta rivolta a svariati professionisti da parte del ragioniere Mauro Chiari di realizzare un edificio porticato e multiuso nell'area adiacente al nuovo Palazzo delle Poste.Venne poi scelto il progetto di Ubaldo Forti: . L'ultimo lavoro realizzato risulta essere il sarcofago di famiglia (1936): Sesto fece domanda di acquisto del campetto n. 352 di 9 mq sul quale edificare un manufatto da lui ideato, progetto approvato nel dicembre dello stesso anno e consistente in due semplicissimi sarcofagi posti su un unico basamento, il tutto privo di decorazioni eccetto una croce sui prospetti. Realizzato in marmo di Carrara da Pietro Beretta dell'omonimo Premiato Laboratorio Marmi-Scultura-Architettura-Ornato - col quale Boari aveva probabilmente avviato una fitta collaborazione - e probabilmente non destinato ai coniugi Boari, visto che Sesto risulta deposto sotto l'arco 143 nella tomba Leati, famiglia della moglie Margherita deceduta il 4 novembre 1931,. in una sepoltura a muro nel I° Claustro Nuovo Sud Chiesa nella Certosa di Ferrara oltre ad essere stranamente presente anche nella tomba di famiglia nel Cimitero di Marrara, probabilmente da lui ideata, iscritto entro una sorta di croce celtica al centro della quale vi sono le lapidi dei genitori e sulla circonferenza altre dieci di forma pentagonale a ricordo dei numerosi figli, nonostante le richieste testamentarie di essere trasferito nel «deposito di famiglia a Marrara». Sesto dispose che il suo campetto venisse devoluto alla Pia Casa di Ricovero amministrata dallEnte Comunale di Assistenza, che ne accettò il lascito solo nel gennaio 1948..Al 1995, nonostante Sesto abbia vissuto sempre a Ferrara eccetto il periodo toscano (1903-1913), nellArchivio Storico cittadino risultava disponibile solo una piccola parte della sua attività progettuale, a differenza di quella di molti altri colleghi: .

Critica

Opere 1898 - Fabbrica Ferrarese di Zucchero C.te Luigi Gulinelli, Pontelagoscuro 1899-1900 - Zuccherificio, Cecina 1903 - Area Crematoria, Certosa di Ferrara 1913 - Villa Alida Menegatti-Ferraguti 1913 - Villa Teodolinda Vignocchi-Ferraguti 1914-1915 - Villa Ettore Menegatti 1914-1915 - Villa Pasquino Vignocchi 1916 - Villa Boari 1916 - Villa Azzolini 1916 - Sala Estense 1920-1931 - Teatro Nuovo 1924 - Villa Renato Droghetti 1926-1929 - Camera di Commercio.

Non realizzate 1913 - Palazzo delle Poste di Ferrara 1913 - Banca Commerciale Italiana (primo progetto) 1925 - Casa del custode per il Cimitero israelitico 1935-1938 - Palazzo Chiari.

Note

Bibliografia

Voci correlate Adamo Boari

Altri progetti

Collegamenti esterni

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