Cristo benedicente, è un dipinto a olio su tela (68 × 103 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, intorno al 1653-55 e conservato presso Pinacoteca civica di Forlì. Storia Il piccolo dipinto è ricordato da Carlo Cesare Malvasia nella Felsina pittrice, sotto l'anno 1654, con queste parole: «e un Christo mezza figura da porre sopra l'ornamento del suddetto quadro».
Il «suddetto quadro» è il San Giovanni Battista, oggi conservato nella Pinacoteca civica di Forlì, del quale il Cristo benedicente era destinato a costituire il sopraquadro. Il dipinto non compare infatti come voce autonoma nel Libro dei conti Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666.; secondo sir Denis Mahon, il suo compenso doveva essere compreso in quello corrisposto per il San Giovanni Battista, il cui prezzo risulta leggermente superiore alle consuete tariffe praticate dal Guercino.
Il dipinto fu rimosso, insieme alla pala principale, il 29 luglio 1811 dalla Chiesa di San Giovanni Battista in Vico di Forlì, tradizionalmente nota come chiesa dei Cappuccini, e trasferito alla Pinacoteca di Brera. Testo online Nel catalogo il dipinto è tuttavia indicato come raffigurante il Padre Eterno.
La pala con San Giovanni Battista fu invece restituita a Forlì nel 1816. Testo online
In occasione della mostra internazionale Il Guercino. Dipinti e disegni, svoltasi dal 6 settembre al 10 novembre 1991 tra Bologna, presso il Museo Civico Archeologico, e Cento, presso la Pinacoteca Civica e la chiesa del Rosario, il dipinto fu esposto nella sede centese della Pinacoteca. La mostra fu successivamente trasferita alla Kunsthalle di Francoforte e alla National Gallery of Art di Washington. Descrizione e Stile Cristo è raffigurato a mezza figura, con il capo leggermente inclinato e lo sguardo abbassato. Indossa una veste rossa e un ampio mantello blu, disposto in larghe pieghe attorno al corpo. La mano destra è sollevata nel gesto della benedizione, mentre la sinistra poggia su un globo, visibile nella parte inferiore della composizione.
La figura emerge da uno sfondo scuro e caldo, privo di elementi narrativi, che concentra l'attenzione sul volto e sul gesto benedicente. La composizione, semplice e raccolta, era concepita per essere collocata al di sopra della pala con San Giovanni Battista. Denis Mahon osserva che il dipinto è condotto in maniera relativamente sciolta, spiegando tale libertà di esecuzione con la sua originaria funzione di sopraqquadro, destinato quindi a essere osservato a una certa distanza. Lo studioso considera tuttavia proprio questa libertà di tocco uno degli aspetti più interessanti dell'opera, capace di richiamare la spontaneità dei disegni del Guercino.
La scheda del Catalogo generale dei Beni culturali, aggiornata nel 2006, colloca l'opera nella produzione del Guercino dei primi anni Cinquanta, quando la sua adesione al classicismo di matrice reniana aveva ormai raggiunto la piena maturità. Permangono tuttavia alcune reminiscenze della precedente sensibilità naturalistica del pittore, riconoscibili soprattutto nel trattamento dei capelli e della barba di Cristo e nell'ombra proiettata dalla mano benedicente. Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nella Pinacoteca di Brera Categoria:Dipinti su Gesù