Le Quattro canzoni di Amaranta sono un ciclo di liriche da camera per voce e pianoforte - eseguite sia da voci femminili che maschili - composte nel 1907 da Francesco Paolo Tosti sui testi poetici scritti da Gabriele D'Annunzio.
Quattro canzoni di Amaranta Il ciclo si compone di quattro brani eseguiti in sequenza: Lasciami! Lascia ch'io respiri L'alba separa dalla luce l'ombra In van preghi Che dici, o parola del Saggio?
L'opera fu ispirata dalla relazione tra Gabriele D'Annunzio e la contessa Giuseppina Giorgi Mancini, da lui ribattezzata Amaranta per indicare un modello di donna che incarnava l'eterna vitalità e l'amore inteso come dedizione assoluta, e tuttavia tormentato. L'amaranto è infatti il fiore "che non appassisce", quindi "immortale", poiché i suoi fiori mantengono a lungo il colore brillante anche dopo l'essiccazione. Da qui l'altro tema, quello classico dell'amore-morte (eros-thanathos)
Il ciclo di Amaranta costituisce il culmine espressivo della romanza da salotto italiana e un limpido esempio di Decadentismo musicale. Francesco Paolo Tosti per la prima volta abbandona la struttura rigidamente strofica delle canzoni precedenti per seguire il flusso psicologico del testo. Il canto diviene declamazione teatrale, melodramma.
Note
Bibliografia
Voci correlate Amaranthus Francesco Paolo Tosti Gabriele D'Annunzio Lied Musica da camera
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Musica vocale Categoria:Cantate Categoria:Lieder