Revolver è un romanzo dell'autrice italiana Isabella Santacroce del 2004.
Trama Il romanzo è diviso in tre parti, intitolate rispettivamente Mira, Premi e Spara.
Mira Una sera, mentre è in automobile col marito Gianmaria, la trentenne Angelica lo prega di fermarsi per far salire due autostoppisti di colore. Questi finiscono per stuprare Angelica e per picchiare Gianmaria; la donna, che pur non ha cercato di sottrarsi alla violenza, si sente in colpa perché non voleva che il marito fosse percosso, e sente il desiderio di stare da sola per un certo tempo. Rievoca allora il suo passato e gli avvenimenti dei due anni precedenti che l'hanno condotta a quel punto.
Angelica, dopo la morte dei suoi genitori era andata ad abitare con una zia affetta da distrofia muscolare, che al peggiorare delle sue condizioni di salute era costretta ad accudire costantemente; per dimenticare la sua misera condizione, frequentava locali equivoci e concedeva le sue grazie a sconosciuti, finché un giorno non se ne andò di casa abbandonando la zia. Trovò lavoro in una fabbrica di bambole e alloggio in una pensione fatiscente, in cui si legò d'amicizia con un'altra ospite di dieci anni più giovane, da lei soprannominata Veronica-culo-da-favola.
Una sera conobbe a una festa Gianmaria, un quarantenne che lavorava in uno studio legale, e in lui vide la possibilità di migliorare la sua condizione non dovendo più lavorare. Presto si rese conto che Gianmaria era un uomo fortemente condizionato dalla madre, che lo spingeva a trovare una compagna di vita soprattutto per zittire le voci su una sua presunta, per quanto inesistente, omosessualità; tuttavia acconsentì a sposarlo dopo pochi mesi di frequentazione.
Quando Angelica fu raggiunta dalla notizia della morte della zia, la giovane iniziò ad essere tormentata dai sensi di colpa e, di ritorno dal funerale, si mise a cucinare forsennatamente mele cotte per tre giorni di fila. Gianmaria e sua madre temettero che si trattasse di un segno di squilibrio mentale: egli persuase Angelica a farsi visitare da uno psichiatra, ma dovette anche accondiscendere al suo desiderio di prendere una scimmia come animale domestico.
Premi Mentre la convivenza con Gianmaria diventava sempre più penosa per Angelica (senza che il marito non si accorgesse di nulla, anzi, progettando di fare un figlio insieme), essa cominciò a concupire Matteo, un ragazzo tredicenne che abitava nel suo stesso condominio.
Spara Angelica rievoca la sua adolescenza e le prime esperienze sessuali avute in compagnia della sua amica Mariella, che anni dopo le sarebbe stata ricordata da Veronica-culo-da-favola. Una sera, mentre era in un night club in assenza del marito, le successe di rincontrare Veronica, dopo due anni senza averla vista: l'aspetto della sua amica, che rispetto a prima era notevolmente ingrassata, le fece ribrezzo, e prima di congedarsi da lei le sparò una raffica di frasi offensive; Veronica però ribatté dicendo ad Angelica di averla sempre odiata.
Tornata a casa, Angelica vide Matteo in atteggiamenti affettuosi con una coetanea di lui. In preda alla gelosia, lo inseguì per le scale del condominio e cercò di baciarlo, ma il ragazzo, turbato, vi si sottrasse, così Angelica vomitò improperi anche su di lui.
Si giunse così alla sera fatale, allo stupro e alle percosse. Angelica dice che è passato un anno da quel momento e che non ha più rivisto il marito da allora, e forse per sempre.
Stile Il romanzo è scritto per lo più in brevi frasi, in cui la narrazione in prima persona si mescola senza stacchi al discorso diretto e ai pensieri della protagonista.
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Categoria:Romanzi di Isabella Santacroce