Il Catalogo di tutte le mie opere (nell'originale in tedesco, Verzeichnüss aller meiner Werke) è un elenco manoscritto che Wolfgang Amadeus Mozart compilò dal 1784 al 1791. In esso il compositore fornì una descrizione precisa, mediante annotazioni ed incipit musicali, di ogni opera da lui composta durante quel periodo. Il catalogo è tuttora conservato e costituisce una fonte primaria per la datazione e l'autenticazione delle opere di Mozart.
Titolo Mozart intitolò il documento «Verzeichnüss aller meiner Werke vom Monath Febraio 1784 bis Monath _____ 1___», ossia «Catalogo di tutte le mie opere dal mese di febbraio 1784 al mese di _____ 1___» (le linee indicano gli spazi lasciati vuoti). Come osservato dal musicologo Dexter Edge, Mozart «ha lasciato in bianco sia il mese che l'anno della data di chiusura del catalogo, scrivendo solo "1" invece di "17", pensando che il catalogo potesse servirgli anche nel corso dell'Ottocento».. La grafia «Verzeichnüss» al posto del più consueto «Verzeichnis» è una forma insolita, occasionalmente attestata nelle fonti della prima metà del XVIII secolo.Si vedano "Verzeichnüss einiger rarer Bücher ..." di Georg Serpilius (1668-1723); Memoriale loimicum, oder kurtze Verzeichnüss dessen was in ... Dantzig bey der daselbst Anno 1709 hefftig grassirenden Seuche der Pestilentz sich zugetragen (1710); "Verzeichnüß und Lebensbeschreibungen der Herren Prediger" (1756-1761) di Andreas Würfel. Gli studiosi talvolta riprendono la grafia di Mozart semplicemente per indicare a quale catalogo si riferiscono, poiché qualsiasi altro catalogo (per esempio il catalogo Köchel) utilizza la grafia moderna «Verzeichnis».Per esempio il musicologo Alan Tyson, nel suo studio sull'utilizzo delle filigrane per la datazione delle composizioni di Mozart, impiega ripetutamente «Verzeichnüss» per designare il catalogo personale di Mozart.
Formato Si tratta di un piccolo volume manoscritto di 22,3 cm × 17,0 cm, rilegato in pelle marrone. I piatti sono rivestiti di carta decorata policroma con stampati motivi floreali. Incollato sul piatto frontale è presente un cartellino manoscritto da Mozart: «Verzeichnüss / aller meiner Werke / vom Monath febrario 1784 bis Monath _____ 1___» e, sotto, la firma: «Wolfgang Amadé Mozart». All'interno sono presenti un foglio preliminare seguito da quarantaquattro fogli. Mozart utilizzò la pagina verso (a sinistra) di ciascun foglio per le descrizioni e la pagina recto (a destra) per i corrispondenti incipit musicali. In ogni foglio sono registrate cinque composizioni.
Le cinque opere riportate in questo esempio sono le seguenti (secondo le identificazioni di Mozart):Le trascrizioni sono tratte da un'edizione pubblicata,
Den 21ten April. 6. Eine Klavier Sonata mit einer violin. Den 25ten August. 7. 10 Variationen für das Klavier allein. Den 30ten September. 8. Ein Klavier Konzert. begleitung. 2 violini, 2 viole, 1 flauto, 2 oboé, 2 fagotti, 2 Corni e Baßo. Den 14ten October. 9. Eine Sonata für das Klavier allein. Den 9ten November. 10. Ein Quartett für 2 violini, viola e violoncello.
La combinazione di tedesco e di italiano utilizzata da Mozart può essere tradotta come segue:
21 aprile. N. 6. Una sonata per pianoforte con violino. 25 agosto. N. 7. Dieci variazioni per pianoforte solo. 30 settembre. N. 8. Un concerto per pianoforte. Accompagnamento: due violini, due viole, un flauto, due oboi, due fagotti, due corni e basso. 14 ottobre. N. 9. Una sonata per pianoforte solo. 9 novembre. N. 10. Un quartetto per due violini, viola e violoncello.
Nella terminologia moderna, queste opere sono identificate come segue:
Sonata per violino n. 32 in Si bemolle maggiore K 454. Dieci variazioni su un'aria di Gluck per pianoforte K 455. Concerto per pianoforte e orchestra n. 18 K 456. Sonata per pianoforte n. 14 K 457. Quartetto per archi n. 17 K 458.
I numeri consecutivi del catalogo Köchel, la principale compilazione delle opere di Mozart realizzata dagli studiosi, testimoniano l'importanza del catalogo manoscritto di Mozart per la determinazione delle date.
Compilazione Secondo il musicologo Alan Tyson: «Mozart, per le sue annotazioni, utilizza due stili di scrittura, con forme diverse per molte lettere: la "grafia tedesca" e la "grafia romana". Utilizzò la prima per la maggior parte delle annotazioni in lingua tedesca e la seconda per la maggior parte delle parole in italiano».. La differenza della grafia è visibile nell'immagine sottostante, che riproduce l'annotazione al concerto per pianoforte e orchestra n. 18:
Storia
Il musicologo Hermann Abert indica l'origine del catalogo nell'ambito della sua analisi sulla personalità di Mozart: «È tipico di Mozart che, di tanto in tanto, facesse uno sforzo sincero per mettere ordine nei propri affari». Abert osserva che, contemporaneamente all'inizio del catalogo, Mozart cominciò anche a tenere un elenco di tutte le spese domestiche. Tuttavia quest'ultimo elenco, a differenza di quello musicale, fu presto abbandonato.. La prima annotazione nel catalogo musicale risale al 9 febbraio 1784. e riguarda il concerto per pianoforte e orchestra n. 14. La compilazione del catalogo fu portata avanti fino all'ultimo: Mozart vi registrò la sua ultima composizione completa, la Piccola cantata massonica K 623, il 15 novembre 1791.
Dopo la morte di Mozart, avvenuta il 5 dicembre dello stesso anno, il catalogo rimase in possesso della vedova Constanze. Quest'ultima rivelò per la prima volta l'esistenza del catalogo in una lettera del 1798 agli editori Breitkopf & Härtel. Nel 1800 vendette poi il catalogo, insieme a numerose opere musicali, a un altro editore, Johann Anton André, che lo pubblicò nel 1805. L'originale rimase inizialmente presso gli eredi di André, per poi entrare nella collezione di autografi di Stefan Zweig. Secondo lo studioso Albi Rosenthal, Zweig «lo considerava il più prezioso di tutti i suoi tesori musicali». Gli eredi di Zweig concessero dapprima la sua collezione in prestito, nel 1956, al British Museum, per poi donarla definitivamente nel 1986 alla British Library, dove è tuttora conservato. Il catalogo, tuttavia, non costituisce una registrazione perfetta di tutto ciò che Mozart compose fra il 1784 e il 1791, in quanto sono attestate opere che non vi compaiono. Inoltre, alcune annotazioni si riferiscono a composizioni andate perdute.Un elenco completo, accompagnato da una discussione, è fornito nella prefazione di Mozart's Thematic Catalogue: A Facsimile, di Alan Tyson e Albi Rosenthal.
Importanza
Il catalogo, che il critico musicale Nicholas Kenyon definì di valore «inestimabile»,. costituisce una fonte fondamentale per la datazione e l'autenticazione delle opere di Mozart e fornisce informazioni che, talvolta, ricorrono nei commenti relativi a diverse opere del compositore:
Gli studiosi, talvolta, esprimono stupore per il fatto che le ultime tre sinfonie (le n. 39, 40 e 41), tutte opere culminanti della letteratura classica, furono composte, secondo il catalogo, in un periodo molto breve del 1788 (registrate nel catalogo rispettivamente il 26 giugno, 25 luglio e 10 agosto).Questa era, per esempio, l'opinione di George Grove; si veda
La Piccola serenata notturna deve probabilmente il titolo con cui è universalmente conosciuta all'annotazione del catalogo, in cui Mozart stava semplicemente registrando di aver completato un breve notturno.
Il catalogo offre talvolta anche uno sguardo sul modo in cui Mozart stesso considerava le proprie opere o la propria pratica compositiva.
L'interpretazione secondo cui l'ultima opera di Mozart, Il flauto magico, non debba essere considerata semplicemente un singspielPer il minore prestigio del singspiel, si veda lo studio di Peter Branscombe e Thomas Bauman, i quali scrivono: «In generale è probabilmente corretto affermare che il termine singspiel, in Germania così come in Austria, fosse spesso evitato da coloro che desideravano avanzare pretese più elevate per le proprie opere. Vi sono inevitabilmente molte eccezioni, ma nel complesso un singspiel poneva agli interpreti esigenze meno impegnative di un'opera». trova forse un certo sostegno nel fatto che, nel catalogo, Mozart la definisce «un'opera tedesca».
La definizione che Mozart dà della K 454 come «una sonata per pianoforte con violino» è coerente con la concezione generalmente accettata dai musicologi secondo cui, fino alla fine del XVIII secolo, le cosiddette «sonate per violino» erano normalmente dominate dalla parte pianistica.
Le annotazioni relative alle opere liriche elencano, generalmente, i cantanti specifici per i quali Mozart aveva scritto le parti, sebbene ciò non fosse necessario per identificare la musica. Questo può essere collegato alla grande importanza che Mozart attribuiva alla composizione di musica adatta a un determinato cantante, coerentemente con la frase: «Mi piace che un'aria calzi a un cantante con la stessa precisione con cui gli calza un abito ben fatto».
Diverse opere presentano un'indicazione di tempo diversa da quella che compare nell'autografo. Il musicologo Alan Tyson suggerisce che ciò possa indicarci quali coppie di indicazioni di tempo fossero intuitivamente vicine per Mozart, che visse prima dell'epoca del metronomo.Il suo elenco di discrepanze, con l'indicazione del catalogo riportata per prima, è: oratorio Davide penitente, Larghetto per Andante; lied Gesellenreise, Andantino per Larghetto; duetto Spiegarti no poss'io, Andante per Larghetto; opera Le nozze di Figaro, ouverture: Allegro assai per Presto; concerto per corno e orchestra n. 4, Allegro per Allegro moderato; opera Don Giovanni, ouverture: Allegro assai per Molto allegro; quartetto per archi n. 21, Allegro per Allegretto; opera Così fan tutte, ouverture: Andante Maestoso per Andante; quintetto per archi n. 5, Adagio per Larghetto; adagio e rondò per glassarmonica, rondò: Allegro per Allegretto.
Proposte di datazioni posteriori
I musicologi Daniel Leeson e David Whitwell hanno evidenziato che alcune datazioni presenti nel catalogo non sembrano conciliarsi con altri fatti noti della vita di Mozart:
Le variazioni per pianoforte K 455 difficilmente possono essere state completate alla data indicata nel catalogo, il 7 agosto 1784, alla luce delle prove secondo cui Mozart le eseguì in pubblico già il 23 marzo 1783.
La sonata per violino K 454 sembra essere datata troppo presto, al 21 aprile 1784, poiché il 24 aprile Mozart scrisse a suo padre che ci stava ancora lavorando. Inoltre, alla prima esecuzione del 29 aprile con la violinista Regina Strinasacchi, Mozart eseguì la propria parte a memoria, poiché non era ancora stata messa per iscritto.
Il concerto per pianoforte e orchestra n. 18 non avrebbe potuto essere eseguito per la prima volta da Maria Theresia von Paradis a Parigi più tardi del 2 ottobre 1784, poiché in quella data la pianista lasciò la città. Ciò rende anomala la data di completamento indicata nel catalogo, il 30 settembre, alla luce della rapidità con cui i manoscritti potevano essere spediti da Vienna a Parigi ai tempi di Mozart. Anche con una velocità di consegna eccezionale, la pianista Paradis era cieca e avrebbe avuto bisogno di un certo tempo per memorizzare la propria parte.