La Cima Tuckett (3.462 - ) è una montagna delle Alpi dell'Ortles, nelle Alpi Retiche meridionali. Appartiene alla cresta del Cristallo (Kristallkamm), la cresta che nella parte occidentale del gruppo va dal passo dello Stelvio al passo dell'Ortles. Si trova esattamente sul confine tra la provincia autonoma di Bolzano e la provincia di Sondrio, tra i comuni di Stelvio e Valfurva, all'interno del parco nazionale dello Stelvio.

Dalla vetta partono due creste ben marcate, verso est e verso sud-ovest, che segnano l'andamento della catena del Cristallo. Una terza cresta, poco pronunciata, scende verso nord ed è la via più facile per la cima. Da qui salirono per primi, il 12 settembre 1866, l'esploratore polare e alpinista austriaco di origine boema Julius Payer e la guida Johann Pinggera di Solda, frazione del comune di Stelvio. Fu lo stesso Payer, negli anni sessanta dell'Ottocento, a dare alla montagna il nome dell'alpinista inglese Francis Fox Tuckett (1834-1913), tra i pionieri dell'esplorazione del gruppo dell'Ortles, vicepresidente dell'Alpine Club e membro della Royal Geographical Society. Oggi la cima, coperta di nevato, è una meta facile e molto frequentata che si raggiunge dal rifugio Livrio.

Geografia La Cima Tuckett è circondata da ghiacciai. A nord si stende la vedretta del Madaccio (Madatschferner), mentre a est e a sud si trova la vedretta di Campo. La cima più vicina è il Madaccio di Dentro (Hintere Madatschspitze, 3.430 m), che si alza circa 400 m a nord-est su una breve cresta secondaria.

Proseguendo verso est lungo la catena del Cristallo, oltre il passo di Tuckett (3.354 m) e il passo di Trafoi (3.317 m), si incontrano la Piccola e la Grande Cima della Campana (3.411 e 3.425 m) e più avanti la Cima di Trafoi (3.565 m). Verso sud-ovest, oltre il passo di Campo (3.346 m), la cresta continua con le Cime di Campo (Kristallspitzen), alte fino a 3.480 m, e poi con la Punta Payer (3.446 m) e la Punta del Cristallo (3.450 m).

Trafoi, frazione di Stelvio, nell'omonima valle, si trova circa 6 km in linea d'aria a nord, mentre il passo dello Stelvio dista poco più di 5 km verso nord-ovest.

Storia alpinistica Nel 1866 Payer e Pinggera partirono dalla Franzenshöhe, oggi un albergo sul tornante 22 della strada statale 38 dello Stelvio, a 2.189 m di quota. Si misero in cammino verso sud alle 6:30 e verso le 7:45 arrivarono alla base del Monte Livrio. Attraversarono la vedretta del Madaccio nella nebbia fitta, con qualche difficoltà a orientarsi, ma riuscirono a raggiungere la cresta nord. Dopo aver intagliato alcuni gradini nel ghiaccio con la piccozza, toccarono la vetta intorno alle 11:30, senza però poter vedere nulla. Sempre a causa della nebbia, per prudenza tornarono alla Franzenshöhe per la stessa via.

I primi inglesi a salire la Cima Tuckett furono il botanico Henry T. Mennell e il politico e scrittore Robert Spence Watson, il 31 luglio 1867. Li guidava il fotografo e guida alpina Alexander Flury di Pontresina, che partendo da Trafoi li condusse al passo di Tuckett e poi in vetta lungo la cresta est.

Salita alla vetta Il punto d'appoggio per la salita è oggi il rifugio Livrio (3.174 m), che si trova nel mezzo del comprensorio sciistico del passo dello Stelvio, servito da numerosi impianti di risalita. Dal rifugio parte la via normale, un'ascensione su ghiacciaio senza difficoltà tecniche che richiede comunque attrezzatura ed esperienza adeguate. Il percorso attraversa la vedretta del Madaccio e risale la cresta nord, che ha una pendenza massima di 30°, fino alla vetta. Secondo le guide servono circa due ore.

Altre vie seguono la cresta est e la cresta sud-ovest, con arrampicata di I grado di difficoltà UIAA. Sono state aperte anche una via sulla parete nord-ovest nel 1931 (II grado UIAA) e una sulla parete sud-est nel 1939 (III grado UIAA)., nn. marginali 506 e segg.

Note

Bibliografia

Cartografia Casa Editrice Tabacco, Carta topografica 1:25.000, foglio 08 Ortles-Cevedale / Ortlergebiet

Voci correlate Vette più alte del Trentino-Alto Adige

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