Lalluvione di Crotone del 1957 fu un evento alluvionale che colpì Crotone e il territorio circostante durante una prolungata fase di maltempo che interessò la Calabria tra il 19 e il 23 novembre 1957; le precipitazioni persistenti provocarono l'esondazione dei torrenti Passovecchio e Pignataro, causando estesi allagamenti nella zona industriale e nei rioni Marinella e Pignataro, con il coinvolgimento, tra gli altri, degli stabilimenti della Montecatini e della Pertusola e il temporaneo ricovero di circa cento persone in edifici pubblici.

L'evento si verificò poche settimane dopo una precedente alluvione che aveva già interessato il Crotonese nell'ottobre dello stesso anno; le avversità atmosferiche dei due periodi furono successivamente comprese nel riconoscimento del carattere di pubblica calamità disposto per Crotone e altri comuni dell'allora provincia di Catanzaro, n. 227, p. 3324..

Contesto L'alluvione di novembre fu preceduta di poche settimane da un altro grave episodio che aveva interessato Crotone tra il 7 e l'8 ottobre 1957: in quell'occasione l'esondazione del Passovecchio allagò le campagne adiacenti alla strada nazionale e la zona industriale, mentre alcune famiglie dei rioni Carmine e Marinella dovettero essere temporaneamente ricoverate in edifici scolastici, pp. 36866-36867.; durante lo stesso episodio Pasquale Gerace morì dopo essere stato travolto dalla piena nelle vicinanze della città, p. 36868..

Gli episodi del 1957 si inserivano in una più lunga successione di eventi alluvionali che avevano interessato la città e i corsi d'acqua circostanti; prima dell'alluvione del 1996 risultano documentati ventidue eventi, in un contesto segnato anche dalle trasformazioni degli alvei dell'Esaro e del Passovecchio in rapporto allo sviluppo urbanistico e industriale.

L'alluvione La fase di maltempo del 19-23 novembre fu caratterizzata da precipitazioni persistenti che determinarono piene di eccezionale entità nei corsi d'acqua minori, oltre ad allagamenti, frane e smottamenti in numerosi centri della regione, pp. 39115-39116.; nel territorio comunale l'evento fu associato anche a fenomeni franosi e di erosione meteorica.

A Crotone il pluviometro della stazione cittadina registrò 30,4 mm di pioggia il 19 novembre, 200,2 mm il giorno successivo e 76,6 mm il 21, per un totale di 356,6 mm nei cinque giorni compresi tra il 19 e il 23 novembre; il pluviografo registrò inoltre una precipitazione massima di 288,2 mm nell'arco di ventiquattro ore, con inizio il 19 novembre.

Durante l'evento il Passovecchio esondò investendo la zona industriale, mentre le acque del Pignataro allagarono i rioni Marinella e Pignataro e danneggiarono numerose baracche; circa cento persone furono pertanto costrette a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni e trovarono ricovero in edifici pubblici.

Danni Zona industriale L'esondazione del Passovecchio colpì direttamente il polo industriale cittadino, dove furono allagati gli stabilimenti della Montecatini e della Pertusola; l'acqua penetrò nei reparti, danneggiando i macchinari e determinando la sospensione delle attività produttive, mentre risultò interessato anche lo stabilimento della Rossi Tranquillo, per il quale i danni furono inizialmente stimati nell'ordine di 50 milioni di lire, p. 38256.. Il 28 novembre i danni subiti dalle industrie crotonesi durante le «recenti alluvioni» furono stimati in via approssimativa in circa un miliardo di lire, senza distinzione tra gli episodi di ottobre e novembre.

Abitato e territorio rurale Gli allagamenti interessarono Marinella, Pignataro e altre aree periferiche della città; la rottura degli elettrodotti lasciò inoltre Crotone senza energia elettrica per circa ventiquattro ore e provocò interruzioni nelle comunicazioni, mentre nelle campagne circostanti alcune abitazioni degli assegnatari dell'Ente Sila rimasero isolate dalle acque; nelle frazioni di Papanice e Apriglianello si verificarono infine crolli di abitazioni, senza conseguenze per gli occupanti.

Interventi e conseguenze Nel gennaio 1958 risultavano già previsti, nell'ambito della legislazione speciale per la Calabria e dei programmi della Cassa del Mezzogiorno, diversi interventi per la sistemazione idraulica dell'area: 50 milioni di lire per la regimazione delle acque e il consolidamento delle pendici nei bacini dei torrenti Ponticelli e Passovecchio, 100 milioni per l'inalveazione del tratto vallivo del Passovecchio, 45 milioni per la sistemazione idraulica del Pignataro e 100 milioni per la sistemazione valliva dell'Esaro, pp. 39116-39117.; per l'eliminazione di gran parte delle baracche danneggiate nei rioni Marinella e Pignataro erano inoltre già previsti 344 alloggi, dei quali 40 in costruzione e 304 di prossimo appalto, da realizzare a cura dell'UNRRA-Casas con i fondi della legge 9 agosto 1954, n. 640.

Nel febbraio dello stesso anno, in relazione alle alluvioni del 7 ottobre e del 19 novembre 1957, furono inoltre sollecitati ulteriori interventi sul Passovecchio, sul Papaniciaro, sui fossi di scolo dell'area industriale, sulla rete scolante a destra del Neto e su alcuni manufatti ferroviari e stradali, p. 40588..

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 luglio 1959 fu riconosciuto il carattere di pubblica calamità delle avversità atmosferiche che avevano colpito alcuni comuni della provincia di Catanzaro dal 7 al 9 ottobre e dal 19 al 22 novembre 1957; tra i territori interessati figurava espressamente Crotone.

Note

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