Quivira era il nome con cui gli esploratori spagnoli del XVI e XVII secolo indicarono un vasto territorio abitato da popolazioni ancestrali degli odierni Wichita nelle Grandi Pianure dell'America settentrionale. La Quivira visitata nel 1541 da Francisco Vázquez de Coronado viene generalmente localizzata nel Kansas centrale, in particolare nelle valli del Cow Creek e del Little Arkansas River, a nord-est del grande meandro dell'Arkansas, nelle attuali contee di Rice e McPherson.

I siti archeologici di questa regione appartengono al cosiddetto Little River focus, una delle principali articolazioni del Great Bend aspect, complesso archeologico datato approssimativamente tra il XV e il XVII secolo e generalmente attribuito agli antenati dei Wichita. Gli abitanti vivevano in grandi comunità di capanne circolari ricoperte d'erba, praticavano un'agricoltura basata soprattutto sul mais, sui fagioli e sulle zucche e integravano l'economia con la caccia al bisonte americano e con estese reti commerciali.

Un'altra grande concentrazione di insediamenti ancestrali Wichita, appartenente al Lower Walnut focus, si trovava più a sud, nell'area dell'odierna Arkansas City. Qui sorgeva Etzanoa, un vastissimo complesso abitato visitato dagli spagnoli nel 1601. Etzanoa apparteneva alla stessa più ampia tradizione culturale di Quivira, ma non deve essere identificata automaticamente con la specifica regione raggiunta da Coronado sessant'anni prima.

Identificazione e archeologia

L'identificazione della Quivira di Coronado con il Kansas centrale è il risultato del confronto tra le relazioni della spedizione spagnola e i dati archeologici raccolti soprattutto a partire dal XX secolo. Gli studi di Waldo R. Wedel mostrarono che numerosi siti nelle contee di Rice e McPherson presentavano caratteristiche compatibili con le descrizioni cinquecentesche di Quivira e contenevano anche oggetti di origine europea risalenti all'epoca dei primi contatti.

Particolarmente importante è il Tobias site, presso Lyons, appartenente al Little River focus. Il sito è stato interpretato come uno degli insediamenti dei Quivirani incontrati dagli uomini di Coronado e fa parte, insieme al vicino C. F. Thompson site, del Tobias-Thompson Archeological Complex.

La distribuzione dei siti indica che non esisteva una singola «città di Quivira». Le fonti spagnole descrivono invece numerosi insediamenti sparsi lungo le vallate fluviali e separati da campi coltivati. Coronado riferì di aver percorso il territorio per diversi giorni e rimase colpito dalla densità degli abitati e dalla fertilità del suolo.

Gli abitanti di Quivira sono generalmente identificati con popolazioni ancestrali dei Wichita. Le descrizioni spagnole delle abitazioni ricoperte d'erba, dell'agricoltura, della caccia al bisonte e dell'organizzazione degli insediamenti presentano infatti forti analogie con quelle dei Wichita storicamente documentati.

Il Great Bend aspect comprendeva tuttavia comunità distribuite su una vasta area e non deve necessariamente essere interpretato come uno Stato unitario. Il termine provincia, impiegato dagli spagnoli, rifletteva soprattutto le categorie geografiche e politiche degli esploratori europei.

Etimologia L'origine del nome Quivira rimane incerta. Le fonti della spedizione di Coronado registrano numerose forme indigene, spesso trascritte in maniera variabile dagli spagnoli, rendendo difficile stabilirne l'esatta provenienza linguistica.

Alcune cronache riportano per gruppi o località della regione nomi quali Tancoa e Tabas. Questi termini sono stati messi in relazione rispettivamente con i successivi Tawakoni e Taovaya, popolazioni appartenenti al gruppo Wichita, ma l'identificazione non è universalmente accettata.

La spedizione di Coronado

Nel 1540 Francisco Vázquez de Coronado lasciò la Nuova Spagna alla guida di una grande spedizione organizzata con l'obiettivo di trovare le leggendarie Sette città di Cíbola. Le notizie raccolte negli anni precedenti avevano alimentato la speranza che nelle regioni settentrionali esistessero potenti città ricche di oro e altri metalli preziosi.

Raggiunta Cíbola, nell'attuale Nuovo Messico, Coronado scoprì che le presunte città d'oro erano in realtà i grandi pueblos degli Zuñi. La spedizione continuò tuttavia a esplorare il Sud-ovest e raggiunse i pueblos del Rio Grande.

Nella regione di Cicuye, identificata con l'odierno Pecos Pueblo, gli spagnoli entrarono in contatto con un indigeno delle pianure tenuto prigioniero dalla popolazione locale. Gli spagnoli gli diedero il soprannome di el Turco, «il Turco». Questi raccontò dell'esistenza, molto più a oriente, di un paese chiamato Quivira, dove secondo le sue affermazioni si trovavano oro, argento e altre ricchezze.

Le versioni più tarde del racconto arricchirono notevolmente queste notizie. Il cronista Francisco López de Gómara, per esempio, riferì di un sovrano chiamato Tatarrax, descritto come vecchio, barbuto e ricchissimo. Tali particolari non hanno però lo stesso valore documentario delle testimonianze prodotte direttamente o poco dopo la spedizione e appartengono in parte alla progressiva elaborazione leggendaria di Quivira.

Nella primavera del 1541 Coronado lasciò gli accampamenti sul Rio Grande e si mise in marcia verso le Grandi Pianure, guidato dal Turco. La spedizione comprendeva inizialmente diverse centinaia di spagnoli e un numero molto maggiore di alleati e servitori indigeni.

Durante il viaggio gli uomini attraversarono il Llano Estacado e incontrarono gruppi di cacciatori nomadi che le fonti chiamano Querechos e Teyas. Le informazioni ottenute dai Teyas convinsero progressivamente Coronado che il Turco li stava conducendo troppo a est e che Quivira si trovava invece più a nord.

La scarsità di viveri e le difficoltà di spostamento spinsero quindi Coronado a rimandare il grosso dell'esercito nel Nuovo Messico. Egli proseguì con circa trenta cavalieri, alcuni religiosi, guide indigene e pochi altri uomini.

Dopo alcune settimane raggiunse l'Arkansas e ne seguì il corso verso il grande meandro. Alla fine di giugno o all'inizio di luglio 1541 entrò nel territorio di Quivira, nell'attuale Kansas centrale.

Quivira nel 1541 Coronado rimase favorevolmente impressionato dall'ambiente naturale di Quivira. Nella relazione indirizzata alla Corona descrisse una terra fertile, ricca di corsi d'acqua, sorgenti e vegetazione spontanea. Menzionò prugne, noci, uva selvatica e gelsi e considerò il territorio particolarmente adatto all'agricoltura.

I villaggi erano costituiti da abitazioni circolari costruite con pali e ricoperte da spessi strati d'erba. Le case erano distribuite in gruppi tra i campi coltivati e non formavano agglomerati compatti paragonabili ai pueblos del Nuovo Messico.

Gli abitanti coltivavano soprattutto mais, fagioli e zucche e disponevano di strutture per la conservazione delle derrate alimentari. La caccia al bisonte aveva allo stesso tempo un'importanza fondamentale. L'archeologia ha confermato la combinazione di agricoltura, caccia e raccolta descritta dalle fonti spagnole.

Coronado attraversò numerosi insediamenti e trascorse circa venticinque giorni nella regione. Le cronache insistono sulla notevole popolazione del territorio, anche se le stime numeriche ricavate dalle fonti cinquecentesche devono essere considerate con prudenza.

Non vennero invece trovate le ricchezze promesse. Secondo la relazione di Pedro de Castañeda de Nájera, «né oro né argento né traccia dell'uno o dell'altro» furono rinvenuti. Un capo locale possedeva soltanto una lamina o un pendente di rame, che considerava prezioso.

Interrogato sulle sue precedenti affermazioni, il Turco ammise, secondo Castañeda, di non conoscere alcun giacimento d'oro. Sostenne inoltre di essere stato incoraggiato dagli abitanti di Cicuye a condurre gli spagnoli lontano dai pueblos, nella speranza che si perdessero o si indebolissero nelle pianure. Coronado ne ordinò infine l'uccisione mediante strangolamento o garrota.

Harahey All'estremità settentrionale della regione visitata dagli spagnoli si trovava un territorio che le fonti chiamano «Harahey», trascritto anche in altre forme. Coronado ricevette una delegazione proveniente da questa regione, guidata da un capo accompagnato da numerosi uomini.

L'ubicazione e l'identità etnica di Harahey rimangono più incerte rispetto a quelle di Quivira. La regione doveva trovarsi a nord o nord-est degli insediamenti quivirani, forse nell'area dello Smoky Hill River. Diversi studiosi hanno proposto di identificare gli Harahey con antenati dei Pawnee, ma la documentazione non consente una conclusione definitiva.

Non avendo trovato alcuna delle ricchezze cercate, Coronado decise di rientrare verso il Nuovo Messico. Nel 1542 la spedizione abbandonò definitivamente le regioni settentrionali e fece ritorno nella Nuova Spagna.

Juan de Padilla Tra i religiosi che avevano accompagnato Coronado vi era il francescano Juan de Padilla. Dopo il ritorno dell'esercito nel Nuovo Messico, Padilla decise di riprendere l'attività missionaria nelle Grandi Pianure e tornò verso Quivira con un piccolo gruppo di accompagnatori.

Le circostanze della sua morte non sono del tutto chiare. Secondo le relazioni spagnole, Padilla venne ucciso da indigeni mentre cercava di lasciare un gruppo per raggiungerne un altro, probabilmente considerato nemico. Alcuni dei suoi accompagnatori riuscirono a fuggire e riportarono successivamente la notizia.

Le spedizioni di Bonilla, Humana e Oñate Per circa mezzo secolo dopo Coronado gli spagnoli non compirono nuove grandi spedizioni ufficiali documentate verso Quivira. Negli anni 1590, tuttavia, Francisco Leyva de Bonilla e Antonio Gutiérrez de Humana partirono illegalmente dal Nuovo Messico verso le Grandi Pianure.

Le informazioni sulla loro spedizione derivano soprattutto dalla testimonianza di Jusepe Gutiérrez, un indigeno di lingua nahuatl che ne fece parte e fu uno dei pochissimi sopravvissuti conosciuti. Secondo il suo racconto, Bonilla uccise Humana durante una lite e la maggior parte degli altri membri della spedizione venne successivamente massacrata nelle pianure.

Nel 1601 il governatore del Nuovo Messico Juan de Oñate organizzò un'altra grande spedizione verso Quivira. Durante il viaggio gli spagnoli incontrarono popolazioni chiamate nelle fonti Escanjaque e Rayados.

La meta raggiunta da Oñate viene generalmente collocata più a sud della Quivira visitata da Coronado. Le ricostruzioni archeologiche la associano al Lower Walnut focus, lungo il basso corso del Walnut River, nell'area dell'attuale Arkansas City.

Un documento particolarmente importante della spedizione è una carta disegnata da un indigeno chiamato Miguel e annotata dallo scrivano Hernando Esteban, nella quale sono rappresentati gli insediamenti degli Escanjaque e dei Wichita o Rayados.

Etzanoa Etzanoa era un vasto complesso di insediamenti ancestrali Wichita situato lungo il Walnut River, presso l'attuale Arkansas City, nel Kansas meridionale. Le indagini archeologiche lo datano grosso modo tra il XV e il XVII secolo.

Etzanoa apparteneva al Lower Walnut focus del Great Bend aspect e viene comunemente identificata con il grande insediamento o insieme di insediamenti visitato dalla spedizione di Oñate nel 1601. Le fonti spagnole descrivono abitazioni distribuite per molti chilometri lungo il corso del fiume.

Gli scavi hanno restituito ceramiche, strumenti litici, resti animali e vegetali e materiali provenienti da reti commerciali a lunga distanza. La città costituiva una delle più grandi concentrazioni di popolazione della regione.

Etzanoa viene talvolta definita parte di Quivira in senso ampio, poiché entrambe appartenevano al mondo culturale ancestrale Wichita descritto dagli spagnoli. Dal punto di vista storico e archeologico è tuttavia preferibile distinguere il Lower Walnut focus di Etzanoa dal Little River focus corrispondente alla Quivira raggiunta personalmente da Coronado nel 1541.