Piazzale Kennedy (ufficialmente piazzale John Fitzgerald Kennedy) è un ampio spazio aperto di Genova, nel quartiere della Foce, affacciato sul Mar Ligure all'estremità orientale del comprensorio fieristico cittadino. Oggi sede del Parco della Foce, questo spazio non esisteva prima della metà del Novecento: il suolo su cui sorge è interamente artificiale, ricavato da una colmata a mare realizzata fra gli anni Cinquanta e Sessanta davanti alle scogliere della Cava e della Strega, a ponente della foce del torrente Bisagno.
Per oltre mezzo secolo il piazzale è stato la grande superficie asfaltata di servizio alla Fiera del Mare: parcheggio, capolinea di autobus, spazio per il luna park invernale, il circo, i concerti e le manifestazioni all'aperto. Dal 2017 è al centro del progetto di rigenerazione del Waterfront di Levante, disegnato da Renzo Piano e donato alla città, che ne ha definito la conversione in parco pubblico. I lavori, avviati nel luglio 2023 e finanziati con 27,5 milioni di euro del PNRR, si sono conclusi nell'agosto 2026.
Toponomastica e confini La toponomastica dell'area è più intricata di quanto suggerisca l'uso corrente. L'indirizzo ufficiale del quartiere fieristico è piazzale Kennedy 1, ma la piazza immediatamente a ponente, all'inizio di corso Italia, è intitolata ai Cavalieri di Vittorio Veneto: nel linguaggio comune il nome «Kennedy» si è esteso di fatto all'intero fronte, inglobando anche quel settore.
L'intitolazione al presidente statunitense assassinato il 22 novembre 1963 è coerente con la stagione in cui la colmata venne completata e il comprensorio inaugurato; il nome ricorre fra i più diffusi nella toponomastica italiana di quegli anni.
Storia
Il luogo dove oggi si estende il piazzale era, fino al secondo dopoguerra, mare aperto o spiaggia. Il borgo della Foce (il cui nome secondo una tradizione erudita richiama i mercanti focesi, secondo la lettura più piana lo sbocco del Bisagno) fu in epoca remota il terzo approdo genovese per importanza, sede di cantieri navali e di spiagge di alaggio.
Nel XV secolo vi sorse un lazzaretto per i malati contagiosi, attivo durante le grandi epidemie del 1600, 1630 e 1656; vi fu ricoverato nel 1743 anche Jean-Jacques Rousseau, che ne lasciò memoria nelle Confessioni. Demolito il lazzaretto in età napoleonica, l'area ospitò il Cantiere Navale della Foce, poi cantieri Odero, chiusi nel 1930. Negli anni Trenta, nell'ambito del «Giugno Genovese», la riva ospitava un villaggio balneare inaugurato nel 1934.
L'area avviò la propria trasformazione in piazzale già in questi anni. L'apertura di Corso Italia (1908 - 1915) e la successiva copertura del Bisagno (28 ottobre 1930, completata entro il 1936) liberarono i suoli su cui sorsero piazza della Vittoria e piazza Rossetti, avviando la profonda trasformazione del quartiere.
La colmata a mare (1932) Un primo cambiamento urbanistico avvenne con il piano regolatore del 1932, che prevedeva la trasformazione della zona industriale in un moderno quartiere residenziale e dei servizi. Il concorso fu vinto dall'architetto razionalista Luigi Carlo Daneri. I lavori, interrotti dalla Seconda guerra mondiale, gettarono le basi per l'odierno quartiere della Foce.
La conformazione attuale dell'area prese forma tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Per dotare Genova di un moderno polo espositivo, si procedette a una vasta colmata a mare, sottraendo al bacino marittimo circa 300.000 m² di superficie tramite riempimenti di terra e materiali di risulta. Lo sbancamento delle scogliere della Cava e della Strega fornì il materiale per riempire il tratto di mare antistante, cancellando le spiagge e generando una piattaforma artificiale destinata a ospitare il nuovo quartiere fieristico. Sotto quel riempimento finirono anche scafi e mezzi abbandonati nel porto dopo la guerra: la Soprintendenza ha successivamente documentato almeno nove relitti sepolti nella colmata.
Su questa spianata nacque la Fiera Internazionale del Mare, il cui coordinamento urbanistico fu nuovamente affidato a Luigi Carlo Daneri (con la collaborazione degli architetti Chiari e Braccialini), mentre l'ideazione strategica fu promossa da Giuseppe De André, padre del cantautore Fabrizio.
L'uso del piazzale e gli eventi stagionali (1962 - 2018)
Per cinquant'anni piazzale Kennedy ha svolto due funzioni sovrapposte: piastra di servizio alla Fiera e spazio urbano per tutto ciò che in città non trovava altrove una superficie libera di quelle dimensioni. In quel periodo il piazzale è stato, a seconda della stagione, parcheggio, capolinea di linee urbane, tendone da circo, luna park.
Gli spettacoli viaggianti ne costituirono una delle funzioni più longeve: lo chapiteau del Circo Americano vi era montato già nel 1979, e il luna park invernale (poi «Winter Park» e noto comunemente come i Baracconi) vi ha trovato collocazione stabile per decenni, tanto che nel 2021 i giostrai proposero di allargare il piazzale di trenta metri verso il mare pur di conservarlo. Considerato all'epoca il più grande parco divertimenti viaggiante d'Europa. L'area ha ospitato anche il Salone Nautico Internazionale di Genova e manifestazioni di rilievo come la rassegna botanica quinquennale Euroflora, la Fiera Primavera ed eventi specializzati (Antiqua, ArteGenova, Orientamenti).
Il 20 luglio 2001, durante il vertice G8, il piazzale fu sede dell'assemblea del Genoa Social Forum: per alcune ore fu il principale spazio di parola pubblica della città.
La crisi del modello fieristico e il masterplan di Renzo Piano
Tra gli anni 2000 e 2010, il più ampio complesso fieristico è entrato in una profonda crisi strutturale ed economica. L'inadeguatezza dei padiglioni anni Sessanta e i pesanti debiti accumulati dalla Fiera di Genova S.p.A. (dovuti in parte ai costi di realizzazione del Padiglione B) hanno portato nel 2019 alla messa in liquidazione della società, con il passaggio della gestione alla società partecipata Porto Antico di Genova S.p.A..
Nel 2017, l'architetto e senatore a vita Renzo Piano ha donato alla città il masterplan denominato Waterfront di Levante. Sviluppato dal Renzo Piano Building Workshop (RPBW) in collaborazione con lo studio OBR, il progetto ha previsto la demolizione dei vecchi volumi in cemento (tra cui l'ex NIRA, e i padiglioni C e D tra il 2019 e il 2021) per reintrodurre l'acqua nel tessuto urbano attraverso canali navigabili, complessi NZEB (Nearly Zero Energy Building) e nuove aree verdi.
Il nuovo Parco Urbano (2026) La denominazione ufficiale del nuovo spazio verde fu annunciata dal sindaco Bucci il 20 settembre 2021, durante un convegno del Salone Nautico.
Come parte integrante del Waterfront di Levante, Piazzale Kennedy è stato oggetto tra il 2023 e il 2026 di una completa trasformazione paesaggistica, finanziata in larga parte tramite i fondi del PNRR (Piani Urbani Integrati) e del "Patto per Genova", per un costo stimato di oltre 25 milioni di euro.
Il progetto, curato dallo studio AG&P greenscape in sinergia con RPBW, ha sostituito il piazzale con un parco urbano lineare di circa 34.000 metri quadrati. Lo spazio è articolato su tre fasce: le due esterne, verdi e non calpestabili, servono da contorno alberato al boulevard centrale di 200 metri per 24. In totale il progetto conta oltre 130 alberature tra pini marittimi, lecci, platani, palme, ginkgo biloba, jacaranda e migliaia di arbusti e piante tappezzanti.
Completato sostanzialmente nell'agosto del 2026 e aperto al pubblico nel settembre dello stesso anno, l'intervento paesaggistico è stato separato, nelle fasi finali, dalla realizzazione del grande parcheggio interrato previsto originariamente sotto il parco. Quest'ultimo ha subito ritardi a causa di un extracosto stimato di circa 3,5 milioni di euro legato a varianti strutturali per sostenere carichi eccezionali, spingendo l'amministrazione a rinviarne l'apertura per non ritardare l'inaugurazione della superficie pubblica.
Durante i lavori di scavo, è inoltre emerso un relitto navale di interesse storico-archeologico, testimonianza del passato marinaro dell'area, che ha contribuito al rallentamento del cronoprogramma originario.
Il relitto Nel giugno 2024 gli scavi del parco hanno riportato alla luce lo scafo di una nave, subito battezzata dalla stampa locale «la nave fantasma della Foce». Gli accertamenti hanno identificato un Landing Craft Tank, mezzo da sbarco di produzione alleata (britannica o statunitense) databile al 1945 e impiegato nel dopoguerra per il trasporto di rifornimenti verso Genova, poi abbandonato e inglobato nella colmata.
La Soprintendenza ha escluso sia la demolizione sia l'esposizione integrale, disponendo un tombamento conservativo: lo scafo è stato ricoperto e resta sepolto sotto il parco, mentre un portellone è conservato in vista come segno commemorativo. Gli studi hanno accertato la presenza nella colmata di almeno altri otto relitti di forme e dimensioni diverse, tutti sepolti nel dopoguerra durante la costruzione del piazzale.
Critiche La trasformazione del piazzale ha alimentato varie critiche. Il progetto del 2021 prometteva una spiaggia riqualificata protetta da una diga soffolta, oltre al parco e a un migliaio di posti auto interrati. Nel 2024 alcuni hanno pertanto contestato le successive revisioni, accusando l'amministrazione di sostituire l'arenile con superfici pavimentate in contrasto con il disegno originario di Piano. La società consortile «Riqualificazione e sviluppo», oltre a quattordici imprese e due associazioni presiedute da Angiolino Barreca, con progetto dello studio OBR e l'Università di Genova, avevano presentato all'Autorità portuale un'istanza di concessione per una «spiaggia urbana» fra la foce del Bisagno e l'area Schenone, con campi da beach volley e beach tennis, vasche per l'acquagym, un pontile, spazi di coworking e orti di battigia. Il Waterfront di Levante è stato poi criticato e definito come un'operazione in cui la qualità del disegno convive con una forte componente di marketing immobiliare, e in cui la quota di spazio realmente pubblico si assottiglia. La conversione a parco ha eliminato la grande superficie libera che ospitava luna park, circhi e manifestazioni: una perdita contestata dagli operatori dello spettacolo viaggiante e, per ragioni opposte, difesa da chi considera quelle attività incompatibili con il fronte mare.
Viabilità e mobilità La riqualificazione di Piazzale Kennedy ha comportato una radicale revisione della viabilità del quartiere Foce, affidata a MM Studio Architetti. Tra le principali modifiche apportate negli anni '20 del Duemila, vi è l'eliminazione della svolta a sinistra da Viale Brigate Partigiane verso Corso Marconi e la riorganizzazione degli svincoli della Strada Aldo Moro.
Note
Voci correlate Foce (Genova) Waterfront di Levante Fiera di Genova Salone Nautico Internazionale di Genova Palasport di Genova Renzo Piano Luigi Carlo Daneri
Altri progetti
Kennedy