Biografia

Origini familiari e domini feudali Luca Spinola era figlio di Battista Spinola fu Giorgio. Per parte materna era legato al ramo della famiglia Spinola che deteneva diritti feudali su Lerma: l'avo Ottobono Spinola aveva acquistato il castello e il feudo nel 1414.Fondazione Spinola, «Battista Spinola».

Le fonti lo indicano come signore di Lerma e di Pieve di Teco e consignore di Pompeiana, Castellaro e Lingueglietta. Agostino Olivieri gli attribuisce inoltre il dominio sulla valle Arroscia e partecipazioni in altri feudi del Ponente ligure. La signoria su Pieve di Teco costituiva il principale centro dell'autorità territoriale e politica degli Spinola nell'alta valle Arroscia.Musso 2003, pp. 197-214.

Sebbene alcune fonti tarde lo definiscano «marchese di Lerma», durante la sua vita il titolo corretto era quello di signore o feudatario di Lerma. Il feudo fu elevato a marchesato dai Gonzaga soltanto nel 1601.Fondazione Spinola, «Ritratto di tre fanciulli di casa Spinola».

Rapporti con Milano La presenza di Luca Spinola nella vita pubblica genovese è documentata almeno dal 1478, quando fece parte dell'Ufficio di Balìa. Negli anni successivi mantenne rapporti diretti con la corte sforzesca: il 24 marzo 1485 scrisse da Lerma al duca Gian Galeazzo Maria Sforza e il 14 luglio dello stesso anno inviò da Pieve di Teco una lettera a Bartolomeo Calco, segretario del ducato di Milano.

Nella corrispondenza del 1485 dichiarò la propria intenzione di mantenere innalzate nei territori sottoposti alla sua autorità le insegne del duca di Milano. Il suo controllo di Pieve di Teco e i rapporti con gli Sforza gli consentivano infatti di svolgere una funzione di collegamento fra il governo milanese, Genova e le fazioni del Ponente ligure.

Nel 1495 fu inviato come ambasciatore presso il duca di Milano. Secondo un repertorio ottocentesco, fu successivamente nominato senatore e consigliere segreto ducale; la stessa fonte ricorda la sua autorità presso gli Adorno esiliati, che si sarebbero rivolti a lui per essere aiutati a rientrare a Genova.

Rapporti con la Francia Il 10 novembre 1494 insieme a Nicolò Brignole, Tommaso Giustiniani e Paride Fieschi, ricevette le credenziali come ambasciatore presso Carlo VIII di Francia. La missione aveva lo scopo di rivendicare i diritti genovesi su Sarzana, Sarzanello e San Pietro e di riprendere possesso di quei territori.Ciappina 1972.

Durante la discesa di Carlo VIII in Italia, fu insignito dal sovrano francese del titolo di cavaliere dello Speron d'oro,Salone-Dellacasa 1974. mentre nel 1502 fu eletto tra i protettori della Casa di San Giorgio e fece parte della commissione incaricata di predisporre le accoglienze per il re di Francia. Nel 1504 entrò invece nell'Ufficio di Misericordia.Polonio 1997. Il controllo di Pieve di Teco e le lotte di fazione Spinola fu podestà di Albenga e capitano della Riviera di Ponente nel 1489. Il suo potere si fondava soprattutto su Pieve di Teco e sulla fazione ghibellina legata agli Spinola, contrapposta in varie località del Ponente alle fazioni dei Doria e delle famiglie guelfe.

Il controllo spinolino di Pieve di Teco fu riconosciuto dai governi che si succedettero nel dominio su Genova, benché la sua natura giuridica rimanesse controversa. Durante la signoria francese il possesso fu confermato a Luca alle condizioni precedentemente accordate dai duchi di Milano.Musso 2008, pp. 179-211.

Nel marzo 1512 i francesi sottrassero Pieve di Teco a Spinola, che si riteneva danneggiato dal mancato riconoscimento definitivo dei propri diritti. Nel giugno successivo, dopo l'elezione di Giano Fregoso a doge, Spinola rioccupò la località, mentre la fazione spinolina prese il controllo di Porto Maurizio. Le forze genovesi riconquistarono però Pieve e la fazione locale non fornì al signore di Lerma l'appoggio sperato.

Nel novembre 1513 partecipò, insieme a Gian Giacomo del Carretto di Zuccarello, a un'insurrezione fallita contro il doge Ottaviano Fregoso. Negli anni successivi continuò a raccogliere sostenitori nel ponente: nel 1515 si trovava nel territorio di Finale con i figli Pantaleo e Nicolò, mentre la fazione ghibellina di Pieve di Teco rimaneva a lui fedele. Le sue iniziative ricevettero inizialmente l'appoggio francese, venuto meno dopo l'accordo fra Francesco I e Ottaviano Fregoso.

Committenze artistiche e religiose

Il castello di Lerma A Luca Spinola viene attribuita la ricostruzione del castello di Lerma alla fine del XV secolo. Il precedente complesso medievale fu trasformato in una residenza fortificata, edificata sulla rocca tufacea dominante il torrente Piota e comprendente entro la cinta l'antico ricetto del borgo.Fondazione Spinola, «Castello Spinola di Lerma».

Le strutture fondamentali dell'edificio odierno sono ricondotte a questa campagna edilizia tardo quattrocentesca; alcune fonti locali collocano il completamento o una fase importante dei lavori intorno al 1499.

San Giacomo Apostolo di Cornigliano Nel 1480 promosse e finanziò un radicale rifacimento della chiesa di San Giacomo di Cornigliano, documentata già nel XIII secolo e descritta dalle fonti ottocentesche come ricostruita "quasi da' fondamenti".Olivieri 1860, p. 52.

Poco sopra la chiesa Luca Spinola possedeva un palazzo di villeggiatura, identificato con l'attuale villa Spinola Doria Dufour, dove è ricordata "una bella colonna di un'antica loggia del 1400 ... internata nel muro a tramontana", riscoperta e poi occultata da successivi lavori.Dufour 1938, p. 49.

Santa Maria di Coronata Intorno al 1490 fece edificare il presbiterio della chiesa di Santa Maria di Coronata, presso la foce del Polcevera. A partire dal presbiterio da lui commissionato, nel 1492 i Canonici regolari di Sant'Agostino iniziarono la costruzione della nuova chiesa, consacrata nel 1502.FOSCA 2022.

Una tradizione storiografica più tarda attribuisce a Luca Spinola la ricostruzione dell'intera chiesa e dell'annesso monastero; le ricostruzioni moderne circoscrivono invece con maggiore precisione il suo intervento iniziale al presbiterio.Olivieri 1860, cap. V.

Il santuario della Rocchetta Nel 1492 commissionò il restauro e l'ampliamento del santuario di Nostra Signora della Rocchetta, situato nei pressi di Lerma lungo il Piota. L'intervento è attestato da un'iscrizione datata 12 settembre 1492, successivamente danneggiata durante i moti del 1799 ma trascritta l'anno precedente dal parroco Giacomo Pastore.Fassino 2013, pp. 51-55.

L'iscrizione ricordava Luca quale feudatario del luogo e indicava un certo dominus Pastorinus come incaricato dell'esecuzione dell'opera. La data del 1492 è confermata anche dagli atti delle visite pastorali dei vescovi di Tortona. Non è certo se l'intervento consistesse nella fondazione di un nuovo santuario oppure nella ricostruzione di una cappella medievale preesistente.Storia di Ovada, «La Rocchetta di Lerma e il mistero dei gemelli».

Titoli e incarichi signore di Lerma; signore di Pieve di Teco; consignore di Pompeiana, Castellaro e Lingueglia; membro dell'Ufficio di Balìa nel 1478; podestà di Albenga e capitano della Riviera di Ponente nel 1489; ambasciatore presso Carlo VIII nel 1494; cavaliere dello Speron d'oro; ambasciatore presso il duca di Milano nel 1495; protettore della Casa di San Giorgio nel 1502; membro dell'Ufficio di Misericordia nel 1504.

Note

Bibliografia

Voci correlate Spinola Lerma (Italia) Pieve di Teco Castello di Lerma Santuario di Nostra Signora Incoronata Repubblica di Genova

Collegamenti esterni

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