Biografia Nato a Gambettola, nel Cesenate, Francesco Tarcisio Bertozzi fu ordinato presbitero il 9 settembre 1951.
Ministero episcopale Fu nominato vescovo di Faenza e Modigliana il 6 agosto 1982 da Giovanni Paolo II. Ricevette la consacrazione episcopale da Augusto Gianfranceschi, co-consacranti Marino Bergonzini e Luigi Amaducci. Quando divenne vescovo, le diocesi di Faenza e Modigliana erano unite in persona episcopi dal 1976. Bertozzi proseguì questa unificazione e, soprattutto, procedette all'accorpamento degli uffici di Curia e dei consigli presbiterale e pastorale. Il 30 settembre 1986 la Congregazione per i vescovi emanò il decreto Instantibus votis, con cui le due diocesi furono finalmente fuse in una sola plena unione. La nuova diocesi ebbe: un'unica sede episcopale, a Faenza; un'unica curia; un unico capitolo cattedrale; il territorio delle due precedenti diocesi; la chiesa di Santo Stefano di Modigliana trasformata da cattedrale in concattedrale, mantenendo tuttavia il proprio capitolo.
Francesco Tarcisio Bertozzi divenne così il primo vescovo della nuova diocesi di Faenza-Modigliana. Questa trasformazione amministrativa fu tutt'altro che nominale. Bertozzi dovette infatti armonizzare due tradizioni ecclesiali, due apparati amministrativi e due territori molto diversi: la città e la pianura faentina da una parte, l'area collinare e appenninica di Modigliana-Marradi-Tredozio dall'altra. La sua azione fu quindi innanzitutto quella di dare una struttura comune alla nuova diocesi.
Nel 1986 Bertozzi pubblicò il Piano pastorale per gli anni 1986-89 delle diocesi di Faenza e Modigliana, con il quale cercò di dare alla diocesi una programmazione pastorale pluriennale , pag. 23.. La seconda fase della sua programmazione pastorale fu il sinodo diocesano «Per una nuova evangelizzazione», celebrato dal 1990 al 1995. Rimase l'iniziativa pastorale più importante del suo episcopato. Non si trattò di un sinodo puramente celebrativo: il titolo stesso — Per una nuova evangelizzazione — mostrò la preoccupazione di Bertozzi per il problema che negli anni 1980-90 stava diventando centrale per la Chiesa italiana: come trasmettere la fede in una società già ampiamente secolarizzata.
Il coinvolgimento dei laici fu reale. Ad esempio, come segretaria del Sinodo fu scelta Lia Mammini, insegnante, già presidente della Gioventù Femminile di Azione Cattolica (dal 1956 al 1965) e dell’AC, dal 1986 al 1992. Nello stesso periodo Bertozzi promosse la Scuola diocesana di formazione sociale, destinata alle persone impegnate nelle istituzioni.
L'azione di Bertozzi fu incisiva anche nel settore economico-amministrativo. Il 21 febbraio 1987 emanò il decreto di costituzione dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero. L'istituto nacque nell'ambito della riforma conseguente alla revisione del Concordato del 1984.
In campo sociale, la sua prima importanza iniziativa fu realizzata nel 1986. Il vescovo mise a disposizione del Centro di aiuto alla vita di Faenza un bene della diocesi, l'ex canonica di San Savino in corso Mazzini, perché vi fossero realizzate la sede dell'associazione e una casa di accoglienza per donne in difficoltà davanti a una gravidanza. La sua iniziativa più importante fu la fondazione della Caritas diocesana, avvenuta il 3 marzo 1990. Concepita come strumento pastorale ufficiale della diocesi per la carità e l'assistenza, la struttura ebbe specificamente «la finalità di promuovere, anche in collaborazione con altri organismi, la testimonianza della carità nella comunità diocesana, per lo sviluppo integrale dell'uomo, promuovendo la giustizia sociale e la pace, con particolare attenzione agli ultimi», pag. 105.. Successivamente, e a completamento della creazione della Caritas, Bertozzi fondò il «Centro di ascolto e prima accoglienza», oggi «Centro di accoglienza e ascolto "Mons. F. T. Bertozzi"».
Un altro settore nel quale il suo intervento fu significativo fu la formazione sacerdotale. Un caso emblematico fu quello di Daniele Badiali (1962-1997). Volontario in Perù per due anni, durante i quali visse nella Sierra Andina, nel 1986 tornò a Faenza. Entrò nel seminario di Bologna d'accordo con Bertozzi; il vescovo lo ordinò sacerdote a Faenza il 22 giugno 1991 e nell'agosto dello stesso anno lo inviò in Perù come sacerdote fidei donum della diocesi di Faenza-Modigliana. Oggi è in corso la causa di beatificazione di don Badiali.
Fino ai primi anni 1980 il piano nobile del palazzo episcopale di Faenza ospitò l'appartamento del vescovo e alcuni uffici della curia diocesana. Nel 1982, poco dopo essere stato ordinato vescovo, monsignor Bertozzi decise di trasferire appartamento e uffici in altre parti del palazzo. Poi, su proposta dell'architetto mons. Antonio Savioli, destinò una parte importante del primo piano del Palazzo vescovile all'allestimento di spazi museali. Il Museo diocesano d'arte sacra è aperto dal 2000.
Bertozzi inoltre si prodigò per salvaguardare e valorizzare l'enorme patrimonio spirituale della diocesi. Un esempio significativo fu il santuario della Beata Vergine delle Grazie, patrona di Faenza e della diocesi. La cappella della Madonna nella cattedrale venne dichiarata Santuario diocesano nel 1985. Nel 1991 egli stabilì che il pellegrinaggio cittadino e l'atto di affidamento della città e della diocesi alla Madonna venissero rinnovati annualmente. Un altro caso emblematico fu l'Eremo di Gamogna. Il restauro materiale dell'eremo fu avviato nel 1991 da don Antonio Samorì, con progetto dell'ingegner Bruno Maestri e il lavoro di numerosi volontari. Nel 1995 la diocesi, tramite monsignor Bertozzi, iniziò i contatti con le fraternità monastiche che avrebbero poi assunto la gestione dell'eremo.
Morì il 16 maggio 1996. Negli ultimi anni prima della morte affidò compiti di crescente responsabilità a monsignor Silvano Montevecchi, che egli nominò vicario generale della diocesi e rettore del seminario. Bertozzi ritenne che dopo la sua scomparsa la diocesi non si dovesse trovare in un vuoto di potere gestionale. La sua scelta fu oculata: dopo la sua morte, monsignor Montevecchi fu amministratore diocesano fino all'arrivo del successore.
Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Papa Benedetto XIII Papa Benedetto XIV Papa Clemente XIII Cardinale Bernardino Giraud Cardinale Alessandro Mattei Cardinale Pietro Francesco Galleffi Cardinale Filippo de Angelis Cardinale Amilcare Malagola Cardinale Giovanni Tacci Porcelli Papa Giovanni XXIII Vescovo Augusto Gianfranceschi Vescovo Francesco Tarcisio Bertozzi
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