L'Operazione Autonomous è stata un'operazione clandestina condotta sul territorio del Regno di Romania dallo Special Operations Executive (SOE), istituito da Winston Churchill per tutta la durata della seconda guerra mondiale al fine di sostenere i movimenti di resistenza locali.

Sebbene l'operazione si concluse con la cattura da parte della gendarmeria rumena dei partecipanti poco dopo l'arrivo nel paese, la missione si rivelò fondamentale per mantenere i contatti tra gli Alleati occidentali, il governo di Ion Antonescu e l'opposizione guidata da Iuliu Maniu.

Contesto Dopo la creazione del SOE nel luglio del 1940, venne istituita anche una sezione rumena dell'organizzazione, il cui compito era in particolare quello di sabotare le spedizioni di petrolio dalla Romania alla Germania e di tentare di formare un movimento di resistenza mantenendo contatti con attori politici filo-britannici come Iuliu Maniu. Il rappresentante del SOE per la Romania fu, fino al febbraio 1941 quando il governo rumeno interruppe le relazioni diplomatiche con il Regno Unito, Alfred Gardyne de Chastelain, un ingegnere che in precedenza aveva lavorato per la compagnia petrolifera Unirea. Dopo aver lasciato il paese nell'autunno del 1940, de Chastelain venne assegnato alla direzione del SOE a Istanbul.Deletant 2016, p. xii.

Nel febbraio del 1941 de Chastelain reclutò Valeriu "Rică" Georgescu per organizzare attività di raccolta di informazioni nel paese; la rete da lui creata, con il nome in codice "Jockey", doveva anche fungere da mezzo attraverso il quale Maniu sarebbe rimasto in contatto con gli Alleati. Essa si rivelò una risorsa inestimabile, riuscendo a fornire ai britannici i piani tedeschi per l'invasione dell'URSS, trafugati dall'alto comando tedesco a Bucarest nell'aprile del 1941. Nell'estate del 1941 la rete fu scoperta dallAbwehr tedesca e i suoi membri furono arrestati. Nonostante fosse imprigionato a Malmaison, a Georgescu fu permesso di mantenere segretamente i suoi contatti con il SOE da Eugen Cristescu, capo del Servizio segreto rumeno (SSI), che aveva ottenuto il permesso dal maresciallo Ion Antonescu.Deletant 2016, pp. 84–85, 107.

La missione "Ranji" Per garantire una migliore collaborazione tra Maniu e il Ministero degli Esteri britannico, nel 1943, dopo aver ottenuto l'approvazione dell'Unione Sovietica, fu inviata in Romania una missione del SOE; la squadra, composta dal capitano Thomas Charles David Russell delle Scots Guards e dall'operatore radio Nicolae Țurcanu, fu paracadutata in Jugoslavia nella notte tra il 15 e il 16 giugno e riuscì a raggiungere la Romania con l'aiuto dei cetnici serbi. Una volta giunti in Romania, i due continuarono solo con un cetnico serbo-rumeno e si stabilirono in una capanna nei boschi vicino a Vârciorova.Deletant 2016, pp. 102–105.

Con il nome in codice "Reginald", Țurcanu gestiva la radio dalla casa di Ion Pitulescu, membro del Partito Nazionale Contadino di Vârciorova, mentre quest'ultimo si recava a Bucarest per mettersi in contatto con Maniu. Mentre Țurcanu tentava di stabilire un collegamento radio dalla casa di Pitulescu, Russell fu assassinato in circostanze misteriose la notte del 4 settembre. La notizia della sua morte venne comunicata al SOE da Țurcanu il 20 dello stesso mese. Alla fine, "Reginald" raggiunse Bucarest, dove l'apparecchio radio fu impiantato nella casa di un ex collaboratore del SOE; la stazione radio consentì di mantenere contatti regolari tra Maniu e i britannici fino al 14 luglio 1944, quando fu scoperta dai tedeschi e Țurcanu venne arrestato. Dopo questo evento, la radio “Reginald” fu usata ancora una volta il 26 agosto, quando Georgescu e Țurcanu inviarono al Cairo una richiesta di raid aereo alleato contro i tedeschi ad Otopeni e Băneasa.Deletant 2016, p. 117.

La missione "Autonomous" Sebbene "Ranji" fosse riuscito a consegnare l'apparecchiatura radio e l'operatore tramite i quali si mantenevano i contatti con Maniu e Georgescu, una seconda missione del SOE in Romania era in programma già dalla primavera del 1943; venne avviata la nuova missione, nome in codice "Autonomous" poiché nel precedente tentativo non era stato possibile stabilire un contatto diretto con i britannici. Guidati direttamente dal tenente colonnello de Chastelain, insieme a Ivor Porter, ex docente di inglese all'Università di Bucarest, e al capitano Silviu Mețianu, esperto rumeno di sabotaggio reclutato dalla SOE a Londra, i preparativi iniziarono nel novembre del 1943.Deletant 2016, pp. 107–109.

Obiettivi e risultati dell'intervento L'obiettivo dell'operazione era principalmente politico: Persuadere i politici rumeni, in particolare Iuliu Maniu, leader del Partito Nazionale Contadino, a negoziare un armistizio con le potenze alleate e a sovrintendere ai dettagli operativi di un eventuale colpo di stato per rovesciare il regime di Antonescu. Nel caso in cui fossero stati catturati dalle autorità fedeli al governo Antonescu, convincere le autorità rumene durante l'interrogatorio che gli Alleati si stavano preparando a sbarcare nei Balcani, nella speranza che ciò avrebbe indotto una concentrazione di truppe tedesche a est, riducendo così la consistenza dei reparti schierati in Normandia.

Il 22 novembre 1943 de Chastelain tentò per la prima volta di entrare in Romania da solo, a bordo di un bombardiere Liberator di uno squadrone della RAF di stanza a Tocra, in Libia; non furono tuttavia rilevati segnali di riconoscimento nella zona di lancio designata, quindi l'aereo dovette tornare indietro riuscendo comunque a raggiungere Brindisi nonostante la mancanza di carburante. Un secondo tentativo con de Chastelain e Porter avvenne il 5 dicembre, ma ebbe un esito simile.

Il terzo tentativo avvenne nella notte del 22 dicembre 1943, quando tutti e tre gli agenti si paracadutarono nella fitta nebbia e ad una certa distanza dall'obiettivo. Si nascosero nei boschi vicino al luogo di sbarco fino all'alba, quando si misero alla ricerca dell'auto che li avrebbe portati a Bucarest; tuttavia, furono catturati dalla gendarmeria rumena nei pressi di Plosca, nella contea di Teleorman, poiché il loro aereo era stato individuato dai radar la notte del lancio. Due soldati tedeschi avevano precedentemente tentato di raggiungere il gruppo, ma erano stati respinti dalle autorità locali. Furono detenuti come prigionieri di guerra, ben trattati, presso il quartier generale della Gendarmeria a Bucarest, sotto la cura del generale Constantin Tobescu, del maggiore Constantin C. Roșescu e del maggiore Eugen Dobrogeanu. Churchill inviò immediatamente un messaggio al maresciallo Ion Antonescu avvertendolo che, qualora i prigionieri britannici fossero caduti in mani tedesche, ne sarebbe stato ritenuto personalmente responsabile. Al leader rumeno era stato detto che de Chastelain possedeva informazioni che, se fossero finite in mani tedesche, avrebbero potuto cambiare l'esito della guerra.

Una volta giunti a Bucarest, de Chastelain e Porter informarono Antonescu dell'atteggiamento britannico nei confronti della Romania e, tramite i generali Tobescu e Vasiliu, gli consigliarono di inviare emissari autorizzati a negoziare i termini dell'armistizio con i tre Alleati; a tal fine il Conducător inviò il principe Barbu Știrbey al Cairo. Durante la loro detenzione, i tre agenti del SOE furono interrogati più volte da funzionari rumeni. Anche i tedeschi chiesero di interrogare gli agenti del SOE, sebbene fosse loro consentito farlo solo due volte.

Durante la detenzione a Bucarest, la missione Autonomous facilitò i contatti tra i britannici e Antonescu nonché tra i britannici e Maniu. Il 19 marzo 1944, mentre il maresciallo Antonescu era richiamato a Berlino in seguito all'invasione tedesca dell'Ungheria, il vice primo ministro Mihai Antonescu inviò un messaggio ai britannici chiedendo quale aiuto gli Alleati potessero offrire alla Romania. Il 25 marzo ricevette una risposta dal generale Henry Maitland Wilson, Comandante Supremo delle Forze Alleate nel Teatro del Mediterraneo, il quale gli intimava di cessare ogni resistenza all'Armata Rossa e gli assicurava che Antonescu avrebbe potuto contare sul supporto aereo alleato. Allo stesso modo, Maniu inviò un messaggio simile il 20 marzo e ricevette una risposta simile da Maitland Wilson.Deletant 2016, pp. 111–114.

Una volta tornato in Romania, il maresciallo Antonescu rispose al messaggio di Wilson affermando che la Romania non poteva arrendersi "senza una seria garanzia per il suo futuro". Nonostante avesse consigliato al Maresciallo di riformulare il messaggio con un tono più pragmatico, a de Chastelain fu chiesto di trasmettere il messaggio così com'era stato registrato sulla radio autonoma. La trasmissione radio fu tuttavia ritardata a una data successiva dall'arrivo di una missione di interrogatorio tedesca e, quando l'apparecchio radio poté essere nuovamente utilizzato, si scoprì che i cristalli necessari per la lunghezza d'onda del Cairo erano scomparsi dal quartier generale della Gendarmeria.

Il 13 aprile 1944 de Chastelain ricevette i termini dell'armistizio per la Romania tramite l'apparecchio radio "Reginald"; le proposte furono inoltrate ad Antonescu, venendo respinte categoricamente. Sul fronte dell'opposizione, Maniu inviò invece Constantin Vișoianu, insieme ad Alexandru Racotta, Radu Hurmuzescu e Max Auschnitt, al Cairo in missione per continuare i negoziati di pace. Il 22 agosto de Chastelain fu informato del successo dell'offensiva sovietica e della decisione di Mihai Antonescu di agire indipendentemente dal Maresciallo, chiedendo di poter volare urgentemente con lui al Cairo per negoziare i termini con gli Alleati; de Chastelain acconsentì, ma non prima di aver posto alcune condizioni: che prima contattasse Maniu, che ristabilisse i contatti radio con il Cairo e che li accompagnasse un ufficiale in grado di fornire dettagli sugli ordini di battaglia tedeschi. Prima che l'ufficiale britannico potesse consegnare le condizioni al ministro Antonescu il 23 agosto, era già iniziato il colpo di stato contro il governo in carica.

Il 23 agosto 1944 il giovane re Michele di Romania, a proprio rischio e pericolo, attuò il proprio colpo di stato ben preparato che colse Hitler completamente di sorpresa, portando così la Romania in guerra contro le potenze dell'Asse. I prigionieri britannici furono rilasciati e quella sera il re organizzò il volo di rientro di de Chastelain ad Istanbul, da dove avrebbe potuto recarsi al Cairo e a Londra per riferire. Mețianu rimase per un po', tornando successivamente in Inghilterra. Porter rimase sul posto per mantenere un collegamento radio con il quartier generale del SOE fino all'arrivo della missione britannica; in seguito lavorò presso la legazione e nel 1948 tornò a Londra per lavorare al Ministero degli Esteri.

Conseguenze Dopo l'inizio della Guerra fredda, le autorità sovietiche affermarono che de Chastelain manteneva contatti con Maniu, il leader del Partito Nazionale Contadino, che si era opposto sia al regime di Antonescu che all'occupazione sovietica della Romania. Durante il processo per tradimento a carico di Maniu nel 1947, al Ministro degli Interni, Teohari Georgescu, fu consegnato un rapporto che indicava i presunti contatti di Maniu con de Chastelain come prova che il politico fosse una spia britannica.

Secondo quanto riferito, durante la Guerra fredda Meţianu visitò la Romania almeno una volta, recandosi a casa del maggiore Roșescu.

Nel 1989, il libro di Porter intitolato Operation Autonomous: With SOE In Wartime Romania fu pubblicato dall'editore Chatto and Windus. La traduzione di questo libro in rumeno è stata pubblicata da Humanitas nel 1991.

Nel 2011, Porter partecipò ai festeggiamenti del Giubileo Reale, tenutisi a Bucarest in occasione del novantesimo anniversario della nascita di Re Michele.

Note

Bibliografia

Voci correlate Movimento di resistenza rumeno durante la seconda guerra mondiale Campagna degli Alleati occidentali in Romania