Il mercato centrale di piazza Pitagora, indicato anche come Mercato comunale di Piazza Pitagora, è un'area mercatale comunale situata in piazza Pitagora, nel centro della città, organizzata attraverso posteggi numerati assegnati mediante procedure pubbliche e destinata ad attività di commercio su area pubblica; è inoltre descritto come un «caratteristico mercato» del centro cittadino, collocato tra piazza Pitagora e la cattedrale di Santa Maria Assunta e associato alle produzioni alimentari caratteristiche del territorio.

L'area in cui sorge il mercato fu interessata dalla trasformazione urbanistica avviata nel 1867, nell'ambito della quale venne approvato un progetto per la realizzazione di un nuovo porticato, di botteghe e di due piazzette destinate al commercio alimentare, mentre nel 1998 la legislazione regionale della Calabria identificava espressamente nella stessa piazza il «Mercato Centrale sito in Piazza Pitagora».

Storia Formazione dell'area dei portici e della piazzetta Nell'estate del 1867 l'amministrazione comunale avviò la trasformazione dell'area immediatamente esterna alla principale porta terrestre di Crotone: il 14 agosto, con Raffaele Lucente assessore e sindaco facente funzioni, la giunta comunale deliberò la demolizione immediata del tratto di cortina compreso tra i bastioni Immacolata e San Francesco, dove si trovavano il ponte d'accesso e la principale porta cittadina, motivando l'intervento con esigenze di igiene e sicurezza pubblica; contestualmente venne approvata la ristrutturazione urbanistica dell'area secondo il progetto e il disegno redatti dal capo d'arte muratore Giuseppe Russo.

Il progetto prevedeva un nuovo porticato, almeno dodici botteghe e due pozzi pubblici, ai quali si aggiungevano due piazzette destinate al commercio alimentare: la prima per la vendita di pesce e carne, la seconda per quella di verdura e frutta, indicate negli atti anche come «foglie e frutta»; l'amministrazione stimava inoltre che le botteghe e le attività commerciali avrebbero potuto assicurare una rendita annua di circa 4.000 lire.

La sistemazione non venne tuttavia realizzata integralmente secondo il progetto originario, poiché una delle due piazzette, prevista nel fossato di San Francesco davanti al bastione Marchese e in posizione speculare rispetto a quella oggi esistente, non fu costruita; a uno degli archi del porticato sull'attuale via Silvio Messinetti è ricondotta la traccia dell'accesso originariamente previsto verso tale spazio.

Negli anni successivi il Comune cedette a privati diversi lotti edificabili adiacenti, mantenendo la proprietà delle strade, dei portici, dei sottopassi e delle piazzette; una deliberazione del Consiglio comunale del 24 maggio 1870 impose agli acquirenti dei lotti prospicienti strada Poggioreale la costruzione del colonnato davanti ai rispettivi fabbricati, mentre nel 1872 una planimetria documentava nell'area del «Porticato» la richiesta di un terreno comunale per edificare una bottega con stanza soprastante.

L'esistenza fisica della piazzetta è documentata anche il 10 luglio 1886, quando, nell'ambito della ridefinizione dei confini parrocchiali, il vescovo Giuseppe Cavaliere assegnò alla parrocchia di Santa Margherita l'intero porticato posto sulla sinistra uscendo dalla città, le case adiacenti e la piazzetta compresa tra il porticato e le antiche mura cittadine.

Sviluppo del mercato Negli anni cinquanta il mercato era ormai presente nella vita commerciale cittadina, con banchi sui quali venivano venduti prodotti agricoli quali frutta, ortaggi, uova, peperoncini, cipolle, patate e cocomeri, insieme a sardella, provole, conserve e funghi provenienti dalla Sila; nell'area erano inoltre presenti macellerie e attività artigianali legate alla vita quotidiana del mercato, tra cui quella dell'arrotino, mentre nello stesso periodo Piazza Mercato costituiva anche uno spazio di intrattenimento popolare, con esibizioni di cantastorie nei pressi del mercato e dei portici, accompagnate da grandi cartelloni illustrati utilizzati per narrazioni dedicate a fatti di cronaca, tradizioni e vicende popolari, oltre alla presenza di giostrai e altri intrattenitori ambulanti.

La denominazione «mercato centrale» ricorre nella cronaca cittadina del 1973: il 22 settembre L'Unità riferì di un fatto di cronaca avvenuto «al mercato centrale» di Crotone, precisando che gli esercizi dell'area erano ancora affollati, mentre lo stesso episodio è stato successivamente collocato in piazza Mercato, tra ceste e bancarelle.

La legge regionale della Calabria 22 settembre 1998 riprogrammò un finanziamento di 2,5 miliardi di lire, precedentemente assegnato al Comune per l'acquisto di un centro commerciale nel quartiere di Tufolo, destinandolo al «trasferimento e alla ristrutturazione del Mercato Centrale sito in Piazza Pitagora e del mercatino sito in Via G. Tellini»; due anni più tardi, il 23 maggio 2000, venne pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana un bando del Comune per i «lavori riqualificazione piazza Mercato», emanato in esecuzione della determinazione dirigenziale n°. 735 del 15 maggio dello stesso anno, con un importo a base d'asta di 2.704.137.717 lire e ulteriori 129.596.780 lire per gli oneri di sicurezza.

L'appalto comprendeva demolizioni, scavi e reinterri, murature, opere in cemento armato, pavimentazioni e rivestimenti, strutture in acciaio e ferro e impianti tecnologici; nel giugno 2002 il recupero di Piazza Mercato risultava inserito tra gli interventi di riqualificazione degli spazi del centro storico, con lavori già in corso, mentre l'esecuzione della «Riqualificazione di Piazza Mercato» è collocata tra il 26 novembre 2001 e il 15 aprile 2004, con la Reggiani S.r.l. di Modena indicata come impresa appaltatrice.

Nel 2010 un bando regionale per l'assegnazione in concessione decennale dei posteggi distingueva all'interno del mercato un settore ortofrutta e un settore pescheria, con spazi destinati a commercianti, imprenditori agricoli e operatori del settore ittico.

Caratteristiche e attività Il mercato centrale si svolge nell'apposita area attrezzata tutti i giorni feriali e la regolamentazione comunale vi prevede la vendita di prodotti ortofrutticoli e di prodotti ittici, questi ultimi in uno spazio specificamente destinato, oltre alla vendita e alla somministrazione di prodotti alimentari e tipici locali; i posteggi comprendono spazi riservati alla vendita di prodotti ittici, agli imprenditori agricoli, ai prodotti tipici regionali e alle attività di somministrazione, organizzati mediante numerazione e assegnati attraverso procedure pubbliche agli operatori in possesso di concessione.

Il legame con le produzioni alimentari del territorio rientra anche nella rappresentazione turistica contemporanea del mercato, associato ai sapori locali attraverso il Pecorino Crotonese DOP, la sardella e il Cirò DOC; accanto alla tradizionale funzione commerciale, la regolamentazione più recente ha inoltre esteso l'utilizzo dell'area ad attività legate all'enogastronomia e ad altre iniziative periodiche.

Nel maggio 2023 il mercato risultava poco frequentato, in un quadro ricondotto al mutamento delle abitudini di spesa, ed era definito «specchio di un quartiere e di una città»; nel giugno dello stesso anno il Consiglio comunale approvò il regolamento per la disciplina dell'attività commerciale su aree pubbliche, introducendo per il mercato centrale di piazza Pitagora la possibilità di affiancare alle attività ordinarie iniziative serali dedicate alle produzioni enogastronomiche, con eventi, incontri con produttori locali e degustazioni, e confermando nella stessa area lo svolgimento del mercato dell'antiquariato nella prima domenica di ogni mese.

Il regolamento è stato successivamente modificato con deliberazione del Consiglio comunale n°. 64 del 18 luglio 2024, anno nel quale, l'11 luglio, venne inaugurato all'interno del mercato anche un infopoint turistico, ricavato dal recupero di locali dismessi e affidato in gestione alla Pro Loco di Crotone.

Note

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