Biografia Origini e formazione politica Robespierre Capponi nacque a Roma il 10 marzo 1891 da Giuseppe Maestri e Vittoria Capponi, originaria di Rieti. Dalla madre ereditò il cognome Capponi. Il nome Robespierre gli fu attribuito in riferimento a Maximilien de Robespierre, esponente della Rivoluzione francese. Durante l'adolescenza si avvicinò agli ideali di Giuseppe Mazzini, frequentando i ricreatori laici, ambienti nei quali era diffusa la cultura repubblicana e mazziniana. Nel 1909, all'età di diciotto anni, aderì alla Federazione Nazionale Giovanile Repubblicana, organizzazione nata a Terni alcuni anni prima e legata alla tradizione politica repubblicana italiana. La sua formazione politica rimase legata per tutta la vita ai principi del repubblicanesimo e del mazzinianesimo.
Prima guerra mondiale Allo scoppio della prima guerra mondiale, nel 1914, il Partito Repubblicano Italiano sostenne l'intervento dell'Italia a fianco dell'Intesa, in particolare della Francia, impegnata nella guerra contro gli Imperi centrali. Capponi si recò clandestinamente in Francia, raggiungendo Parigi il 28 agosto 1914. Inizialmente si arruolò nella Legione straniera francese, per essere successivamente trasferito nel reparto di volontari italiani in camicia rossa costituito sotto il comando del tenente colonnello Giuseppe Garibaldi, detto "Peppino", figlio di Ricciotti Garibaldi. Il reparto garibaldino fu impiegato sul fronte occidentale e destinato alla difesa della foresta delle Argonne. Tra il dicembre 1914 e il gennaio 1915 partecipò a tre combattimenti, durante i quali Capponi ebbe il suo primo battesimo del fuoco. Fu rimpatriato nel marzo del 1915.
Il fronte italiano Capponi tornò a Roma poco prima dell'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale, avvenuta il 24 maggio 1915. Richiamato alle armi nel giugno dello stesso anno, si offrì volontario per essere destinato al fronte. Fu inquadrato nel 52º Reggimento fanteria, appartenente alla Brigata "Alpi", unità che traeva la propria tradizione dai Cacciatori delle Alpi del 1859 e che era comandata da Giuseppe Garibaldi. Nel corso della guerra Capponi svolse anche il ruolo di osservatore di trincea. Nel 1918 ottenne il reinserimento nel 52º Reggimento fanteria, nuovamente trasferito sul fronte francese. Durante la seconda battaglia della Marna, combattuta tra il 14 e il 16 luglio 1918, svolse il servizio di porta-ordini. In quell'occasione fu esposto ai gas tossici impiegati dalle forze tedesche, riportando conseguenze che lo accompagnarono per il resto della vita. Nonostante le conseguenze dell'esposizione ai gas, rifiutò una licenza di convalescenza e rientrò al reparto. Partecipò quindi alle ultime offensive alleate sul fronte dell'Aisne e dello Chemin des Dames. Al termine delle operazioni militari rimase con la Brigata "Alpi" e con le truppe italiane di occupazione sulla riva occidentale del Reno fino al settembre 1919.Successivamente rientrò in Italia. Venne decorato con due Croci di Guerra
Vita a Rimini Dopo la guerra Capponi si stabilì a Rimini, città nella quale rimase per il resto della vita. Frequentò una scuola per barbieri e intraprese questa professione, che esercitò per diversi decenni. Parallelamente continuò la propria attività politica e associativa nell'ambito del movimento repubblicano e della tradizione garibaldina. Dopo l'avvento del fascismo, Capponi aderì tra i primi al movimento antifascista Italia Libera. Durante il ventennio fascista mantenne i propri legami con la tradizione garibaldina e repubblicana. In occasione delle celebrazioni dedicate alla prima guerra mondiale continuò a presentarsi in camicia rossa, simbolo della tradizione garibaldina.
Attività nel dopoguerra Dopo la seconda guerra mondiale Capponi rientrò nel Partito Repubblicano Italiano (PRI) e aderì all'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini (ANVRG).
Partecipò alla costituzione del Gruppo garibaldino di Rimini, del quale divenne presidente nel 1951, mantenendo l'incarico fino alla morte. Nell'attività del gruppo fu affiancato dall'amico Umberto Danti, anch'egli già volontario garibaldino nelle Argonne. L'attività associativa di Capponi fu rivolta principalmente alla conservazione della memoria del Risorgimento, della tradizione garibaldina e degli ideali repubblicani e mazziniani. Particolare rilievo ebbe il suo impegno per la conservazione della memoria risorgimentale a Rimini.
Capponi si adoperò affinché il Comune ripristinasse le lapidi commemorative relative al discorso pronunciato da Giuseppe Garibaldi a Rimini il 17 settembre 1859, presso Palazzo Gioia e il discorso ricordava Giuseppe Mazzini e rendeva omaggio al patriota riminese Giuseppe Venerucci, fucilato nel 1844 insieme ai fratelli Bandiera Il 27 dicembre 1960 Robespierre Capponi fu nominato Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Morte Robespierre Capponi morì a Rimini il 24 gennaio 1967. Fu sepolto nel Cimitero monumentale di Rimini. La sua tomba è decorata con il fascio repubblicano e il motto mazziniano «Dio e Popolo».
Sulla tomba è riportato il seguente epitaffio:
Voci correlate Giuseppe Garibaldi Giuseppe Mazzini Partito Repubblicano Italiano Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini Prima guerra mondiale
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