Biografia Nacque a Napoli nel corso del XIII secolo, figlio di Giovanni, che nel 1275 fu creato cavaliere dal re Carlo I d'Angiò.

Intrapresa la carriera ecclesiastica, entrò nell'ordine dei frati minori, venendo inviato a Parigi per perfezionare gli studi, dove, secondo la tradizione, fu discepolo di Duns Scoto.

In seguito, divenne superiore provinciale nella Terra di Lavoro, ricoprendo l'incarico nel corso degli anni '20 del XIV secolo, mentre il 21 agosto 1327 papa Giovanni XXII lo nominò vescovo di Castellammare di Stabia.

Il 20 settembre 1331 lo stesso pontefice lo elevò alla dignità arcivescovile, assegnandogli la sede metropolitana di Amalfi e conferendogli il pallio il 29 febbraio successivo.

Durante il suo episcopato fece costruire un nuovo coro per la cattedrale amalfitana; inoltre, fu parte di una controversia, davanti al tribunale regio, con il comune di Maiori, riguardante il possesso della spiaggia ad esso antistante.

Al contempo, accrebbe la sua influenza negli ambienti napoletani e la fiducia in lui riposta da Giovanni XXII, che gli attribuì un importante ruolo nella persecuzione dei fraticelli, compiuta nel corso del 1332; nel 1340 prese parte alla consacrazione della basilica di Santa Chiara. Inoltre, gli Angioini gli affidarono numerosi incarichi diplomatici: in particolare, nel 1345 fu inviato ad Avignone per scongiurare l'invasione del Regno di Napoli da parte delle truppe di Luigi I d'Ungheria, deciso a vendicare l'uccisione del fratello Andrea (a questa missione appartengono due discorsi, conservati dal codice Vaticano latino 4376), mentre nel settembre 1347 la regina Giovanna I lo inviò, insieme ad Alessandro Brancaccio e Bernardo de Alferio presso la corte siciliana per risolvere la questione della sovranità sulla Sicilia.

Al ritorno in patria della regina, il 17 marzo 1349 ottenne le cariche di protonotario e logoteta, venendo però di fatto esautorato meno di un mese dopo dalla nomina di un vice-protonotario fedele a Luigi di Taranto, consorte di Giovanna I.

Morì nel corso del 1351 e fu sepolto nella cappella dei Santi Cosma e Damiano all'interno del duomo di Amalfi. Il Martirologio francescano lo ricorda come beato, fissandone la ricorrenza al 1° marzo.

Note

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