Biografia Alagić nacque l'8 luglio 1947 nel villaggio di Fajtovci, vicino a Sanski Most, allora parte della Repubblica Socialista di Bosnia ed Erzegovina nella Jugoslavia socialista. Dopo aver completato gli studi militari, intraprese la carriera nell’Esercito Popolare Jugoslavo (JNA), dove servì come ufficiale per diversi anni, raggiungendo posizioni di responsabilità all’interno delle unità corazzate.
Negli anni ’80 Alagić continuò la sua carriera nell’esercito federale jugoslavo. Con l’inizio della dissoluzione jugoslava e l’inasprirsi delle tensioni etniche, nel 1991 lasciò il JNA e fece ritorno in Bosnia, dove si stabilì nell’area di Travnik.
Ingresso nell’esercito bosniaco e ruolo nella guerra Nel 1992, allo scoppio della guerra in Bosnia ed Erzegovina, Alagić entrò a far parte dell’Armija Republike Bosne i Hercegovine (ARBiH). Grazie alla sua esperienza militare venne rapidamente nominato comandante del 3º Corpo armato dell’ARBiH, con sede a Zenica, una delle strutture militari più importanti dell’esercito bosniaco.
Tra il 1992 e il 1993 guidò le operazioni bosniache nell’area della Bosnia centrale, coordinando le forze impegnate contro le truppe serbo-bosniache e, in alcuni periodi, anche contro le forze croato-bosniache durante il conflitto interno tra ARBiH e HVO. Nel 1993 assunse il comando dell’Operazione “Fojnica–Vitez–Busovača”, una delle più complesse della regione, e rimase una figura chiave nella difesa dei territori controllati dal governo bosniaco.
Nel 1994 fu nominato comandante del Corpo Operativo di Bihac, incarico che mantenne fino alla fine della guerra. In questa fase collaborò strettamente con le forze croate durante le operazioni congiunte che portarono alla liberazione dell’area di Bihac e alla stabilizzazione del fronte occidentale.
Il processo Nel 1998 il Tribunale penale internazionale per l’ex‑Jugoslavia (ICTY) incriminò Mehmed Alagić per presunti crimini di guerra e violazioni delle leggi e dei costumi di guerra commessi nella Bosnia centrale tra il 1993 e il 1994. Le accuse riguardavano Omicidio (crimine di guerra), trattamenti crudeli e persecuzioni contro civili croati, distruzione ingiustificata di proprietà civili, maltrattamenti di prigionieri di guerra. Secondo l’accusa, tali crimini sarebbero stati compiuti da unità sotto il suo comando, con responsabilità dirette e indirette attribuite al generale.
Alagić si consegnò volontariamente al tribunale dell’Aia nel 1998, dichiarandosi innocente. Nel 1999 il caso venne trasferito alla corte bosniaca, dove il procedimento proseguì per diversi anni.
Ultimi anni e morte Nel 2001 Mehmed Alagić venne eletto sindaco di Sanski Most, sua città natale, dove si dedicò alla ricostruzione postbellica e alla normalizzazione della vita civile. Continuò a difendersi dalle accuse del tribunale, sostenendo la propria innocenza e il proprio ruolo nella difesa della Bosnia.
Morì improvvisamente il 7 marzo 2003 a causa di un infarto, mentre il processo era ancora in corso. La sua morte pose fine al procedimento giudiziario.
Note