Piazza Umberto I è una piazza del centro di Crotone, la cui evoluzione è legata alle trasformazioni del settore occidentale della città fortificata, dalla presenza delle opere difensive e del complesso francescano alla progressiva dismissione delle mura, fino alla sistemazione monumentale e alle trasformazioni edilizie del XX secolo.
Nel corso del tempo lo spazio è documentato con diverse denominazioni, fra cui largo delli Ribellini, largo delli Rivellini, largo San Francesco, largo Suriano o Soriano e largo o piazza Vittorio Emanuele, mentre l'attuale denominazione risulta attestata agli inizi del Novecento.
Storia
Dalle fortificazioni alla formazione del largo Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo le fortificazioni di Crotone furono interessate dalla costruzione di nuove opere difensive indicate nelle fonti con le forme rivellini, Rebellini e ribellini: nel 1482 Ferdinando I di Napoli ordinò l'avvio della «fabbrica delli rivellini et fossi» della città, mentre nei manuali di fabbrica del 1484-1486 ricorre la grafia Rebellini.
La localizzazione del settore diviene più precisa nel 1516, quando è attestata una «guardiola deli ribellini» di fronte alle case del barone di Melissa, nel luogo dove successivamente sorse il monastero dei francescani conventuali dedicato a San Francesco d'Assisi, costruito verso la metà del Cinquecento; agli inizi del XVIII secolo il luogo, indicato come Li Rivellini o largo delli Rivellini, era delimitato fra gli altri dal palazzo della famiglia Suriano e da quello dei Barricellis, passato successivamente ai Grimaldi.
La ricostruzione della città attraverso il Catasto onciario del 1743 identifica il largo San Francesco, indicato anche come Suriano e corrispondente all'odierna piazza Umberto I, come uno degli spazi della vita sociale cittadina: a differenza della piazza del Vescovado, associata soprattutto ai nobili e ai possidenti, il largo era conosciuto come la piazza dei ceti popolari e vi si svolgevano giochi durante le festività.
Nel corso del Settecento il palazzo dei Suriano fu ricostruito e ampliato e la presenza della residenza di Fabrizio Suriano contribuì all'affermazione della denominazione Largo Soriano, toponimo che continuò a essere utilizzato per tutto l'Ottocento anche dopo il passaggio dell'edificio alla famiglia Albani, avvenuto verso la metà del secolo.
Le trasformazioni ottocentesche Nella seconda metà del XIX secolo la piazza fu direttamente interessata dal processo di dismissione delle fortificazioni cittadine: dopo l'abolizione delle servitù militari nel 1865, il progressivo passaggio delle mura dal demanio militare e la loro cessione a privati determinarono demolizioni e trasformazioni del margine della città murata.
Nella classificazione comunale delle strade del 1868 compare la denominazione Largo Vittorio Emanuele; nel 1884 il Comune trattò inoltre con Filippo Albani, Annibale Berlingieri e Antonio De Vennera l'acquisizione del tratto di cortina compreso fra i bastioni Cavaliere e San Francesco, adiacente alla «piazza Vittorio Emanuele, già Largo Suriano», e nell'agosto dello stesso anno ebbe inizio la demolizione di parte delle strutture murarie.
Nello stesso settore sorge il palazzo Berlingieri, edificio neoclassico attribuito all'architetto Giovanni Pugliese, la cui cronologia non è univoca: il PSC comunale ne colloca la costruzione fra il 1880 e il 1885, su preesistenze appartenenti alla famiglia, mentre una ricostruzione basata sulla documentazione fotografica ottocentesca considera l'edificio già completato entro il 1867 e ne propone la costruzione fra gli anni Quaranta e l'inizio degli anni Cinquanta del XIX secolo.
Il Novecento Agli inizi del secolo è attestata la denominazione Piazza Umberto I, mentre nelle ricostruzioni storiche sono ricordati i precedenti nomi di Largo Suriano e Piazza Vittorio Emanuele; con l'odierna piazza è inoltre identificato esplicitamente il Largo delli Ribellini, dove sorgeva il palazzo del ramo della famiglia Berlingieri dal quale discendeva il barone Giulio Berlingieri.
Nel 1919, sul lato opposto rispetto al palazzo Berlingieri, si sviluppava, «in luogo della cortina delle mura viceregnali», il complesso delle scuderie appartenute ad Anselmo Berlingieri, ancora documentato fotograficamente nel 1925 e successivamente sostituito dalla nuova sede del liceo classico Pitagora.
Nel 1924 fu commissionato alla ditta dello scultore Giuseppe Ciocchetti il Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale, per una spesa di 25.000 lire; l'opera fu inaugurata nel marzo dell'anno successivo alla presenza di Vittorio Emanuele III.
Per la nuova sede del Liceo il Comune scelse un'area posta a sinistra del palazzo Albani, acquisendo da Ferruccio Berlingieri il suolo sul quale si trovava il muro che delimitava le scuderie, indicato nella documentazione dell'istituto come «Cortina Suriano». Il progetto del nuovo edificio fu redatto da Franco Lamanna, direttore dell'Ufficio tecnico comunale, il 31 marzo 1932, mentre l'appalto venne aggiudicato all'impresa dell'ingegnere Giuseppe Mascoli; i lavori, consegnati il 3 gennaio 1933, furono dichiarati ultimati il 21 aprile 1934, a eccezione delle opere di pittura completate entro il successivo 30 agosto.
Toponomastica La documentazione relativa alle fortificazioni registra fra Quattrocento e Cinquecento le forme rivellini, Rebellini e ribellini, mentre agli inizi del Settecento il settore è indicato come Li Rivellini o largo delli Rivellini; la forma Largo delli Ribellini è documentata separatamente e identificata esplicitamente con l'attuale piazza Umberto I.
Per la Crotone settecentesca l'odierno spazio è identificato come largo San Francesco, indicato anche come Suriano, mentre l'affermazione del nome Largo Soriano viene collegata alla presenza del palazzo di Fabrizio Suriano e la sua permanenza nell'uso è documentata anche durante l'Ottocento.
Nella classificazione stradale comunale del 1868 compare Largo Vittorio Emanuele, mentre nel 1884 lo spazio è indicato come «piazza Vittorio Emanuele, già Largo Suriano»; la denominazione Piazza Umberto I risulta invece attestata agli inizi del XX secolo, senza che dalle fonti finora reperite sia possibile stabilire la data esatta del relativo provvedimento comunale di intitolazione.
Edifici e monumenti Sul lato della piazza sorge il palazzo già appartenuto ai Suriano e successivamente passato agli Albani, edificio risalente al XVIII secolo caratterizzato da una corte chiusa con doppio ordine di arcate riconducibile alla tradizione settecentesca napoletana e da una facciata neoclassica attribuita nella documentazione urbanistica comunale a un possibile rifacimento successivo.
Il palazzo Berlingieri è invece un edificio neoclassico a corte chiusa attribuito a Giovanni Pugliese; residenza del ramo familiare dal quale discendeva Giulio Berlingieri, ospitava a metà del Novecento una quadreria nella quale furono censiti 256 dipinti.
Sul fronte novecentesco della piazza sorge il liceo classico Pitagora, costruito fra il 1933 e il 1934 nell'area precedentemente occupata dalle scuderie Berlingieri, mentre nello spazio urbano si trova anche il Monumento ai Caduti, opera di Giuseppe Ciocchetti inaugurata nel 1925; alto 5,15 metri, il monumento è costituito da un basamento quadrangolare recante i nomi dei caduti e da un gruppo scultoreo marmoreo raffigurante un soldato esanime sorretto dalla Vittoria alata; l'opera conserva la collocazione originaria nella piazza. Piazza Umberto I ospita inoltre le cerimonie cittadine per l'Anniversario della liberazione d'Italia e per la Festa della Repubblica, durante le quali viene reso omaggio ai caduti presso il monumento.
Note
Bibliografia
Voci correlate Centro storico di Crotone Mura di Crotone Liceo classico Pitagora Stradario di Crotone Piazza Duomo (Crotone) Urbanistica di Crotone
Categoria:Piazze di Crotone