Biografia

Socio della sezione di Milano del Club Alpino Italiano, durante la prima guerra mondiale prestò servizio come capitano della Milizia territoriale degli Alpini e, per via di una sua azione militare spregiudicata l'11 luglio 1915 sul Pal Grande, che valse la conquista e il mantenimento di una trincea austro-ungarica mentre lui e il suo plotone erano sotto il fuoco nemico, fu insignito della medaglia di bronzo al valor militare.

Ingegnere e architetto, la sua attività si sviluppò in particolare nel campo dell'architettura alpina per la sezione milanese del CAI, per la quale si occupò per molti anni della progettazione e della costruzione di rifugi. La pratica professionale sul campo lo portò a pubblicare nel 1925 sulla Rivista mensile del Club Alpino Italiano un breve saggio dal titolo Per un piano regolatore delle capanne alpine, nel quale sosteneva che fosse necessario programmare in maniera organica la rete di rifugi, prestando particolare attenzione ai gruppi montuosi secondari e alla media montagna.

Verso la fine degli anni Venti ebbe inizio un'intensa attività progettuale da parte di De Micheli, che nel 1928 curò la ricostruzione del Rifugio Quinto Alpini, in Val Zebrù, che venne inaugurata l'anno seguente; nel 1932 partecipò, insieme ad Angelo Galimberti, Olindo Schiavio e Guido Bertarelli, alla scelta del sito del nuovo Rifugio Cesare Branca, presso il Ghiacciaio dei Forni, occupandosi anche della progettazione dell'edificio. Nell'ambito del Branca De Micheli studiò in particolare l'orientamento della sala principale e la disposizione dei servizi e il rifugio, iniziato a costruire nello stesso anno, venne poi inaugurato il 30 luglio 1933, cosa che attirò l'attenzione della stampa sezionale, che indicò De Micheli tra i migliori architetti costruttori di rifugi alpini del milanese.

A metà degli anni Trenta De Micheli era tra gli ingegneri della Commissione tecnica per le capanne della sezione di Milano del CAI, incarico a cui affiancò altri progetti alpini, tra i quali il Rifugio Gerli-Porro, del quale diresse la costruzione tra il 1935 e il 1936, affidandone l'esecuzione a maestranze di Bormio guidate da Giuseppe Tuana, professionista con cui aveva già collaborato per la costruzione del rifugio Branca.

Verso la fine degli anni Trenta abbiamo l'ultimo progetto noto di De Micheli, ovvero la completa trasformazione del Rifugio Vedretta nel Rifugio Nino Corsi, progettato nel 1938. Anche in questo caso l'architetto seguì in prima persona l'andamento del cantiere durante il 1939, collaborando ancora una volta con Giuseppe Tuana e le sue maestranze.

Nel 1950 la Rivista mensile del Club Alpino Italiano, ricordandolo nell'anno successivo la sua morte, sottolineò il ruolo svolto per molti anni da De Micheli come progettista e costruttore dei rifugi della sezione milanese, dandogli il merito di avere introdotto nuovi criteri estetici e funzionali in quell'ambito progettuale.

Opere

A seguire un elenco non esaustivo delle opere e dei progetti di De Micheli: Ricostruzione del Rifugio V Alpini, Val Zebrù (1928) Rifugio Cesare Branca, Valfurva (1932-1933) Rifugio Augusto Porro, Chiesa in Valmalenco (1935-1936) Ricostruzione del Rifugio Nino Corsi, Val Martello (1938-1939)

Note

Bibliografia

Categoria:Medaglie di bronzo al valor militare