La cortina di Terczana era una cortina muraria delle mura di Crotone, realizzata nel XVI secolo nell'ambito del rinnovamento vicereale delle fortificazioni cittadine secondo i principi della fortificazione alla moderna; collegava il bastione Marchese al bastione Villafranca lungo il settore settentrionale della cinta, rivolto verso l'antica marina e il porto di Terczana.

Il cantiere è documentato dal 1542 e nel 1573 il tratto risultava terminato, sebbene la sua posizione fosse giudicata sfavorevole perché dominata dalle alture circostanti; coinvolta nel processo ottocentesco di dismissione delle fortificazioni cittadine, la cortina fu demolita nel 1884.

Storia Costruzione La denominazione della cortina riprendeva il preesistente toponimo Terczana, documentato almeno dal 1444, quando un atto del 29 novembre menziona alcune abitazioni situate nella località detta «la Terczana», presso la quale giungevano le mura cittadine; la stessa denominazione ricorre nel 1516 nei «casalini de terczana» e, nella prima metà del Cinquecento, in relazione alla marina e all'area portuale situate sul versante settentrionale della città. Nella terminologia della marineria medievale il termine terzanà era usato per indicare un arsenale o una darsena.

Nel maggio 1542 i registri della Regia Fabbrica attestano lavori alla palizzata nell'area di Terczana, allora indicata anche come Villa Franca; tra la fine di giugno e il mese di luglio sono documentati lo scavo della cortina e la costruzione dello zoccolo davanti alla torre Pignalosa, appartenente alla cinta precedente e successivamente inglobata nel bastione Marchese. Il nuovo tratto era destinato a collegare lo spontone Villafranca al previsto spontone Marchese, mentre nelle cedole di cantiere compare con formule quali «cortina de terzana», «cortina dela marina» e «cortina deritto la pignalosa ditta terzana»; i lavori proseguirono nel corso dell'estate e dell'autunno dello stesso anno.

Completamento e trasformazioni Nel maggio 1573, durante la ricognizione condotta dall'ingegnere militare Ambrogio Attendolo, la cortina risultava terminata e rimaneva tuttavia dominata dalle alture circostanti, mentre il vicino bastione Marchese era ancora privo del cavaliere previsto al suo interno.

Nel corso del tempo la cortina fu indicata con denominazioni differenti: nella documentazione cinquecentesca ricorrono cortina della marina e Villa Franca, mentre per il medesimo tratto sono attestate successivamente le forme mura di Terczana, San Francesco e Mura Suriano. Durante il Decennio francese la cortina fu abbassata; il suo tracciato corrispondeva al settore antistante l'attuale liceo classico Pitagora.

Dismissione e demolizione Già nel 1861 il dominio utile del terrapieno e del fossato esterno della cortina compresa fra il bastione Cavaliere e il bastione San Francesco era passato a un privato dietro corresponsione di un canone annuo. La vicenda si inserì nel più ampio processo di dismissione delle fortificazioni crotonesi, accelerato dall'abolizione delle servitù militari nel 1865 e accompagnato dalla progressiva alienazione o demolizione di diversi settori della cinta.

Nell'agosto 1884 il Comune avviò una trattativa con i titolari dei diritti sul tratto compreso fra i bastioni Cavaliere e San Francesco, con l'intenzione di procedere alla demolizione della cortina e destinare successivamente l'area a giardino; nello stesso mese ebbe inizio l'abbattimento delle mura, completato nel corso dell'anno. La definizione patrimoniale dell'area rimase tuttavia irrisolta e nel febbraio 1888 la relativa vertenza risultava ancora aperta.

Note

Bibliografia

Voci correlate Mura di Crotone Bastione Marchese Bastione Villafranca Cortina della Piscaria Fortificazione alla moderna

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