La chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo è un edificio di culto cattolico di Crotone, situato nella frazione di Papanice, sede dell'omonima parrocchia dell'arcidiocesi di Crotone-Santa Severina e censito dalla Regione Calabria nel quadro conoscitivo del Quadro territoriale regionale paesaggistico (QTRP) tra le architetture religiose del territorio comunale.
Storia L'esistenza della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo è attestata almeno dal 1310, mentre tra il XVI e il XVIII secolo l'edificio era indicato come «chiesa maggiore» e costituiva la matrice di rito latino del casale di Papanice, retta da un arciprete parroco; accanto ad essa operava la chiesa di San Nicola dei Greci, legata alla comunità di tradizione greca, mentre nei Santi Pietro e Paolo si trovava la cappella del Santissimo Sacramento, sede dell'omonima confraternita, alla quale si affiancavano altre cappelle di patronato laico.
Una relazione ad limina del 1640 descrive la matrice dei Santi Pietro e Paolo come punto di riferimento per circa 1.200 persone e documenta la presenza di sagrestia, fonte battesimale, pulpito e campanile con due campane, oltre a cinque cappelle di giuspatronato laico, una delle quali intitolata alla Madonna del Rosario e sede dell'omonima confraternita; ancora nel 1667 a Papanice risultavano distinti i due arcipretati dei Santi Pietro e Paolo e di San Nicola dei Greci, sebbene quest'ultimo celebrasse ormai da tempo secondo il rito latino.
All'inizio del XVIII secolo le due chiese parrocchiali disponevano di rendite limitate e quella dei Santi Pietro e Paolo presentava danni alla copertura; durante l'episcopato di Domenico Zicari tra il 1753 e il 1757, le due parrocchie furono quindi unite: San Nicola perse il titolo parrocchiale e fu ridotta a chiesa semplice, mentre i Santi Pietro e Paolo rimasero l'unica parrocchiale di Papanice.
Una relazione redatta il 6 febbraio 1777 dall'allora arciprete di Papanice Domenico Elia descrisse l'edificio come chiesa matrice e arcipretale e documentò al suo interno cinque cappelle dedicate rispettivamente alla Madonna del Rosario, all'Immacolata Concezione, al Santissimo Crocifisso, alla Madonna della Catena e a san Pantaleone; dopo il terremoto della Calabria meridionale del 1783 diversi luoghi pii di Papanice furono soppressi e i relativi beni passarono all'amministrazione della Cassa sacra, mentre le liste di carico del 1790 registrano nel territorio diversi enti religiosi soppressi o sospesi, rendite incorporate nella Cassa Sacra e fondi e censi assegnati all'arciprete di Papanice. All'inizio del XIX secolo i Santi Pietro e Paolo risultavano l'unica chiesa parrocchiale rimasta nell'abitato.
Il terremoto dell'8 marzo 1832 colpì duramente Papanice, alla quale l'INGV attribuisce un'intensità IX-X MCS, registrando la quasi completa distruzione dell'abitato; per lo svolgimento delle funzioni religiose fu costruita temporaneamente una baracca di legno e nel dicembre 1833 il comune di Crotone richiese all'Intendenza di Catanzaro maggiori fondi per la riedificazione di una chiesa nel villaggio, i cui lavori di risanamento furono conclusi nei primi giorni di giugno del 1835. Nel 1845 Papanice contava 522 anime e vi risultavano una chiesa retta da un arciprete incaricato della cura d'anime e una confraternita.
Con decreto del Ministero dell'interno del 29 maggio 1986 alla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, indicata a Papanice, fu conferita la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto.
Descrizione Una descrizione dell'edificio redatta nel 1937 e conservata nell'Archivio vescovile di Crotone documentava sotto il pavimento la presenza di un ambiente indicato come «soccorpo», oltre a tracce di archetti nelle murature e a due grandi archi chiusi appartenenti a precedenti cappelle; lo stesso documento definiva la chiesa «restaurata ed in parte ricostruita», testimoniando le trasformazioni subite dall'edificio nel corso del tempo.
Opere e arredi Tra gli elementi conservati all'interno si trova un antico fonte battesimale, successivamente trasformato e utilizzato come acquasantiera, poggiante su un basamento zoomorfo raffigurante un lupo sul quale è scolpito il nome «Lupo»; una relazione ad limina del 1640 registrò già la presenza di un fonte battesimale nella chiesa, senza tuttavia consentire di identificare con certezza quel manufatto con quello oggi conservato.
È inoltre documentata una patena proveniente dalla chiesa, datata ai secoli XV-XVI e recante iscrizioni in caratteri cirillici, riferita all'uso liturgico greco-albanese, mentre nella nicchia dell'altare maggiore è collocata una statua lignea di san Pantaleone, raffigurato nell'atto di guarire un paralitico inginocchiato ai suoi piedi.
Note
Voci correlate Papanice Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina
Collegamenti esterni
Pietro e Paolo, Santi Apostoli Pietro e Paolo, Santi Apostoli Categoria:Chiese dedicate ai santi Pietro e Paolo